"... porta il peso annuale di messe..."

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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"... porta il peso annuale di messe..."

Messaggioda mct » mercoledì 23 maggio 2007, 10:15

Su un documento del 1792 nel quale si richiede la dispensa "dell'età per ascendere al sacerdozio" ho ritrovato la seguente affermazione:
"Oltretutto il ******* porta il peso annuale di messe numero 30 per legato di sua propria famiglia da adempiersi dal di che sarà egli asceso al sacerdozio..."

A cosa si riferiscono le 30 messe annuali per legato di famiglia?
Grazie
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Messaggioda Nightfox » mercoledì 23 maggio 2007, 10:39

Le messe sono tasse da versare per i mantenimento della chiesa: lavori, arrichimenti, restauri ecc... oppure sono la quantità di messe da solennizare in un anno che devono essere garantite.

Cmq sono propenso più ad una tassa mascherata a modo di donazione alla chiesa dove doveva ascendere al sacerdozio.
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Messaggioda mct » mercoledì 23 maggio 2007, 15:07

Nightfox ha scritto:Le messe sono tasse da versare per i mantenimento della chiesa: lavori, arrichimenti, restauri ecc... oppure sono la quantità di messe da solennizare in un anno che devono essere garantite.

Cmq sono propenso più ad una tassa mascherata a modo di donazione alla chiesa dove doveva ascendere al sacerdozio.


Suppongo invece che si riferisca a Messe nel vero senso della parola...
Si trova infatti scritto:
"... numero trenta messe * in suffragio dell'anima dé defunti di esso donante"

Non riesco a capire cosa voglia dire "per legato di famiglia".
Si riferiscono ad una sorta di diritto di dire delle messe in onore di una data famiglia?
Ne sapete qualcosa al riguardo?
Grazie
M.
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Messaggioda L.de Bellis » mercoledì 23 maggio 2007, 17:03

mct ha scritto:
Nightfox ha scritto:Le messe sono tasse da versare per i mantenimento della chiesa: lavori, arrichimenti, restauri ecc... oppure sono la quantità di messe da solennizare in un anno che devono essere garantite.

Cmq sono propenso più ad una tassa mascherata a modo di donazione alla chiesa dove doveva ascendere al sacerdozio.


Suppongo invece che si riferisca a Messe nel vero senso della parola...
Si trova infatti scritto:
"... numero trenta messe * in suffragio dell'anima dé defunti di esso donante"

Non riesco a capire cosa voglia dire "per legato di famiglia".
Si riferiscono ad una sorta di diritto di dire delle messe in onore di una data famiglia?
Ne sapete qualcosa al riguardo?
Grazie
M.


Carissimo,

alcune precisazioni che ci aiutano a capire meglio i tempi, i luoghi e i contratti dell'epoca all'interno della logica della Chiesa e delle famiglie dei galantuomini.:

BENEFICIO

Donazione patrimoniale annessa ad un ufficio ecclesiastico per il mantenimento del titolare dell'ufficio stesso o più in generale del clero.
Solitamente i benefici erano costituiti da appezzamenti di terre intestati a sacerdoti che ne godevano i proventi, con l'obbligo di adempiere
a taluni impegni ,definiti al tempo della fondazione del beneficio.

CAPPELLANIA

Onere di provvedere a determinate funzioni ( solitamente la celebrazione della Messa ) con il relativo diritto a percepire il compenso economico
stabilito dal fondatore.Il compenso poteva essere assicurato sia mediante la costituzione di un patrimonio i cui redditi andavano al cappellano,
sia con l'imposizione di un censo o canone che doveva essere versato da parte di persone fisiche o enti morali che avevano ricevuto dei beni
a questo scopo.

Corrisponde anche all'insieme dei beni , autonomo e perpetuo, destinato a compensare l'onere di funzioni sacre, allo stesso modo in cui
in precedenza si chiamava beneficio la massa dei beni o dei diritti che ne costituivano la dote.

DECIMA

Offerta di una parte dei propri beni alla Chiesa come stabilito per la prima volta nel Concilio di Tours nel 567.
In Italia si diffuse solo a partire dal VII secolo .Erano esenti dal pagamento delle decime i Cistercensi, i Templari e gli Ospitalieri.
L'offerta si divideva in due tipi: personale e prediale ; la prima si versava alla parrocchia di residenza, mentre la seconda nella parrocchia
in cui si trovava il fondo. Dopo il Concilio di Trento veniva scomunicato chi non la pagava.
Venne soppressa nel 1789.

ENFITEUSI

Diritto reale su un immobile rustico ( anche un fondo agricolo ) , del quale si aveva, in perpetuo o per un certo periodo di tempo , il pieno
godimento con l'obbligo di migliorarlo e di corrispondere ogni anno una prestazione in denaro o in natura .

FABBRICERIA

Organismo che sovrintendeva a tutto ciò che riguardava la costruzione di chiese e il loro stato di conservazione , compresi l'amministrazione
delle rendite e i relativi provvedimenti.

LEGATO PIO

Nel senso più generale si intende ogni forma di lascito avente uno scopo pio o religioso o di beneficenza, compreso il semplice onere
imposto dal testatore all'erede o al legatario avente fine analogo. Equivaleva alla " causa pia" e alla "fondazione pia" .
Era gravato da un atto di culto, come ad esempio preghiere e funzioni sacre , ma nella sostanza costituiva un modo per aumentare le
proprietà della Chiesa e ricavarne reddito.

LIVELLO

Speciale forma di contratto agrario mediante il quale un concedente ( il "livellante") conferiva l'usufrutto di un fondo ad un
concessionario ( livellario ) per un determinato periodo di tempo, sotto specifiche condizioni e con l'onere di un'annua prestazione
( canone ) in funzione di corrispettivo.

Sicuramente di origine ecclesiastica , il livello vedeva coinvolti Vescovo ( concedente ) e chierico con cura d'anime ( concessionario ) .
Venne concepito per mettere a frutto le proprietà della Chiesa e per cautelarne al massimo l'integrità , potendo solo l'usufrutto
essere alienato. Di regola durava 25 anni e alla scadenza veniva rinnovato con un particolare cerimoniale.
l livellario aveva l'obbligo di eseguire i lavori campestri e di conservare il fondo in buono stato apportando le necessarie migliorie
he restavano poi acquisite al fondo stesso, ossia a vantaggio del proprietario ; a suo carico gravavano le imposte e il canone annuo
( "census" , "dominica" ) consistente in una quota di frutti.
L'origine e il significato primitivo del termine sono ancora controversi. Una prima ipotesi considera i livellari come dei coloni che avevano
conquistato il diritto ad un contratto scritto con condizioni di lavoro pattuite e non più subìte; una seconda ipotesi invece li considera piccoli
proprietari che, per motivi diversi, avevano dovuto cedere i propri terreni a qualche potente, in cambio di una prestazione, riottenendoli
poi in affitto. All'inizio , come si è detto, fu usato per le proprietà ecclesiastiche e la scadenza da novennale passò gradatamente
a tempo illimitato. Pertanto quando si trova l'espressione: " pagare un livello a ...." occorre ricercare l'antico proprietario in chi aveva ricevuto
l pagamento. Con il passare del tempo il " livellario " divenne l'effettivo proprietario del fondo.

PATRONATO

Privilegio , con annessi oneri , spettante per concessione dell'autorità ecclesiastica ai fedeli, o ai loro aventi causa, che avessero fondato una chiesa , una cappella o un beneficio . I fondatori ottennero per sé e per gli eredi il diritto ( jus patronato ) di nominare , con l'approvazione del Vescovo, il clero necessario al culto e di occuparsi dell'amministrazione dei relativi beni .

PIEVE

Il termine deriva dal vocabolo latino “ plēbs, plēbis “ che stava ad indicare genericamente il popolo, la classe povera e socialmente meno evoluta della popolazione libera. In seguito alla diffusione del cristianesimo, il termine assunse un significato più specifico: con “Plebs sancta” infatti, si intendeva solo il “popolo dei cristiani” o “l’insieme dei fedeli” formato in maggioranza dai poveri della plebe.

Nell’alto medioevo il termine assunse una pluralità di significati strettamente collegati tra loro:

- la primigenia comunità parrocchiale

- il territorio in cui essa abitava

- l’edificio religioso in sé.

E’ l’epoca in cui, venute meno le antiche strutture politiche e amministrative romane, la riorganizzazione del territorio fece riferimento

al sistema ecclesiastico: un apparato di "governo" ormai consolidato e che si era diffuso soprattutto nelle campagne attraverso una fitta

rete di piccole chiese battesimali.

La Pieve viene quindi a definire una precisa entità territoriale, la cellula prima della giurisdizione ecclesiastica, che ha come punto riferimento

la piccola chiesa rurale e il villaggio circostante; è il luogo in cui si amministra il battesimo, si celebrano i funerali, si seppelliscono i morti, luogod’incontro sia sacro che profano.

Le Pievi esercitavano il diritto di riscossione della decima pontificia, svolgevano compiti importanti per la vita civile della comunità, attraverso
lo “status animarum”( dal XVI sec. in poi ) svolgevano una funzione di controllo anagrafico del territorio, si occupavano di tenere in buono stato
il sistema viario e la vasta rete irrigua di queste zone.

Spesso troviamo nei documenti medievali anche il termine “Ecclesia plebis”; in questo caso si fa riferimento solo ed esclusivamente al piccolo
edificio religioso.

Vi è da notare come in un medesimo territorio potessero coesistere chiese monastiche anche più grandi e più belle della chiesa plebana,
la quale però restava il punto di riferimento principale per la popolazione, a sottolineare come fosse profondo e radicato il legame col territorio
di queste “chiese contadine”.

PREBENDA

Rendita di un beneficio ecclesiastico : indica il diritto che aveva un sacerdote di percepire i frutti provenienti dalla dote annessa all'ufficio
di cui era titolare.

Certo di fare cosa gradita ti rimetto la nota.

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Messaggioda mct » giovedì 24 maggio 2007, 11:52

Signor De Bellis,
una dissertazione magnifica!
Anche oggi ho imparato qualcosa di nuovo dal nostro Forum!
Grazie di vero cuore!

Se ho capito bene, il legato era una sorta di Donazione a dire Messe per i Morti di una determinata famiglia...
Mi domando, se non era legato ad un reddito (di una proprietà), aveva una scadenza?
Grazie
M.
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Messaggioda L.de Bellis » giovedì 24 maggio 2007, 14:22

mct ha scritto:Signor De Bellis,
una dissertazione magnifica!
Anche oggi ho imparato qualcosa di nuovo dal nostro Forum!
Grazie di vero cuore!

Se ho capito bene, il legato era una sorta di Donazione a dire Messe per i Morti di una determinata famiglia...
Mi domando, se non era legato ad un reddito (di una proprietà), aveva una scadenza?
Grazie
M.


Carissimo,

grazie, ma non è tutto merito mio,ricordo che il Forum è palestra utile per chi vuol meglio capire la Storia e singolar tenzone per gli Araldisti, molte volte riporto quanto detto da Autorevoli Autori di questo nobile consesso.

Sfogliando vecchie carte di famiglia leggo un atto 1801,si perchè caro amico ci si recava dal Notaio, Nominatio ad Legatum Pium sub titulo S. Maria di Costantinopoli Pro Rendo Archibresbitero D. Mercurio Longo et Nicolao Longo nepote , in pratica molte famiglie notabili nominano il beneficiario della rendita di un Altare della Famiglia del Fondatore all'interno di una Chiesa e si impegnano a sostenerlo e a pagare per dir messa alle Sante Anime del Purgatorio, non vi sono scadenze.

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Messaggioda mct » giovedì 24 maggio 2007, 15:11

Grazie ancora!
Sono riuscito a tradurre un'altra parte del documento nel quale effettivamente si legge:
".. ha risoluto di donargli a titolo di donazione irrevocabile fra vivi durante la di lui vita, ed altre del Patrimonio già assegnatoli, le suddescritte due case, col peso però di celebrare annualmente dal di che sarà egli asceso al sacerdozio numero trenta messe mosse(?) in suffragio dell’anime de Defunti di esso Donante."

Effettivamente il Padre donava "al di lui figlio *** incamminato al sacerdozio" una vera e propria donazione!

a) La data indicata dovrebbe essere 10 aprile 1792?
b) Come inizia il documento "Costito (?) alla..??"?

Grazie!

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Messaggioda L.de Bellis » giovedì 24 maggio 2007, 16:43

mct ha scritto:Grazie ancora!
Sono riuscito a tradurre un'altra parte del documento nel quale effettivamente si legge:
".. ha risoluto di donargli a titolo di donazione irrevocabile fra vivi durante la di lui vita, ed altre del Patrimonio già assegnatoli, le suddescritte due case, col peso però di celebrare annualmente dal di che sarà egli asceso al sacerdozio numero trenta messe mosse(?) in suffragio dell’anime de Defunti di esso Donante."

Effettivamente il Padre donava "al di lui figlio *** incamminato al sacerdozio" una vera e propria donazione!

a) La data indicata dovrebbe essere 10 aprile 1792?
b) Come inizia il documento "Costito (?) alla..??"?

Grazie!


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Non riesco ad ingrandire l'immagine, tanto per capirci nello stesso anno il fratello del mio bisnonno Sacerdote non potè entrare in possesso dellla proprietà se non prima di aver detto messa. Detta questa, prese la proprietà e si spogliò.

Ricordati che in quel tempo per poter diventare sacerdote i suoi o chi per lui dovevano donare delle proprietà con atto notarile alla Chiesa.
Maggiori disponibilità ,maggiori....

Ma attenzione con questo non voglio minimamente screditare nè il messaggio evangelico, nè la tradizione sacerdotale.

Il Suo messaggio rivoluzionario dell'Amore è , e resta sempre.
La Sua strada è la mia strada.

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Messaggioda mct » giovedì 24 maggio 2007, 16:55

L.de Bellis ha scritto:
mct ha scritto:Grazie ancora!
Sono riuscito a tradurre un'altra parte del documento nel quale effettivamente si legge:
".. ha risoluto di donargli a titolo di donazione irrevocabile fra vivi durante la di lui vita, ed altre del Patrimonio già assegnatoli, le suddescritte due case, col peso però di celebrare annualmente dal di che sarà egli asceso al sacerdozio numero trenta messe mosse(?) in suffragio dell’anime de Defunti di esso Donante."

Effettivamente il Padre donava "al di lui figlio *** incamminato al sacerdozio" una vera e propria donazione!

a) La data indicata dovrebbe essere 10 aprile 1792?
b) Come inizia il documento "Costito (?) alla..??"?

Grazie!


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Non riesco ad ingrandire l'immagine, tanto per capirci nello stesso anno il fratello del mio bisnonno Sacerdote non potè entrare in possesso dellla proprietà se non prima di aver detto messa. Detta questa, prese la proprietà e si spogliò.

Ricordati che in quel tempo per poter diventare sacerdote i suoi o chi per lui dovevano donare delle proprietà con atto notarile alla Chiesa.
Maggiori disponibilità ,maggiori....

Ma attenzione con questo non voglio minimamente screditare nè il messaggio evangelico, nè la tradizione sacerdotale.

Il Suo messaggio rivoluzionario dell'Amore è , e resta sempre.
La Sua strada è la mia strada.

Lorenzo


Caro Lorenzo,
per ingrandire l'immagine basta cliccarci due volte sopra... (se vuoi te ne mando una copia migliore).

:D :D rido perchè sette anni dopo questo atto, il prete in questione depose l'abito talare!! :D :D
La storia spesso si ripete!
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Messaggioda renatocampofreda » giovedì 24 maggio 2007, 23:17

Gent.mo Sig.de Bellis,leggevo nel forum,questo post,riguardante le donazioni fatte alle chiese o cappelle,in cambio di messe per l'anima dei propri parenti defunti.In un paese vicino Caserta,ancora in particolari occasioni,in una delle chiese,viene letto l'elenco di tutte le persone che donarono beni alla chiesa,e molte donazioni risalgono a molti secoli fa.Ho letto del suo parente che si spogliò dopo aver messo le mani sui beni dategli in dote.Al futuro sacerdote,la famiglia doveva costituire un"patrimonio"(ho trovato lettere in proposito ,di uno zio di mio nonno,che sollecitava i parenti a far presto ,per poter essere ordinato prete).Io non mi scandalizzo più di tanto,un'altro zio di mio nonno,Arciprete del paese nel quale quel ramo della famiglia si era trasferito,di solito vestiva alla "cacciatora",e da quello che ho letto su di lui e da quello che raccontavano le mie prozie...anche loro suore...non era proprio "tutta umiltà e Gesumaria"dobbiamo pensare che in quel periodo ,nelle famiglie nobili,o comunque di un certo censo,in genere il primogenito era preferito agli altri figli,nella successione,gli altri figli,venivano avviati alla carriera clericale,o militare,e veniva loro concesso un piccolo appannaggio ,giusto per potersi mantenere,salvo ricevere poi da qualche parente un'eredità .Con l'avvento dell'unità d'Italia,aboliti fidecommessi e primogeniture,fu introdotto il codice Piemontese,che conteneva ,il concetto di "legittima" nuovo per il Regno.Le Case con una certa tradizione,dividevano ,ob torto collo,le proprietà secondo le nuove leggi,e davano tutta la parte disponibile,al primogenito,cercando comunque di avviare al sacerdozio secolare o regolare,qualche figlio.Non sempre il nuovo prete o monaco/a,faceva una buona riuscita.Ad Aversa .c'era il convento delle Dame monache,dove si trovavano le figlie di famiglie nobili destinate al chiostro.Mi scuso per la lungaggine.Renato Campofreda.
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Messaggioda L.de Bellis » venerdì 25 maggio 2007, 5:10

renatocampofreda ha scritto:Gent.mo Sig.de Bellis,leggevo nel forum,questo post,riguardante le donazioni fatte alle chiese o cappelle,in cambio di messe per l'anima dei propri parenti defunti.In un paese vicino Caserta,ancora in particolari occasioni,in una delle chiese,viene letto l'elenco di tutte le persone che donarono beni alla chiesa,e molte donazioni risalgono a molti secoli fa.Ho letto del suo parente che si spogliò dopo aver messo le mani sui beni dategli in dote.Al futuro sacerdote,la famiglia doveva costituire un"patrimonio"(ho trovato lettere in proposito ,di uno zio di mio nonno,che sollecitava i parenti a far presto ,per poter essere ordinato prete).Io non mi scandalizzo più di tanto,un'altro zio di mio nonno,Arciprete del paese nel quale quel ramo della famiglia si era trasferito,di solito vestiva alla "cacciatora",e da quello che ho letto su di lui e da quello che raccontavano le mie prozie...anche loro suore...non era proprio "tutta umiltà e Gesumaria"dobbiamo pensare che in quel periodo ,nelle famiglie nobili,o comunque di un certo censo,in genere il primogenito era preferito agli altri figli,nella successione,gli altri figli,venivano avviati alla carriera clericale,o militare,e veniva loro concesso un piccolo appannaggio ,giusto per potersi mantenere,salvo ricevere poi da qualche parente un'eredità .Con l'avvento dell'unità d'Italia,aboliti fidecommessi e primogeniture,fu introdotto il codice Piemontese,che conteneva ,il concetto di "legittima" nuovo per il Regno.Le Case con una certa tradizione,dividevano ,ob torto collo,le proprietà secondo le nuove leggi,e davano tutta la parte disponibile,al primogenito,cercando comunque di avviare al sacerdozio secolare o regolare,qualche figlio.Non sempre il nuovo prete o monaco/a,faceva una buona riuscita.Ad Aversa .c'era il convento delle Dame monache,dove si trovavano le figlie di famiglie nobili destinate al chiostro.Mi scuso per la lungaggine.Renato Campofreda.


Preg.mo Sig. Renato,

la ringrazio per aver compartecipato con le sue note alle considerazioni da noi fatte, ma sia chiaro che non mi scandalizza affatto aver raccontato fatti ed eventi che fanno parte di una microstoria che va contestualizzata nell'epoca in cui si svolgono gli eventi e deve essere compresa con un modo di guardare le cose che non esiste più.

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Messaggioda renatocampofreda » domenica 27 maggio 2007, 19:35

Sono d'accordo con Lei,tutte le vicende vanno sempre lette ed analizzate tenendo conto del periodo storico in cui avvennero.Saluti.Renato Campofreda.
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Messaggioda mct » lunedì 28 maggio 2007, 9:42

Nessuno è riuscito a leggere il documento?
:wink:
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a) La data indicata dovrebbe essere 10 aprile 1792?
b) Come inizia il documento "Costito (?) alla..??"?

Grazie!
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