De Spucches

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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De Spucches

Messaggioda ilvicerè » martedì 11 dicembre 2007, 11:28

Gentili amici,
mi piacerebbe sapere qualcosa di piu sulla famiglia De Spucches.
Grazie.
ilvicerè
 
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Messaggioda alfabravo » martedì 11 dicembre 2007, 20:26

Traggo queste note circa la famiglia de Spucches dall’Enciclopedia storico nobiliare di V. Spreti

Arma. D’azzurro al monte di tre cime d’oro carico di una stella di sei raggi d’argento, e sormontato da un giglio pure d’oro.

Cimiero. Un vescovo vestito di bianco e mitrato tenente con la sinistra uno stendardo dell’Ordine di Montesa.

Ornamenti. Tenenti: due guerrieri armati d’argento, impugnanti l’uno, con la destra lo stendardo dell’Ordine di Malta; l’altro con al sinistra quello di Contesa

Motto: acutum splendentemque pro fide pro rege.

Dimora: Taormina e Palermo

Originaria dalla Spagna, vanta le stesse origini del Gran Maestro dell’Ordine di Malta Raimondo de Spucches di Majorca
BERENGARIO il 31 marzo 1296 ottenne concessione del feudo o casale Casalmonaci.
GIOVANNI il 14 dicembre 1488 e il 9 settembre 1507 ebbe investitura del feudo Nicchiara
SIMONE fu Capitano di Giustizia di Caltagirone nel 1520-1521
ANGELO fu senatore di Catania nel 1525-1526
MARCO fu giudice straticoziale di Messina negli anni 1525-1526, 1528-1529, 1533-1534, 1538-1539; deputato del Regno nel 1547; giudice della Gran Corte Civile nel 1582-1583; giudice del Concistoro negli anni 1592-1593, 1617-1618, acquistò il feudo Amorosa e i feudi Mendoli e Massaria di Villafrati dei quali ebbe investitura l’11 settembre 1588 e il 7 agosto 1600, acquistò pure il territorio di Molinazzo, nel quale ottenne 1 aprile 1602-1 aprile 1604 di poter costruire un castello da chiamare Claristella.
GIUSEPPE è ascritto alla Mastra Nobile di Mollica nel 1595
VESPASIANO fu giudice della corte pretoriana di Palermo nel 1599-1600; giudice della Gran Corte nel 1605-1606-1607 e riacquistò la baronia di Calamonaci, della quale ebbe investitura il 7 agosto 1600.
BIAGIO de Spucches e Corvaia fu giudice della corte pretoriana di Palermo nel 1695-1696; giudice della R. Udienza di Messina nel 1607; giudice della Gran Corte Civile negli anni 1706-1707, 1710-1711; maestro razionale giurisperito del R-. Patrimonio, presidente del supremo magistrato del commercio, presidente del Concistoro nel 1737 e del Tribunale del R. Patrimonio nel 1743; acquistò lo Stato di Kaggi col titolo di barone e col mero e misto imperio e morì in Palermo senza figli il 4 settembre 1748 lasciando erede il nipote BIAGIO Spucches e Lanza (figlia del proprio fratello Gianbattista) che sposò Agata Amato e Cirino, baronessa di Santo Stefano di Briga, dei principi di Galati e fu padre di GIOVAN BATTISTA, duca di Santo Stefano per investitura 4 novembre 1753, morto senza figli il 7 dicembre 1780
MARCO che il 4 dicembre 1758 ottenne parere favorevole dal protonotaro del Regno per la chiesta concessione del titolo di marchese e il 7 marzo 1782 ottenne investitura del titolo di duca di Santo Stefano e morì pure senza figli nel terremoto di Messina del 1783.
ANTONINO che fu duca di Santo Stefano nel 1784 e fu ascritto alla Mastra Nobile di Messina del 1798-1807.
GIUSEPPE, che per la morte senza figli maschi del fratello Antonino ebbe il 26 gennaio 1802 investitura del titolo di duca di Santo Stefano, il 4 ottobre 1818 per la morte senza figli di Giuseppe Amato ottenne rinnovazione di titoli di principe di Galati, duca di Caccamo,, signore delle terre di Galati e di Caccamo. Fu detto Giuseppe de Spucches ed Amato colonnello brigadiere nei reali eserciti, governatore di Portolongone, cavaliere dell’Ordine di Malta, sposò in Lucca Vittoria Brancoli Sozzifanti e fu padre di ANTONINO, nato in Portolongone il 13 luglio 1797, che gentiluomo di camera, gran croce dell’Ordine Costantiniano, cavaliere dell’Ordine di Malta, presidente della deputazione della salute pubblica, governatore della Nobile Compagnia della Pace in Palemo e sedette alal Camera dei pari nel 1848 come principe di Galati
GIUSEPPE de Spucches e Ruffo, figlio del detto principe Antonino e di Marianna Ruffo (figlia del marchese Girolamo, che ministro della R. Casa e presidente dei ministri) nacque in Palermo il 9 luglio 1819, principe di Galati, etc., fu letterato, grecista, latinista, archeologo, numismatico, fu cavaliere dell’Ordine di Malta, pretore di Palermo nel 1850 etc., sposò in prime nozze la poetessa Giuseppina Turrisi Colonna e in seconde nozze Ignazia Franco (di Antonino, presidente della Suprema Corte di Giustizia e ministro di Stato). Da questo secondo matrimonio nacquero:ANTONINO; GIANBATTISTA, che nel 1925 ottenne concessione del titolo di marchese di Sckysò ed è cavaliere del sovrano Militare Ordine di Malta.
ANTONINO de Spucches e Franco, nato in Palermo il 14 ottobre 1860, dottore in giurisprudenza, cavaliere dell’Ordine di Malta, gentiluomo di Corte di SM la Regina Margherita, con DM 8 febbraio 1903 ottenne riconoscimento dei titoli di principe di Galati, duca di Caccamo, sposò il 21 giugno 1886 Carolina Grasso Vernengo ed è padre di GIUSEPPE, nato in Palermo il 17 novembre 1888, dottore in giurisprudenz, volontario di guerra, tenente di cavalleria, riconosciuto nel 1925 per anticipata successione nel titolo di duca di Caccamo, marito (14 dicembre 1919) di Giulia Notarbartolo di Filippo, principe di Sciara e padre di CAROLINA e di MARIA.
La famiglia è iscritta nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e nell’Elenco ufficiale Nobiliare Italiano coi titoli di principe di Galati, duca di Cacciamo, duca di Santo Stefano, in persona di ANTONINO de Spucches di Giuseppe di Antonino.
Coi titoli di duca di Cacciamo, di nobile dei principi di Galati, in persona di GIUSEPPE de Spucches, di Antonino di Giuseppe.
Coi titoli di marchese di Schysò, nobile dei principi di Galati, in persona di GIANBATTISTA de Spucches, di Giuseppe di Antonino

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Messaggioda ilvicerè » martedì 11 dicembre 2007, 21:58

Grazie mille! :D
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Messaggioda Elassar » mercoledì 12 dicembre 2007, 15:31

Antica nobile famiglia spagnola, che come dice il Villabianca pregiasi riconoscere la stessa origine di quella del gran maestro di Malta Raimondo Despuig di Majorca.
Fiorirono di essa in Sicilia: il gesuita p. Spucches, insigne predicatore 1649; un Vespasiano barone di Calamonaci, deputato del regno 1588, da Mongitore commendato; un Biagio chiarissimo presidente del real Patrimonio e duca di s. Stefano di Briga per la moglie M. Agata Amato; un Antonio commendatore e cavaliere gerosolimitano; un Giambattista duca di s. Stefano 1753, barone di Kaggi, signore del castello di Schisò; altro Antonio duca di Caccamo, gentiluomo di Camera, gran croce dell'Ordine Costantiniano, commendatore de' ss. Maurizio e Lazzaro, cavaliere gerosolimitano, presidente della deputazione di salute pubblica, e governatore della nobile Compagnia della Pace 1848-52; in fine un Giuseppe de Spucches e Ruffo principe di Galati, gentiluomo di camera, pretore di Palermo 1856-60; cav. gerosolimitano, commendatore dell'Ordine de' ss. Maurizio e Lazzaro, governatore della Compagnia della Pace 1847-1869, distinto letterato, poeta e sommo grecista.
Arma: d'azzurro col monte di tré cime d'oro, sormontato da un giglio del medesimo. Lo scudo accollato delle croci di Malta e di Montesa, cimate da un vescovo vestito di bianco e mitrato tenente colla sinistra lo stendardo dell'ordine di Montesa. Tenenti: due guerrieri portanti le bandiere dei due ordini. Corona e mantello di principe.

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