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aiuto calligrafico

Inviato:
martedì 27 marzo 2007, 16:01
da Vale
Ricorro nuovamente al vostro aiuto e alle vostre capacità, perchè non riesco a decifrare lo scritto che vi riporto (trattasi di processetti matrimoniali).
Nel primo rigo si legge "Cristoforo Provenzale figlio ........"
non riesco ad individuare la paternità e che cosa sia quella specie di "S" prima del nome
la stessa paternità può essere vista anche da qui


Inviato:
mercoledì 28 marzo 2007, 14:12
da Andrea Conti
Gentilissimo Signor Russo,
quella specie di "S" è una "q.m", abbreviazione di "quondam", che un tempo si utilizzava per indicare un defunto, oggi si direbbe "figlio del fu ...". Da quel che si legge, sembra che questo Cristoforo Provenzale, fosse figlio del quondam ("filius q.m" nel primo documento; "figlio del q.m", nel secondo, cioè: del fu) Cesare (?) o Ceccone (?)
Cordialmente
Andrea Conti
__________________
FULGOR NON TERRET

Inviato:
mercoledì 28 marzo 2007, 14:46
da Gallicianus Scriptor
Christophorus Provenzale filius quondam Ectoris commorans in suburbio P.... (nome del luogo) in domibus don Dominici Carrafa...
La paternità, dunque, è "figlio del fu Ettore"
Saluti
G.S.

Inviato:
mercoledì 28 marzo 2007, 23:27
da Gallicianus Scriptor
Aggiungo la trascrizione del testo contenuto nella seconda immagine:
"A 18 di marzo 1715. Christofaro Provenzale, figlio del quondam Torre, dico Ettorre, e Domenica Arrivo(?), coniugi".
Saluti
Gallicianus Scritpor

Inviato:
giovedì 29 marzo 2007, 1:09
da Vale
Vorrei prima di tutto ringraziare per la disponibilità il signor Andrea Conti e il signor "Gallicianus Scriptor", oltre che naturalmente per il prezioso aiuto e la completezza delle informazioni datemi.
Sarei stato davvero incapace ad arrivare da solo a queste conclusioni....il decifrare questi scritti degli archivi vescovili si è rivelato più complesso di quanto credessi. Inoltre non ho nemmeno idea di come potrei affinare queste capacità
Per quanto riguarda il cognome della madre avevo pensatoin realtà in un primo momento ad Autivo o Aurivo.
Grazie ancora

Inviato:
giovedì 29 marzo 2007, 1:28
da Gallicianus Scriptor
Gentile Vale,
vorrei precisare che la lettura "Arrivo" non è affatto sicura (per questo ho inserito l'interrogativo). Potrebbe essere anche "Autivo" come ha pensato lei. Si direbbe sia intervenuta una correzione del tipo Aurivo ---> Autivo, occorrerebbe dare un'occhiata ai cognomi diffusi nell'area in oggetto. Tenga tuttavia presente che, mentre Aurivo o Autivo non sono attualmente diffusi in Campania, Arrivo ha una certa diffusione nella zona del Vesuvio, sempre che questa sia l'area a cui fanno riferimento i documenti
Darle un mano è stato un piacere.
Saluti
G.S.

Inviato:
giovedì 29 marzo 2007, 10:55
da Vale
In effetti gli atti di matrimonio sono presi dalla diocesi di Pozzuoli, dove credo che o fosse originaria la donna in questione o dove deve essersi trasferita col marito(Ettore), il quale era a sua volta di S. giovanni a Teduccio. Cmq tutti e due napoletani insomma.
Mi scusi, solo una precisazione, quel "commorans in suburbio P..." indicherebbe il luogo in cui è morto il padre .....ove P. potrebbe indicare Pozzuoli, dato che la si cita poche righe sopra, ed è il luogo ove si stà sottoscrivendo il processetto?

Inviato:
giovedì 29 marzo 2007, 12:04
da FP
Gentilissimo,
io leggo
commorans in suburbio P.no, e quel
P.no è certamente Puteolano, l'aggettivo che riguarda Pozzuoli.
Inoltre, dopo
Domenica, leggo
A(u)ti(e)ro e non
Arrivo. Difatti, quella dopo la
u mi sembra assomigliare più ad una
t, mentre quella che, infine, potrebbe sembrare una
v non è che una
r (basta guardare le r di Ettorre). Sicuramente il prete avrà stenografato il cognome omettendo la
e...Il cognome Autiero è diffusissimo nell'area partenopea.
A presto

F.

Inviato:
lunedì 2 aprile 2007, 23:08
da Giovannimaria Ammassari
Vale ha scritto:
Sarei stato davvero incapace ad arrivare da solo a queste conclusioni....il decifrare questi scritti degli archivi vescovili si è rivelato più complesso di quanto credessi. Inoltre non ho nemmeno idea di come potrei affinare queste capacità
Se posso esprimere il mio pensiero, certe capacità si apprendono e si affinano con l'esperienza, e con la quotidiana lettura dei documenti, in contemporanea naturalmente allo studio delle fonti archivistiche e genealogiche. Si apprendono gradualmente, con raffronti e confronti.
Vada avanti così, anche chiedendo a chi ne sa più di Lei. Ma legga legga legga non c'è dizionario cappelli che possa sostituire la sua personale lettura.
Saluti