fabrizio guinzio ha scritto:Caro Gens Valeria, nel tuo "ipotesi di tardi genealogisti" è incluso il giudizio di merito! Ma quanto tardi? L'unica citazione di tale favola io l'ho per ora reperita in un articolo della rivista Dinastie(ho tutti i numeri) della fine del secolo scorso, che parlava di ricerca d'agenzia nobiliarista francese, se rammento bene. Ma in tutti i libri di storia ho trovato scritto delle popolazioni latine rifugiatesi in luoghi sicuri all'atto dell'invasione longobarda. Anche Crema dovrebbe la sua fondazione a motivi simili. Penso che non dobbiamo buttare via il bambino con l'acqua sporca! Quando vivevo a Venezia, un Andrea da Mosto studiava a Londra. Io frequentavo il simpaticissimo ed altrettanto geniale fratello Francesco, regista. Il padre era dirigente Rai; ha fatto interessantissime interviste sulla storia veneziana. Ma non sò se l'autore dei Dogi di Venezia sia la persona che penso io. Un caro saluto, Fabrizio
Caro Fabrizio , ho ereditato dai miei Maggiori adriatici due cose : la gotta e
l’amore per Venezia , esso è immarcescibile ed è testimoniato dal sito autocreato , autoprodotto e ( a quanto pare )… autoletto in fondo alla pagina .
L’origini delle città sono spesso ammantate da leggende belle ed improbabili ( la lupa che allatta Romolo e Remo ti ricorda qualcosa ? ) non scandalizziamoci se la verità ( probabilmente ) sia un tantino diversa .
I centri commerciali , come in tutt’Europa sono sorsero sulle sedi delle grandi fabbriche statali ( Reims , Vienna , Lione , Milano, Arles ) così accadde anche per Venezia quando il disfacimento dello stato romano allentò l’esclusiva sulla produzione della manifattura lagunare del sale , da sempre monopolio tra i più protetti dall’ Erario di Roma e si instaurò un ‘economia più libera , in cui i lagunari aumentarono di numero e si trasformarono da manovalanza , carpentieri pescatori , soldati in affittuari e concessionari di una industria esportatrice e in mercanti per tutto l’Alto Adriatico . All’inizio del VI secolo un vasto impianto palafittino tardo- romano si insediano i primi cantieri e nasce la marina adriatico-veneta . Il legname per la costruzione delle navi non è mai abbastanza , finite le querce della vicina terraferma si passa a quelle del travisano ed ai larici d’Istria , Tra il VII e L’ VIII secolo vengono costruite le potenti e grandi navi mediterranee.
Bagdad nell’ VIII secolo conta un milione di abitanti ( 20.000 Roma ) gli arabi posseggono molto oro , più dei bizantini , le metropoli arabe Damasco , Cairo , Tunisi , Cordova abbisognano di tutto e parecchi materiali non si trovano in loco , tra cui lino , legname per navi e schiavi , sempre più schiavi . Venezia si inserisce con naturalezza nel….. “
bisness “ .
La crescita di Venezia è dovuta anche al sistema viario dell’interno , mai interrottosi , cosa che dimostra come le condizioni di vita in terraferma fossero quantomeno passabili e rende inaccettabile la tesi dei profughi che abbandonano definitivamente case e averi .
L’unico fatto verosimile è che la caduta di Altino portò allo sviluppo di Torcello come quella di Treviso ed Aquileia ( 568 ) condusse al rafforzamento militare di Marano e di Grado , il cui patriarca Elia commissionò nel 578 quel mosaico nel Duomo che lo raffigura con vicino i milites del “
numerus Tarvisianus “. Nel IX secolo la parola venne interpretata per
popolazione anziché
contingente militare e si volle che anche i trevisani avessero trovato con il loro Vescovo rifugio nella laguna .
Ebbene , non condivido , Fabrizio , la tesi della laguna deserta e delle popolazioni fuggiasche davanti agli Unni e ai Longobardi , tesi probabilmente diffusa ad arte dai bizantini per i motivi che ho citato nel precedente intervento.
Con stima
Sergio