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Innamorati, di Ascoli

MessaggioInviato: giovedì 7 febbraio 2008, 12:21
da RFVS
In un ricco articolo estratto dal Bollettino delle Deputazione di Storia Patria per l'Umbria, vol. XCII (1995), articolo dal titolo "G. B. Cavalcaselle e Gubbio" è citato esser stato podestà di Gubbio per il primo semestre del 1342 Nicola degli Innamorati di Ascoli.

Parimenti allego un documento proveniente da un blasonario della Biblioteca Augusta di Perugia che mi fu mostrato qualche anno fa.
Esso ritrae lo stemma del Nobilis et potens miles Muzius D. Innamorati de Esculo, podestà di Perugia nel 1343.

ecco il doc.
Immagine


Qualcuno ha notizie di questa famiglia?

MessaggioInviato: venerdì 8 febbraio 2008, 18:27
da sdeaco
COMPLIMENTI VIVISSIMI Sig. R.F.V.S. !!!!!!!!!!! Lei ha fornito una interessantssma notizia ed una immagine, sconosciuta a tutti gli storici e ricercatori ascolani. L'antica Famiglia ascolana Innamorati o de' Nnamoratis è appena menzionata dal maggior storico locale, Mons. Fabiani, che ricorda che il nobile Giovanni Innamorati, commissionò ad un maestro scarpellino lombardo l'esecuzione di un pozzo in travertino, oggi andato perso, con raffigurato l'emblema della Sua famiglia. Questo, verso la fine del 1400. Null'altro. Diversi Innamorati ebbero nel '400 e nel '500 incarichi nell'amministrazione della Città: erano di nobiltà consolare o del primo grado. Furono parenti alle maggiori famglie del luogo e talvolta impegnati nelle fatricide lotte tra fazioni cittadine. Ma, a parte poche notizie presenti nell'Arch. Comunale risalenti alla seconda metà del '400 e al primo '500 non se ne conoscono di precedenti. L'immagine ed i nomi che Lei fornisce sono di sicura importanza perchè rivelano lo stato di quella famiglia in tempi più antichi. Aggiungo, che l'Arch. notarile di Ascoli, contiene numerosi rogiti degli Innamorati, per cui sarebbe possibile comporre una esatta genealogia della famiglia a partire però dalla 2.a metà del '400. Posso dirle inoltre che la famiglia si estinse l'anno 1589 con la morte della nobilis mulier Maria Joanna filia q.m Nnamorati de' Nnamoratis et uxor q.m Pompily Bellery de Asculo. Cordiali saluti, Sdeaco.

MessaggioInviato: venerdì 8 febbraio 2008, 18:32
da fra' Eusanio da Ocre
Molto interessante anche lo stemma di quel manoscritto.

Chissà se qualche volontario vorrà blasonarlo...

Bene :D vale

MessaggioInviato: venerdì 8 febbraio 2008, 18:52
da curiosa
Eccola! :D
anche se non so blasonarlo. Quello non è un capo d'Angiò, vero? Troppi gigli.

D'oro, al leone di verde(?) a due bande di rosso, al capo d'azzurro, caricato da un rastrello di rosso, di cinque denti, alternati a quattro gigli d'oro.

MessaggioInviato: venerdì 8 febbraio 2008, 18:55
da RFVS
Per sdeaco.

Grazie! :D Da quanto scrive però ne deduco che conosca molto bene la storia ascolana...

Deve sapere che la mia è imparentata con la famiglia Innamorati, di Belfiore, frazione di Foligno.
Questi Innamorati sono attestati sin da fine 1500 nel territorio belfiorese, esercenti per lo più l'attività di cartari e possessori di diverse cartiere e terreni. Nel corso dei secoli si diramarono a Corciano (PG) e questo ramo poi fece ritorno in parte a Belfiore/Foligno ed in parte si trasferì definitivamente a Perugia. Oggi infatti restano questi due "rami".
Non credo abbiano a che far nulla con quelli ascolani, ben più importanti, quanto molto meno conosciuti.
Qualche anno fa una mia parente Innamorati che accupava una posizione piuttosto elevata nella Biblioteca Augusta di Perugia, nel mezzo delle ricerche sui "nostri" Innamorati, mi mostrò l'immagine di cui sopra e mi fornì copia del bollettino di storia patria su Gubbio.
In questo modo sono venuto in possesso di queste due informazioni sugli Innamorati di Ascoli, ma sempre senza ipotizzare il benchè minimo legame. Cosa che mi conferma parlandomi dell'estinzione di quelli ascolani.

Per Frà Eusanio

Ovviamente ci provo:

d'oro, al leone fasciato d'azzurro (?) e di rosso di cinque col capo d'Angiò.


Precisazione:
Il capo di questo stemma in relatà non è proprio il moderno Capo d'Angiò, che presenta 4 pendenti e 3 gigli. E' piuttosto un'approssimazione per eccesso :wink:
Come interpretarla? o meglio, come blasonarla?

MessaggioInviato: venerdì 8 febbraio 2008, 19:01
da RFVS
...ho scritto "fasciato" :shock: :shock:
ahi ahi come son messo male..... :? :shock: :wink:
ovviamente il povero leone è bandato.

MessaggioInviato: venerdì 8 febbraio 2008, 19:07
da fra' Eusanio da Ocre
Caro Riccardo, non... :wink: autoaffondarti :lol: ulteriormente!

Leggi qui:
curiosa ha scritto:Eccola! :D anche se non so blasonarlo.

Affermazione errata.
Qui sotto ci sei riuscita.
8)

Quello non è un capo d'Angiò, vero? Troppi gigli.

Esatto.

D'oro, al leone di verde(?) a due bande di rosso, al capo d'azzurro, caricato da un rastrello di rosso, di cinque denti, alternati a quattro gigli d'oro.

Lecito il dubbio sul verde, che però forse si può sciogliere positivamente grazie al confronto fra esso e lo smalto del capo.

Buono il resto, dove però il vecchio frate avrebbe aggiunto un sillaba iniziale ai denti tramutandoli in pendenti.

Bene :D vale

MessaggioInviato: venerdì 8 febbraio 2008, 19:12
da curiosa
D'oro, al leone di verde a due bande di rosso, al capo d'azzurro, caricato da un rastrello di rosso, a cinque pendenti, alternati a quattro gigli d'oro

Si?

MessaggioInviato: venerdì 8 febbraio 2008, 19:14
da RFVS
oooooooookkkkkkkkkk! :D :wink:

ricapitolando e scippando la blaonatura alla brava curiosa (con un paio di leggere modifiche):

D'oro, al leone di verde a due bande di rosso; al capo d'azzurro, caricato da quattro gigli d'oro, alternati ai cinque pendenti di un rastrello di rosso.

MessaggioInviato: venerdì 8 febbraio 2008, 19:35
da fra' Eusanio da Ocre
Bravo, Riccardo.

Punteggiatura :wink: sistemata.

Bene :D valete

MessaggioInviato: venerdì 8 febbraio 2008, 19:45
da RFVS
....almeno qualcosa in questa blasonatura l'ho azzeccato :wink:

quel leone ha una certa somiglianza con un certo grifo d'origine camerinese...trasferitosi in quel di Tolentino e rifinito poi in Gubbio....non trovi?

MessaggioInviato: venerdì 8 febbraio 2008, 19:48
da curiosa
Bravo Riccardo,
bel lavoro di squadra, eh, frate? :D

Alla prossima blasonatura. :wink:

ed ora che "erra l'armonia per questa valle", poss

MessaggioInviato: venerdì 8 febbraio 2008, 19:53
da curiosa
...il leone è anche lampassato di rosso, se non sbaglio. 8)

MessaggioInviato: venerdì 8 febbraio 2008, 19:54
da fra' Eusanio da Ocre
curiosa ha scritto:Bravo Riccardo,
bel lavoro di squadra, eh, frate? :D

Com'è norma del 8) vostro forum, carissima.

Alla prossima blasonatura. :wink:

Alla prossima! :P

Bene :D vale

MessaggioInviato: venerdì 8 febbraio 2008, 21:32
da sdeaco
Buona sera a tutti i gentili partecipanti al forum. Non ho alcuna cognizione di araldica, solo vaghe nozioni, per cui vogliate scusare le mie eventuali inesattezze. Il rastrello caricato a più pendenti alternati a gigli d'oro, come da alcuni di Voi descritto, è proprio di altri stemmi di Famiglie illustri ascolane, precisamente: MASSEI, ODOARDI, PARISANI, SALADINI, ed ALVITRETI. Il motivo di questa simbologia è indicato dal Conte Corrado Saladini nel suo libro "Memorie della famiglia Saladini di Ascoli nel Piceno" Ascoli, 1909. In questo, l'A. dà una sua versione della presenza del rastrello d'Angiò negli stemmi di famiglie di Ascoli. Di diversa origine invece è il simbolo del leone, che, solo per le famiglie ascolane sta ad indicare una origine Franca, ma a questo punto il discorso diventa molto più lungo ... Cordiali saluti a tutti, Sdeaco.