Pagina 1 di 2

FIORE di Lanciano

MessaggioInviato: mercoledì 29 agosto 2007, 13:31
da Scudiero
Avete notizie della Famiglia FIORE di LANCIANO che possedette il feudo di FILETTO?

Grazie a tutti

MessaggioInviato: mercoledì 29 agosto 2007, 19:37
da Lasa pur dir
Certo!
I Fiore si estinsero nella seconda metà del '700 nella famiglia Gigliani di Agnone (dove però pare che non ve ne sia traccia). I Gigliani a loro volta nei Salomone e nei Mastrocola.
A Lanciano, in via dei Frentani c'è ancora il loro palazzo mentre nella chiesa di Sant'Agostino vi è il sepolcro Gentilizio del Barone Gaetano Gigliani, fatto erigere dalla moglie che era appunto l'ultima discendente dei Fiore. L'ultimo dei Gigliani fu, se non ricordo male, il barone Alessandro scomparso nel 1867.

Sempre cordialmente.

Domenico Maria d. B.

MessaggioInviato: mercoledì 29 agosto 2007, 21:33
da San Marco
Il Guelfi Camajani scrive: Fin dal XVI secolo i Fiore furono investiti dei feudi di Filetto con il titolo di Barone, di Rotondi e di Castelluccia.

MessaggioInviato: mercoledì 29 agosto 2007, 21:51
da dinoanel
Da "Le ultime intestazioni feudali nei Cedolari degli Abruzzi":
Filetto appartiene a Antonia de FIORI di Lanciano. Il 3/6&1767 per vendita fatta da Francesco Odoardi Benedetti, patrizio della città di Aquila, e dalla moglie Antonia de Pizzi, del feudo nobile della terra di Filetto per la somma di ducati 3500
nello stesso cedolario non compare il cognome Giugliani

Dino Anelli da Piacenza

MessaggioInviato: mercoledì 29 agosto 2007, 22:10
da dinoanel
Sempre dal Cedolario risulta che Antonia FIORE (in questo caso) era intestataria - dal 1732 al 1766 - di una terza partte del feudo di UGNO vendutogli dal Marchese Ferdinando Castiglione

Dino Anelli da Piacenza

MessaggioInviato: giovedì 30 agosto 2007, 1:52
da Lasa pur dir
Vi invio le immagini del monumento funebre di Gaetano Gigliani, che come vi dicevo si trova nella Chiesa di Sant'Agostino, poco distante da Palazzo Fiore Gigliani.

Immagine

ed ecco un dettaglio della lapide con i titoli della moglie Antonia Fiore

Immagine

ed ecco lo stemma in dettaglio

Immagine


Spero di aver fatto cosa utile e gradita.

Sempre cordialmente.

Domenico Maria d. B.

Fratelli di Antonia

MessaggioInviato: giovedì 30 agosto 2007, 12:44
da Scudiero
Grazie per le informazioni,

che voi sappiate quindi non aveva fratelli Antonia Fiore o comunque parenti di cognome Fiore (Paolo Fiore del 1676 mio avo ad esempio) che possano essersi spostati da Lanciano in quel dell'Aquila (Città e provincia) ?

Lo stemma in oggetto è Gigliani? Avreste un'immagine a colori?

Grazie ancora.

MessaggioInviato: giovedì 30 agosto 2007, 14:44
da da Fiore
Lasa pur dir ha scritto:Certo!
I Fiore si estinsero nella seconda metà del '700 nella famiglia Gigliani di Agnone (dove però pare che non ve ne sia traccia). I Gigliani a loro volta nei Salomone e nei Mastrocola...omissis..


Mi interesserebbe conoscere qualcosa in più circa i Mastrocola citati, se sono lancianesi e se, a loro volta, si sono estinti.

Grazie.
M.M.

MessaggioInviato: giovedì 30 agosto 2007, 16:12
da Lasa pur dir
Cari amici,
dello stemma non conosco versioni a colori.
I Mastrocola credo siano originari del non lontano paese di Guardiagrele, località d'origine anche della familglia della nota scrittrice torinese Paola Mastrocola.
Gli ultimi discendenti della famiglia sono l'ottuagenario Reverendo don Danilo Salomone e sua nipote la Sig. ra Mastrocola in Gonzales che ha raccolto le memorie di famiglia in uno scritto purtroppo non pubblicato.

Una curiosa tradizione vuole che i Fiore siano discendenti di Jacopo e Ricciarella Stazio.....

È un avvenimento accaduto nel 1273 a Lanciano ed è la storia di Ricciarella e del marito Giacomo Stasio, carrettiere, i quali passavano giornate fra continui litigi.
La donna, per riconquistare la pace familiare, si fece convincere da una fattucchiera a trafugare l’ostia consacrata durante la comunione mattutina per mescolarla nei cibi del marito e, dopo aver a lungo meditato, la pose su un coppo arroventato per polverizzarla. A questo punto avvenne il prodigio perché l’ostia si trasformò in brandelli di carne ed il sangue incominciò ad uscire così copioso tanto che la donna fu costretta a tamponare il coppo, sul quale aveva posto l’ostia, con una tovaglia domestica.
Presa dal rimorso seppellì tutto nella stalla sotto il letame ma, alla sera, quando il marito tornò dal lavoro, il mulo si rifiutò di entrare nella sua dimora. Solo dopo ingiurie e percosse il mulo entrò nella stalla, ma si inginocchiò con il muso rivolto verso il luogo dove erano sepolti i resti dell’atto sacrilego.
Siccome la scena si ripeteva tutte le sere e l’armonia fra i coniugi diventava sempre più precaria, la donna confessò tutto a fra Giacomo Diotallevi, priore del convento agostiniano, il quale prese i resti del miracolo e, nel 1280, li portò ad Offida.
I consoli ed i religiosi offidani, dopo aver ascoltato il racconto del priore, decisero di onorare degnamente il miracolo e commissionarono ad un valente orafo veneziano una croce d’argento all’interno della quale furono posti i resti del prodigio (sec.XIV).
Durante il viaggio di ritorno verso Offida le reliquie sfuggirono miracolosamente alle navi del doge il quale, venuto a conoscenza che un monaco della Marca trasportava via mare delle cose prodigiose, aveva deciso di impadronirsene per arricchire Venezia di un altro tesoro.
Da allora le reliquie sono conservate nella chiesa di S.Agostino.

Dove anticamente si trovava la stalla di Ricciarella, a Lanciano, oggi si trova l’attuale chiesa di S.Croce nel quartiere di Lancianovecchia.

Curiosità: Dopo questo secondo Miracolo Eucaristico a Lanciano si spiega il perché i lancianesi siano anche chiamati “frijacriste”.


La chiesa di Santa Croce è contigua e comunicante con il Palazzo Fiore Gigliani e ne costituiva un tempo la cappella.

Sempre cordialmente.

Domenico Maria d. B.

MessaggioInviato: giovedì 30 agosto 2007, 16:29
da da Fiore
Grazie :P molto per le informazioni.

M.M.

MessaggioInviato: domenica 2 settembre 2007, 18:39
da Lasa pur dir
Ho ricontrollato un po' di appunti e sul catasto onciario è riportato per la famiglia FIORE:
Ippolita Fiore di anni 85 (nata intorno al 1662)
Antonia Vesij d'anni 56 (nata intorno al 1691) vedova di Giuseppe Fiore
Antonia figlia d'anni 27 (nata intorno al 1720) moglie diel Barone Gaetano Gigliani d'anni 45 (nato intorno al 1702 e morto come sappiamo dalla lapide nel 1761.
La coppia risulta avere tre figli:
F. Paolo nato nel 1743, Lucrezia nata nel 1745 e Saverio nato nel 1747.

L'ultimo discendente fu il Barone Alessandro, morto, al contrario di quanto indicato in precedenza nel 1864.

Una Gigliani, Caterina, nata intorno al 1682 fu madre di Domenico Ravizza.
Immagine

Sempre cordialmente.

Domenico Maria d. B.

Nulla a che fare quindi....

MessaggioInviato: lunedì 3 settembre 2007, 8:41
da Scudiero
Grazie per le informazioni; da quello che posso notare quindi devo spostare la mia ricerca verso altre zone, essendo la famiglia Fiore estintasi con Antonia? La stessa Ippolita non ebbe un fratello/o cugino di nome Paolo del 1676....? A tal pro ho trovato documentazione all'archivio di stato di Foggia in merito agli spostamenti di tale Paolo Fiore da L'Aquila verso la Puglia (transumanza). Non essendo egli nato in L'Aquila e dintorni mi vien da pensare che sia di altro paese; possedeva già un discreto patrimonio; aveva case in Pizzoli, San Lorenzo e diverse coltivazioni, tra cui vigneti.

Ringrazio chiunque possa indirizzarmi

MessaggioInviato: lunedì 3 settembre 2007, 11:37
da Lasa pur dir
Non posso escludere che Ippolita avesse altri fratelli o cugini. Per scoprirlo però bisognerebbe fare un'attenta consultazione dei registri parrocchiali.
Fiore però mi sembra un cognome abbastanza diffuso in Abruzzo. Non so se può esserele utile ma una famiglia Fiore è presente a Castiglione Messer Marino.
Sempre cordialmente.

Domenico Maria d. B.

MessaggioInviato: venerdì 2 novembre 2007, 21:48
da martina fingo
l'ultima Gigliani è stata la mia bisnonna,che ha sposato un Fingo,ora i gigliani si sono estinti definitivamente con lei,siamo rimasti noi Fingo residenti a Pescara,abbiamo praticamente abbandonato lanciano per sempre,con la mia bisnonna tutto è finito. :wink:
MARTINA FINGO

MessaggioInviato: sabato 3 novembre 2007, 17:57
da dpascale
Lasa pur dir ha scritto:Una Gigliani, Caterina, nata intorno al 1682 fu madre di Domenico Ravizza.

Sempre cordialmente.

Domenico Maria d. B.


Gentile Domenico,

ne sa qualcosa di più sulla famiglia Ravizza? è per caso la stessa famiglia da cui uscì la seconda moglie (non so il nome :oops: ) del Marchese Geremia Misciattelli di Orvieto (credo, a meno che la famiglia non si fosse già stabilita a Roma); questo Geremia era nato nel 1793, ed era figlio di Mario, di Angelo, di Santo.
Sono notizie un po' vaghe, lo capisco, ma spero che mi possa essere d'aiuto. Scusate se mi sono permesso di andare un po' OT.

La ringrazio fin d'ora, cordiali saluti


Daniele