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Famiglie COCCIA in Abruzzo

Inviato:
giovedì 3 gennaio 2008, 9:52
da Morello
Gentili forumisti,
il cognome Coccia in Abruzzo è mediamente diffuso ed è documentato dalla prima metà del XIV secolo. La sua origine è soprannominale, "Coccia", infatti, in dialetto abruzzese significa testa. Tra le principali famiglie con tale cognome si segnalano una del patriziato aquilano, dotata di stemma e trapiantatasi nel XV secolo a Firenze, un'altra di Paglieta (Ch) nota dalla prima metà del XV secolo ed un'altra originaria di Atessa (Ch) e trasferitasi poi a Chieti, che ebbe il feudo di Quadri (Ch) nel XVII secolo. Vi sono state poi, a partire dalla prima metà del XVI secolo, altre famiglie abruzzesi con tale cognome, ma sicuramente meno importanti a Chieti, Ortona (Ch), L'Aquila, Penne (Pe), Sulmona (Aq), Lanciano (Ch), Miglianico (Ch), Rocca San Giovanni (Ch) ecc.. Ebbene, secondo Voi, visto lo spazio limitato ad una sola regione, non grandissima e non densamente abitata oggi, ancor meno nel passato, quanto è possibile o probabile che anche in assenza di riferimenti genealogici certi, ci siano stati dei legami tra queste famiglie dallo stesso cognome, anche se derivante da un termine dialettale? Grazie mille.
Cordialmente.
Nicola Serafini
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IN IVSTITIA ET PACE PROBITAS
Re: Famiglie COCCIA in Abruzzo

Inviato:
giovedì 3 gennaio 2008, 12:20
da L.A.S.
Serafini ha scritto:Gentili forumisti, il cognome Coccia in Abruzzo è mediamente diffuso ed è documentato dalla prima metà del XIV secolo. La sua origine è soprannominale, "Coccia", infatti, in dialetto abruzzese significa testa
Gentilissimo Serafini, mi pare che "Coccia" sia mediamente diffuso ovunque, in particolare a Roma (pensi al Monte dei Cocci, ovvero "Testaccio"). Questo perché, a mio avviso, non è termine dialettale abruzzese (o, almeno, non soltanto), ma di derivazione latina con significato di "buccia" o, appunto, più frequentemente, di "testa". Ad integrazione della sua lista di famiglie abruzzesi con detto cognome segnalo anche un Leonardo Coccia, sindaco di Villavallelonga (Aq), nella fine dell'800. Ma, per venire alla sua domanda, penso di non essere lontano dal verosimile rispondendole che, a fronte di quanto sopra, la possibilità di una derivazione dallo stesso ceppo sia piuttosto scarsa, sul piano delle probabilità oserei dire nulla.
Cordialmente,
Lorenzo
Re: Famiglie COCCIA in Abruzzo

Inviato:
giovedì 3 gennaio 2008, 14:10
da dpascale
Serafini ha scritto:un'altra originaria di Atessa (Ch) e trasferitasi poi a Chieti, che ebbe il feudo di Quadri (Ch) nel XVII secolo.
Gentile sig. Serafini,
io sapevo che il feudo di Quadri, insieme a quello di Taranta, con titolo baronale, fu concesso a Lodovico Malvezzi, patrizio bolognese, nel 1467 da Ferdinando I d'Aragona. Questo titolo fu poi confermato ai figli e eredi e mi risulta che sia stato in possesso della famiglia Malvezzi al '700.
E' possibile che il titolo fosse rimasto come "titolo onorifico" ai Malvezzi, che risiedevano lontano dal feudo, e che invece il feudo fosse stato assegnato ai Coccia? (scusate forse mi sono espresso male, ma non sono molto pratico sull'ordinamento feudale...)
Grazie
Daniele

Inviato:
giovedì 3 gennaio 2008, 14:20
da Morello
Gent.mo Sig. Daniele,
in questo momento non ho il testo e le fonti a portata di consultazione. Domani vedrò di essere più preciso.
Cordialmente.
Nicola Serafini
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IN IVSTITIA ET PACE PROBITAS

Inviato:
giovedì 3 gennaio 2008, 14:33
da Morello
Gent.mo Sig. Daniele,
traggo le seguenti notizie dalla libera enciclopedia in rete Wikipedia: "Agli inizi del XVII secolo (Quadri n.d.r.) viene posseduto prima dal Conte MELOCCHI e poi dal Marchese D. Periteo MALVEZZI che poi nel 1628 lo venderà al Barone Giannicola COCCIA (cognome abbastanza diffuso oggi a Quadri, n.d.r.) per 7750 ducati. Alla fine del XVII secolo ai COCCIA subentrano i D'AMBROSIO che manterranno il feudo sino alla fine del XVIII secolo. L'ultimo Signore di Quadri fu il Duca Catemario che governò fino al 1806". In sostanza sono identiche alle notizie in mio possesso, ma se avrò tempo per qualche ricerca aggiuntiva "tra le mie carte", in serata, domani sarò più preciso.
Cordialmente.
Nicola Serafini
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INIVSTITIA ET PACE PROBITAS

Inviato:
giovedì 3 gennaio 2008, 14:52
da dpascale
Grazie, riguarderò anch'io le mie fonti sui Malvezzi.
Cordiali saluti
Daniele

Inviato:
venerdì 4 gennaio 2008, 13:43
da Morello
Gentile Sig. Daniele,
la notizia l'ho tratta da Ugo De Luca, "Chieti e la sua Provincia: i Comuni" (ristampa a cura di Ugo De Luca e Francesco Lullo), Chieti, Provincia di Chieti, 2002 (S. Atto di Teramo, Edizioni Grafiche Italiane), pag. 303: (con riferimento al Comune di Quadri) "Più tardi vi ebbero signoria il conte Melocchi, i Coccia di Atessa, la famiglia Ambrosio, col titolo di Duca, che tenne il paese fino all'abolizione della feudalità". L'A. cita L. Giustiniani, "Dizionario Geografico ragionato del Regno di Napoli", Napoli, 1797-1805, ad vocem. Tra l'altro la conferma che l'ultimo feudatario di Quadri, con titolo ducale, fu un ramo dei D'Ambrosio Principi di Marzano, si riscontra anche in Giovanni Bono, "Le ultime intestazioni feudali nei Cedolari degli Abruzzi", Napoli, Ed. CSL, 1991, pag. 26, n. 53.
Cordialità.
Nicola Serafini
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IN IVSTITIA ET PACE PROBITAS

Inviato:
sabato 5 gennaio 2008, 0:41
da dpascale
Gentile sig. Nicola,
le riporto questa notizia dal volume "Malvezzi, Storia genealogia e iconografia", ma leggendo quello che mi ha scritto lei, non so quale sia l'informazione più veritiera:
Lodovico II Malvezzi, figlio primogenito di Marc'Antonio III, fu signore di Taranta e di Quadri [...]. Nel 1628 tentò di vendere la signoria di Quadri a Giovanni Nicola Coccia per il prezzo di 7750 ducati, ma non ottenne l'assenso reale ed il feudo rimase in casa Malvezzi.
Piriteo Malvezzi era il nonno di Lodovico, e morì nel 1627.
Cordiali saluti,
Daniele

Inviato:
sabato 5 gennaio 2008, 1:04
da Lord Acton
Una famiglia notabile Coccia è certamente presente ad Avellino da oltre un centinaio di anni.
Lord Acton

Inviato:
domenica 6 gennaio 2008, 21:11
da GPF
Se può interessare a Novara il teatro dell'aristocrazia ora teatro comunale, voluto tra gli altri dal conte Luigi Maria Tornielli, dall'800 prese il nome di Teatro Coccia...tale nome deriva da Carlo Coccia, nato nel napoletano nel 1782 e morto in Novara nel 1873, che fu maestro di cappella della cattedrale di Novara per 32 anni.
GGEP

Inviato:
lunedì 7 gennaio 2008, 9:46
da Morello
Grazie per tutte le preziose informazioni,
sarebbe interessante ora confrontare gli stemmi delle varie famiglie Coccia. Ad esempio lo stemma dei Coccia patrizi aquilani, elencati nel manoscritto del Crispomonti conservato nella Biblioteca Prov.le "S. Tommasi" di L'Aquila, era il seguente: d'oro alla banda di rosso accompagnata in capo da una stella dello stesso.
In merito alle notizie fornitemi dal Sig. Daniele, forse bisognerebbe approfondire meglio se i D'Ambrosio, ultimi intestatari del feudo, l'acquistarono dai Malvezzi o dai Coccia, purtroppo il Bono non riporta questo passaggio, limitando le notizie solo agli ultimi feudatari, mentre la fonte bibliografica più antica riguardante la signoria dei Coccia, credo sia quella del Giustiniani, che scrive quando ormai il feudo di Quadri era passato ai D'Ambrosio. Speriamo che il tempo e le ulteriori ricerche riusciranno a fornirci un chiarimento definitivo.
Cordialmente.
Nicola Serafini
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IN IVSTITIA ET PACE PROBITAS

Inviato:
venerdì 11 gennaio 2008, 18:57
da dpascale
Gentile signor Serafini,
controllando meglio sul libro che ho indicato più sopra, leggo quanto le trascrivo:
Sigismondo III Maria [Malvezzi] [...] alla morte del padre [Piriteo III] (22 luglio 1728) gli succedeva nel marchesato di Casel Guelfo, nelle contee di San Polo e Montenuovo, e nelle signorie di Taranta e Quadri. Con il consenso dei fratelli, alienò a don Gaetano Antonio d'Ambrosio, nobile napoletano, la terra di Quadri per il prezzo di 9200 ducati. La vendita fu fatta il 17 giugno del 1730 in Napoli e poi ratificata in Bologna il 19 luglio successivo.
I documenti della vendita si trovano presso l'archivio Malvezzi Lupari (conservato all'Archivio di Stato di Bologna).
Spero che queste informazioni possano esserle di utilità; cordiali saluti
Daniele

Inviato:
lunedì 14 gennaio 2008, 10:02
da Morello
Gent.mo Sig. Daniele,
La ringrazio perchè questa notizia mi è molto utile: Evidentemente i Coccia di Atessa, pur intenzionati all'acquisto del feudo, ci ripensarono oppure non lo perfezionarono, ed il Giustiniani, il De Luca... ed io, abbiamo preso un abbaglio! La ringrazio ancora e cordialmente La saluto.
Nicola Serafini
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IN IVSTITIA ET PACE PROBITAS

Inviato:
lunedì 14 gennaio 2008, 15:02
da dpascale
Grazie a lei
Ma quindi non ho capito: i Coccia utilizzarono effettivamente il titolo di signori di Quadri, oppure ciò è riportato solo nelle sue fonti?
Daniele

Inviato:
martedì 15 gennaio 2008, 10:00
da Morello
Gent.mo Sig. Daniele,
le fonti sono soltanto bibliografiche, credo che il primo a scriverne fu il citato Giustiniani, che pubblicò il "Dizionario" tra la fine del XVIII sec. e l'inizio del seguente, su quali basi documentarie non saprei, dopo di lui il De Luca ha ripreso la notizia. Tenga conto che parlano dei Coccia di Atessa, e tale cognome, ancora oggi, è abbastanza diffuso pure a Quadri. Come Lei scrive il tentativo di vendita del feudo di Quadri ai Coccia ci sarà stato, ma non essendosi ottenuto l'assenso reale, non si è concretizzato, e il Giustiniani ha preso un abbaglio, ripetuto dagli altri autori seguenti. Tra l'altro in rete e credo anche sul sito del Comune di Quadri, risultano tra i feudatari di Quadri anche i Coccia. Non mi risulta che in seguito ci fu una famiglia Coccia che si fregiasse del titolo di Barone di Quadri.
RingraziandoLa ancora per il Suo contributo che ha sicuramente chiarito una confusione, La saluto cordialmente,
Nicola Serafini
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