Pubblicita' occulta,???Prendo la parte buona della domanda che contiene un'osservazione che merita attenzione
Mia nonna apparteneva a una famiglia della piccolissima borghesia ,che non poteva dirsi povera ,
Famiglia con molti figli come sovente allora ,e tutto era improntato al piu' severo risparmio.
Altrove sovente vi era un'ostentazione ( ritenuta necessaria ) che nascondeva difficolta' inconfessabili
Poi esistevano le famiglie ricche ma erano poche.
E gli oggetti erano perlopiu' un lusso
Quando mia nonna e' morta tra le sue cose , matassine di spago, candele non totalmente consumate , ricette per fare in casa le piu' svariate cose: lucido da scarpe , detersivi naturali.......... Conservava ( nonostante il consumismo trionfante ) povere cose ( oggi povere cose ) ritenute utili durante la maggior parte della sua vita
Per tanto tempo le case della maggior parte dei nostri vecchi sono state spoglie
In Toscana esistono diversi inventari (anche antichi) di oggetti lasciati alla morte
( Proprio ieri un amico mi diceva che gli Americani cominciano a porre attenzione nei loro studi proprio agli oggetti della vita quotidiana e a questi inventari )
Ricordo qui un bellissimo libro di Maria Serena Mazzi e del prof Sergio Raveggi : Gli uomini e le cose nelle campagne fiorentine del Quattrocento. Olschki editore
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Sono utili questi studi sulle cose ?
Purtroppo , ancora oggi , ( anche qui sul forum ) perdiamo tempo con ridicole pretese genealogiche che oramai internet spazza via con un click. Con ambizioni nobiliari un poco demode' e con le conseguenti associazioni e certificazioni onerose e totalmente prive di significato.
Perdiamo cosi di vista la storia quella vera, fatta di ceti dirigenti, di ceti privilegiati, di ceti produttivi e ceti parassitari, che in modi diversi hanno costituito le societa' in tempi diversi
E di luogo in luogo con usanze particolari
Cito sempre
Professor Le Goff, perché ha scelto la storia?
«Mi ha sedotto da sempre. Però l’importante è capire quale storia. A me piace la storia che ti vedi passare davanti agli occhi. Negli Anni Trenta vivevo a Tolone con i miei genitori. Mi accorsi che per le strade si vedevano sempre più automobili e nelle case sempre più telefoni e frigoriferi. Noi eravamo una famiglia della piccola borghesia, mio padre era professore d’inglese, e non avevamo né automobile né telefono né frigorifero. C’era la ghiacciaia, e sento ancora il venditore ambulante di ghiaccio urlare per strada: "La glace! La glace!". E allora mi facevano scendere per comprarlo. Ma questo non è importante. L’importante, per me, è stato capire molto presto che l’avvento del frigorifero e la scomparsa della ghiacciaia era un avvenimento storico, perché cambiava la vita quotidiana, la vita delle persone, molto più delle guerre e dei Re. Per me, la storia è sempre stata storia sociale».
intervista di Alberto Mattioli a Jacques Le Goff e pubblicata su "La Stampa" il 28 Gennaio 2012
Sono utili certamente gli studi sulle cose , aprono una finestra, e in definitiva sono irrinunciabili.
Ma le credo in un certo modo marginali per un certo tipo di storia.
In definitiva seguono molto la storia dell'evoluzione tecnologica , una storia giunta oramai ad una storia globale di logica consumistica .
Io preferisco ancora pero' le analisi sociali sul passato che credo non abbiano ancora esaurito il loro compito.
Analisi sociali su i motivi per cui allora si accettavano certe piramidi sociali
Costruzioni che meritano maggior chiarezza per la costruzione del futuro
Proprio per quanto detto
Una parte colta delle persone interessate alla storia crede ancora in fantasie prive di logicita' e ( quello che e' grave ) non si accorge della mancanza di logicita'
Perche' il passato non si ripeta negli errori , occorre comprendere come sia potuto succedere.
Pensare alle convinzioni, alle superstizioni
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