Elassar ha scritto:mariothegreat ha scritto:Grazie per la risposta, in verita' credo che la derivazione sia prettamente veneta, infatti in 20 generazioni non ho riscontrato nessun'altra regione di provenienza (a parte l'istria che comunque era Veneziana)
In effetti, ho verificato che i Gregorio o De Gregorio siciliani sono attestati in Sicilia sin dal 1300 ca.
A presto,
Elassar
Gregorio (de).
Nobile e antica famiglia che si vuole originaria di Germania, passata in Sicilia sin dal secolo XII. Possedette, in Sicilia, il principato di S. Elia, già Torre di Goto, il ducato di Tremestieri, i marchesati del Parco Reale, di Poggio Gregorio e di Valle Santoro, le baronie di Castania, del R. Demanio di Messina, Gallici, Vigliatore, ecc. Un Gregorio fu giudice di Messina nel 1319; un altro Gregorio, milite, è notato nel ruolo dei feudatari sotto re Ludovico per un cavallo armato; un Orlando fu conestabile dell’ufficio straticoziale di Messina sotto re Federico; un Ansaldo a 15 agosto 1404 ottenne conferma dell’ufficio di portulanotto di Lentini e Bruca; un Pietro fu giudice della Gran Corte nel 1510; un Giovan Pietro, con privilegio dato a 4 dicembre 1544 esecutoriato a 28 febbraio 1545, ottenne il titolo di nobile col don; un Pietro, fu capitano di giustizia di Palermo nel 1553-54; un Bartolomeo, un Stefano, un Andrea fu Pietro, un messer Cesare, un Paolo e un Mario del fu Colantonio, un Lorenzo ed altri furono ascritti alla mastra nobile del Mollica; un Pietro fu cavaliere dell’ordine di S. Giacomo della Spada, presidente della Gran Corte nel 1651, reggente del Consiglio d’Italia, ecc. e, con privilegio dato a 13 settembre 1647 esecutoriato a 14 giugno 1648, ottenne il titolo di duca di Tremestieri; un Carlo, con privilegio dato a 27 luglio 1663 esecutoriato a 12 maggio 1664, ottenne il titolo di marchese di Poggio Gregorio e fu senatore di Messina nel 1671; un Girolamo fu governatore nobile della tavola pecuniaria di Messina nel 1701-2; un Francesco fu senatore di Messina negli anni 1741, 1748, 1758, 1764, 1769 e 1772 e venne investito del titolo di marchese di Poggio Gregorio a 16 maggio 1745; un Leo-poldo fu governatore della Tavola pecuniaria di Messina nel 1735-36, senatore di detta città nel 1738-39, segretario di Stato, tenente generale degli eserciti di Spagna e gentiluomo di camera di re Carlo III, gran prefetto del supremo magi-strato del Commercio e della Regia Giunta del tabacco, maestro razionale del tri-bunale del real Patrimonio, cavaliere del real ordine di San Gennaro, ecc.; nel 1743 ottenne dal duca di Modena Francesco III il titolo di marchese di Trentino e nel 1746 quello di marchese del Sacro Romano Impero e con lettere patenti date in Napoli a 10 luglio esecutoriate in Palermo a 7 novembre 1749 ottenne da re Carlo III di Napoli il titolo di marchese di Valle Santoro; un Giovanni fu sena-tore di Palermo nel 1750-51; un Francesco, figlio di Leopoldo marchese di Squil-lace, fu regio secreto di Messina, amministratore generale del diritto delle sete in Sicilia, cavaliere dell’ordine di Malta, gentiluomo di camera di re Ferdinando IV di Borbone, con privilegio dato a 9 settembre 1758 esecutoriato a 3 gennaio 1759 fu nominato maestro razionale di cappa corta del tribunale del real Patrimonio e a 17 giugno 1760 ottenne investitura del titolo di principe di S. Elia; un Camillo ottenne nel dicembre del 1764 la commuta del titolo di marchese della Rocca in quello di marchese del Parco Reale; un Giuseppe fu console nobile di mare e terra di Messina nel 1801-2. Con decreti ministeriali dell’11 giugno e del 2 novembre 1882 vennero riconosciuti i titoli di marchese del Parco Reale e di marchese (quest’ultimo trasmessibile a tutti i maschi) a Camillo De Gregorio e Stazzone (di Antonio-Maria, di Camillo). Costui sposò in prime nozze Letteria Brunaccini dei principi di San Teodoro dalla quale ebbe: Antonio, dottore in scienze naturali, ecc., (marito di Francesca Vanni dei duchi d’Archirafi, con prole); Giacomo, dottore in lettere e filosofia, libero docente in dialettologia nella R. Università di Palermo (marito di Beatrice Starrabba, con prole); Paolo († 1900), dottore in giurisprudenza, segretario di legazione di 1ª classe, cavaliere ufficiale mauriziano e della Corona d’Italia, ecc. (marito di Maria-Robertina Patti e padre di Camillo); Maria-Anna; Francesco, capitano d’artiglieria, Cecilia; Leopoldo, dottore in giurisprudenza, avvocato erariale (marito di Teresa Palmeri dei marchese di Villalba); Alfonsina; Maria Concetta. Sposò poi in seconde nozze Rosalia Anfossi dei marchesi di S. Onofrio, dalla quale ebbe Maria. Morì a 14 gennaro 1901).
Arma: di nero, partito, innestato, merlato di sei pezzi d’argento.
Cimiero: la grù di nero con la sua vigilanza.
Motto: SIC TUTIUS.
Dott. A. Mango di Casalgerardo
NOBILIARIO DI SICILIA