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Famiglia Arquati

MessaggioInviato: lunedì 27 marzo 2006, 21:47
da FP
Carissimi,
cosa si sa della famiglia di Antonio Leonardo Arquati, menzionato da Davide Shamà nel suo sito?

FONTE:
Maria Camilla Orsini di Campodifiore (+ Roma 15-9-1742), Nobile Romana = Antonio Leonardo Arquati

MessaggioInviato: martedì 18 aprile 2006, 19:24
da FML
Caro Francesco Pompili,
invio alcune notizie salienti relative alla famiglia Arquati di Filettino (Frosinone) che ho tratto dal libro "Storia di Guarcino" scritto dall'amico Giuliano Floridi nel 1971:

ARQUATI - Le prime notizie di questa illustre famiglia filettinese, sono connesse alla figura del notaio Francesco vissuto nel 1500. La sua fama è collegata ad Eleuterio, celebre poeta dei costumi locali che contribuì ad espandere la notorietà della famiglia oltre i confini del luogo di origine. Nacque il 24 marzo del 1742 e 23 anni dopo entrò a far parte della collegiata di Santa Maria e successivamente fu eletto segretario del capitolo. Partecipò attivamente alla vita pubblica del luogo, fu studioso e letterato di buona fama. Morì in Filettino il 17 giugno 1803.
Sono da menzionare ancora Massimo e Carlo Arquati, quest'ultimo abate e dotto ecclesiastico, ricordati spesso nei documenti civili e religiosi del sec. XVIII.
Francesco, figlio di Vincenzo, si diede alla vita politica, fece parte del governo cittadino e nel 1851 fu ricompreso nella terna per la nomina a priore. Nel 1846 sposò la romana Giuditta Tavani che, ventuno anni dopo, il 25 ottobre 1867, veniva unitamente al marito, uccisa in Roma, a colpi di baionetta, da uno zuavo delle truppe francesi che ostacolarono la spedizione di garibaldi sull'Urbe. Caddero così vitteme dei loro ideali di patriottismo e i loro resti mortali furono traslati nel 1939 nell'ossario del Colle del Pino sul Gianicolo.
La famiglia ebbe diritto di patronato sulla cappella della Trinità nella collegiata di Santa Maria nonchè quello dello stemma cittadino: essa si è ora estinta in casa Parboni, che ne ha aggiunto il cognome al proprio.

Arma - D'azzurro alla pianta nodrita nella pianura di verde, sinistrata da un leone rampante appoggiato al tronco con le branche anteriori e accompagnata in capo da un sole posto nel cantone destro e da un arcobaleno rivolto e posto in banda, caricato da una stella d'argento a cinque punte nel cantone sinistro. Motto - Tua vivimus luce.


Notai:
Francesco di Bartolomeo Arquati (1515-1528);
Giuseppe Arquati (1706-1721).


Posso aggiungere che la famiglia Arquati ebbe anche molti beni in Subiaco nonchè rapporti con la mia famiglia. Nella stessa città alcuni membri di questo casato ricoprirono incarichi militari nel secolo XVI.

Spero di essere stato utile.

Ferrante

P.S.: Su un edificio sacro posto nel centro storico di Filettino fa bella mostra di se lo stemma lapideo degli Arquati che, a differenza di quanto sostiene il Floridi, non presenta a mio avviso alcun "arcobaleno caricato da una stella".

MessaggioInviato: giovedì 20 aprile 2006, 20:30
da FP
Carissimo :D ,
La ringrazio vivamente per la risposta. La mia quarta ava, Antonia Margherita Arquati Pompili appartenne alla famiglia che lei ha giustamente menzionato e della quale già so molte delle notizie che mi ha gentilmente fornito. Da quanto afferma, lei sembra conoscere bene Filettino, come pure la Chiesa Padronata di S.Giovanni Battista, sul portale della quale i miei avi scolpirono lo scudo che ha descritto (privo però dell'arcobaleno, come fa notare).
Debbo farle presente che, però, la famiglia Parboni (con la quale ho avuto contatti) non è l'unica famiglia nella quale si è estinta l'antica casata degli Arquati; testimonianza ne è il fatto che una delle ultime donne, appunto la mia ava figlia di Carlo Giuseppe e nipote di Basilio di Gregorio, sposò il mio avo Mariano Pompili il 28/07/1867.
Comunque sarei interessato a qualsiasi altra cosa sapesse della famiglia.

Grazie anticipate,
F.P.

MessaggioInviato: sabato 22 aprile 2006, 11:12
da FML
Come ti dicevo, caro Francesco, la mia famiglia originaria di Cervara (sec. XV) e stanziatasi successivamente in Subiaco e Ponza (oggi Arcinazzo Romano), ebbe nel corso del tempo diversi rapporti con gli Arquati di Filettino.
Volentieri ti invierò ulteriori notizie su questa famiglia dell'alta Ciociaria :wink:!
Tu, invece, sapresti fornirmi qualche informazione genealogico-araldica sulle famiglie Abbrugia (o Abrugia) e Cecconi di Trevi (oggi Trevi nel Lazio)?
Di certo questi due storici casati trebani ebbero contatti (se non di parentela, almeno di conoscenza) con gli Arquati vista la vicinanza dei due paesi in cui rispettivamente vivevano. Fammi sapere e, naturalmente, grazie :)!

Ferrante 8)

MessaggioInviato: domenica 23 aprile 2006, 12:46
da FP
Caro Ferrante,
conosco molto bene i luoghi che mi hai appena descritto; mia nonna paterna è una Callari di Trevi, benché sia nata a Cisterna. Purtroppo i Callari non sembrano essere originari della cittadina, quindi non ho alcun elemento per rintracciarli. La famiglia di sua madre, i Mari, è molto diffusa a Trevi e possedeva anche una sorta di emblema familiare.
Per i Cecconi ho una buona notizia; so che alzarono uno stemma e che ebbero un palazzo gentilizio a Trevi. Il loro stemma era:

(D’azzurro?) a tre fiamme al naturale, ciascuna sormontata da una stella di otto punte (d’oro?).

Il blasone è mio, ma la descrizione è tratta dal libro di Mons. Caraffa, Trevi dalle origini al XIX secolo

Per quanto riguarda gli Abrugia per ora nulla...ma ti farò sapere!

Se vuoi puoi scrivermi direttamente via e-mail o PM per non tediare oltre gli utenti del forum. Puoi inoltre visitare il mio modesto sito http://www.pompili.3000.it per ricavarne qualche informazione su alcune famiglie mie parenti.

Ciao!

MessaggioInviato: domenica 23 aprile 2006, 19:43
da FML
Francesco,
come premessa volevo dirti che questo spazio del Forum è stato realizzato appositamente per dibattiti simili a quelli che noi stimo facendo e, quindi, con tutta sincerità (ed umiltà) credo sia sbagliato ritenere che altri utenti possano rimanere annoiati di questo scientifico, anche se geograficamente e storicamente poco importante, scambio di informazioni.
I luoghi di cui stiamo parlando e cioè l'alta Ciociaria con la confinante valle sublacense, sono da me conosciuti benissimo perchè rappresentano la mia terra natia! La mia famiglia, infatti, vive in questi luoghi almeno da 800 anni....sono sufficienti?
Ma veniamo a noi. Ti fornisco una piccola notizia relativa agli Arquati tratta dal celebre volume scritto dal canonico sublacense Gregorio Jannuccelli nel 1856, intitolato "Memorie di Subiaco e sua Badia". Il prelato in questione, amante della storia locale, parlando dei paesi facenti parte della recentemente ridimensionata Abbazia di Subiaco, descrivendo l'abitato di Cervara dice a pag. 430: E' fama che i Benedettini siano stati fondatori di quelle case. Attestano poi le cronache essere stata la rocca fabbricata dagli stessi abati sublacensi. Il vasto edificio fu innalzato sulla più alta vetta del monte per difesa e rifugio di quei prelati. E' inaccessibile verso l'occidente, poichè si solleva sopra altere rupi, che quasi a perpendicolo discendono giù nella profonda valle sottoposta; verso l'oriente poi stendendo a scaglioni i suoi baluardi sovrasta tutte le abitazioni del castello. In un istrumento scritto in pergamena e conservato dalla famiglia Lucidi leggesi, che nel 1414 Antonio Arquati avea come castellano il comando di quella rocca, la quale come vedemmo fu nel principio del secolo decimosesto restaurata da Pompeo Colonna.
Da questo scritto sembrerebbe che Antonio Arquati sia stato un castellano di Cervara....possibile?
Per quello che riguarda i Lucidi (si tratta della mia famiglia) ivi citati, tieni conto che, come ti accennavo, questo casato giunse a Cervara (forse proveniente da Benevento) verso i primissimi anni del sec. XV, occupando subito alcune importanti cariche locali. Nel sec. XVI la famiglia si ramificò in due: un ramo più illustre che si trasferì a Subiaco (furono creati conti nel 1834 con motu proprio di papa Gregorio XVI), ed un altro ramo più modesto che si stabilì in Affile e poco dopo in Ponza (Arcinazzo), dal quale dicende il sottoscritto.
Sempre lo stesso autore, il can. Jannuccelli, nella "Continuazione delle memorie di Subiaco e sua Badia" (1869) a pag. 87 menziona un tale Francesco Arquati come appaltatore dei poderosi lavori di ammodernamento dell'antica strada Sublacense che da Subiaco conduce a Guarcino e quindi a Frosinone.

Parlando, poi, della famiglia Callari, desidero farti sapere che è esclusivamente originaria del mio paese, Ponza (Arcinazzo). Essa non ha mai avuto visibilità storica a differenza dei Callori (sempre di Ponza) di cui però fin dal XV secolo i cognomi si distinguono.
Dei Mari di Trevi conosco bene lo stemma (perchè lo definisci "una sorta di emblema"?) che si trova sopra uno degli altari della chiesa parrochiale Santa Maria Assunta (ex Cattedrale di Trevi).

Spero che queste notizie siano un piccolo contributo per le ricerche che stai facendo. Ricordati, però, che aspetto informazioni sui Cecconi e gli Abbrugia di Trevi, facendoti notare che monsignor Filippo Caraffa scrive errato quando attribuisce lo stemma lapideo in mostra sulla facciata di Palazzo Cecconi in Trevi, all'omonima famiglia. Ho scoperto, infatti, che quella è l'arma parlante degli Abbrugia (=abbrucia) che così si blasona: (d'azzurro?) alla fiamma al naturale accompagnata in capo da tre stelle di otto punte (d'oro?) male ordinate.

Ferrante

P.S.: Trovo che il tuo sito web sia ben realizzato, anche se ancora lacunoso.

MessaggioInviato: lunedì 24 aprile 2006, 9:26
da FP
Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Francesco,
come premessa volevo dirti che questo spazio del Forum è stato realizzato appositamente per dibattiti simili a quelli che noi stimo facendo e, quindi, con tutta sincerità (ed umiltà) credo sia sbagliato ritenere che altri utenti possano rimanere annoiati di questo scientifico, anche se geograficamente e storicamente poco importante, scambio di informazioni.
Ciao, bene allora :wink:
I luoghi di cui stiamo parlando e cioè l'alta Ciociaria con la confinante valle sublacense, sono da me conosciuti benissimo perchè rappresentano la mia terra natia! La mia famiglia, infatti, vive in questi luoghi almeno da 800 anni....sono sufficienti?
Ovvio! I Pompili sono Filettino da "soli" 600 anni, credo :wink:
Ma veniamo a noi. Ti fornisco una piccola notizia relativa agli Arquati tratta dal celebre volume scritto dal canonico sublacense Gregorio Jannuccelli nel 1856, intitolato "Memorie di Subiaco e sua Badia". Il prelato in questione, amante della storia locale, parlando dei paesi facenti parte della recentemente ridimensionata Abbazia di Subiaco, descrivendo l'abitato di Cervara dice a pag. 430: E' fama che i Benedettini siano stati fondatori di quelle case. Attestano poi le cronache essere stata la rocca fabbricata dagli stessi abati sublacensi. Il vasto edificio fu innalzato sulla più alta vetta del monte per difesa e rifugio di quei prelati. E' inaccessibile verso l'occidente, poichè si solleva sopra altere rupi, che quasi a perpendicolo discendono giù nella profonda valle sottoposta; verso l'oriente poi stendendo a scaglioni i suoi baluardi sovrasta tutte le abitazioni del castello. In un istrumento scritto in pergamena e conservato dalla famiglia Lucidi leggesi, che nel 1414 Antonio Arquati avea come castellano il comando di quella rocca, la quale come vedemmo fu nel principio del secolo decimosesto restaurata da Pompeo Colonna.
Da questo scritto sembrerebbe che Antonio Arquati sia stato un castellano di Cervara....possibile?
Probabilmente è stato uno dei tanti Antonio che gli Arquati hanno avuto in famiglia...Comunque il fatto che fossero Castellani, o comunque Signori, non mi è nuovo. Parlando con il mio lontano zio Massimo Parboni Arquati e visionando l'archivio gentilizio della famiglia che abbiamo in comune, in suo possesso, ho potuto apprendere che la nobiltà della famiglia deriva non solo dalla "genericità" delle ricchezze, degli stemmi ecc. ma da un preciso titolo di barone che Ser Francesco di Ser Bartolomeo Arquati, notaio, avrebbe ricevuto da S.M. Carlo V; il dettaglio inerente Cervara potrebbe essere ulteriore prova della vetustà nobiliare della famiglia.
Per quello che riguarda i Lucidi (si tratta della mia famiglia) ivi citati, tieni conto che, come ti accennavo, questo casato giunse a Cervara (forse proveniente da Benevento) verso i primissimi anni del sec. XV, occupando subito alcune importanti cariche locali. Nel sec. XVI la famiglia si ramificò in due: un ramo più illustre che si trasferì a Subiaco (furono creati conti nel 1834 con motu proprio di papa Gregorio XVI), ed un altro ramo più modesto che si stabilì in Affile e poco dopo in Ponza (Arcinazzo), dal quale dicende il sottoscritto.
Sempre lo stesso autore, il can. Jannuccelli, nella "Continuazione delle memorie di Subiaco e sua Badia" (1869) a pag. 87 menziona un tale Francesco Arquati come appaltatore dei poderosi lavori di ammodernamento dell'antica strada Sublacense che da Subiaco conduce a Guarcino e quindi a Frosinone.

Parlando, poi, della famiglia Callari, desidero farti sapere che è esclusivamente originaria del mio paese, Ponza (Arcinazzo). Essa non ha mai avuto visibilità storica a differenza dei Callori (sempre di Ponza) di cui però fin dal XV secolo i cognomi si distinguono.
Dei Mari di Trevi conosco bene lo stemma (perchè lo definisci "una sorta di emblema"?) che si trova sopra uno degli altari della chiesa parrochiale Santa Maria Assunta (ex Cattedrale di Trevi).

Spero che queste notizie siano un piccolo contributo per le ricerche che stai facendo. Ricordati, però, che aspetto informazioni sui Cecconi e gli Abbrugia di Trevi, facendoti notare che monsignor Filippo Caraffa scrive errato quando attribuisce lo stemma lapideo in mostra sulla facciata di Palazzo Cecconi in Trevi, all'omonima famiglia. Ho scoperto, infatti, che quella è l'arma parlante degli Abbrugia (=abbrucia) che così si blasona: (d'azzurro?) alla fiamma al naturale accompagnata in capo da tre stelle di otto punte (d'oro?) male ordinate.
Molto bene, fammi sapere qualsiasi notizia sui Mari e sui Callori, ti ringrazio.

Ferrante

P.S.: Trovo che il tuo sito web sia ben realizzato, anche se ancora lacunoso.


Grazie...provvederò quanto prima! :P

Ciao!

MessaggioInviato: venerdì 28 aprile 2006, 18:55
da FML
Sapresti spiegare :lol:, caro Francesco, il motivo per il quale all'antico stemma Arquati è stato aggiunto nel cantone sinistro l'arcobaleno rivolto posto in banda, caricato da una stella d'argento di cinque punte :roll:?
Fu un desiderio della famiglia quello di aggiungere un elemento parlante (arcobaleno arcuato :wink:) o un simbolo distintivo dei Parboni che ne ereditarono il cognome e l'arma :??

Ferrante :D

MessaggioInviato: sabato 29 aprile 2006, 10:48
da FP
Ciao,
lo stemma con l'arcobaleno "arcuato" esisteva già prima che i Parboni si imparentassero con gli Arquati...Prova ne è che i miei avi donarono già nel '700 una preziosa stola col loro stemma ricamato alla Collegiata di S.Maria, che recava appunto l'arcobaleno carico di una stella.
Se entri nella Chiesa di S.Giovanni, tuttavia, lo stemma ligneo dell'altare maggiore reca un solo leone ed un solo sole...Ma nessun arcobaleno! Ora, se l'altare e l'emblema dell'Agnus Dei (questo posto sul portale della Chiesa) sono del 1719, come riporta l'emblema stesso, di sicuro la scelta dell'arcobaleno è posteriore a quella data...Credo si tratti di un'applicazione della fine del '700, visto che poi anche i Parboni tornarono allo stemma originale, o meglio, quello con due leoni e due soli (che vedi anche nel mio avatar).
Anche il motto subì delle temporanee variazioni; da TUA VIVIMUS LUCE a TUA LUCE VIVIMUS.
L'altare di loro Jus Patronatus posto nella Collegiata, quello della Trinità, non riporta alcuno stemma...
Comunque, se devo dirti la verità, la famiglia più rilevante di Filettino era senza dubbio quella degli Arquati, visto e considerato che i Pesci (famiglia marchionale proveniente dall'Umbria), comprarono solo nel XIX secolo il palazzo dei Latini e, sempre in quegli anni, la nostra cappella gentilizia, quella dei Pompili...Si direbbe che la loro prosperità sia legata al solo '800, mentre quella degli Arquati è ben più antica e documentata...

P.S. Aspetto notizie sullo stemma dei Mari di Trevi, sui Callori di Ponza, sui Pomponi e sui Passeri (cognomi delle nonne di mia nonna paterna).

Ciao e grazie !! :) :D
8)

MessaggioInviato: venerdì 5 maggio 2006, 13:17
da FP
Caro Ferrante,
attendo ancora il tuo responso sui Mari (soprattutto!!) e sulle altre famiglie che ho menzionato! :3: :4: :4:

Ciao! :1: :lol: :lol:

MessaggioInviato: sabato 13 maggio 2006, 19:06
da FP
FERRANTE!!Che fine hai fatto?? :D :D :D :D

MessaggioInviato: sabato 13 maggio 2006, 19:15
da Cottoneum
Francesco Pompili ha scritto:FERRANTE!!Che fine hai fatto?? :D :D :D :D



Sarà andato a comprare un pullmino per la Quinta visita araldica... :D :wink:

MessaggioInviato: sabato 13 maggio 2006, 23:07
da FML
Gio Cairo ha scritto:
Francesco Pompili ha scritto:FERRANTE!!Che fine hai fatto?? :D :D :D :D


Sarà andato a comprare un pullmino per la Quinta visita araldica... :D :wink:



Gio :shock:, mi sorprendi: come hai fatto ad indovinare :1::1::1:?

Ferrante :3:

P.S.: Caro Francesco :D, sappi che quando si parla di Subiaco e di Alta Ciociaria il sangue mi sale alla testa :shock:!! Stai sicuro :wink:, avrai le informazioni che mi hai richiesto sulle famiglie di Filettino e Trevi nel Lazio, appena possibile.

MessaggioInviato: domenica 14 maggio 2006, 16:43
da FP
Me lo auguro, Ferrante!!Non vedo l'ora...Ma dimmi almeno com'è lo stemma dei Mari :evil: :evil: :D

MessaggioInviato: domenica 14 maggio 2006, 17:15
da FML
:wink:....quanta fretta mio caro!!! Lo stemma Mari è visibilissimo :shock: nella chiesa Santa Maria Assunta a Trevi, dove fa mostra di se tra gli stucchi di una delle cappelle laterali.
Ho anche interessanti notizie sugli Ottaviani di cui sono "quasi" :lol: parente!
Ti invierò, comunque, queste ed altre notizie nei prossimi giorni....ma tu, intanto, dimmi cosa sai sulla famiglia Pesci (è imparentata con i più noti Pesci di Frosinone :roll:?).
A presto!!

Ferrante

P.S.: Spero :) che tu prenderai parte alla Quinta Visita Araldica del giorno 11 giugno. Avrei desiderio di parlarti :wink: di un lavoro di ricerca araldica che uno studioso frusinate mi ha a sua volta proposto.