Davide Shamà ha scritto:Elassar ha scritto:Sui numerali e sulla loro scelta da parte dei regnanti si potrebbe discutere a lungo ....
Basti ricordare il caso di Vittorio Emanuele II che non assunse il numerale I quando divenne il primo re d'Italia.
Elassar
sono del tutto in disaccordo, l'esempio sabaudo è più una eccezione. Cmq, se devo essere sincero, non ho mai visto/letto da nessuna parte il numerale III per quel Federico!
D.S.
Nel 1296 fu lo stesso aragonese ad assumere il titolo di "Fredericus tercius"; dopo il 1303 continuò ad intitolarsi "Fredericus tercius Dei gracia rex": questa la sua volontà.
Per quanto riguarda la storiografia più recente segnalo solo alcuni strumenti di consultazione:
1) la voce, ottima, "Federico III (II) d'Aragona, re di Sicilia (Trinacria)" di S. Fodale in Dizionario biografico degli Italiani (strumento utilissimo che andrebbe SEMPRE consultato), vol. XLV pp. 682-694, Roma 1995.
2) la voce "Friedrich III. (II.) von Aragòn" dello stesso autore nel Lexikon des Mittelalters, vol. IV coll. 944-945, Monaco-Zurigo 1989.
3) la voce "Federico III d'Aragona" di Henri Bresc nel Dizionario Enciclopedico del Medioevo, vol. II, Parigi-Roma-Cambridge, p. 710.
La volontà politica dell'aragonese è evidente: riallacciarsi alla dinastia Sveva in polemica con gli "intrusi" angioini e rinfocolare il ghibellinismo italiano. Comunque, se un'eccezione (io direi gravissimo errore storico, sintomo di una evidente inadeguatezza politica - ma questa è un'altra storia) può essere concessa ai Savoia, perché non dovremmo concederla anche a questo giovane principe che riuscì a contrastare i progetti mediterranei degli angioni e le pretese di controllo dello scacchiere meridionale di un pontefice che portava il nome di Bonifacio VIII?
Berardo Pio