mct ha scritto:Nightfox ha scritto:Le messe sono tasse da versare per i mantenimento della chiesa: lavori, arrichimenti, restauri ecc... oppure sono la quantità di messe da solennizare in un anno che devono essere garantite.
Cmq sono propenso più ad una tassa mascherata a modo di donazione alla chiesa dove doveva ascendere al sacerdozio.
Suppongo invece che si riferisca a Messe nel vero senso della parola...
Si trova infatti scritto:
"... numero trenta messe * in suffragio dell'anima dé defunti di esso donante"
Non riesco a capire cosa voglia dire "per legato di famiglia".
Si riferiscono ad una sorta di diritto di dire delle messe in onore di una data famiglia?
Ne sapete qualcosa al riguardo?
Grazie
M.
Carissimo,
alcune precisazioni che ci aiutano a capire meglio i tempi, i luoghi e i contratti dell'epoca all'interno della logica della Chiesa e delle famiglie dei galantuomini.:
BENEFICIO
Donazione patrimoniale annessa ad un ufficio ecclesiastico per il mantenimento del titolare dell'ufficio stesso o più in generale del clero.
Solitamente i benefici erano costituiti da appezzamenti di terre intestati a sacerdoti che ne godevano i proventi, con l'obbligo di adempiere
a taluni impegni ,definiti al tempo della fondazione del beneficio.
CAPPELLANIA
Onere di provvedere a determinate funzioni ( solitamente la celebrazione della Messa ) con il relativo diritto a percepire il compenso economico
stabilito dal fondatore.Il compenso poteva essere assicurato sia mediante la costituzione di un patrimonio i cui redditi andavano al cappellano,
sia con l'imposizione di un censo o canone che doveva essere versato da parte di persone fisiche o enti morali che avevano ricevuto dei beni
a questo scopo.
Corrisponde anche all'insieme dei beni , autonomo e perpetuo, destinato a compensare l'onere di funzioni sacre, allo stesso modo in cui
in precedenza si chiamava beneficio la massa dei beni o dei diritti che ne costituivano la dote.
DECIMA
Offerta di una parte dei propri beni alla Chiesa come stabilito per la prima volta nel Concilio di Tours nel 567.
In Italia si diffuse solo a partire dal VII secolo .Erano esenti dal pagamento delle decime i Cistercensi, i Templari e gli Ospitalieri.
L'offerta si divideva in due tipi: personale e prediale ; la prima si versava alla parrocchia di residenza, mentre la seconda nella parrocchia
in cui si trovava il fondo. Dopo il Concilio di Trento veniva scomunicato chi non la pagava.
Venne soppressa nel 1789.
ENFITEUSI
Diritto reale su un immobile rustico ( anche un fondo agricolo ) , del quale si aveva, in perpetuo o per un certo periodo di tempo , il pieno
godimento con l'obbligo di migliorarlo e di corrispondere ogni anno una prestazione in denaro o in natura .
FABBRICERIA
Organismo che sovrintendeva a tutto ciò che riguardava la costruzione di chiese e il loro stato di conservazione , compresi l'amministrazione
delle rendite e i relativi provvedimenti.
LEGATO PIO
Nel senso più generale si intende ogni forma di lascito avente uno scopo pio o religioso o di beneficenza, compreso il semplice onere
imposto dal testatore all'erede o al legatario avente fine analogo. Equivaleva alla " causa pia" e alla "fondazione pia" .
Era gravato da un atto di culto, come ad esempio preghiere e funzioni sacre , ma nella sostanza costituiva un modo per aumentare le
proprietà della Chiesa e ricavarne reddito.
LIVELLO
Speciale forma di contratto agrario mediante il quale un concedente ( il "livellante") conferiva l'usufrutto di un fondo ad un
concessionario ( livellario ) per un determinato periodo di tempo, sotto specifiche condizioni e con l'onere di un'annua prestazione
( canone ) in funzione di corrispettivo.
Sicuramente di origine ecclesiastica , il livello vedeva coinvolti Vescovo ( concedente ) e chierico con cura d'anime ( concessionario ) .
Venne concepito per mettere a frutto le proprietà della Chiesa e per cautelarne al massimo l'integrità , potendo solo l'usufrutto
essere alienato. Di regola durava 25 anni e alla scadenza veniva rinnovato con un particolare cerimoniale.
l livellario aveva l'obbligo di eseguire i lavori campestri e di conservare il fondo in buono stato apportando le necessarie migliorie
he restavano poi acquisite al fondo stesso, ossia a vantaggio del proprietario ; a suo carico gravavano le imposte e il canone annuo
( "census" , "dominica" ) consistente in una quota di frutti.
L'origine e il significato primitivo del termine sono ancora controversi. Una prima ipotesi considera i livellari come dei coloni che avevano
conquistato il diritto ad un contratto scritto con condizioni di lavoro pattuite e non più subìte; una seconda ipotesi invece li considera piccoli
proprietari che, per motivi diversi, avevano dovuto cedere i propri terreni a qualche potente, in cambio di una prestazione, riottenendoli
poi in affitto. All'inizio , come si è detto, fu usato per le proprietà ecclesiastiche e la scadenza da novennale passò gradatamente
a tempo illimitato. Pertanto quando si trova l'espressione: " pagare un livello a ...." occorre ricercare l'antico proprietario in chi aveva ricevuto
l pagamento. Con il passare del tempo il " livellario " divenne l'effettivo proprietario del fondo.
PATRONATO
Privilegio , con annessi oneri , spettante per concessione dell'autorità ecclesiastica ai fedeli, o ai loro aventi causa, che avessero fondato una chiesa , una cappella o un beneficio . I fondatori ottennero per sé e per gli eredi il diritto ( jus patronato ) di nominare , con l'approvazione del Vescovo, il clero necessario al culto e di occuparsi dell'amministrazione dei relativi beni .
PIEVE
Il termine deriva dal vocabolo latino “ plēbs, plēbis “ che stava ad indicare genericamente il popolo, la classe povera e socialmente meno evoluta della popolazione libera. In seguito alla diffusione del cristianesimo, il termine assunse un significato più specifico: con “Plebs sancta” infatti, si intendeva solo il “popolo dei cristiani” o “l’insieme dei fedeli” formato in maggioranza dai poveri della plebe.
Nell’alto medioevo il termine assunse una pluralità di significati strettamente collegati tra loro:
- la primigenia comunità parrocchiale
- il territorio in cui essa abitava
- l’edificio religioso in sé.
E’ l’epoca in cui, venute meno le antiche strutture politiche e amministrative romane, la riorganizzazione del territorio fece riferimento
al sistema ecclesiastico: un apparato di "governo" ormai consolidato e che si era diffuso soprattutto nelle campagne attraverso una fitta
rete di piccole chiese battesimali.
La Pieve viene quindi a definire una precisa entità territoriale, la cellula prima della giurisdizione ecclesiastica, che ha come punto riferimento
la piccola chiesa rurale e il villaggio circostante; è il luogo in cui si amministra il battesimo, si celebrano i funerali, si seppelliscono i morti, luogod’incontro sia sacro che profano.
Le Pievi esercitavano il diritto di riscossione della decima pontificia, svolgevano compiti importanti per la vita civile della comunità, attraverso
lo “status animarum”( dal XVI sec. in poi ) svolgevano una funzione di controllo anagrafico del territorio, si occupavano di tenere in buono stato
il sistema viario e la vasta rete irrigua di queste zone.
Spesso troviamo nei documenti medievali anche il termine “Ecclesia plebis”; in questo caso si fa riferimento solo ed esclusivamente al piccolo
edificio religioso.
Vi è da notare come in un medesimo territorio potessero coesistere chiese monastiche anche più grandi e più belle della chiesa plebana,
la quale però restava il punto di riferimento principale per la popolazione, a sottolineare come fosse profondo e radicato il legame col territorio
di queste “chiese contadine”.
PREBENDA
Rendita di un beneficio ecclesiastico : indica il diritto che aveva un sacerdote di percepire i frutti provenienti dalla dote annessa all'ufficio
di cui era titolare.
Certo di fare cosa gradita ti rimetto la nota.
Lorenzo Longo de Bellis