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Nobiltà personale

Inviato:
mercoledì 12 dicembre 2007, 12:29
da inquisitor86
Buongiorno a tutti,
ho trovato questa indicazione relativa ad una famiglia toscana:
"T. B. ottenne la nobiltà personale nel ducato di Lucca".
Qualcuno potrebbe chiarirmi il significato di nobiltà personale?
Vuol dire forse che il titolo(?) era intrasmissibile?
Grazie
Saluti
Andrea G.

Inviato:
mercoledì 12 dicembre 2007, 15:06
da RFVS
Dici bene. Il titolo era solo ed esclusivamente per T.B.
Morto T.B. il titolo "tornava" al concedente il quale poi poteva anche nobilitare eventuali fratelli o discendenti di T.B. sia con nobiltà personale che ereditaria..oppure farla finita lì.

Inviato:
mercoledì 12 dicembre 2007, 18:40
da Giovanni Stefanelli
RFVS ha scritto:Dici bene. Il titolo era solo ed esclusivamente per T.B.
Morto T.B. il titolo "tornava" al concedente il quale poi poteva anche nobilitare eventuali fratelli o discendenti di T.B. sia con nobiltà personale che ereditaria..oppure farla finita lì.
Corrisponde quindi alla nobiltà di privilegio?

Inviato:
mercoledì 12 dicembre 2007, 20:19
da RFVS
...cosa intende per "nobiltà di privilegio"?

Inviato:
mercoledì 12 dicembre 2007, 21:11
da FP
Sembra quasi una
nobiltà di contentino 

Inviato:
mercoledì 12 dicembre 2007, 21:56
da Giovanni Stefanelli
RFVS ha scritto:...cosa intende per "nobiltà di privilegio"?
Una nobiltà concessa ad personam e non ereditataria.

Inviato:
mercoledì 12 dicembre 2007, 22:00
da Elassar
Giovanni Stefanelli ha scritto:Corrisponde quindi alla nobiltà di privilegio?
A quanto so, ma potrei sbagliarmi, il riferimento alla nobiltà di privilegio è legato alla suddivisione fatta dal Reale Dispaccio del Regno di Napoli del 25 gennaio 1756 della nobiltà in tre gruppi: la Nobiltà generosa, la Nobiltà di privilegio e la Nobiltà legale (o civile).
La Nobiltà Generosa stava a significare che entrambi i genitori erano stati accertati nobili da molte generazioni. Per esempio, avevano posseduti feudi.
Per la Nobiltà legale rinvio al contenuto del Dispaccio: "
La terza chiamata Legale, o sia Civile comprenda quelli, i quali facciano costare avere così essi, che il loro Padre, ed Avo vissuto in Città demaniale, e regia, escluse le baronali, sempre civilmente con decoro, e comodità, senza esercitare carica, e impiego basso, e popolare, e sono sempre stati riputati dal Pubblico Uomini onorati, e dabbene".
La Nobiltà di privilegio è, per esclusione, quella di coloro che non avevano la Generosa o la Legale.
Elassar

Inviato:
mercoledì 12 dicembre 2007, 22:15
da RFVS
secondo me queste similitudini hanno poco senso.
La Nobiltà personale è la nobiltà personale, ovvero concessa ad una persona e basta. Con la morte dalla persona muore anche quella nobiltà.
più semplice di così


Inviato:
mercoledì 12 dicembre 2007, 23:38
da MMT
Concordo con Riccardo!
Michele

Inviato:
mercoledì 12 dicembre 2007, 23:41
da FML
RFVS ha scritto:La Nobiltà personale è la nobiltà personale, ovvero concessa ad una persona e basta. Con la morte dalla persona muore anche quella nobiltà.
Sono assolutamente in sintonia con Riccardo.
Cordialmente,
Ferrante

Inviato:
giovedì 13 dicembre 2007, 0:24
da Davide Shamà
RFVS ha scritto:secondo me queste similitudini hanno poco senso.
La Nobiltà personale è la nobiltà personale, ovvero concessa ad una persona e basta. Con la morte dalla persona muore anche quella nobiltà.
più semplice di così

esatto. E' proprio così.

Inviato:
giovedì 13 dicembre 2007, 1:24
da equites
Elassar ha scritto:A quanto so, ma potrei sbagliarmi, il riferimento alla nobiltà di privilegio è legato alla suddivisione fatta dal Reale Dispaccio del Regno di Napoli del 25 gennaio 1756 della nobiltà in tre gruppi: la Nobiltà generosa, la Nobiltà di privilegio e la Nobiltà legale (o civile).
La Nobiltà Generosa stava a significare che entrambi i genitori erano stati accertati nobili da molte generazioni. Per esempio, avevano posseduti feudi.
Per la Nobiltà legale rinvio al contenuto del Dispaccio: "La terza chiamata Legale, o sia Civile comprenda quelli, i quali facciano costare avere così essi, che il loro Padre, ed Avo vissuto in Città demaniale, e regia, escluse le baronali, sempre civilmente con decoro, e comodità, senza esercitare carica, e impiego basso, e popolare, e sono sempre stati riputati dal Pubblico Uomini onorati, e dabbene".
La Nobiltà di privilegio è, per esclusione, quella di coloro che non avevano la Generosa o la Legale.
Elassar
Sapreste dirmi se il Real Dispaccio citato è rimasto in vigore fino al 1860 o se ci sono state delle modifiche successive? Intendo successive al 1756...

Inviato:
giovedì 13 dicembre 2007, 10:30
da L.de Bellis
Carissimi,
chiedo scusa a chi mi legge e mi ripeto riportando quanto segue al solo fine di aiutare nuovi interlocutori:
La Città di Bari era retta da un Regimento, composto dai Sindaci e dal Consiglio decurionale il quale, a sua volta, era costituito dai rappresentanti delle Piazze della Nobiltà (costituita da nobili di stirpe detti anche nobiltà generosa) e del Popolo Primario (costituito dagli esercenti le libere professioni curiali e mediche, dai mercanti e dai possidenti, detti anche <<civili>>). ovvero i notabili dell'Epoca, anche loro non resistettero dal possedere uno stemma.
Spesso le due Piazze erano in continuo contrasto tra di loro per avere il sopravvento nel governo dell'Università. La Piazza non corrispondeva al ceto: non tutti coloro i quali appartenevano ad un dato ceto facevano parte automaticamente della Piazza del proprio rango.
Occorreva l'aggregazione fatta dalla stessa Piazza o dal Re. Inoltre, per conservare il proprio potere oligarchico, le Piazze erano <<chiuse>> e avevano diritto di aggregare altre famiglie con prerogativa esclusiva.
Pur se era prevista una "democratica" rappresentanza dei ceti abbienti, gli atti di amministrazione dell'Università mostrano che soltanto il primo ceto, per la posizione privilegiata dei nobili, era attore principale delle vicissitudini amministrative della città.
Soltanto nel 1797, con Reale Dispaccio di Ferdinando IV di Borbone, ad esso fu concessa una propria rappresentanza in seno al Consiglio dei Decurioni. Da quell'anno il Consiglio decurionale fu costituito da 10 consiglieri nobili, 10 del secondo ceto e 10 del terzo. Fino al 1797, il Consiglio dell'Università fu composto da trenta deputati, quindici per la Piazza dei Nobili e quindici per la Piazza del Popolo primario, che restavano in carica tre anni. Esso veniva modificato ogni anno con la sostituzione di cinque membri, in modo che allo spirare del triennio fosse completato l'avvicendamento.
La suddivisione dei seggi del Consiglio della città di Bari fra i ceti della nobiltà e del Popolo Primario è documentata fin dal Quattrocento.
Una nota in più ho notato che il titolo di Notaio nei tempi antichi conferiva nobiltà personale del cui significato concordo con gli altri Autori.
Lorenzo longo de Bellis

Inviato:
giovedì 13 dicembre 2007, 12:14
da vdaurelio
Il caso della nobiltà del notaio è controversa ma concordo con l'amico Lorenzo De Bellis e inserisco quanto segue:
Reale Dispaccio del 1774 “… la Maestà Sua … ha comandato, con Real Carta del 1° dello andante, che prima di ogni altro si faccia costà la distinzione dei ceti in tre classi. Una cioè delle famiglie nobili, la quale comprender debba tutti coloro che vivono nobilmente e che li di loro maggiori così parimenti hanno vissuto; con includersi in detta classe li nobili di privilegio, cioè, li dottori di legge, li dottori di medicina, in quanto però alle persone non già alle famiglie. Ben inteso che li dottori di legge, subito avranno da padre in figlio acquistato lo stesso onore, debbono essere ascritte le famiglie delli medesimi al primo ceto, purchè non esercitino in mestieri vili e servili. Non così per li medici, l’ascrizione dei quali alla prima classe sarà sempre delle persone tantum, e con condizione espressamente richiesta in detta Real Carta, che non possano giammai essere eletti per individui nel Decurionato o per annuali amministratori dell’Università. Nella seconda classe vuole il Re che vi siano ascritte le famiglie di coloro che vivono civilmente, come ancora li notari, li mercadanti, li cerusici e gli speziali; e nella terza finalmente gli artisti e li bracciali”
Spero di averVi fatto cosa gradita.
Saluti cari

Inviato:
giovedì 13 dicembre 2007, 13:41
da San Celestino
Quindi un "dottore di Legge" o un "Regio Notaro" avevano la cosiddetta "Nobiltà personale generica" e quindi del terzo grado ma non trasmissibile?ed erano ascritti dunque al primo ceto del luogo? e dunque se si hanno in una famiglia tre generazioni consecutive di dottori o notai tra seicento e settecento questa famiglia poteva entrare a far parte della nobiltà del terzo grado? ma solo però se ne faceva richesta esplicita giusto? e se il re ovviamende dava il suo assenso scritto e bollato......
Vi torna?