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Famiglia Della Calce - Salerno

MessaggioInviato: martedì 5 febbraio 2008, 18:09
da andvent
:D Mi rivolgo al Forum per una delle mie solite disperate ricerche di notizie "nascoste" :D :D

Questa volta cerco notizie della famiglia Della Calce di Salerno che risulta iscritta al seggio di portarotese dal 1632 ( cfr. http://grimgio.altervista.org/documenti ... ALERNO.htm ). :shock: :shock: Questa famiglia pare originare da un casale di Salerno (Castiglione feudo dei Doria Tursi) che in origine era Feudo dei Santomango, dei Guarna e poi dei D'Aquino :shock: ( anche qui spero di non fare confusione in quanto credo che i Santomango fossero un ramo dei D'Aquino... :? :? )

Comunque, di questi Della Calce riesco a sapere solo che era una nobile famiglia di origine spagnola, in quanto un certo Ettore Della Calce, fu condottiero sotto Filippo I e capostipite dei Della Calce di Castiglione. Tra i membri di questa famiglia si ricordano:GIOVANNANTONIO , Castellano del Castello di Salerno e, quindi, militando con il Marchese del Vasto (Barone di S. Cipriano e Castiglione), Capitano generale delle Armi d'Italia dell'Imperatore Carlo V e fu da quello nominato Maestro di Campo. Ettore II che nel 1623, sotto il comando di Carlo Andrea Caracciolo Marchese di Torrecuso, fu inviato in Brasile a combattere contro gli Olandesi e combattè in America , nelle Fiandre e in Germania, tanto da essere considerato uno dei più illustri condottieri napoletani del tempo. :shock: :shock: Gregorio della Calce, fiscale di Castiglione e Calabritto, Giuseppe, fiscale di Contursi, Alessandro, fiscale di Montecorvino e Libonati e Pietro barone di Sanza. ( :shock: tra l'altro che cosa era un "fiscale" :shock: :shock: ?? Scusate l'ignoranza)

Arma: di azzurro alla Sirena al naturale con la coda bifida sul mare dello stesso e capo d'oro con aquila imperiale (concessa da Carlo V a Giovannantonio sul Campo di Civitella :? :? )

Forse è già abbastanza ma non riesco a trovare notizie "certe", riscontri, conferme :shock: :shock:

:D :D Grazie per qualsiasi informazione aggiuntiva.

MessaggioInviato: mercoledì 6 febbraio 2008, 2:44
da Grimaldi
Gentile signore
vorrei innanzitutto dirle che i Della Calce non erano famiglia spagnola
ma (visto anche l'italiano cognome) erano una casata salernitana.

Tuttora esistono a Salerno il Palazzo d'Avossa, il Palazzo Giannattasio (in origine appartenuti a loro e poi ceduti a metà sec. XVII).

Appartennero anche costoro alla piccola nobiltà (di origine varia: "civile", togata, militare, etc.) che sostituì in buona parte la nobiltà antica del regno di Napoli (soprattutto fra '500 e '600).

Il caso di Salerno fu già citato su questo forum.

Qui vi fu la decadenza di una grande casata antica (i Sanseverino di Salerno, quasi una dinastia) e l'ascesa dei nuovi nobili minori.

Scrivevo infatti:
"Dopo secoli di potere del grande casato dei Sanseverino, intorno ai quali fiorirono famiglie di loro seguaci e vassalli, questa casa decade ed il principato, poco dopo, smembrato.
I loro vassalli diventano quindi la base del patriziato salernitano ed i possessori di vari feudi dell'ex principato..."

Ma diventare nobili (ovvero ottenere il denaro necessario per comprarsi rendite e benefici fiscali, i "fiscali", o feudi) non elevava le famiglie automaticamente agli occhi delle casate più antiche.

Il patriziato di Salerno quindi, composto da famiglie storiche, fece spesso ostruzionismo all'ascesa di queste famiglie "nuove" che ambivano, dopo la nobiltà, essere ammesse nel patriziato, come quello di Salerno.

Ecco perchè quindi i Della Calce, famiglia "provinciale" e di nuova estrazione, agli occhi dei patrizi salernitani, riuscirono ad essere ammessi come patrizi solo nel 1632.

Se vuole posso darle maggiori informazioni per ricerche più mirate.

Saluti.

Della Calce

MessaggioInviato: mercoledì 6 febbraio 2008, 11:45
da andvent
Gentilissimo Dott. Grimaldi,
:D :D La ringrazio moltissimo delle Sue informazioni!! :D In realtà io sono molto ignorante (e molto scettico sulla piccola nobiltà :1: ) ma a parte tutto capisco che la situazione della Nobiltà (di toga o se vogliamo di recente acquisizione) nel Regno di Napoli e poi nel Regno delle Due Sicilie ha caratteri di complessità che vanno ben al di là del semplice studi storico o genealogico :shock: :shock: : Da quel poco che inizio a leggere vado convincendomi sempre più che in questo Regno la Nobiltà era un sistema di "Fiscalizzazione" del Territorio e che forse, :4: in qualche modo era soggetto a "evasione" o comunque a scarso controllo da parte dei poteri Centrali..... 8)

Cito un esempio: alcune famiglie (di toga.... ) avevano acquistato più di un Feudo, ma non essendo tra quelle prominenti, non sono citate come titolari di tale Feudo... e del resto è comprensibile 8) Se l'elenco di Ceva (o di tutti gli altri studiosi) fosse "completo" dovrebbe assomigliare ad un manuale di statistica o ad un Catasto nel quale dovrebbero essere citate tutte le tessere di un mosaico comprendente TUTTI i Comuni del Regno.... :1: :4: ... e così non è... Ed inoltre di anno in anno si sarebbero dovute avere variazioni dovute a compravendita, morte ecc.....

Insomma non una lista ma una "Banca Dati" :shock: :shock:
Capisco che la mia curiosità va ben al di là degli obiettivi del Forum.... :oops: :oops: se Lei permette di volta in volta La disturberò in privato.... :lol:

Grazie ancora per le informazioni che sono sempre puntuali ed esaurienti!

MessaggioInviato: giovedì 7 febbraio 2008, 1:51
da Grimaldi
Gentile signore
lo sviluppo della "nuova nobiltà" nel Regno ebbe caratteri interessanti.

Sorse soprattutto in età moderna fra '500 e '600.

Gli elementi da considerare sono vari:

- La politica generale degli Asburgo/spagnoli,
che volle stroncare le infida e predominante nobiltà locale (che aveva seguito di recente il Lautrec ed era stata punita per questo);

- le lotte plitiche locali dei vicerè spagnoli
(che continuarono a piegare la nobiltà locale, dal Toledo in poi, soprattutto togliendo potere politico ai vecchi nobili, soprattutto i patrizi, a favore dei nuovi: togati, militi e civili. Come all'insegna di un motto del tipo "meglio tanti nobili ma poco potenti che pochi ma troppo potenti nobili");

- l'affidamento di fatto dell'economia nelle mani di stranieri
che divennero poi fetta sostanziosa dei "nuovi nobili"
(genovesi soprattutto, i famosi mercanti-banchieri)

- l'inflazione dei titoli nobiliari
delle concessioni, dei privilegi, etc.
(soprattutto durante la Guerra dei Trentanni e per motivi di necessità economica)

etc. etc. etc.

I Della Calce, nobili minori e provinciali, come ricorda lei stesso, si trovarono in tale epoca sull'onda dell'ascesa.
Ci misero un decennio per essere ammessi nel patriziato locale a Salerno....
non li volevano... :D

Ad ogni modo il tema è interessante (a chi piace l'argomento).

Salutoni

MessaggioInviato: giovedì 7 febbraio 2008, 17:37
da andvent
:oops: Il mio problema è che sono .. nell'ordine:
1. Ignorante in materia 8)
2. Privo di conoscenze storiche
3. Fisicamente lontano da Salerno (vivo a Roma)
4. Saltuariamente presente sull'argomento.....

Però la cosa mi interessa perché la mia è una di quelle famiglie (forse) o perlomeno un ramo di una di quelle...

A suo tempo infatti Lei mi aveva già aiutato ed ho sempre avuto sostanziosi supporti dai Suoi "link" e dalle Sue considerazioni.

In particolare mi incuriosiscono le lotte intestine tra i Feudatari (in particolare Ajello vs Guarna), la presa di potere dei d'Aquino (poi Santomango??),l'inserimento dei Doria (e quindi del "Genovesi") in quelle terre e infine la presenza degli Hidalgos Spagnoli (ad esempio ho scoperto che i Marchesi Cavaselice di San Mango - Piemonte sono marchesi Zoraya spagnoli.... ):oops: :oops:

Insomma una gran confusione, poco tempo, e molte notizie false, confuse e sovrapposte....

:lol: :lol: Comunque La ringrazio moltissimo per le "dritte" che mi aiutano a schivare le Magagne.... :lol: :lol:

8) Grazie!