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Rami collaterali e nobiltà

MessaggioInviato: mercoledì 12 gennaio 2022, 13:21
da Sannita1998
Buongiorno a tutti
Di recente mi ha incuriosito il caso di una famiglia della piccola nobiltà marchigiana, la cosiddetta nobiltà delle Terre. La famiglia é di antica data, ha avuto tra i suoi esponenti anche un Vescovo, cavalieri, podestà di comuni ecc. Come molte delle famiglie della piccola nobiltà, i problemi riguardano la disponibilità di denaro, soprattutto quando il patrimonio veniva diviso tra i figli.Venendo al dunque, nella prima metà del Settecento la famiglia é rappresentata da cinque maschi, figli di due fratelli. Due di loro sono possidenti e fanno parte del reggimento nobiliare, uno é agrimensore, un'altra fa il sacerdote mentre il piú piccolo, che ha ereditato davvero poco, é fabbro. Quest'ultimo sarà il solo ad avere figli, che erediteranno il discreto patrimonio di tutta la famiglia, e ovviamente non avranno bisogno di portare avanti il mestiere del padre, ma ristabiliranno la propria condizione di possidenti. Nonostante questo, non faranno piú parte del Consiglio dei nobili. Questo puó essere considerato come il segno che la loro famiglia non era piú nobile, che avesse perso la qualità patriziale?

Re: Rami collaterali e nobiltà

MessaggioInviato: mercoledì 12 gennaio 2022, 16:59
da egometta
E certo, i figli del fabbro mica erano nobili no? Gli servivano di nuovo forse 3 generazioni (dipende dai posti) senza fare mestieri da vil meccanici per lavare il sangue e richiedere l'ammissione in Consiglio, dimostrando tutto quel che c'era da dimostrare (nati da legittimo matrimonio, tasse pagate ecc.)

Re: Rami collaterali e nobiltà

MessaggioInviato: giovedì 13 gennaio 2022, 18:35
da Sannita1998
Caro egometta, a quanto sapevo la nobiltà patriziale non decadeva a causa di queste situazioni, cosa che invece si verificava per le famiglie la cui nobiltà derivava da una concessione da parte del sovrano.

Re: Rami collaterali e nobiltà

MessaggioInviato: giovedì 13 gennaio 2022, 20:48
da egometta
Bisogna vedere cosa prevedeva la normativa locale per l'ammissione e la permanenza in Consiglio, ma in generale decadevano anche le nobiltà civiche e i patrizi (per es. molti dei rami cittadineschi di Venezia sono nati così: parenti dei patrizi decaduti per matrimoni mal assortiti o mestieri poco confacenti ecc.)

Re: Rami collaterali e nobiltà

MessaggioInviato: lunedì 17 gennaio 2022, 19:15
da UtenteDM
Buonasera,

come anticipato nei commenti precedenti, bisogna conoscere le leggi/consuetudini che regolavano in loco l'accesso a ceto nobiliare. Sempre parlando dell'esempio citato di Venezia, anche il semplice non iscrivere un figlio legittimo maschio al Libro d'Oro dopo la nascita entro il termine legale comportava per il nuovo nato la non ascrizione al patriziato.

Re: Rami collaterali e nobiltà

MessaggioInviato: venerdì 29 aprile 2022, 0:39
da GENS VALERIA
Eterno dilemma!
Fino a che che punto la nobiltà di fatto può essere nobiltà di diritto ( e viceversa ) ?
Fino a Che punto
" Chi è ... è , chi non è ... non può essere" ?


Un saluto toto corde