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Titolo di barone di Longi

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 23:12
da ilvicerè
Gentili amici,
il sig. marchese Silvestro Gutkowski Loffredo di Cassibile, come leggo in molti saggi storici, è l'erede dei beni posseduti dai Loffredo, ultimi baroni di Longi (si susseguirono : Lanza, Napoli, D'Amico e Loffredo). E' erede ufficiale e legittimo anche del titolo? Che voi sappiate il titolo di barone di Longi è definitivamente "estinto"?

MessaggioInviato: sabato 12 gennaio 2008, 23:51
da gutron72
Dovrebbe essere anche l'erede del Marchesato di Mongiuffi e Gaggi e della Baronia di Melia, passati in casa Loffredo attraverso i Rao-Corvaja. Qual'è la discendenza esatta di questo Silvestro Gutkowski Loffredo?
Luigi

MessaggioInviato: domenica 13 gennaio 2008, 1:01
da Davide Shamà
se il titolo e la famiglia non risultano su alcun elenco ufficiale, almeno il titolo storico è da considerarsi estinto.

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2008, 1:07
da ilvicerè
Era questo il mio dubbio, la famiglia sono quasi sicuro di si,ma il titolo risulta in qualche elenco ufficiale?

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2008, 1:52
da San Marco
Non so se possa interessare come " antefatto".
Coi titoli di Marchese di Cassibile Barone di Cassibile Marchese di Mongiuffi e Kaggi Barone di Melia Duca di Ossada Marchese di Melia Conte di Guido Barone della Tonnara di S. Giorgio di Patti Barone di Longi Signore delle Saline di Platanella, Ciammacca e Cantarella fu riconosciuto nel 1898, 1899, 1901 e 1903 Vincenzo, di Niccolò, di Silvestro. Sorelle: Giovanna in Ruffo della Floresta e Rosa in Valentic.
La famiglia Loffredo, stabilita in Messina nel secolo XVIII, si estinse in casa Trotta, che ne assunse il cognome: quest'ultima si estinse nel secolo XIX in casa Anria (Doria)di origine genovese, che assunse a sua volta il cognome Loffredo.

Nel IX Libro d'0ro della Nobiltà che non possiedo è citata la nobile famiglia Loffredo quale Duca di Ossada, March. di Casabile, March. di Mella, March. di Mongiulfi e Kaggi, Co. di Guido, Bar. di Mella, Bar. di Cassabile, Bar. della Tonnara di S.Giorgio di Patti, Bar. di Longi, Sig. delle Saline di Platanella, Ciammacca e Cantarella, don.

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2008, 2:18
da Matteo CB
gutron72 ha scritto:Dovrebbe essere anche l'erede del Marchesato di Mongiuffi e Gaggi e della Baronia di Melia, passati in casa Loffredo attraverso i Rao-Corvaja. Qual'è la discendenza esatta di questo Silvestro Gutkowski Loffredo?
Luigi


Certe sintesi offerte da alcuni siti internet (senza riportare le fonti da cui hanno attinto le informazioni) sembrano concordare che al marchese Gaetano Loffredo successe la nipote Maria Emanuela Pulejo (1908-1971). Alla morte di Emanuela, il marchesato fu ereditato da Silvestro Gutkowski Pulejo Loffredo, attuale discendente dei Loffredo (non capisco come possa essere avvenuta la successione ai titoli o se questa sia mai stata autorizzata. Gutkowski Pulejo Loffredo non compare nemmeno nella lista di coloro che beneficiarono dei provvedimenti nobiliari di Re Umberto II da Cascais).

Cordiali Saluti,
Matteo Calcagni

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2008, 6:49
da Davide Shamà
Matteo CB ha scritto:
gutron72 ha scritto:Dovrebbe essere anche l'erede del Marchesato di Mongiuffi e Gaggi e della Baronia di Melia, passati in casa Loffredo attraverso i Rao-Corvaja. Qual'è la discendenza esatta di questo Silvestro Gutkowski Loffredo?
Luigi


Certe sintesi offerte da alcuni siti internet (senza riportare le fonti da cui hanno attinto le informazioni) sembrano concordare che al marchese Gaetano Loffredo successe la nipote Maria Emanuela Pulejo (1908-1971). Alla morte di Emanuela, il marchesato fu ereditato da Silvestro Gutkowski Pulejo Loffredo, attuale discendente dei Loffredo (non capisco come possa essere avvenuta la successione ai titoli o se questa sia mai stata autorizzata. Gutkowski Pulejo Loffredo non compare nemmeno nella lista di coloro che beneficiarono dei provvedimenti nobiliari di Re Umberto II da Cascais).

Cordiali Saluti,
Matteo Calcagni


è molto probabile un'autoattribuzione. I titoli nobiliari concludono la loro esistenza nel 1946.

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2008, 11:00
da Matteo CB
Davide Shamà ha scritto:è molto probabile un'autoattribuzione. I titoli nobiliari concludono la loro esistenza nel 1946.


Ma non è l'unico titolo che il signor Gutkowski Loffredo si è attribuito. Su una rivista che trattava delle condizioni di lavoro dei braccianti immigrati proprio a Cassibile, ho trovato scritto che in assenza di un sindaco che rappresenti le autorità locali, il marchese (?) sembra che abbia accentrato la funzione civica nelle sue mani: riceve in udienza, presso la sua magione, il giovedì dalle 15 alle 17, per aiuti e consigli ai suoi concittadini...

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2008, 11:10
da gutron72
Aver conservato grandi patrimoni evidentemente aiuta a conservare anche il potere che i titoli non danno più :wink:

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2008, 11:57
da Grimaldi
Matteo CB ha scritto:....
(omissis)...
sembra che abbia accentrato la funzione civica nelle sue mani: riceve in udienza, presso la sua magione, il giovedì dalle 15 alle 17, per aiuti e consigli ai suoi concittadini...



Sembra una scena inquietante... :shock:

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2008, 13:51
da Davide Shamà
Matteo CB ha scritto:
Davide Shamà ha scritto:è molto probabile un'autoattribuzione. I titoli nobiliari concludono la loro esistenza nel 1946.


Ma non è l'unico titolo che il signor Gutkowski Loffredo si è attribuito. Su una rivista che trattava delle condizioni di lavoro dei braccianti immigrati proprio a Cassibile, ho trovato scritto che in assenza di un sindaco che rappresenti le autorità locali, il marchese (?) sembra che abbia accentrato la funzione civica nelle sue mani: riceve in udienza, presso la sua magione, il giovedì dalle 15 alle 17, per aiuti e consigli ai suoi concittadini...


e magari gestisce la giustizia feudale sotto l'albero con un bel bastone in mano per sanzionare i poveri contadini... :?

MessaggioInviato: lunedì 14 gennaio 2008, 14:38
da Matteo CB
Davide Shamà ha scritto:e magari gestisce la giustizia feudale sotto l'albero con un bel bastone in mano per sanzionare i poveri contadini... :?


Ma guardi che non ho fatto facile humor alle spalle del signor Gutkowski Loffredo!
Perlomeno, la notizia (compreso orario di udienza del "marchese") compare sul n. 34 della rivista "Left" che ho consultato in formato pdf. Compare sui motori di ricerca quando viene inserito il cognome dell'attuale "marchese di Cassibile".

Re:

MessaggioInviato: mercoledì 2 aprile 2008, 14:33
da Giovanni L. M. d'Amico
San Marco ha scritto:Non so se possa interessare come " antefatto".
Coi titoli di Marchese di Cassibile Barone di Cassibile Marchese di Mongiuffi e Kaggi Barone di Melia Duca di Ossada Conte di Guido Barone della Tonnara di S. Giorgio di Patti Barone di Longi Signore delle Saline di Platanella, Ciammacca e Cantarella fu riconosciuto nel 1898, 1899, 1901 e 1903 Vincenzo, di Niccolò, di Silvestro. Sorelle: Giovanna in Ruffo della Floresta e Rosa in Valentic.
La famiglia Loffredo, stabilita in Messina nel secolo XVIII, si estinse in casa Trotta, che ne assunse il cognome: quest'ultima si estinse nel secolo XIX in casa Anria (Doria)di origine genovese, che assunse a sua volta il cognome Loffredo.


Anche un ramo dei d'Amico ottenne il titolo di duchi d'Ossada e conti di Guido. Pertanto esiste una qualche connessione con la famiglia Loffredo da lei citata e che ebbe quei titoli sopra citati?
Cordiali saluti

Re: Titolo di barone di Longi

MessaggioInviato: mercoledì 2 aprile 2008, 20:29
da Messanensis
La connessione con i D'Amico c'è.

Silvestro d'Auria assunse il cognome Loffreda nonchè il titolo di Marchese di Cassibile, per successione dello zio Marchese Silvestro Loffreda (alias Trotta). Fu gentiluomo della Regia Camera e Sindaco di Messina. Sposò la nobildonna Giovanna Rao-Corvja, da cui nacquero:
- Giuseppe, primogenito, che però si fece sarcerdote e divenne Canonico della Cattedrale di Messina;
- Gaetano (cerimoniere onorario di Corte, gentiluomo di Camera, deputato al parlamento nazionale) sposato con Maria Caterina Scoppa, da cui non ebbe figli;
- Nicolò, marito di Maria Calcagni e d'Amico, ereditiera dei titoli di duca di S. Giorgio Ossada, conte di Guido, barone di Longi, ecc., da cui ebbe discendenza.

Re: Titolo di barone di Longi

MessaggioInviato: giovedì 3 aprile 2008, 10:28
da Giovanni L. M. d'Amico
Perciò con Maria Calcagni e d'Amico il ramo dei duchi d'Ossada ecc... si estingue completamente passando tali titoli ai Loffreda?
Di che anno si sta parlando?
Grazie e cordiali saluti