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Manzoni

MessaggioInviato: domenica 25 giugno 2006, 13:33
da Davide Shamà
come richiesto dal gentile Luigi (gutron72), apro un topic per parlare dei Manzoni.

Come dicevo, sono esistite molte famiglie nobili con questo cognome nel settentrione (ma non solo). Su segnalazione di un amico che aveva letto il precedente post, abbiamo anche notizia dei Manzoni in Colle Val d'Elsa:

famiglia nobile di Colle Val d'Elsa con tale cognome, citata tra
gli "equites" nel 1515 ed ammessa alla nobiltà civica di
Colle dopo la sua erezione a città nel 1592. I Manzoni si
trasferirono a Colle dopo il 1350 da Onci (che ignoro dove
sia..forse era un castello oggi scomparso) e nel 1389 vennero
ammessi alla cittadinanza (nel senso che non vennero più
considerati forestieri, ma famiglia locale).

MessaggioInviato: lunedì 26 giugno 2006, 4:38
da Maria Luisa Alasia
Onci e' una localita del comune del Colle Val d'Elsa!
Come va?
Da tempo che non ci sentiamo...
Best regards Maria Luisa

MessaggioInviato: lunedì 26 giugno 2006, 10:27
da aristarco
Di origine valsassinese è la famiglia di Alessandro Manzoni.
Si ritiene che tale famiglia si sia trasferita dalla Val Taleggio a Barzio, in Valsassina, nel 1507, a seguito del bando emesso contro tal Pasio Manzoni, reo di omicidio.
La famiglia cercò di ricostruire le proprie fortune dedicandosi all'industria del ferro. Un ramo di questa famiglia si trasferì al Caleotto, presso Acquate, nel XVIII sec. ed alcuni suoi membri esercitarono il notariato.
Pietro Antonio fu investito del feudo di Moncucco nel basso Novarese da Carlo II di Spagna ed il di lui figlio, Pietro Antonio (padre dello scrittore Alessandro), ebbe il feudo confermato dai Savoia.
Per maggiori dettagli rimando alle note dello Stemmario Bosisio, della Casa Editrice Orsini de Marzo.
Lo stemmario Carpani riporta solo l'arma dei Manzoni di Galbiate (nè poteva essere diversamente, essendo il repertorio quattrocentesco ed essendosi trasferiti in Valsassina i Manzoni di Barzio solo nel XVI sec.):
inquartato: nel 1° d'argento, a due fasce ondate d'azzurro; nel 2° e nel 3° d'argento, al manzo passante di rosso; nel 4° fasciato d'argento e d'azzurro.

Dallo Stemmario Bosisio

Manzoni de Brecmano (sic) - troncato: nel 1° d'argento, al manzo passante di rosso; questa prima campitura finita da una bordura di verde, attorniante esclusivamente il capo ed i fianchi; nel 2° palato d'argento e di verde.

Manzoni - interzato in fascia: nel 1° d'oro, all'aquila di nero, coronata del campo; nel 2° d'azzurro, al manzo passante al naturale, accompagnato da tre stelle a sei raggi d'oro, poste due allato, la terza fra le quattro zampe; nel 3° di rosso, a tre bande d'oro; i tre campi separati da due fasce ristrette, ognuna sbarrata d'argento e di rosso a nove pezzi

MessaggioInviato: lunedì 26 giugno 2006, 13:42
da Davide Shamà
Maria Luisa Alasia ha scritto:Onci e' una localita del comune del Colle Val d'Elsa!
Come va?
Da tempo che non ci sentiamo...
Best regards Maria Luisa


ottimamente, cara M.L. ! Ho riportato la segnalazione così com'era arrivata... e a voi la parola in merito :D

MessaggioInviato: lunedì 26 giugno 2006, 14:19
da gutron72
I Manzoni della Valsassina era divisi in numerosi rami, tutti si definivano nobili e molti avevano occupato cariche civili anche di prestigio. Titolo principale attestante la nobiltà della famiglia era la pietra tombale di un loro antenato morto nella seconda metà del XV secolo e sepolto a Barzio che vi veniva definito appunto nobile. Oltre al ramo di Alessandro che aveva acquistato nel 1691 il feudo di Moncucco un altro, estinto alla fine del XVIII secolo, aveva ottenuto nel 1681 dall'imperatore il titolo di Barone di Monteferro.
Come ho già detto parlando dei Giorgini, i Manzoni erano famosi per essere superbi e presuntuosi, tanto che detto popolare recita "Cuzzi, Piovena e Manzon miga intendon rason" dove assieme alla famiglia dei Cuzzi vengono associati al fiume Piovena famoso per le sue piene. Di un Ercole Manzoni, fiscale della Valsassina, si dice che il diavolo stesso si sia portato via il suo corpo dal letto di morte e lo abbia precipitato in un burrone. E ancora pare che davanti alle loro case di Barzio stazionasse un feroce cane da guardia e che i contadini fossero costretti a togliersi il cappello e salutarlo in onore alla famiglia. La stessa figura di don Rodrigo potrebbe essere stata ispirata ad un tal Giacomo Maria Manzoni proprietario di altiforni e antenato diretto dello scrittore.
Ci tengo a ricordare però che il bistrattato padre delo scrittore era un uomo pacifico, forse un pò stolido e molto tradizionalista. Giulia Beccria ptrovava il clima di casa Manzoni soffocante per mediocrità e moralismo bigotto, non per crudeltà :-).
Luigi

Davide Shamà ha scritto:
Maria Luisa Alasia ha scritto:Onci e' una localita del comune del Colle Val d'Elsa!
Come va?
Da tempo che non ci sentiamo...
Best regards Maria Luisa


ottimamente, cara M.L. ! Ho riportato la segnalazione così com'era arrivata... e a voi la parola in merito :D

SULLA FAMIGLIA DEI CONTI MANZONI DI ROMAGNA

MessaggioInviato: mercoledì 30 agosto 2006, 2:09
da G.R.Manzoni di Chiosca
Cari amici sono giunto qui a seguito di alcune segnalazioni riguardanti l'argomento che state trattando. Essendo parte in causa (...sono il presidente della Fondazione Ad Studia Manzoni di Lugo di Romagna), presto cercherò di darvi delucidazioni riguardo i Conti Manzoni di Chiosca e Poggiolo (uno dei tre rami romagnoli della famiglia: il mio, appunto, poi quello dei Manzoni Borghesi e quello dei Manzoni Ansidei, nonché ultimo rimasto dei Manzoni veneti, giunti al titolo di Marchesi, e dei Manzoni di Valsassina, il ramo di Alessandro). Ora sono in viaggio ma al più presto vi fornirò delucidazioni in merito riguardo agganci e 'trame'. Un saluto.

MessaggioInviato: mercoledì 30 agosto 2006, 9:23
da Alessio Bruno Bedini
Gentile Manzoni benvenuto nel forum! :D

Aspettiamo nuove al ritorno dal suo viaggio :wink:

MessaggioInviato: sabato 2 settembre 2006, 5:31
da G.R.Manzoni di Chiosca
Cari amici, tralasciando ‘leggende’ e racconti anedottici, cercherò di delineare, in sunto (cioè prendendo in considerazione solo gli agganci genealogici che ci interessano), i rapporti che legano i Manzoni della Valsassina (detti anche di Bergamo, di Milano e di Lecco), i Manzoni di Venezia, Padova, Agordo, Belluno e i Manzoni della Val Brembana (poi detti di Bergamo, di Solarolo, di Lugo Romagna, quindi Conti di Chiosca e Poggiolo). Per questo intervento devo ringraziare, alla memoria, mia padre Giovanni Manzoni, già custode dei nostri archivi di famiglia nonché storico e ricercatore, e tutti colore che, dopo la sua morte, avvenuta nel 1990, mi hanno aiutato ad approfondire ulteriormente le ricerche riguardanti il nostro casato.


Arma della Manzonia Gens della Valsassina, tratto dal libro delle famiglie Nobiliari di Milano edito nell’anno 1771, ma già inciso su di una lapide sepolcrale, datata 1581, oggi distrutta (ne restano le fotografie anteguerra), posta nella chiesa parrocchiale di Barzio: Interzato in fascia il 1° d’oro all’aquila di nero, coronata del campo; il 2° di rosso al manzo d’argento passante; il 3° bandato di argento e di rosso. Primo di questa Gens di cui si ha notizia è Giacomo (vissuto nella prima metà del XV secolo, non si hanno date certe né di nascita né di morte), da cui Simone detto Manzino (viv.1455), da cui Bartolomeo detto il Bono (viv.1494), da cui Pasio (viv.1507), da cui Giovanni Maria Claudio (viv.1570), da cui Giacomo Maria (n.1514 m.1606 conosciuto come Conte di Ravenna, Cavaliere Aurato del Sacro Palazzo e Aula Lateranense – sposa Elisabetta Casari), da cui Pasino (m.1592 – sposa Margherita Arrigoni), da cui Giacomo Maria (n.1576 m.1642 – sposa Ludovica Airoldi), da cui Alessandro (n.1626 m.1656 – sposa in prime nozze Francesca Piazzoni, dalla quale ha 2 figli, in seconde nozze Matilde Manzoni di Chiosca, dalla quale non ha figli), da cui Pietro Antonio (n.1656 m.1736 Notaio, Giureconsulto, Signore di Moncucco dal 1691 – sposa Margherita Arrigoni), da cui Alessandro Valeriano (n.1686 m.1752 Laureato in Legge, Signore di Moncucco – sposa Margherita di Fermo Porro), da cui Pietro Antonio (n.1736 m.1807 Signore di Moncucco – sposa in prime nozze Margherita Arrigoni, nipote della moglie del trisnonno, da cui non ha figli, poi, in seconde nozze, Giulia Beccaria Bonesana), da cui Alessandro (n.1785 m.1873 Scrittore, Senatore del Regno d’Italia). I Manzoni della Valsassina si estinguono con Enrico e Achille, morti alla fine del secolo scorso senza lasciare figli. I componenti di detta linea sono iscritti negli Elenchi Ufficiali Nobiliari Italiani a volte coi titoli di Don e Donna, di Signore e una volta di Conte di Moncucco, quasi sempre di Nobile.


Arma della Manzonia Gens di Padova dal Diploma Imperiale in data 15 novembre 1682: Inquadrato al 1° e 4° d’oro all’aquila bicipide di nero, coronata in campo; al 2° e 3°di rosso all’aquila bicipide coronata di argento; in centro sul tutto d’argento al manzo in nero passante. Detto ramo di Padova è iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano col titolo di Nobili poi di Marchesi. Primo di questa Gens di cui si ha notizia è Francesco da Bergamo (n.1586 m.1648 Uomo d’arme, assieme al fratello minore Giovanni, militante sotto le insegne della Serenissima Repubblica di San Marco, poi Mercante, entrambi figli di Antonio, fratello minore di Giacomo Maria dei Manzoni della Valsassina), da cui Giovanni, Giuseppe e Antonio (Mercanti ricchissimi che dal bergamasco, allora sotto il dominio di Venezia, si trasferiscono a Padova, venendo ascritti, in data 1669, nel Patrio Consiglio Nobiliare di detta città per poi ottenere, per motivi finanziari, in data 15 novembre 1682, il titolo di Marchesi conferito loro da Giovanni III di Polonia, titolo trasmissibile a tutti i maschi e le femmine delle loro linee discendenti; detto titolo venne riconosciuto in data 11 agosto 1685 anche dalla Serenissima Repubblica di San Marco la quale, dietro forte compenso di denaro, li aggregò anche al Patriziato Veneto e a quei Possedimenti in data 21 giugno 1687). Nelle “Memorie” di Giacomo Casanova viene menzionato il famoso salotto della Marchesa Manzoni di Padova, avente palazzo sul Canal Grande a Venezia. Invece Giovanni (Uomo d’arme e fratello minore di Francesco) diviene Patrizio di Venezia e il di lui figlio Antonio diviene Patrizio anche di Agordo e di Belluno. Detto ramo è iscritto nel Libro d’Oro della Nobiltà Italiana e nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano col titolo di Nobile. Arma della Manzonia Gens di Venezia, Agordo e Belluno dal Diploma Imperiale in data 31 ottobre 1820: Troncato di argento e di nero, alla banda di rosso, carica di tre bisanti d’oro, accompagnata nel 1° punto a sinistra da una testa di manzo nero, in maestà, anellata d’oro; nel secondo punto a destra da un covone d’argento.


I MANZONI DI CHIOSCA E POGGIOLO. Armi della Manzonia Gens della Val Brembana (località San Giovanni Bianco), poi detti di Bergamo, di Solarolo e di Lugo di Romagna: il primo, da Nobili, mantenuto fino al 1768, raffigura un Manzo bianco rampante con stella d’oro a cinque punte tra le corna, addossato a una quercia a colori naturali, il tutto in campo azzurro cielo e verde campagna; il secondo, con l’investitura al titolo di Conti di Chiosca e Poggiolo, Inquartato nel 1°, 2° e 3° d’azzurro al destrocherio armato al naturale tenente una mazza d’argento, posta in banda, con una stella d’oro a sei punte nel canton sinistro del capo; nel 4° d’argento a tre spine di pesce di rosso poste in fascia. Questo secondo Arme oltre ad essere riconosciuto ed iscritto nell’Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano è anche rappresentato nelle Tavole Albriziane rappresentanti gli stemmi delle famiglie nobili del lughese alla metà del 1700. Primo di questa Gens di cui si hanno notizie dettagliate è Domenico Maria detto il Grinfia (n.1517 m.1583, figlio di Giovanni Maria di Valsassina – vedi sopra – e fratello di Giacomo Maria di Valsassina, n.1514 m.1606, conosciuto come Conte di Ravenna – vedi sopra; Domenica Maria era Uomo d’arme militante sotto le insegne della Serenissima Repubblica di Venezia e Patrizio di Ravenna). Altri personaggi della Manzonia Gens di Romagna: Matilde (n.1624 m.1687, che va sposa ad Alessandro di Valsassina nel 1654 – vedi sopra), Antonio (n.1665 m.1724 nobile di Lugo e Ravenna, Amministratore unico dei beni della Famiglia Bentivoglio di Bologna), Virgilio (n.1675 m.1735 Comandante delle Truppe Pontificie nella Legazione di Ferrara, Nobile di Lugo, Ravenna e Ferrara), Giuseppe (n.1701 m.1763 Capitano delle Truppe Estensi in Modena, Nobile di Lugo, Ravenna, Ferrara e Modena), Matteo (n.1708 m.1749 Capitano nelle Truppe Imperiali Austriache poi Frate Cappuccino, quindi Certosino in Ferrara), Antonio (n.1733 m.1799 Capitano nelle Truppe del Regno di Polonia, poi Comandante delle Truppe Estensi in Modena, Patrizio di Lugo, Modena e Ferrara, poi Conte di Chiosca e Poggiolo con Decreto del Duca Francesco III d’Este in data 23 novembre 1768), Virgilio (n.1736 m.1807 Colonnello nelle Truppe Estensi poi in quelle Papali), Giambattista (n.1762 m.1829 Capo degli insorti lughesi contro le Truppe di Napoleone nel 1796), Giacomo Maria (n.1816 m.1889 Volontario Garibaldino, Ministro del Tesoro durante la Repubblica Romana del 1849, Bibliofilo, Filologo, Bibliografo, Matematico, Ebraista etc. di fama mondiale, nonché insignito, per meriti, del Patriziato dalla Repubblica di San Marino), Angelo (n.1842 m.1895 Entomologo, Naturalista, Archeologo, Geologo di fama mondiale), Gaetano (n.1871 m.1937 Diplomatico, primo Ambasciatore italiano presso il Governo dei Soviet a Mosca, Ambasciatore italiano a Parigi, Senatore del Regno), Guido (n.1877 m.1953 Ufficiale di Marina, coi MAS di D’Annunzio a Bucari, poi Ammiraglio), Piero Manzoni (n.1933 m.1963 Artista di fama mondiale).


I MANZONI ANSIDEI. Luigi Manzoni di Chiosca e Poggiolo (n.1844 m.1905) sposò Francesca, ultima discendente della Nobile Famiglia Ansidei di Perugia. Al cognome Manzoni, del loro unico figlio maschio Giuseppe (n.1874 m.1942 Gran Cerimoniere alla Corte dei Savoia e Membro a Vita della Consulta Araldica Italiana), venne quindi unito anche quello Ansidei. Giuseppe Manzoni Ansidei sposò la cugina Beatrice Manzoni di Chiosca e Poggiolo (Presidentessa Internazionale della Società San Vincenzo De’ Paoli). Dal matrimonio nacquero Giacomo Maria (n.1904 m.1945 (Presidente-Amministratore della Fondazione Ad Studia Manzoni), Luigi (n.1906 m.1945 Diplomatico, Console Italiano a Berlino durante la RSI poi Segretario del Ministro della RSI Fernando Mezzasoma a Salò), Reginaldo (n.1907 m.1945 Ordinario della Cattedra di Chimica presso l’Università di Bologna). La Contessa Beatrice e i Conti Giacomo Maria, Luigi e Reginaldo Manzoni Ansidei verranno barbaramente trucidati, in località Frascata di Lugo, la notte del 7 luglio 1945, a guerra ormai finita da oltre due mesi, da un gruppo di partigiani comunisti. L’assassinio passerà alla storia come “l’eccido dei Conti Manzoni”. Di tale fatto hanno parlato Gianfranco Stella nel suo libro “L' eccidio dei Conti Manzoni di Lugo di Romagna” e Giampaolo Pansa nel suo libro “Il sangue dei vinti”. Arma dei Manzoni Ansidei: Inquartato nel 1° di azzurro al destrocherio armato tenente una mazza d’argento posta in banda con una stella d’oro a sei punte nel canton sinistro del capo; nel 2° d’argento a tre spine di pesce d’oro poste in fascia; nel 3° Partito: a) di rosso con bande in oro, b) di rosso con bande in argento; nel 4° con zampa in palo di leone rampante al color naturale. Con tale fatto detto ramo si è estinto.


I MANZONI BORGHESI. Agostino Bartolomeo Manzoni di Chiosca e Poggiolo (n.1846 m.1907 Patrizio di San Marino perché figlio di Giacomo Maria n.1816 m.1889 – vedi sopra – unisce al cognome Manzoni quello Borghesi, nobile famiglia di San Marino già imparentata coi Manzoni, il cui ultimo discendente, non avendo eredi, lascia tutti i suoi beni al suddetto). Da Agostino Bartolomeo nasceranno Angelo (n.1882 m.1950 Sette volte Capitano Reggente della Libera Repubblica di San Marino e Ministro Plenipotenziario presso il Sovrano Ordine di Malta) e Pietro (n.1886 m.1940). Da Angelo nasceranno Nicola (n.1921 m.2005 che non lascia figli maschi) e Marina (n.1918 m.2004). Da Pietro nascerà Bartolomeo (n.1910 m.1976 Pittore). Da Bartolomeo nascerà Gaetano (n.1939). Se Gaetano non avrà figli maschi anche detto ramo si estinguerà. Arma dei Manzoni Borghesi: Partito: nel 1° troncato: a) d’azzurro al destrocherio armato tenente una mazza d’argento posta in banda con una stella d’oro a sei punte nel canton sinistro del capo, b) d’argento a tre spine di pesce di rosso poste in fascia; nel 2° d’azzurro al grifo d’oro, la coda spezzata e sanguinante.


Motti d’Arme dei Manzoni di Chiosca e Poggiolo: “Ubi centrum ego sum” poi “Usque ad mortem et ultra”.
Motti d’Arme dei Manzoni Ansidei: “A Deo et ad Deum cuncta” poi “Fortiter et prudenter”.
Motto d’Arme dei Manzoni Borghesi: “Ad sidera”.


Fonti: “Manzonia Gens di Lugo di Romagna” di Giovanni Manzoni di Chiosca, Ed. Arti Grafiche Tamari, Bologna, 1967; “I Manzoni” di Giovanni Manzoni di Chiosca, Ed. Walberti, Lugo di Romagna, 1985; Archivi Generali Pontifici o dello Stato del Vaticano; Archivi Vescovili di Bergamo, Lecco, Padova, Venezia, Belluno, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì, Imola, Faenza; Archivi Notarili di Bergamo, Milano, Padova, Venezia, Belluno, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna; Parrocchiali delle Diocesi di Bergamo, Lecco, Ravenna, Forlì, Imola, Faenza; Archivio “Fondazione Ad Studia Manzoni” di Lugo di Romagna (di cui ora sono il Presidente-Amministratore); Archivio di Famiglia Manzoni di Chiosca e Poggiolo di San Lorenzo di Lugo e Manzoni Borghesi di San Marino; Archivi Nobiliari della Famiglie: Emaldi di Faenza, Rossi di Bologna, Ricci Curbastro di Lugo, Bolis di Lugo, Cavallini di Lugo, Monsignani Sassatelli Morattini di Bertinoro, Rangoni di Modena, Aleotti e Massari di Ferrara, Calcagnini D’Este di Ferrara e Roma, Oddi Baglioni di Roma, Degli Oddi di Perugia (tutte Famiglie imparentate coi Manzoni di Chiosca); “Enciclopedia Storica e Nobiliare” di Vittorio Spreti e Collaboratori, Milano 1931; “Tavole Nobiliari dell’Istituto Albriziano”, Venezia 1765; “Elenchi delle Famiglie Nobili e Titolate delle Consulte Araldiche di Roma e Firenze”; “Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano”; “Libro d’Oro della Nobiltà Italiana”.


Grazie dell’attenzione. Un saluto. Vostro Gian Ruggero Manzoni di Chiosca e Poggiolo




MessaggioInviato: sabato 2 settembre 2006, 6:08
da G.R.Manzoni di Chiosca
Dimenticavo (anche perché lungo è stato questo intervento): ovvio che Matilde Manzoni, sposa ad Alessandro di Valsassina in seconde nozze, non era ancora di Chiosca, ma dei Manzoni Nobili di Lugo (cmq noi): figlia di Antonio detto il Rabbia (n.1583 m.1653 Uomo d'arme poi Mercante ricchissimo con commerci in tutto il nord Italia, Lombardia e Piemonte in particolare) e Lucia Ricci era la settima di otto figli. Il nome dei suoi fratelli e delle sue sorelle Domenico Maria (Frate domenicano, poi Padre Rettore del convento dei domenicani in Lugo), Andrea (Frate domenicano a Lugo, assieme al fratello), Virgilio (Mercante come il padre), Giulia (sposata in Zaccari Nobili di Lugo), Camilla (sposata in Negrini Nobili di Ferrara), Caterina (Madre Abadessa delle Carmelitane di Ferrara). Scusatemi la svista. Grazie ancora.

MessaggioInviato: sabato 2 settembre 2006, 12:56
da Davide Shamà
benvenuto al sig. Manzoni e grazie per le informazioni preziose che ci ha segnalato.

MessaggioInviato: sabato 2 settembre 2006, 13:08
da G.R.Manzoni di Chiosca
Grazie a voi per lo spazio concessomi. Vostro Gian Ruggero Manzoni

MessaggioInviato: sabato 2 settembre 2006, 14:56
da danti73
Scusate ma non ho ancora capito se parliamo di leggende e supposizioni oppure di certezze documentabili…
La famiglia Manzoni di Valsassina, quella del celebre scrittore Alessandro per capirci, ha per certo capostipite il citato conte Giacomo Maria, nobile di Ravenna, è probabile ma non certo che gli antenati di Giacomo Maria siano i Manzoni di Milano riportati da Gian Ruggero.
Il capostipite documentato dei Manzoni di Padova è Antonio, quello dei Manzoni di Lugo è Domenico Maria.
Come è possibile che i tre capostipiti delle tre casate (Giacomo Maria, Domenico Maria e Antonio) siano fratelli? Cronologicamente sarebbe anche possibile ma è questa l’unica prova? Oppure sono saltati fuori nuovi documenti che provano la cosa?
Si riesce a mala pena ad ipotizzare che Giacomo Maria sia identificabile con l’omonimo figlio di Giovanni Maria Manzoni di Milano, come è possibile assegnargli altri due figli fino ad oggi mai rintracciati nei documenti d’archivio?
Spero che il mio intervento non passi come provocatorio perché non è assolutamente la mia intenzione, semplicemente è da anni che mi interesso alla genealogia dei Manzoni della Valsassina e mi son sempre trovat di fronte all’impossibilità di ricollegare le varie casate Manzoni ad un unico capostipite.
Gian Ruggero puoi illustrarci gentilmente le fonti sulle quali basi un simile collegamento?

MessaggioInviato: sabato 2 settembre 2006, 20:46
da G.R.Manzoni di Chiosca
Nessuna provocazione, danti73, era ovvio che me l'aspettassi. Del resto i Manzoni di Valsassina, ultimamente studiati da molti (...anche un tuo concittadino, Gianluca D'Antino, che qui ringrazio, sta portando avanti una ricerca di questo tipo e molto mi è stato utile al fine di fornirmi ulteriori elementi per tracciarne la geneologia)... dicevo, ultimamente studiati da molti, ma con esiti discordanti, seppure le fonti ci siano (vedi Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana di Milano, ad esempio, oppure vedi Archivio Centrale dello Stato di Roma, più gli Archivi Vaticani... ai quali è molto più difficile accedere che ai primi due citati), possono contare, a monte di Giacomo Maria Conte di Ravenna (n.1514 m.1606) altri 14 nomi certi (mi risulta abbastanza difficile credere che tu, che ti dici studioso di tale ramo dei Manzoni, non ne sia a conoscenza, cmq tutto può essere). Questi 14 nomi sono (e alcuni li dovrò ripetere, perché già riportati nel mio intervento precedente): Giacomo (di cui non si hanno date certe, ma citato come padre in una lettera a firma del figlio Simone detto Manzino conservata presso l'Archivio di Stato di Milano, sezione Archivio Ducale, Sezione Archivio Sforzesco, Registri delle Missive, ma già, come da codice riportato a tergo, presente nell'Archivio Storico Diocesano della stessa città in data 1851), da cui Simone detto Manzino (viv.1455) e Guglielmo detto Bordiga (viv.1455), entrambi menzionati in detta missiva quali soggetti ereditari del suddetto di un terreno in zona di Concenedo; da Simone detto il Manzino nascono Giacomo (viv.1489) che avrà un figlio Giovanni Antonio (viv.1512), poi Maffeo detto Raysa (viv. 1481), poi Francesco (viv.1481), poi Bartolomeo detto il Bono (viv.1494); da cui Lorenzo (viv.1507), Antonio (viv.1507), Ambrogio (viv.1492) che avrà due figli Pietro detto il Moroso (viv. 1554) e Giacomo (viv. 1555), quindi, per ultimo, quale figlio di Simone detto il Manzino, ecco Pasio (viv.1507) - quest'ultimo, prima di commettere omicidio e darsi latitante per alcuni anni, menzionato coi fratelli Lorenzo e Antonio e i nipoti Pietro e Giacomo (figli del fratello Ambrogio - vedi sopra) in un atto notarile datato 1507 presente presso l'Archivio Notarile di Bergamo quali beneficiari di un lascito di bestiame dell'Ambrogio stesso); da Pasio nasce Giovanni Maria Claudio (viv.1570); da cui Giacomo Maria (n.1514 m.1606) conosciuto, appunto, come Conte di Ravenna, Domenico Maria e Antonio (come da richiamo a un possedimento di terreno con mulino in zona Camerata Cornello, Val Brembana, da atto notarile presente presso l'Archivio di Stato di Venezia, Ambiti Territoriali, Serenissima Repubblica di San Marco, dal 1570 al 1630, Epistole Autografe e Atti al Senato). Tengo inoltre a precisare che a valle di Giacomo Maria Manzoni di Valsassina seguono altri 219 nomi censiti (e comprovati) formanti l'Albero Genealogico dei Manzoni della Valsassina. Ma quel che comunque interessa a me, come avrai inteso, non sono tanto loro, quanto i Manzoni Veneti e Romagnoli. Un saluto e spero di averti risposto. Ovvio che se andrò ad un aggiornamento dell'Albero Genealogico della mia Famiglia vedrai riportato il tutto (penso che ciò avverrà entro l'anno prossimo perché mi mancano alcuni passaggi riguardanti i Manzoni di Venezia, Agordo e Belluno). Da tener presente, come da mio intervento precedente, che il più del lavoro fu fatto da mio padre Giovanni. Io sono concentrato unicamente nel "tessere ulteriori trame", come dicono gl'inglesi in questi casi. Un cordiale saluto.

MessaggioInviato: domenica 3 settembre 2006, 10:16
da danti73
Caro Gian Ruggero,
danti73 e Gianluca D’Antino sono la stessa persona, effettivamente il solo nickname e la località di appartenenza non bastano a chiarire l’identità che comunque non tengo assolutamente segreta, in un topic del forum c’è stata una sorta di presentazione ma giustamente non avrai potuto leggere tutto.
Ad ogni modo mi complimento con te. Stiamo quindi parlando di certezze con il ritrovamento di documenti concreti. Sei il degno continuatore dell’opera di tuo padre.
Quando in passato ci scambiammo materiale ed informazioni, ti indicai gli antenati di Giacomo Maria (tratte dalle ricerche del Sitonio conservate nel fondo Aquisti Riva Finolo dell’Archivio di Stato di Milano) ma sull’identificazione di questi con l’omonimo figlio di Giovanni Maria Claudio non esisteva la certezza assoluta, l’atto che hai rinvenuto toglie l’ultimo dubbio se indica chiaramente la paternità del “conte di Ravenna”? Mi riferisco a quello in cui si nominano anche i due fratelli di Giacomo Maria. Ad ogni modo è un documento molto importante e chiarisce dei legami che a suo tempo, quando abbiamo avuto modo di scriverci, non conoscevamo; la serietà di questo forum richiede proprio la verifica dei documenti e delle fonti prima di fare delle affermazioni importanti ed inedite come quella che hai fatto, scopro con ammirazione che il documento rinvenuto dà molte risposte ai vecchi interrogativi che ci ponevamo e fa la differenza tra leggenda e realtà.
Purtroppo la mia ricerca da allora non è andata molto più avanti, ho dovuto interromperla per svariati motivi a malincuore ma l’argomento, come hai visto, ha sempre la mia totale attenzione.

MessaggioInviato: domenica 3 settembre 2006, 13:24
da G.R.Manzoni di Chiosca
Caro Gianluca, che bella sorpresa! Non ci eravamo più sentiti a seguito di tua mail in cui mi accennavi alcuni problemi di salute, al che non ho più azzardato il contattarti, però già avevo fatto il tuo nome coi cugini in sede "Fondazione ad Studia Manzoni" rendendo noto il gran lavoro da te svolto riguardante i Manzoni di Valsassina. Sono felice di averti ritrovato e che tu, penso (spero), stia meglio-bene. Ai cugini avevo anche detto che il tuo contributo doveva assolutamente essere menzionato nella futura pubblicazione riguardante il nostro ramo della famiglia, e ciò, di certo, avverrà. Per quel che concerne il Fondo Aquisti Riva Finolo dell’Archivio di Stato di Milano già andò mio padre, poi e ritornato mio cugino Giuseppe di Chiosca (fratello dell'artista Piero), ma oltre, in quei faldoni, non abbiamo trovato, e a tal punto eravamo di nuovo fermi nella vaghezza. Poi l'amico Conte Tommaso Emaldi (famiglia ora faentina, ma prima lughese, imparentata con noi per ben tre volte nei secoli) svolgendo ricerche riguardanti il suo casato - in particolare fissandosi sulla figura di Sebastiano detto Jano Emaldi, Uomo d'arme con Alberico da Barbiano nella Compagnia di San Giorgio, poi con Giacomo Attendolo soprannominato Muzzo e in seguito noto come Muzio Attendolo detto Sforza - si è ovviamente recato anch'egli all'Archivio di Stato di Milano, Sezione Archivio Ducale, Sezione Archivio Sforzesco e, seppure non travando alcunché riguardante il suo antenato, si è invece imbattuto in questa missiva riguardante Simone Manzoni detto Manzino, lì custodita - o almeno si spera ancora lì custodita, cmq copia in pellicola esiste - perché in essa viene citato un certo Enrico degli Sforza, definito Priore in Milano, chiamato quale testimone nella questione ereditaria, perché detti Manzoni erano in lite con certo Amarone della Torre (comasco) per un appezzamento di terreno in zona Concenedo (zona importante perché detto terreno era tagliato da strada carrabile su cui detto Amarone faceva pagare gabella). Invece per questione Giacomo Maria - e la faccio breve - detto Conte (pare che detto titolo gli fosse stato conferito per prestiti finanziari al Ducato di Milano dagli Sforza stessi, ma su questo ancora non si sa bene - più facile, a mio avviso, che lo millantasse - invece è certo che fosse Nobile di Ravenna) devo ringraziare l'amico veneziano Marchese Alessandro Diaz de Santillana, con madre Venini (quelli della famosa vetreria in Murano, poi venduta al Gruppo Ferruzzi), il quale, parlando delle Famiglie Manzoni col Prof. Vendramin Calergi Ratti, è venuto a sapere di alcune missive presenti all'Archivio di Stato di Venezia in cui certi Manzoni figuravano. Infatti sono tre. Una delle tre toglierebbe i dubbi che richiami (ma dobbiamo ancora accertare un passaggio, e questo implica l'andare a Roma, presso gli Archivi Vaticani - mio cugino di là, Carlo, ha già fatto richiesta. Visto che la Società San Vincenzo De' Paoli sta 'spingendo' perché alla Contessa Beatrice Manzoni Ansidei venga riconosciuto il Martirio per Fede - infatti perdonò i suoi assassini prima di cadere sopra i corpi dei figli dopo le varie bastonate che la uccisero - reputo che ci siano buone possibilità per accedere). "Mirabolante", direbbe il Marino, "per come s'intrecciano li fatti umani". Bene. Cmq ancora molto lavoro c'è da fare. Caro Gianluca restiamo in contatto. E di nuovo lo ripeto anche agli amici che qui leggono, per noi sei stato importantissimo. Un abbraccio. A presto.