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Conclubet di Arena

MessaggioInviato: martedì 11 luglio 2006, 22:09
da Alessio Bruno Bedini
Mi piacerebbe avere piu notizie dei Conclubet di Arena.
Ho trovato un buon sunto storico [non piu on line] nella cache di http://72.14.221.104/search?q=cache:yrP ... =clnk&cd=8

Storia e archeologia

Sull’esatta etimologia del nome Arena sono state avanzate varie ipotesi. La prima è collegata all’ambiente montuoso in cui è situato il paese. Il nome, infatti, potrebbe derivare dal greco Orelne (paese montuoso) o da Eripna (monte scosceso, rupe). Una seconda teoria, invece, sostiene che Arena derivi da Erymnòs (luogo difeso, saldo) o da Erumnòs (fortezza, fortilizio). Il paese vanta origini antichissime. Pare, infatti, che il primo insediamento urbano risalga al IX secolo. Fu importante contea appartenente alla famiglia dei Conclubet prima e a quella degli Acquaviva poi. È certo, infatti, che nel 1125 Ruggero di Conclubet si insediò nel paese diventando primo conte di Arena. In questi anni egli attuò una politica di ripopolamento della valle del fiume Marepotamo in cui si svilupparono numerosi centri. Dopo un breve periodo di governo con il figlio di Ruggero, Guglielmo, nel 1198 la contea passò a Giovanni Conclubet che, dopo qualche tempo, si ammalò di lebbra. A causa delle sue disperate condizioni di salute Giovanni decise di dettare testamento, ma guarì miracolosamente grazie alle preghiere di San Pier d’Arena, Santo monaco del cenobio di Ciano. La gratitudine del conte fu tale che concesse molti dei suoi beni a chiese e monasteri. Matteo, fratello di Giovanni, ebbe un atteggiamento diverso nei confronti della Chiesa. Intentò, infatti, numerose azioni di reintegra contro i conventi. Nel 1229 Riccardo, nipote di Matteo, diventò signore di Arena. Per la sua grande fedeltà alla monarchia sveva fu nominato Gran Giustiziere di Sicilia dal re Manfredi di Svevia. Il fratello Federico diventò anche vicario del sovrano e nel 1256 fu convocato a Napoli da papa Alessandro IV per assistere, insieme agli altri Grandi del Regno, alla scomunica di Manfredi. Quando Carlo I di Francia invase il regno i Conclubet furono tra le prime vittime della vendetta angioina. La contea fu confiscata e i membri della casata fatti prigionieri o dispersi, mentre Federico e Riccardo non fecero più ritorno dalla Sicilia. Per i Conclubet si aprì un periodo doloroso (dal 1269, anno della confisca dei beni, al 1299, anno della restituzione). Durante questo trentennio i possedimenti della famiglia furono amministrati su nomina regia dal funzionario Michele Belot, mentre Carlo I tentava di investire del titolo di conti di Arena numerose dinastie nobiliari francesi. Le casate, però, rifiutarono la proposta. Al sovrano angioino non rimase, dunque, che perdonare i Conclubet, limitandosi a privarli dei beni situati fuori dal territorio di Arena. Restituì loro la contea nel 1299. Giovanna I nominò, nel 1352, Giordano Conclubet suo ciambellano e nel 1381 re Ladislao lo volle Giustiziere di Calabria, accogliendolo nel Gran Consiglio del Regno e nominandolo Castellano di Stilo. Giordano fece costruire fuori le mura del castello di Arena la cappella di S. Giacomo sulla quale, con una bolla del 1398, Papa Bonifacio IX concesse ai Conclubet lo “jus patronati” e indulgenze a chi la visitava. All’inizio del 1400 Nicolò Conclubet venne nominato primo conte di Arena, in base a una nuova numerazione dinastica. In questo periodo il territorio della dinastia raggiunse la sua massima espansione, ottenendo nel 1421 il centro di Caridà e acquistando nel 1428, per cinquemila ducati, la contea di Mileto. Loyse, figlio di Nicolò, rischiò con azioni spregiudicate di compromettere i successi del padre, schierandosi e appoggiando apertamente la rivolta di Centelles e causando l’amministrazione regia del feudo. Fu Gian Cola Conclubet a risollevare le sorti della famiglia avvicinandola ai nuovi dominatori Aragonesi, affiancandoli durante la guerra d’Otranto contro gli infedeli. Gian Cola fu devoto di San Francesco di Paola, ai piedi del quale andò a prostrarsi prima di raggiungere il campo di battaglia. In quest’occasione si racconta che il Santo raffigurò la propria immagine su un lenzuolo con un pezzo di carbone e che, all’improvviso, il tessuto si illuminò di una luce misteriosa. Per questa ragione Gian Cola, tornato ad Arena, concesse al beato Francesco da Zumpano, degli Agostiniani Scalzi, di costruire un convento presso Soreto. Gian Francesco, figlio di Gian Cola, convinto di fare cosa gradita alla memoria del padre, concesse il convento ai Frati minimi, piuttosto che agli Agostiniani. Francesco da Zumpano, indignato, abbandonò Soreto, lanciando contro il convento una terribile maledizione: «Mu diventa folea di ciauli» (Che diventi nido di corvi). Proprio Gian Francesco fu riconosciuto da Carlo V di Francia suo consanguineo e gli fu permesso di aggiungere al suo stemma l’aquila nera degli Asburgo. Il dominio dei Conclubet continuò ancora per qualche tempo. Nel 1661, infatti, Domenico Conclubet, non avendo figli, lasciò i suoi possedimenti al fratello Andrea, brillante uomo politico che amministrava anche possedimenti fuori Arena come Seminara, Palmi e Stilo. Fu in questi anni che si diffuse un crescente interesse verso la cultura. Andrea, infatti, ospitò nel suo salotto culturale l’Accademia degli Investiganti e fu anche uno dei rinnovatori di questo centro al quale partecipò anche Giovan Battista Vico. Il marchese Milani, invidioso del suo successo politico e delle sue ricchezze, gli tese un agguato. Andrea morì pochi giorni dopo a causa di un’infezione. L’assassinio fu un avvenimento gravissimo perché coinvolgeva due Grandi del Regno. Il mandante e gli esecutori furono esiliati in Sicilia per allontanarli dalle vendette dei Conclubet. L’unico figlio di Andrea, Riccardo, si ammalò gravemente a 14 anni morendo nel 1678, tre anni dopo il padre. Il patrimonio dei Conclubet passò ai discendenti della sorella di Andrea, Anna, che era sposata con un membro della famiglia spagnola Acquaviva d’Aragona. Gioisa Acquaviva d’Aragona, duca d’Atri e figlio di Anna Conclubet, prese possesso del marchesato di Arena, contea di Stilo, e delle terre di Palmi e Seminara. A questi possedimenti si aggiunsero quelli privati che contribuirono a formare uno dei più cospicui assi feudali. Quando scoppiò la guerra tra Spagna e Austria gli Acquaviva si schierarono con gli spagnoli, rimanendo fedeli anche quando ormai la sconfitta era inevitabile. Gerolamo d’Atri, della famiglia degli Acquaviva, preferì morire esule a Roma piuttosto che ritornare a Napoli, vendendo il feudo di Arena e i casali ai Caracciolo di Girifalco. L’arrivo di questa nuova dinastia segnò l’inizio di una lotta senza sosta con gli abitanti. I Caracciolo, infatti, iniziarono a pretendere dai contadini “angarie” e “parangarie”, prestazioni lavorative obbligatorie. Intanto la disastrata situazione economica della popolazione si aggravò ulteriormente, al punto che si dovette chiedere al sovrano Ferdinando IV il rateo in dieci anni del debito dovuto al fisco. L’ultimo marchese della casa fu Michele che aveva due figlie: Anna e Alice. La prima rinunciò ai diritti di primogenitura in favore della sorella, sposata con Edoardo di Francavilla. Fu con costoro che lo stato di Arena e Soreto scomparve poiché l’ingente patrimonio della dinastia fu disperso.


C'è qualcuno che già si è cimentato nello scrivere la genealogia di questa famiglia?

MessaggioInviato: giovedì 13 luglio 2006, 19:09
da da Fiore
Caro Alessio,
ti segnalo, a proposito della famiglia dei Colchebret-Conclubet (la prima è la forma originaria del patronimico), il documentatissimo lavoro di Roberto Fuda Una dinastia normanna in Calabria: i Colchebret di Arena, in "Studi in onore di arnaldo d'Addario", vol, IV, Conte Editore, Lecce 1995, pp. 1079-1094. L'autore, funzionario dell'Archivio di Stato di Firenze e storico di notevole spessore, ricostruisce la più antica genealogia, riferita all'età normanna, dalla Francia all'Italia meridionale, a partire da Scullando (prima metà XI sec.), fino a Riccardo e Matteo (1213). Le generazioni più recenti sono note dalla Storia dei feudi di M. Pellicano Castagna, vol. I, s.v. Arena, come certamente saprai.
Saluti
Marilisa Morrone

MessaggioInviato: giovedì 13 luglio 2006, 19:15
da Alessio Bruno Bedini
da Fiore ha scritto:Caro Alessio,
ti segnalo, a proposito della famiglia dei Colchebret-Conclubet (la prima è la forma originaria del patronimico), il documentatissimo lavoro di Roberto Fuda Una dinastia normanna in Calabria: i Colchebret di Arena, in "Studi in onore di arnaldo d'Addario", vol, IV, Conte Editore, Lecce 1995, pp. 1079-1094. L'autore, funzionario dell'Archivio di Stato di Firenze e storico di notevole spessore, ricostruisce la più antica genealogia, riferita all'età normanna, dalla Francia all'Italia meridionale, a partire da Scullando (prima metà XI sec.), fino a Riccardo e Matteo (1213). Le generazioni più recenti sono note dalla Storia dei feudi di M. Pellicano Castagna, vol. I, s.v. Arena, come certamente saprai.
Saluti
Marilisa Morrone


Ti ringrazio per la preziosa segnalazione. Purtroppo spesso le opere troppo "locali" non si trovano facilmente fuori del territorio che trattano e così molte opere che riguardano la Calabria non si trovano facilmente qui a Roma. Cercherò di reperire l'opera e continuare ad indagare non appena sarò nella locride.. :wink:

Sto cercando di ricostruire la storia di un'altra famiglia "de Arena" presente nella locride nel XVI e XVII secolo e poi estinta. Questa famiglia era molto, molto ricca e ciò mi ha fatto pensare ad un collegamento con i Conclubet de Arena.

La ricerca non è semplice, come immaginerai, poichè Arena è un cognome diffusissimo da quelle parti, derivato probabilmente dal toponimo di Arena ma che non ha nulla a che fare con i Conclubet :roll:

MessaggioInviato: giovedì 13 luglio 2006, 19:28
da da Fiore
Guarda che l'articolo di Fuda non è uno studio locale, ma è contenuto in una miscellanea di Studi che raccoglie articoli provenienti da tutt'Italia; non è un'edizione Calabrese ma, suppongo, pugliese, ed è stata curata, tra gli altri, da Luigi Borgia. Penso che alla Biblioteca Nazionale sia reperibile, comunque io ne possiedo un estratto e se vuoi posso fartene avere copia quando verrai in Calabria.
Per quanto riguarda il cognome Arena o, per meglio dire "de Arena", hai ragione: sono attestate molte famiglie con tale cognome nei secoli precedenti, ed ancora oggi esiste. Pensa che il costruttore della Torre Spina a Marina di Gioiosa fu mastro Decio de Arena (metà XVI sec.), ma niente a che vedere con i Conclubet!
saluti
Marilisa

MessaggioInviato: giovedì 13 luglio 2006, 19:45
da Alessio Bruno Bedini
Si, certo, avevo controllato con l'iccu, ma non mi riferivo in particolare a questo studio quanto a moltissimi libri purtroppo sconosciuti dalle mie parti :roll: ... ma è anche normale che uno studio su un posto X trovi maggior risalto in quel luogo :wink: :wink:

Per quanto riguarda i "de Arena" che dico io poi la storia è anche piu complessa perche si trasferirono nella locride prima del 1550 :shock: .. immaginerai quanto sarà difficile trovare fonti coeve che ne attestino l'aggancio ai Conclubet :roll:

MessaggioInviato: giovedì 27 luglio 2006, 0:24
da arename
Salve a tutti

Benché mi chiami "Arena", non è certo che i miei avi siano collegati con i Conclubeth di Arena (nella mia regione, la Sicilia, convivono diverse casate "Arena"). Ma avendo fatto tante ricerche al riguardo, mi risulta che la famiglia Arenaprimo di Messina, baroni di Montechiaro e Roccadoro, vanti la discendenza diretta dai Concubleth di Arena.

Secondo alcune fonti, Ruggero Conclubeth era figlio naturale del conte Ruggero d'Altavilla, e quindi fratello di Ruggero I re di Sicilia. Dalla contea di Arena, la famiglia prese il patronimico "d'Arena". Nel XV secolo Antonio d'Arena de' conti di Arena fu il primo a trapiantare un ramo della famiglia nella città di Messina, e fu senatore della città per sei volte fra il 1421 e il 1444. Vari Arena si distinsero fra il XVI e il XVIII secolo a Messina e nelle città vicine, finché nel 1621 Francesco Arena sposò Domenica della famiglia Primo, originari del regno di Bosnia e impiantatisi a Messina già dal XII secolo. Al fine di distinguersi da altre casate con lo stesso nome, la casata Arena discendente dai Conclubeth aggiunse anche il patronimico Primo.

Francesco Maria Arena-Primo, figlio di Francesco Arena, fu senatore del Senato Messinese nel 1760, e contrasse matrimonio con Blanda Porzio e Villadicani, dei baroni di Portonotaro e dei principi della Mola. A partire da lui, gli Arena di Conclubeth si fecero chiamare Arena-primo. Fra i suoi discendenti più noti si ricorda Placido Arenaprimo (1809-1840), poeta e cultore delle arti letterarie, e Giuseppe Arenaprimo di Montechiaro, studioso e storico appassionato, deceduto nel terremoto del 1908.

Oggi la famiglia Arenaprimo è quasi estinta.

MessaggioInviato: giovedì 27 luglio 2006, 10:43
da arename
Una piccola aggiunta

All'Archivio di Stato di Messina, dovrebbe esserci un libriccino sulla famiglia Arena scritta dal Galluppi, e intitolato "Cenno storico sulla famiglia d'Arena detta oggi Arena-Primo" (1873).

Dico "dovrebbe" perché la consultai molti anni fa, e non vorrei essere impreciso...

MessaggioInviato: sabato 2 settembre 2006, 13:06
da Davide Shamà
una genealogia abbastanza completa è quella dell'Ammirato (Delle famiglie nobili napoletano, vol. II, pag. 182 e seguenti), che è stata ripresa senza ritocchi dal Pellicano e portata avanti nel suo lavoro fino all'estinzione della famiglia (l'autore, come al solito, non indica molto di più su numero e nome dei figli cadetti, le eventuali discendenze, sulle figlie monache o i dati completi, occupandosi principalmente dei feudatari). Cmq, per ora, bere o affogare... Ricordo che i Concublet si firmavano, a partire dal XVI secolo, anche C. di Baviera perchè si consideravano parenti dei Wittelsbach.

Re: Conclubet di Arena

MessaggioInviato: venerdì 2 ottobre 2009, 23:23
da Antonio De Battisti
Conclubet di Napoli (Crollalanza)
Arma : Di rosso, a quattro fasce d'argento ; lo scudo accollato ad un'aquila bicipite di nero, ciascuna testa coronata d'oro.
Di origine normanna, discese da un RUGGERO figlio naturale del conte Ruggero. Il primo era anche fratello di Ruggiero I re di Sicilia, alla di cui solenne incoronazione avvenuta in Palermo nel 1129 intervenne, insieme al figlio GUGLIELMO.

Fin da quel tempo la famiglia dei Conclubet ebbe in feudo la contea di Arena e suoi casali (1421), prendendo da essa il cognome ; terra eretta poi in marchesato a favore di GIOVAN-FRANCESCO d'Arena dall'Imperatore Carlo V (1533).
(Vedi ARENA-PRIMO).


Arène - Conklubet
Arma : Inquartato : al 1°e 4°d'azzurro alla fede d'argento vestita di porpora, posta in banda e movente da una nube d'argento ; al 2°e 3°d'argento a quattro fasce di rosso.

Immagine

http://data.internum.org/gallery.php?id ... 000077.jpg

Fonte :
- Nobiliaire de Provence , de René BORRICAND
- Histoire héroique et universelle de la noblesse de Provence , par ARTEFEUIL