Maria Gabriella Cavriani, chi era costei?

Inviato:
mercoledì 7 novembre 2007, 11:40
da Qohelet
Cari amici,
approfitto anch' io della competenza di tutti voi; sto cercando qualche notizia di una mia lontana stipite, Maria Gabriella Cavriani di Imena (o Limena?), la quale nel '700 sarebbe andata sposa ad un magnate ungherese appartenente ad un ramo cadeto dei Sassonia Coburgo. Purtroppo, a parte un piccolo ritratto inquadrato in un ciondolo (che porta incisa la data 13 febbraio 1792, forse un dono commemorativo delle nozze?) e qualche sbiadita lettera riguardante solo noiose questioni di famiglia non ho altre fonti a cui attingere informazioni. Qualcuno ne sa di più? Ringrazio sentitamente
Andrea

Inviato:
mercoledì 7 novembre 2007, 12:31
da FP
Salve,
in questo link si trova l'albero genealogico della sua ava Maria Gabriela (sic!) Cavriani, nata da Massimiliano Guidobaldo Cavriani, Barone di Unter-Waltersdorf e da Maria Luisa Von Thureim, figlia della Contessa Maria Michela Von Kuefstein:
http://geneweb.inria.fr/roglo?lang=it&m ... d=0&color=
Maria Gabriela è nata il 25 aprile 1736 a Vienna ed è morta il 29 luglio 1803 a Pest. Aveva sposato il Conte Ignazio Koháry (1726-1777) il 15 gennaio 1758, da cui ha avuto: Ferencz József 1766-1826/1828 e Maria Anna 1768-1822
Qui c'è l'albero genealogico del suo avo Ignazio:
http://geneweb.inria.fr/roglo?lang=it&m ... d=0&color=
Sembra non avere parentela coi Sassonia-Coburgo. Suo padre era il Conte Andrea Kohary e sua madre era Margherita Teresa Thavonat Von Tavon.
In ogni caso può orientarsi da solo sul sito:
http://geneweb.inria.fr/roglo
Saluti,
Francesco

Inviato:
mercoledì 7 novembre 2007, 12:53
da Qohelet
Gentilissimo Amico,
La rignrazio per la precisione e la tempestività della risposta. Mancandomi gli strumenti intellettuali per ricambiare araldicamente, spero di vederLa in qualche occasione per poterlo fare enologicamente, come si usa(va?) tra gentiluomini. Grazie ancora
Andrea

Inviato:
mercoledì 7 novembre 2007, 13:29
da RFVS
sento parlar d'enologia....se c'è qualcosa in ballo io, da enologo, mi associo volentieri


Inviato:
mercoledì 7 novembre 2007, 13:52
da Qohelet
Caro Amico,
esistono forse gentiluomini senza del buon vino? Non credo, e se così fosse sarebbero alquanto infelici

. Ho letto i Suoi interessanti post enologici, non mi posso complimentare con Lei qui sennò vado OT e mi bacchettano. Possiedo comunque nella mia casa nel novarese una ricca cantina, retaggio dei miei avi, che ho arricchito grazie al mio gusto ed alla guida di una sorella sommelière e di un cugino enologo, e che nei prossimi anni mi accingo metodicamente a depredare. Come diceva mio padre, le ottime bottiglie vanno conservate religiosamente. Vuote. Cordialmente
Andrea

Inviato:
mercoledì 7 novembre 2007, 14:09
da RFVS
Ha ragione, gentiluomini e vino è una bella accoppiata!
e concordo in pieno con suo padre sulla religiosa conervazione delle bottiglie...daltronde vengono fatte per essere bevute

quindi depredi con felicità e che Le sia di prò.
cordiali saluti

Inviato:
mercoledì 7 novembre 2007, 17:05
da Qohelet
Piccola noterella conclusiva per tornare in tema: mi perdo, seguendo le genealogie, a rincorrere i cognomi noti e meno noti che ritornano, fra le pieghe dei secoli, dalla piccola storia familare alla Storia dei Grandi. Noto che, in entrambi i rami della famiglia della mia ava esistono gli Harrah. Il nome non dirà nulla ai più, ma il conte Harrah era l' accompagnatore dell' arciduca Francesco Ferdinando a Serajevo, in quel fatale 1914. Fu lui a reggere il capo dell' Arciduca, mentre la torpedo Graf & Swift correva verso l' ospedale. Fu sempre lui a raccogliere le ultme parole dell' arciduca: "Vostra Altezza Imperal Regia soffe molto?", gli chiese; l' arciduca rispose distintamente "No, non è nulla". Lo ripetè altre tre volte ma era solo un rantolo ripetuto meccanincamente. All' ospedale l' autista scaricò i cadaveri dell' erede del millenario trono degli Asburgo e della sua consorte morganatica, anche Lei imparentata con la mia stipite. Curiosa, la storia. Cordialmente.
Andrea

Inviato:
mercoledì 7 novembre 2007, 18:53
da FP
Caro amico,
è stato un piacere; non mancherò di avvertirla qualora mi trovassi a passare presso le sue cantine novaresi

Lei potrà fare altrettanto quando si troverà in area veliterno-pontina, ove i miei vigneti producono un vino senza pretese ma indubbiamente rispettoso delle tradizioni.
Ad majora!
Francesco

Inviato:
mercoledì 7 novembre 2007, 19:54
da Gian
RFVS ha scritto:Ha ragione, gentiluomini e vino è una bella accoppiata!
e concordo in pieno con suo padre sulla religiosa conervazione delle bottiglie...daltronde vengono fatte per essere bevute

quindi depredi con felicità e che Le sia di prò.
cordiali saluti
ottimo! siamo in molti a pensarla alla stessa maniera allora!
Gian