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Nightfox ha scritto:Le messe sono tasse da versare per i mantenimento della chiesa: lavori, arrichimenti, restauri ecc... oppure sono la quantità di messe da solennizare in un anno che devono essere garantite.
Cmq sono propenso più ad una tassa mascherata a modo di donazione alla chiesa dove doveva ascendere al sacerdozio.

mct ha scritto:Nightfox ha scritto:Le messe sono tasse da versare per i mantenimento della chiesa: lavori, arrichimenti, restauri ecc... oppure sono la quantità di messe da solennizare in un anno che devono essere garantite.
Cmq sono propenso più ad una tassa mascherata a modo di donazione alla chiesa dove doveva ascendere al sacerdozio.
Suppongo invece che si riferisca a Messe nel vero senso della parola...
Si trova infatti scritto:
"... numero trenta messe * in suffragio dell'anima dé defunti di esso donante"
Non riesco a capire cosa voglia dire "per legato di famiglia".
Si riferiscono ad una sorta di diritto di dire delle messe in onore di una data famiglia?
Ne sapete qualcosa al riguardo?
Grazie
M.

mct ha scritto:Signor De Bellis,
una dissertazione magnifica!
Anche oggi ho imparato qualcosa di nuovo dal nostro Forum!
Grazie di vero cuore!
Se ho capito bene, il legato era una sorta di Donazione a dire Messe per i Morti di una determinata famiglia...
Mi domando, se non era legato ad un reddito (di una proprietà), aveva una scadenza?
Grazie
M.


mct ha scritto:Grazie ancora!
Sono riuscito a tradurre un'altra parte del documento nel quale effettivamente si legge:
".. ha risoluto di donargli a titolo di donazione irrevocabile fra vivi durante la di lui vita, ed altre del Patrimonio già assegnatoli, le suddescritte due case, col peso però di celebrare annualmente dal di che sarà egli asceso al sacerdozio numero trenta messe mosse(?) in suffragio dell’anime de Defunti di esso Donante."
Effettivamente il Padre donava "al di lui figlio *** incamminato al sacerdozio" una vera e propria donazione!
a) La data indicata dovrebbe essere 10 aprile 1792?
b) Come inizia il documento "Costito (?) alla..??"?
Grazie!
L.de Bellis ha scritto:mct ha scritto:Grazie ancora!
Sono riuscito a tradurre un'altra parte del documento nel quale effettivamente si legge:
".. ha risoluto di donargli a titolo di donazione irrevocabile fra vivi durante la di lui vita, ed altre del Patrimonio già assegnatoli, le suddescritte due case, col peso però di celebrare annualmente dal di che sarà egli asceso al sacerdozio numero trenta messe mosse(?) in suffragio dell’anime de Defunti di esso Donante."
Effettivamente il Padre donava "al di lui figlio *** incamminato al sacerdozio" una vera e propria donazione!
a) La data indicata dovrebbe essere 10 aprile 1792?
b) Come inizia il documento "Costito (?) alla..??"?
Grazie!
Non riesco ad ingrandire l'immagine, tanto per capirci nello stesso anno il fratello del mio bisnonno Sacerdote non potè entrare in possesso dellla proprietà se non prima di aver detto messa. Detta questa, prese la proprietà e si spogliò.
Ricordati che in quel tempo per poter diventare sacerdote i suoi o chi per lui dovevano donare delle proprietà con atto notarile alla Chiesa.
Maggiori disponibilità ,maggiori....
Ma attenzione con questo non voglio minimamente screditare nè il messaggio evangelico, nè la tradizione sacerdotale.
Il Suo messaggio rivoluzionario dell'Amore è , e resta sempre.
La Sua strada è la mia strada.
Lorenzo


renatocampofreda ha scritto:Gent.mo Sig.de Bellis,leggevo nel forum,questo post,riguardante le donazioni fatte alle chiese o cappelle,in cambio di messe per l'anima dei propri parenti defunti.In un paese vicino Caserta,ancora in particolari occasioni,in una delle chiese,viene letto l'elenco di tutte le persone che donarono beni alla chiesa,e molte donazioni risalgono a molti secoli fa.Ho letto del suo parente che si spogliò dopo aver messo le mani sui beni dategli in dote.Al futuro sacerdote,la famiglia doveva costituire un"patrimonio"(ho trovato lettere in proposito ,di uno zio di mio nonno,che sollecitava i parenti a far presto ,per poter essere ordinato prete).Io non mi scandalizzo più di tanto,un'altro zio di mio nonno,Arciprete del paese nel quale quel ramo della famiglia si era trasferito,di solito vestiva alla "cacciatora",e da quello che ho letto su di lui e da quello che raccontavano le mie prozie...anche loro suore...non era proprio "tutta umiltà e Gesumaria"dobbiamo pensare che in quel periodo ,nelle famiglie nobili,o comunque di un certo censo,in genere il primogenito era preferito agli altri figli,nella successione,gli altri figli,venivano avviati alla carriera clericale,o militare,e veniva loro concesso un piccolo appannaggio ,giusto per potersi mantenere,salvo ricevere poi da qualche parente un'eredità .Con l'avvento dell'unità d'Italia,aboliti fidecommessi e primogeniture,fu introdotto il codice Piemontese,che conteneva ,il concetto di "legittima" nuovo per il Regno.Le Case con una certa tradizione,dividevano ,ob torto collo,le proprietà secondo le nuove leggi,e davano tutta la parte disponibile,al primogenito,cercando comunque di avviare al sacerdozio secolare o regolare,qualche figlio.Non sempre il nuovo prete o monaco/a,faceva una buona riuscita.Ad Aversa .c'era il convento delle Dame monache,dove si trovavano le figlie di famiglie nobili destinate al chiostro.Mi scuso per la lungaggine.Renato Campofreda.

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