gheghe61 ha scritto:Come mai allora il suo stemma ed i suoi titoli sono pubblicati
sul testo dello SMOM ?
Comunque, Lei è veramente dotto! Sa cose "introvabili".
con ammirazione, gheghe61
L'Elenco Storico della Nobiltà Italiana non ebbe campo limitato alle famiglie ammesse nell'Ordine di Malta, ma panorma più nazionale, quindi non c'è da stupirsi che vi fosse anche la famiglia di Antonio de Curtis.
Inoltre l'Ordine di Malta avrebbe sicuramente dovuto riconoscere la nobiltà di Totò, in quanto egli sotto il Regno era comunque cavaliere del S.R.I. con tanto di Regie Patenti: nobiltà certificata dalla Consulta Araldica di S.M. il Re d'Italia, riconosciuta quindi. Il problema era appunto tutto il resto di principesco e bizantino, che diciamo non sembrava proprio genuino ai delegati dell'Ordine. Tuttavia c'era stata la sentenza del tribunale con successiva annotazione sul Libro d'Oro della Consulta (ma non bene a che titolo venne eseguita tale annotazione, se il tribunale fosse o meno competente a disporre tale procedura) e quella sull'atto di battesimo da parte dell'autorità ecclesiastica. Quindi una situazione nobiliare "in regola". Però c'era ancora qualcosa che non convinceva per nulla il delegato dell'Ordine: per esempio Totò non era nato da legittimo matrimonio, come richiesto per l'ingresso nel SMOM, ma solo in un secondo momento il padre sposò la moglie (dovette aspettare la morte del padre, che aveva posto il "veto") e riconoscere Antonio.
In più si vociferava -forse a torto forse a ragione, oggi sembra cosa risaputa- che lo stesso fosse un adepto della massoneria, cosa in netto contrasto con l'Ordine. Così si trovò l'escamotage, geniale a mio avviso, di dover respingere la domanda di ammissione perchè Totò era un attore e per di più un attore comico, che poteva essere equiparato ad un "buffone di corte" (credo addirittura che siano state usate sul serio queste stesse parole), quindi un'arte meccanica!
Tuttavia dopo questo bisogna riconoscere a quell'uomo, che fu un grande attore conosciutissimo in tutto il mondo, che la genealogia della sua famiglia e tutti i suoi titolo bizantineggianti diedero ad una"bambino senza famiglia" una sorta di gratifica psicologica.
Per carità, non sono dotto! Magari lo fossi: conoso solo qualche pettegolezzo, o gossip storico, e qualche nozione di araldica e genalogia.
Con viva cordialità,
Michele Tuccimei