Colajanni 1087 da Antiochia a Bari il corpo di S. Nicola
Colajanni
Mi sono state richieste notizie sui Colajanni di Bari e ho trovato che il primo della famiglia citato in fonti storiche accertate è Michele di Caloro, ovvero di Colaianni, che nel 1087 riportò a Bari da Antiochia il corpo di San Nicola, da allora custodito e venerato nella città pugliese.
Scrive Padre Beatillo: <Quelli dunque, che nell'anno mille ottanta sette, ne' tre vascelli dell' università di Bari s'imbarcarono per Antiochia, furono in tutto sessanta. ... Bardo Gisilfo, Simeone Denteca, Quirico de Vrania, Michele di Caloroanni, ouero di Colaianni, Benedetto Nauicella,Desigio di Alberto…>.
Come è noto gli scopritori del corpo del santo formavano una corporazione molto potente a Bari che riceveva onori e privilegi nella Basilica e mantenne un prestigio particolare per vari secoli.
Riguardo al personaggio Michele se ne deduce che fosse un navigatore, soldato o mercante non è dato di sapere, tanto più che spesso le due attività erano intercambiabili.
Riguardo al nome si può formulare l’ipotesi che all’origine fosse Calò Janni, trascrizione del greco Kalòs, che in italiano suonerebbe <Bel Giovanni>, e a Bari era presente una famiglia Calò patrizia da vari secoli, mentre i Colajanni (si noti che “Cola” era il nome comune di san Nicola a Bari e questo spiegherebbe il cambiamento in <o> ) a Bari fecero parte della seconda piazza, detta anche decurionale o del popolo primario, e come tale chiamata a governare la città e ad eleggere il sindaco ad anni alterni.
Esiste però una lista <Nota delle famiglie patrizie che godono nel sedile nobile della città di Bari dall’anno 785 fino al presente 1726> compilata a cura della Piazza Nobile e stampata in Trani 1726, che inserisce i Kiri Colajanni tra le famiglie patrizie estinte.
E’ impossibile verificare se sia una svista dei compilatori dell’epoca o se dal 1087 al 1726 qualche membro di questa famiglia sia stato aggregato alla prima piazza.
Infatti talvolta bastava avere un patrimonio notevole per contrarre un matrimonio patrizio e poi essere aggregato alla prima piazza, come pure al contrario contrarre matrimoni non nobili e vivere non nobilmente faceva perdere il diritto al sedile chiuso.
L’errore più grande che possa fare un genealogista è, a mio avviso, considerare “stessa famiglia” degli individui che hanno lo stesso cognome. Ogni ramo, ammesso che abbia un’origine comune, si crea la propria “storia” che non corrisponde a famiglie con lo stesso cognome, anche se nella stessa città o regione e magari riconducibile a un comune antenato.
P.S. Lista dei baresi in Antonio Beatillo<Historia della vita, miracoli, traslatione, e gloria .>.:I Baresi poi furono Don Lupo,e Don Griomoaldo Sacerdoti, Chierico Romano di Nicolò, Stefano d'Argiro nocchiero del terzo Naviglio, Giovan Noccaro, (Nocchiero ?) Gouernator supremo, e Generale di tutti i tre Vascelli, Petrarca Pilillo, Giouannuccio deCaris, Matteo Sparros, Leone Pilillo, Michele di Germano, Bisantio Saragullo, Stefano de Vigilijs, Melchiacca Curbario, Leone
Mi sono state richieste notizie sui Colajanni di Bari e ho trovato che il primo della famiglia citato in fonti storiche accertate è Michele di Caloro, ovvero di Colaianni, che nel 1087 riportò a Bari da Antiochia il corpo di San Nicola, da allora custodito e venerato nella città pugliese.
Scrive Padre Beatillo: <Quelli dunque, che nell'anno mille ottanta sette, ne' tre vascelli dell' università di Bari s'imbarcarono per Antiochia, furono in tutto sessanta. ... Bardo Gisilfo, Simeone Denteca, Quirico de Vrania, Michele di Caloroanni, ouero di Colaianni, Benedetto Nauicella,Desigio di Alberto…>.
Come è noto gli scopritori del corpo del santo formavano una corporazione molto potente a Bari che riceveva onori e privilegi nella Basilica e mantenne un prestigio particolare per vari secoli.
Riguardo al personaggio Michele se ne deduce che fosse un navigatore, soldato o mercante non è dato di sapere, tanto più che spesso le due attività erano intercambiabili.
Riguardo al nome si può formulare l’ipotesi che all’origine fosse Calò Janni, trascrizione del greco Kalòs, che in italiano suonerebbe <Bel Giovanni>, e a Bari era presente una famiglia Calò patrizia da vari secoli, mentre i Colajanni (si noti che “Cola” era il nome comune di san Nicola a Bari e questo spiegherebbe il cambiamento in <o> ) a Bari fecero parte della seconda piazza, detta anche decurionale o del popolo primario, e come tale chiamata a governare la città e ad eleggere il sindaco ad anni alterni.
Esiste però una lista <Nota delle famiglie patrizie che godono nel sedile nobile della città di Bari dall’anno 785 fino al presente 1726> compilata a cura della Piazza Nobile e stampata in Trani 1726, che inserisce i Kiri Colajanni tra le famiglie patrizie estinte.
E’ impossibile verificare se sia una svista dei compilatori dell’epoca o se dal 1087 al 1726 qualche membro di questa famiglia sia stato aggregato alla prima piazza.
Infatti talvolta bastava avere un patrimonio notevole per contrarre un matrimonio patrizio e poi essere aggregato alla prima piazza, come pure al contrario contrarre matrimoni non nobili e vivere non nobilmente faceva perdere il diritto al sedile chiuso.
L’errore più grande che possa fare un genealogista è, a mio avviso, considerare “stessa famiglia” degli individui che hanno lo stesso cognome. Ogni ramo, ammesso che abbia un’origine comune, si crea la propria “storia” che non corrisponde a famiglie con lo stesso cognome, anche se nella stessa città o regione e magari riconducibile a un comune antenato.
P.S. Lista dei baresi in Antonio Beatillo<Historia della vita, miracoli, traslatione, e gloria .>.:I Baresi poi furono Don Lupo,e Don Griomoaldo Sacerdoti, Chierico Romano di Nicolò, Stefano d'Argiro nocchiero del terzo Naviglio, Giovan Noccaro, (Nocchiero ?) Gouernator supremo, e Generale di tutti i tre Vascelli, Petrarca Pilillo, Giouannuccio deCaris, Matteo Sparros, Leone Pilillo, Michele di Germano, Bisantio Saragullo, Stefano de Vigilijs, Melchiacca Curbario, Leone

















