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Il nome di un notaio di Napoli?

MessaggioInviato: giovedì 13 settembre 2007, 15:19
da Lynx
Guardate questa img:

Immagine

credo si ail nome di un notaio operante a Napoli nel '700, perchè accanto alla firma c'è il consueto sigillo di carta dei documenti ufficiali...
ma non ho trovato riscontri sul suo nome da nessuna parte

io leggo:
"Nicolaus Nisci (o Visci?) p[?] m[agnifi]co sac[?]nod"

che ne pensate?
qualcuno lo "conosce"?? :lol:

MessaggioInviato: giovedì 13 settembre 2007, 15:20
da Lynx
ops...o le metto troppo piccole o troppo grandi queste foto :-P

scusatemi per la gigantografia :P

MessaggioInviato: giovedì 13 settembre 2007, 16:06
da Giovannimaria Ammassari
Secondo me è scritto Nicolaus Nisci p(per) m(agnifi)co Sec(...)no.
E' sicuro che vi è il sigillo o segno di tabellionato sul documento ufficiale?
Se c'è dovrebbero comparire le iniziali del nome e del cognome.
N. N. secondo me le iniziali N sembrano uguali.
Saluti

MessaggioInviato: giovedì 13 settembre 2007, 17:02
da vdaurelio
Cari,
curiosando tra i fondi relativi all'Archivio di Stato di Napoli mi risulta che sia il cognome Visci che Nisci sia presente nella prima metà del Settecento. Non voglio essere in disaccordo con Giovanmaria però credo che il cognome sia Visci, la "N" di Nicola è molto diversa dalla presunta N di di Nisci. Che pensi?
Saluti

MessaggioInviato: giovedì 13 settembre 2007, 17:07
da Giovannimaria Ammassari
Se hai l'inventario.......
ma la firma di quel Nicolaus.... appartiene ad un Notaio?
Che esistano dei protocolli di un un Notaio Visci questo è un altro discorso.....

MessaggioInviato: giovedì 13 settembre 2007, 17:13
da corbus
i notai non erano magnifici...ma notai e basta.

Se è una firma, come sembrerebbe, di norma mettevano [nome] [cognome] [indicazione se pubblico od ecclesiastico] [località]
Mi sembra di leggere Nicola Visci notaio pubblico (rogante in ) ...
Per leggere l'ultima frase, isola le lettere analizzando il resto del documento.
Un ultima cosa non è scontato che ci siano pervenute tutti gli archivi dei notai... moltissimi non sono stati mai consegnati, o semplicemente persi.
Voi che ne dite?

Re: Il nome di un notaio di Napoli?

MessaggioInviato: giovedì 13 settembre 2007, 17:21
da Giovannimaria Ammassari
Lynx ha scritto:Guardate questa img:

Immagine

credo si ail nome di un notaio operante a Napoli nel '700, perchè accanto alla firma c'è il consueto sigillo di carta dei documenti ufficiali...
ma non ho trovato riscontri sul suo nome da nessuna parte

io leggo:
"Nicolaus Nisci (o Visci?) p[?] m[agnifi]co sac[?]nod"

che ne pensate?
qualcuno lo "conosce"?? :lol:


Il problema è, è un Notajo?

Il nome è Nicolaus il cognome Visci o Nisci ma quella successiva a me non sembra una p ma un abreviazione della parola per . Potrebbe essere che la firma era di una persona che firmava "per" [il] M(agnifi)co sac....
Vi è o non vi è il sigillo o segno di tabellionato c'è lo inviiii

MessaggioInviato: giovedì 13 settembre 2007, 17:26
da vdaurelio
Penso che come dite Voi cari, non sia un notaio. Seguendo l'indicazione di Corbus e isolando le lettere mi sembra che sia:
Nicolaus Visci p(per) m(agnifi)co Vec(?)no.
A risentirvi.

MessaggioInviato: venerdì 14 settembre 2007, 0:20
da Lynx
hummm...

su "p[er]" ..e "m[agnifi]co" concordo in pieno!

è l'ultima parola il dramma! ...Vec[?]no ? ...continuo ad essere dell'opinione che sia una S e non una V, perchè il ricciolo è curvo all'indietro, verso le due lettere "co".
Oppure è una T ??

Domani vi allegherò anche la foto del il sigillo, ma non riporta alcuna lettera, semplicemente uno stemma che probabilmente può essere d'aiuto.
E' assolutamente della stessa persona che firma Nicolaus Nisci o Visci, perchè è posto a poca distanza e perchè conosco lo stemma dell'altro firmatario (il Regio Auditore).

La pergamena è stata infatti rogata presso la Regia Udienza a Napoli.
Presumo che l'intervento del notaio fosse indispensabile per registrare e ufficializzare la scrittura... :roll:

Non c'è traccia di un notaio Nisci o Visci?

MessaggioInviato: venerdì 14 settembre 2007, 0:29
da Lynx
P.S.

un lampo di genio.... :P

e se fosse una I maiuscola??
Iac[?]no
Iac[?]ndo ?

...che ne pensate?

MessaggioInviato: venerdì 14 settembre 2007, 2:03
da MMT
A mio avviso il cognome è Visci, la N di Nicolaus non c'entra nulla con quella del cognome. Quel "not" finale potrebbe essere appunto l'abbreviazione di "notaio" "p." per pubblico. Potrebbe essere "Nicola Visci pubblico magnifico notaio". La cosa curiosa è che fosse difficile che lo stesso si auto attribuisse un titolo onorifico come "magnifico". Altra ipotesi è che non si tratti di un notaio ma di un procuratore che firma per un terzo: a questo punto le ultime due parole in realtà sarebbero una abbreviata che però non riesco a decifrare.

Michele Tuccimei

MessaggioInviato: venerdì 14 settembre 2007, 8:48
da Giovannimaria Ammassari
Concordo con il Signor Michele nella sua seconda ipotesi : a mio avviso non si tratta di un notaio. I notai avevano il famoso segno di tabellionato che scrivevano o meglio disegnavano con le loro proprie mani almeno sino alla fine del 1700. Se è un sigillo con stemma su di una pergamena.....non so proprio cosa sia....
Saluti

MessaggioInviato: venerdì 14 settembre 2007, 15:25
da Lynx
ecco il sigillo, come promesso

vi viene in mente qualcosa in più?

Immagine

MessaggioInviato: venerdì 14 settembre 2007, 19:05
da MMT
La corona principesca associata al collare del Toson d'Oro indicano un personaggio di spicco. Potrebbe e sembrerebbe nel losangato (a patto che lo sia) e nel leone lo stemma di qualche Capece Latro O Capecelatro.
Altro non mi viene in mente.

Michele Tuccimei

MessaggioInviato: venerdì 14 settembre 2007, 20:19
da Gallicianus Scriptor
Salve,


Questa dovrebbe essere la trascrizione esatta (utilizzo il condizionale solo per precauzione):

" Nicolaus Lisci pro magnifico secretario "

mi sento anche io di escludere, con un buon grado di certezza, che si tratti di un notaio: seppure lo fosse stato non era in quella veste nel momento in cui ha sottoscritto quello che ha tutta l'aria di essere un privilegio emesso da un feudatario, piuttosto che un atto fra privati. Nicola Lisci, presumibilmente, faceva le veci del segretario del signore (il titolare del sigillo) che avrebbe dovuto, di norma, sottoscrivere anch'egli il privilegio.

Saluti

G.S.