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Curti

MessaggioInviato: martedì 1 gennaio 2008, 17:01
da GENS VALERIA
Ottennero ( con l'esborso di 100.000 ducati ) l' ingresso nel Maggior Consiglio di Venezia , nel 1688 .
Originari della Francia , si stabilirono a Gravedona (Como ) nel XVI sec. questa famiglia , passando per Roma ottenne , trapiantata a Palermo , una Baronia ed un Marchesato . Una famiglia decisamente intraprendente , dai molti rami !

MessaggioInviato: mercoledì 2 gennaio 2008, 0:47
da GENS VALERIA
Pensando alla "Storia " della famiglia Grassi di Napoli " mi scappa " di riportare :

Da F. Miari “ Il nuovo patriziato veneto dopo la serrata del maggior consiglio e la guerra di Candia e di Morea “ 1891,(A.Forni ed. ) .

Anticamente i Curti erano macellai di Milano , che si arricchirono col traffico dei buoi in Ungheria al tempo della guerra di Candia ; e sovvenendo di denaro la Corte Imperiale di Vienna, conseguirono da essa a sgravio dei loro crediti , titoli , feudi, Baronie nel Cesareo Dominio .
Venuti a Venezia carichi di onori e di ricchezze, continuando anche qui il traffico di buoi con quella Nazione , gli eredi dei fondatori chiesero ed ottennero l’iscrizione al patriziato veneto che avvenne il 12 settembre 1680 , e questa parte in Senato riportò il 5 settembre 1680 166 voti favorevoli , 18 contrari , ed 8 non sinceri , e nel Maggior Consiglio il 12 detto mese ed anno , voti 685 favorevoli , contrari , 177 e 12 non sinceri. A proposito di questa elezione un poeta veneziano scrisse una poesia satirica , che riproduco dall’originale esistente presso la R. Deputazione di Storia Patria .

Vicissitudini delle umane vicende .

Parte appena nassuo dalle vallae
Verso Venezia un fiol d’un Pegorer
Che messo per garzon in un mestier
El vive a pane e vin e bastonae.
Ma appena de garzon l’hore è passae,
Zovene el vien de studio, e un po’ sanser
E de Zovene fatto alfin Misser
L’arriva in calle della segurtae,
Va zurando ogni dì sora il so honor
E pretende voler far alto e basso:
E se vol del Carissimo Signor,
Fatto alfin della so roba un fasso,
El se fa Zentilhomo , oh che stupor !
Dalla stalla alla Stolla è breve il passo!




Sergio

MessaggioInviato: mercoledì 2 gennaio 2008, 1:27
da San Marco
Curti
Lo stemma è tratto dallo Stemmarietto Veneziano Orsini De Marzo datato sicuramente dopo il 1718 dato che include stemmi di casati iscritti posteriormente al patriziato come precisato nella presentazione del volume.


Immagine

Arma: Interzato in fascia, nel 1° d'argento all'aquila spiegata di nero; nel 2° partito a) d'azzurro al cane rampante e bicipite di nero, b) di rosso al castello di due torri d'argento sostenente un'aquila spiegata di nero; nel 3° di rosso a tre sbarre d'argento.

Nello Scorza l' Arma pur mantenendo le stesse figure gli smalti cambiano.
Essa è così blasonata: Interzato in fascia, nel 1° d'oro all'aquila di nero; nel 2° partito, a) d'oro al cane bicipite di nero, b) d'argento al castello di due torri di rosso sostenente un'aquila di nero; nel 3° d'argento a tre sbarre di rosso.

MessaggioInviato: mercoledì 2 gennaio 2008, 10:15
da GENS VALERIA
CURTI DI MILANO

Nobile famiglia di Gravedona . Con decreto 23 aprile 1787 dell’ I .R. Consiglio fu riconosciuta la sua antica e generosa nobiltà e il suo stemma gentilizio fu delineato a colori nel Codice Araldico ufficiale della Lombardia Austriaca in persona dei fratelli don Gerolamo e capitano don Luigi di Nicolò , di Gerolamo . Più tardi con Sovrana Risoluzione 2 settembre 1816 , il predetto capitano don Luigi ottenne anche la conferma della nobiltà della sua famiglia.
Il capostipite di questa famiglia, secondo la genealogia provata nel 1787 fu Gio.Andrea , di Gio. Alessandro C , di Gravedona , sindaco fiscale delle tre Pievi superiori del Lago di Como , in nome di Pio IV . Da Gio. Andrea e da sua moglie Maria Maddalena Stampa nacque Alfonso ( n. 1586 ) che fu marito di Lucrezia Canova e padre del dottore Alessandro ( 1616 ) . Dopo cinque generazioni un altro Alessandro Curti ( nato a Milano nel 1799 ) sposò la nobile Caterina Melzi d’Eril figlia del conte Carlo e ebbe Carolina (nata Milano 1843 ) ultima superstite di questa famiglia , iscritta nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1933 , col titolo di nobile ( pers .) e trattamento di Donna ) .


Lo stemma è un po' diverso :

Immagine

il cane bicipite diventa leone bicipite :wink:

Curti

MessaggioInviato: mercoledì 2 gennaio 2008, 10:42
da Sigillum1
Famiglia certamente intraprendente ma anche fornita di emblemi araldici, e non usuali, almeno dal XV secolo...Il loro stemma, dei Curti di Gravedona, compare, del tutto simile a quelli da voi pubblicati, nel codice Carpani. Aggiungo che membri della (apparentemente) stessa famiglia conseguono lauree a Bologna all'inizio del XVII secolo, dichiarandosi di Gravedona o di Como però...
Con l'occasione, e seppure in ritardo, i miei migliori auguri di buon anno a tutti...Sono stata sinora lontana e non ho avuto l'opportunità di farlo prima. Silvia

MessaggioInviato: mercoledì 2 gennaio 2008, 13:22
da di Bragelonne
A Roma i marchesi Curti si estinsero nell'800 nei Franchi (poi Franchi de' Cavalieri) con Maria Luisa, anche se poi sorse una famiglia Curti Lepri (che comunque si estinse alla fine dell'800). Mentre il ramo siciliano sopravvive ancora come Curti Gialdino, barone di Pumancaro:
Immagine
Immagine

R. di B.

MessaggioInviato: giovedì 3 gennaio 2008, 14:22
da San Marco
Curti
per notizie sulla famiglia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Famiglia_Curti

Re: Curti

MessaggioInviato: venerdì 28 marzo 2008, 20:00
da GENS VALERIA
Posto questo messaggio , arrivato a mezzo e-mail privata :

Salve ,sono Andrea Curti Gialdino del ramo di sicilia.
navigando in internet mi sono accorto che l'anno scorso il nome della mia famiglia è stato oggetto di discussione nel forum 'I NOSTRI AVI'. Premettendo che non sono riuscito ad iscrivermi al forum volevo fare notare un errore che riguarda il mio ramo palermitano...infatti noi siamo Baroni di Pietralonga e non di Pumancaro come è scritto,inoltre non ci è noto altro ramo nobile in italia che porti lo stesso cognome.

Cordiali saluti ANDREA CURTI GIALDINO

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