Gentile amico,
non ho il minimo motivo di essere dubbioso o incerto sui dati ottenuti per mezzo di seria ricerca genealogica supportata da documenti ( io stesso che svolgo tutt'altra attività professionale ma, appassionato della materia , ho riscostruito i miei due quarti paterni ).
Mi sono premurato di fare un doveroso
" distinguo " tra
due pubblicazioni omonime e diversissime: una ufficiale e " storica " depositata presso l'Archivio di Stato , fondo Consulta Araldica del Regno , redatto nel 1896 nel tentativo di censire la
neonata nobiltà italiana partendo dagli archivi nobiliari preunitari;
l'altra privata e commerciale , aggiornata con l'apporto di private associazioni e privati cittadini ( quando siano graditi ) .
I dati della seconda pubblicazioni non sono certamente da prendere
" in toto " come fosse
oro colato , questo mi sembra sufficientemente logico .
Aggiungo con serena convinzione che, per personale e recente esperienza, ho purtroppo notato scarsa elasticità mentale e carente disponibilità da parte dello
staff editoriale del contemporaneo
Libro d'Oro della Nobiltà , unito ad un atteggiamento supponente, decisamente fuori luogo.
Ma queste sono considerazioni ponderate ma personali.
Saluti toto corde
