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Regressione...

MessaggioInviato: martedì 6 febbraio 2007, 14:10
da ilvicerè
Si poteva verificare una "regressione sociale", nei secoli passati, per cui una famiglia da nobile cambiava il suo status, cambiando residenza?
Se si quali potrebbero essere le motivazioni?
Fuga? Questioni politico-religiose?

MessaggioInviato: martedì 6 febbraio 2007, 18:42
da MMT
Io aggiungerei anche e soprattutto pecuniarie!


Cordialità,
Michele Tuccimei

MessaggioInviato: martedì 6 febbraio 2007, 20:27
da Davide Shamà
Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Io aggiungerei anche e soprattutto pecuniarie!


Cordialità,
Michele Tuccimei



vero, anzi verissimo! :D

MessaggioInviato: martedì 6 febbraio 2007, 20:45
da Federico B. G.
Io aggiungo, potrebbe anche darsi, specialmente per le nobiltà civiche, che una famiglia spostandosi da una città all'altra non venisse riconosciuta come nobile nella "nuova" città di residenza e che quindi decadesse al rango cittadino - borghese. Questo solamente perchè, magari, nella nuova città i criteri di ammissione al ceto nobile erano più restrittivi.

Cordialmente

MessaggioInviato: martedì 6 febbraio 2007, 22:01
da ilvicerè
Nel caso specifico della mia famiglia, Blancatelli, in Sicilia da inizio ad una dinastia di mastri del ferro, ma tutto, senza verifica in loco ancora da farsi, lascerebbe credere che discenda dalla fam. Blancatelli nobile di Cingoli. Il salto non vi sembra eccessivo? Siamo nel XVII secolo.

P.S. Ho notato anche che la mia famiglia, giunta in Sicilia, ha avuto sempre l "uso" di imparentarsi sempre con le solite due famiglie, anch'esse di maestranze, senza invischiarsi troppo nella vita locale.

MessaggioInviato: mercoledì 7 febbraio 2007, 1:55
da Aesculapius
Come si dice ?
La nobiltà è come un albergo: le camere sono sempre le stesse ma cambiano le persone che vi passano la notte... :wink:
Inoltre, a sostegno del pensiero di Federico B.G. il bellissimo libro di Enzo Striano "Il resto di niente" dove donna Lenora de Fonseca Pimentel appartenente alla nobiltà portoghese non viene accettata nella nobiltà napoletana a tal punto da essere impiccata come una "non nobile".

Saluti
Antonio Russo

MessaggioInviato: mercoledì 7 febbraio 2007, 3:07
da Messanensis
ilvicerè ha scritto:Nel caso specifico della mia famiglia, Blancatelli, in Sicilia da inizio ad una dinastia di mastri del ferro, ma tutto, senza verifica in loco ancora da farsi, lascerebbe credere che discenda dalla fam. Blancatelli nobile di Cingoli. Il salto non vi sembra eccessivo? Siamo nel XVII secolo.


In effetti sembrerebbe eccessivo, ma tutto è possibile, specie in caso di decadenza economica. Cos'è di preciso che fa pensare ad una discendenza da Cingoli?

P.S. Ho notato anche che la mia famiglia, giunta in Sicilia, ha avuto sempre l "uso" di imparentarsi sempre con le solite due famiglie, anch'esse di maestranze, senza invischiarsi troppo nella vita locale.


E' normale che una famiglia si imparentasse con altre che erano considerate dello stesso livello sociale.

MessaggioInviato: mercoledì 7 febbraio 2007, 11:30
da ilvicerè
La mia ipotesi che il ramo siciliano della mia famiglia discenda da quello di Cingoli, si basa su queste informazioni:

-La fam. Blancatelli di Cingoli vendette il palazzo nel 1680 circa, successivamente ad una crisi economica;

-la stessa famiglia è sfuggita al censimento della nobiltà marchigiana del XVIII secolo perchè emigrata,

-mi è stato confermato da più che valide fonti, che molte famiglie cingolane emigrarono in Sicilia a cercare fortuna dopo il disastro;

-la fam. Blancatelli, poi Brancatelli, siciliana, era presente solo a Longi dal 1650 circa, non è documentata la sua presenza altrove e ciò farebbe pensare che Longi (al tempo vi erano numerose filande e fioriva il commercio della seta) sia stato il punto di arrivo;

-la famiglia risulta assolutamente assente prima del 1650;

-forse è una coincidenza ma molti miei antenati seicenteschi portano i nomi di alcuni Blancatelli presenti nella genealogia dei Blancatelli di Cingoli; (PietroAndrea, Cesare, Marsilio...)

...forse non sono sufficienti come informazioni, ma la mia è attualmente soltanto un'ipotesi da verificare a Cingoli...

MessaggioInviato: mercoledì 7 febbraio 2007, 12:13
da Messanensis
L'ipotesi non sembra campata per aria. La cosa ovviamente, come ben dice, va provata, perchè altrimenti resta pur sempre un'ipotesi.

Negli atti parrocchiali riguardanti il primo Blancatelli presente a Longi non c'è scritto da quale città proveniva? Solitamente negli atti di matrimonio è sempre specificato a quale parrocchia della città appartenevano gli sposi e, se forestieri, di quale città erano originari.

MessaggioInviato: mercoledì 7 febbraio 2007, 15:58
da ilvicerè
Il problema è proprio questo...del primo Blancatelli a Longi ho trovato soltanto una citazione nell'atto di nascita di due dei suoi figli, manca il libro dei matrimoni in cui dovrebbe comparire il suo...
Cmq sono appena rientrato dall'archivio di stato, dove ho letto in alcuni atti del 1672-1675 di Longi, che due Brancatelli (uno sacerdote ed uno Magister )erano appellati nobiles in quanto jurati e assistentes della Baronessa Flavia Lanza sposata con D. Gaspare Napoli e mi è sembrato di capire che si preoccupassero di trovare un medico idoneo e migliore del precedente per conto della Baronessa. Un sacerdote D. Francesco Brancatelli, (che ancora firma Blancatelli, nonostante il notaio lo introduca chiamandolo Brancatelli) è fidecommissario di una Cappella o Chiesa.Cosa significano questi ruoli?
Grazie.

MessaggioInviato: mercoledì 7 febbraio 2007, 16:43
da Messanensis
In Sicilia anche nelle terre feudali, oltre che nelle città demaniali, vi erano i cosiddetti "giurati", che avevano funzioni di amministrazione. Nelle terre feudali era usuale che in quel periodo fossero chiamati "nobili giurati".

MessaggioInviato: mercoledì 7 febbraio 2007, 16:48
da ilvicerè
Ci sarebbero molte domande e molti dubbi che vorrei risolvere... Grazie mille.

MessaggioInviato: mercoledì 7 febbraio 2007, 16:57
da Messanensis
ilvicerè ha scritto:Il problema è proprio questo...del primo Blancatelli a Longi ho trovato soltanto una citazione nell'atto di nascita di due dei suoi figli, manca il libro dei matrimoni in cui dovrebbe comparire il suo...


Mmm.. brutto affare, se davvero il primo Blancatelli si sposò a Longi. Vista la penuria di atti esistenti nell'Archivio di Stato di Messina ci troveremmo di fronte ad un blocco, a meno che non si conservi da qualche parte un archivio di qualche antica famiglia di Longi, ancor meglio se appartenente alla famiglia feudataria di Longi in quel periodo.

MessaggioInviato: mercoledì 7 febbraio 2007, 16:57
da Messanensis
ilvicerè ha scritto:Ci sarebbero molte domande e molti dubbi che vorrei risolvere... Grazie mille.


Possiamo essere d'aiuto in qualche modo?

MessaggioInviato: mercoledì 7 febbraio 2007, 21:22
da ilvicerè
Certamente la vostra erudizione e competenza potrebbe risolvere molti miei quesiti;
trattasi di scritture, diciture e abbreviazioni, firme, forse ricorrenti, di cui però non so trovare spiegazioni. Dal momento che sarebbe troppo difficile trascriverle, aspetto di farne le fotografie domani e di postarle sul forum.
La ringrazio per la premura e la sincera disponibilità.