Forum Italiano della Commissione Internazionale permanente per lo Studio degli Ordini Cavallereschi, dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano e di Famiglie Storiche d'Italia - Sito ufficiale: www.iagi.info
Caro Pier Carlo,
l'unica, stentata notizia di cui dispongo sulla famiglia Vincioli è data dal Dizionario storico-blasonico... del Crollalanza, vol. III, pag. 99, ove l'Autore la dice estinta e le assegna il seguente stemma:
D'argento, alla banda d'azzurro. Cimiero: un grifo d'argento.
Null'altro.
Di mio, posso aggiungere che il cimiero consiste nella figura dello stemma civico perugino, ma ignoro fino a che punto si tratti di cosa voluta...
Bene vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori" --- Detestabile è la falsa umiltà Chiedete a Icaro se con i copiaincolla si arriva in cielo
ti ringrazio delle informazioni che mi trasmetti: ero a conoscenza dello stemma, ma non del cimiero (lo stesso di Perugia )! In effetti ci sono pochissimi dati su questa famiglia umbra che in antichità è stata legata a quella dei miei avi materni da matrimonio prima e dall'uso di doppio cognome da parte di un antenato poi. Credo dunque che a seguito della morte di quest'ultimo senza prole si sia estinto definitivamente questo ramo con doppio cognome, ma queste sono solo mie congetture per ora.
Grazie ancora del tuo sempre valido aiuto !!
Pier Carlo Omero Bormida
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~ Ex Tenebris Ad Lucem ~
Grazie a te, caro amico, delle notizie aggiuntive che ci dai al riguardo.
In effetti, la semplicità dell'arma mi faceva pensare che si trattasse di una famiglia antica...
Bene vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori" --- Detestabile è la falsa umiltà Chiedete a Icaro se con i copiaincolla si arriva in cielo
posso aggiungere che il conte Montesperelli Vincioli (è a lui che mi riferisco quando dissertavo del mio antenato con doppio cognome), unitamente a diversi baroni, attuò la cessione del feudo di Poggio Aquilone (il cui predicato è confermato dal titolo comitale riferito proprio a questo borgo) nel 1817. Informazioni interessanti che ho tratto da un articolo sulla storia dei feudi umbri e soprattutto sulla vita all'interno degli stessi e dei rapporti con la città dominante (o meglio, con l'amministrazione pontificia). L'Umbria e soprattutto il territorio perugino sono interessati al fenomeno in misura minore di altre province pontificie, ma necessitano ancora di molti chiarimenti in proposito . Da annoverare tra le più antiche famiglie nobili di Perugia anche da altri testi i Vincioli sono spesso citati insieme a famiglie ben più conosciute come i Baglioni o gli Oddi. Sono poi a conoscenza di un archivio Montesperelli Vincioli (XVI-XIX sec.) che fa' parte dell'Archivio di Stato di Perugia, ma nulla di più ahimè...
Pier Carlo Omero Bormida
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~ Ex Tenebris Ad Lucem ~
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori" --- Detestabile è la falsa umiltà Chiedete a Icaro se con i copiaincolla si arriva in cielo
Da aggiungere a quanto già scritto. La Famiglia Vincioli non si è estinta almeno il cognome esiste ancora. Mio padre nacque a Perugia trasferendosi a Napoli alla fine degli anni trenta. Uno zio il fratello di mio padre Luigino è stato comunque un noto decoratore della maiolica di Deruta. E nel possesso della mia famiglia la (presunta) pietra tombale di San Pietro Vincioli con conservata dentro una reliquia dello stesso. Per quanto riguarda lo stemma originario di famiglia (prima della fusione) so essere diverso (scudo con elmo). Ho trovato poi una variante francese (in particolare corsa) del cognome in Vicioli (basta pronunciare in francese Vincioli) che viene citato nel libro autobiografico Papillon, dove l'autore lo indica appunto quale bandito corso con lui alla Caienna, nei cui confronti gli era grato avendolo aiutato in una delle sue tante evasioni. Attualmente aldilà dell'ambito mio familiare ho reperito dei Vincioli (2) in Germania ma "alcuna risposta danno pur scrivendo loro in Alemanno!". Il cognome è vero sta per finire e con lui la famiglia. Il compito ingrato di portarlo avanti a meno di altre "agnizioni" spetterebbe al mio unico figliolo. Sul motivo della lenta scomparsa del cognome, mi si permetta una teoria umoristica. E mi spiego. Il motto di famiglia risulterebbe essere MALO MORI QUAM VINCI (preferisco morire che essere vinto)...e con questo motto di famiglia che non prevede il pareggio ahimè la fine è già segnata! Un caro saluto a tutti Voi! Claudio Vincioli