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I "Carnelevari" di Calabria

MessaggioInviato: venerdì 23 giugno 2006, 15:47
da Carnelevario
Cari amici, cerco notizie sui “Carnelevari” presenti fra 1200 e 1500 nelle seguenti località della Calabria:

Filocastro - L’unica notizia in mio possesso viene dallo studioso Ernesto Pontieri che nella sua opera La Calabria a metà del secolo XV e le rivolte di Antonio Centelles parla di un tal Cola de Carnelevar baglio nell’anno 1466 della Motta di Filogato (oggi Filocastro). Pontieri riporta la citazione nella Silloge n° 14: Apprezzo di alcune terre della Calabria centro-meridionale fatto eseguire da Ferrante I dopo la guerra del 1459-1464, c.d. “Inventario de la terra de Mayeda [Maida]” alla pagina 290.

Cellaro e Figline Vegliaturo (Cosenza) - L’unica notizia in mio possesso viene da una Chartula venditionis del Monastero di S. Maria della Matina (ruderi presso San Marco Argentano), riportata da A. Pratesi in Carte latine di Abbazie calabresi dall’archivio Aldobrandini, dove è citato fra i proprietari di terre tale Donato Carnelebare.

Montalto Uffugo (Cosenza) - L’unica notizia in mio possesso viene da Thomae Aceti Gabrielis Barrii De Antiquitate et situ Calabriae, Prolegomena, Additiones, et Notes dove è citato Joseph Carnevalius, celebre per aver scritto nel 1591 una Historia Sicula Neapolitana. La notizia è confermata da Riccio Minieri in Memorie storiche degli scrittori nati nel Regno di Napoli.

Mi rendo conto della difficoltà, perciò un grazie "preventivo" :2:

MessaggioInviato: domenica 1 ottobre 2006, 8:01
da Alessio Bruno Bedini
Credo che occorrerebbe rivolgersi alla Biblioteca Centrale di Roma, dove probabilmente possono essere reperiti tutti i sopracitati testi.

Mi urge però fare una considerazione: su http://www.paginebianche.it nella sola Calabria sono riportati oltre 200 CARNEVALE, il che fa ragionevolmente intuire che non discendano tutti da un ceppo comune.

MessaggioInviato: domenica 1 ottobre 2006, 15:35
da Carnelevario
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Mi urge però fare una considerazione: su http://www.paginebianche.it nella sola Calabria sono riportati oltre 200 CARNEVALE, il che fa ragionevolmente intuire che non discendano tutti da un ceppo comune.

Gent. Bedini,
concordo con lei nel dire che il cognome "Carnevale" non deriva da un unico ceppo.
Così non potrebbe essere se pensiamo all'etimologia del predicato. Carnevale era un nome di battesimo medievale, usato nel senso cristiano al pari di Pasquale e di Natale. Nel tempo, a differenza di questi ultimi, il processo di cognominizzazione ha portato alla formazione di più ceppi cognominali (Carnelevario, Carlevario, Carlevaris, ecc) ma alla contemporanea scomparsa del nome di battesimo. Conseguenza di ciò, è che il cognome è rintracciabile in quasi tutta Italia fin dal tardo Medioevo. Basti pensare ai ceppi nobili dei Carnevale di Tortona, di Milano, di Pavia, di Asti, di Ravenna, di Macerata, di Pesaro, di Fossombrone, a quelli della Sicilia e della Calabria. Alle famiglie nobili si devono aggiungere una infinita serie di altre famiglie che hanno derivato il cognome da avi meno "illustri". Questo continuo frammischiamento è presente anche in Calabria, rendendo oltremodo difficoltosa la ricerca storica, dovendo ogni volta ben distinguere un ceppo da un'altro, il rampollo nobile dal "fuoruscito" latitante.
Grazie per il suo interessamento
Cordialità