Famiglia de Martini

Inviato:
martedì 3 febbraio 2004, 12:38
da MMT
Sto cercando notizie sulla famiglia de Martini di Valle Aperta, che suppongo estinta in quanto il loro nome è passato agli Antilici.
Purtroppo non so darvi altre informazioni in merito... nè del luogo di origine, nè sullo stemma, nè sul titolo nobiliare. Unico indizio, che potrebbe essere d'aiuto, è il predicato.
Un saluto,
MMT

Inviato:
mercoledì 4 febbraio 2004, 11:08
da omero
Caro Michele,
ecco ciò che ho trovato della famiglia in questione sullo Spreti (Vol. IV, pag. 437). Ti allego al più presto l'immagine dello stemma.
Spero di esserti stato di aiuto...
Martini (De)
Arma: Troncato: al I° d'oro, all'aquila di nero, linguata di rosso, posante sulla vetta di un monte di 5 cime, all'italiana, d'argento, caricato di uno scaglione di rosso, nascente sulla partizione; al 2° d'azzurro al giglio d'argento con una fascia dello stesso cannellata inferiormente, ritirata nella parte superiore del campo azzurro.
Cimiero: Mezz'aquila di nero, linguata di rosso, addossata ad un mezzo giglio d'argento.
Dimora: Trento.
Questa famiglia, molto nota nel Trentino, a quanto stabilisce la tradizione e come fu accertato in base a documenti, da una sentenza 7 settembre 1923 del Tribunale di Novara, è originaria di Peio, nella cui chiesa parrocchiale è la tomba di famiglia, che risale al 1600. Il primo di cui si ha memoria è un Martino Martini notaio, vissuto nella seconda metà del 1400. Uno dei suoi discendenti fu il celebre padre gesuita Martino, che nel sec. XVI fu il primo missionarioche andò in Cina e la percorse quasi intieramente facendo importanti studi specialmente geografici sul paese. Lasciò un'opera insigne intitolata: "Atlas cinensis". Hanno lasciata chiara memoria i due dottori Carlo Fabiano e Girolamo, vissuti nella seconda metà del seicento; il primo fu Assessore delle Valli di Non e di Cles, il secondo, chiamato dal Principe Vescovo di Trento, rimase fino alla morte suo segretario. Questa famiglia fu innalzata alla nobiltà dal Principe Massimiliano Dietrichstein (per autorità conferitagli dall'imperatore e re Ferdinando d'Austria) con diploma 27 nov. 1641 col predicato di Valle Aperta. Un ramo, di cui vivono ancora i discendenti, si trasferì prima a Salorno, poi a Trento. Giovanni Andrea , nato nel 1751 a Salorno, portatosi a Trento, vi occupò una posizione assai notevole, tanto che Carlo Teodoro di Baviera, Vicario Imperiale, con diploma 30 sett. 1790, lo innalzò alla dignità di cavaliere del S.R.I. con tutti gli annessi privilegi, autorizzandolo a portare lo stemma tuttora usato. La famiglia De Martini del Trentino è oggi quasi tutta sparsa nei vecchi confini d'Italia, perchè i suoi membri perseguitati dall'Austria, dovettero emigrare, parte nel 1848-49, e parte nel 1859-60. Nel 1848-49si distinsero nella difesa di Venezia e specialmente a Marghera i fratelli Federico e Martino, anzi il primo quale caèitano d'Artiglieria fu portato all'ordine del giorno della Repubblica veneta. Nel 1867 un terzo fratello Giuseppe morì nella lotta contro il colera ed ebbe la medaglia d'oro per i benemeriti della salute pubblica. La nobiltà ed il cavalierato del S.R.I. e lo stemma furono riconosciuti con Decr. Pres. 10 agosto 1924. Un altro ramo della famiglia che da Peio passò a Revò, fece capo al celebre Carlo Antonio, che tanto in diplomazia, quanto nella magistratura raggiunse le più alte cariche e fu Presidente della Corte Suprema di Giustizia a Vienna ed incaricato della compilazione del Codice Teresiano. Per questi ed altri meriti l'imperatore Giuseppe nel dicembre 1780, gli conferì il titolo di barone. Ebbe due soli figli maschi, Massimiliano e Paolo, morti senza prole. La famiglia è iscritta nel Libro d'Oro della Nob. Ital. e nell'El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di nobile e cavaliere del S.R.I. (mf) in persona di Gian Carlo, n. a Novara 23 aprile 1860, di Martino e di Martina Caminada (Bologna). Fratello, (riconosciuto con D. P. 30 agosto 1926): Carlo, nato a Firenze 18 nov.1867. Cugini, che chiesero il medesimo riconoscimento, figli di Giuseppe Carlo Ruffino, di Giov. Giorgio; I. Federico Annibale, n. a Novara 9 ottobre 1864, spos. Verona 8 aprile 1896, con Clelia Bolognini, da cui: a) Gian Giorgio, nato a Verona 9 genn. 1897 (Bologna); b) Marcella Amalia, n. 14 ottobre 1898; c) Anna Maria, n. 13 genn. 1903; d) Amelia Gina, n. 20 luglio 1908; e) Maria Umberta Edmea, n. 18 genn.1912. 2. Antonio Giuseppe Vitichindo, n. Verona 29 dicembre 1867.
NB. con sentenza 11 genn. 1929 del Tribunale di Verona fu autorizzato a chiamarsi: de Martini de Valle Aperta.

Inviato:
mercoledì 4 febbraio 2004, 13:12
da omero
Ecco il sopracitato stemma.


Inviato:
mercoledì 4 febbraio 2004, 15:56
da fra' Eusanio da Ocre
Caro Pier Carlo,
ti ringrazio a nome di Michele, essendo egli caduto

in catalessi

per la messe di informazioni ricevuta...
E ti ringrazio a nome mio, per avermi evitato la fatica di rispondergli

...!
Seriamente: hai fatto un bel lavoro, cui mi permetto di aggiungere tre brevi postille (che spero non facciano crollare il buon Michele in una catalessi ancor più profonda

):
1) il Crollalanza, nel
Dizionario..., vol. II, pag. 92, parla dei de Martini come aggregati al Consiglio nobile di Asolo nel 1802, poi annobiliti da S.M.I.R.A. nel 1822 (sarà uno dei rami della famiglia di cui parli?);
2) il
Libro d'oro della nobiltà italiana, vol. XIII, pag. 799, li dice noti dal XIV secolo, nobili del S.R.I. dal 1586, e conti dell'Impero austriaco dal 16.10.1891;
3) il
Dizionario dei predicati della nobiltà italiana, pag. 325, attribuisce loro il predicato "di Wasserberg": ai germanofili valutare se si tratti del nostro "Valle Aperta"...
Bene

vale

Inviato:
mercoledì 4 febbraio 2004, 18:01
da omero
Caro fra' Eusanio,
ti ringrazio per aver apprezzato il mio intervento (ho fatto il mio dovere, soprattutto ora che sono di nuovo in piedi

)!!
p.s.: attendiamo una pronta ripresa dalla catalessi, caro Michele...
fra' Eusanio da Ocre ha scritto: (omissis)
1) il Crollalanza, nel
Dizionario..., vol. II, pag. 92, parla dei de Martini come aggregati al Consiglio nobile di Asolo nel 1802, poi annobiliti da S.M.I.R.A. nel 1822 (sarà uno dei rami della famiglia di cui parli?);
in effetti il dubbio permane: il cognome Martini (De) ha numerose propaggini un po' dappertutto; ho dovuto verificare con attenzione la famiglia con il predicato di Valle Aperta per non cadere in errore...
2) il
Libro d'oro della nobiltà italiana, vol. XIII, pag. 799, li dice noti dal XIV secolo, nobili del S.R.I. dal 1586, e conti dell'Impero austriaco dal 16.10.1891;
3) il
Dizionario dei predicati della nobiltà italiana, pag. 325, attribuisce loro il predicato "di Wasserberg": ai germanofili valutare se si tratti del nostro "Valle Aperta"...
la parola ai germanofili, dunque!

Inviato:
mercoledì 4 febbraio 2004, 18:52
da MMT
omero ha scritto:...ho dovuto verificare con attenzione la famiglia con il predicato di Valle Aperta per non cadere in errore...
Ed era proprio l'unico indizio che avevo su questa famiglia!!!
Si mi sono risvegliato dalla catalessi

e vi ringrazio entrambi, carissimi amici, per le vostre notevoli, esaurienti e preziose risposte.
Michele

Inviato:
giovedì 5 febbraio 2004, 17:58
da MMT
Cari amici un'ultima domanda sulla questione: mi risulta che adesso il cognome de Martini di Valle Aperta sia stato ereditato dagli Antilici, non più tardi di cinquant'anni fa... vi risulta da qualche parte che una de Martini sposò un Atilici, e lasciò il cognome in eredità ai figli?
Michele.

Inviato:
giovedì 5 febbraio 2004, 19:17
da omero
Purtroppo non ho altre informazioni in proposito

...

Inviato:
giovedì 5 febbraio 2004, 19:53
da MMT
non ti preoccupare, caro Pier Carlo, mi hai già aiutato più di quanto tu possa immaginare!
Grazie lo stesso,
Michele


Inviato:
venerdì 6 febbraio 2004, 16:32
da fra' Eusanio da Ocre
Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Cari amici un'ultima domanda sulla questione: mi risulta che adesso il cognome de Martini di Valle Aperta sia stato ereditato dagli Antilici, non più tardi di cinquant'anni fa... vi risulta da qualche parte che una de Martini sposò un Atilici, e lasciò il cognome in eredità ai figli?
Michele.
Il problema, caro Michele, è che nulla ci risulta sulla famiglia Antilici

...
Bene

vale

Inviato:
venerdì 13 febbraio 2004, 15:54
da MMT
Si, lo immaginavo, però pensavo che magari risultasse da qualche parte l'aggiunta di cognome, se pure recente, da parte degli Antilici.
Ciao, grazie,
Michele.

Inviato:
venerdì 13 febbraio 2004, 17:23
da fra' Eusanio da Ocre
...

il brutto è che sugli Antilici non abbiamo
affatto notizie...!
Bene

vale