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Famiglie Nobili di Cascia

MessaggioInviato: venerdì 1 febbraio 2008, 19:33
da RFVS
Qualcuno è a conoscenza di quali famiglie furono Nobili di Cascia (PG)?

MessaggioInviato: venerdì 1 febbraio 2008, 20:08
da RFVS
Nell'Elenco Ufficiale Umbro del 1907 sono riconosciute nel titolo:

Frenfanelli
Franceschini
Graziani
Cambi
Leonetti
Leonetti-Luparini
Zacchei (poi Zacchei Travaglini)

porgo la stessa domanda per la nobiltà civica di Spello (PG)

Re: Famiglie Nobili di Cascia

MessaggioInviato: domenica 9 gennaio 2011, 11:55
da RFVS
cercando alcune notizie su un esponente folignate dei conti Frenfanelli-Cybo ho avuto modo di elencare anche altre primarie famiglie di Cascia, delle quali però non saprei dire se appartenenti alla locale nobiltà o meno. Nell'elenco sono evidenziate in rosso.

Amici
Balzanetti
Barbari
Benanati (o Benamati?)
Carli
Cittadoni
Fidati
Frenfanelli (conti), antichi feudatari del Castello di Frenfano, poi trasferiti a Foligno.
Franceschini
Graziani
Gregoretti
Cambi
Leonetti
Leonetti-Luparini
Poli (poi Sandri-Poli)
Santi
Saraceni
Tornaboni
Zacchei (poi Zacchei Travaglini)

Re: Famiglie Nobili di Cascia

MessaggioInviato: venerdì 14 gennaio 2011, 23:27
da MMT
Ric, ci sono anche i Poli del cardinale Fausto, lui e nipoti aggregati nel 1633, quando era ancora arcivescovo.
Ora sono Sandri Poli.
Se ti servono notizie posso dartene di più!

Re: Famiglie Nobili di Cascia

MessaggioInviato: sabato 15 gennaio 2011, 8:59
da RFVS
Grazie mille [thumbup.gif]

. . . sto cercando di redigere un elenco, quindi se ti imbatti in famiglie aggregate e me le segnali mi fai un favore enorme [notworthy.gif]

Stessa cosa la sto facendo con Visso (anche se non venne riconosciuta), Spoleto (sperando che l'amico Ferrante che vi ha svolto ricerche mi dia una mano), Orvieto (di cui per ora ho solo la divisione in sette classi delle famiglie, se non ricordo male risalente al XVI-XVII secolo), Montecchio alias Treja, Osimo, Camerino e Norcia . . . e via via con tutte le altre civitas o terre pontificie importanti o che in seguito divennero civitas (esempio su tutti Gualdo Tadino nel 1833)

come puoi ben capire è un lavorone, quindi ogni aiuto, anche minimo, è ben accetto [thumb_yello.gif]

Re: Famiglie Nobili di Cascia

MessaggioInviato: giovedì 20 gennaio 2011, 1:47
da MARIOBRACCIDEVOTI
in località San Giorgio, oltre al bellissimo castello ormai diroccato, esisteva un ampio fabbricato fortificato chiamato "casa di Braccio". Dopo l'incendio seguito al devastante terremoto del 1599 il fabbricato andò quasi totalmente distrutto, il nome venne storpiato in "il casaraccio".
Nel 1447 risulta agli atti di Cascia abitarvi tale "Bracchius" e nel 1479 il figlio (?) Bartolomeus Bracchis. Nel 1530 vi abita Domenico Nicola de' Bracci. Questa famiglia scompare totalmente nel XVII° secolo, il fabbricato,fu parzialmente ristrutturato dai nobili Serrantoni da Lucca, che lo aquisirono in dote nei primi anni del '600, e vi risiedono tutt'ora.
A Roma nel 1630 vi si trasferisce Bartolomeo Bracci con il figlioletto Pietro sicuramente protetta dal cardinale Poli loro conterraneo. Nella bella sala da pranzo, unica superstite dell'antico fabbricato, sopra il camino si ammira lo stemma della famiglia Serrantoni, un cavallo bianco che fuoriesce da una torre. Sotto lo stemma dei serrantoni era dipinto lo stemma dei Bracci.
La memoria storica, essendo andato distrutto l'archivio della famiglia, fa discendere Bracchius da Oddo Fortebracci ed Elisabetta Trinci.
Muore Andrea, detto Fortebraccio da Montone nel 1424, ed Oddo nel 1425, entrambi vittime del tradimento dei loro alleati. Tradiscono Baglioni, Gattamelata e Ranieri il primo, Piccinino il secondo. La giovane Elisabetta ed il figlioletto appena nato trovano rifugio in quella rocca che era stato utilizzata da Fortebraccio, da cui il nome, nei suoi spostamenti tra Roma e Perugia.
Elisabetta teme lo zio Corrado Trinci divenuto conte di Foligno perchè probabile mandante della morte del padre Nicolò Non può andare a Perugia dove il traditore Malatesta Baglioni avrebbe cercato sicuramente di uccidere il bambino. Non può andare a Montone in quanto la madre di Carlo Fortebracci, timorosa per il destino del figlio, non ne avrebbe gradito la presenza. Il silenzio cala sul bambino, di cui si tramanda solo il nome, ma la memoria resta viva nei discendenti.