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Aiuto Stato delle Anime

MessaggioInviato: lunedì 11 agosto 2003, 12:18
da RFVS
Cari amici,

vi riporto un testo tratto da Libro dello Stato delle Anime della Chiesa Collegiata di Santo Stefano di Castelfidardo del 1805 in cui si legge:

n°101 casa del seguente .Domenico Francalancia del fu Nicola di Macerata, nato in Macerata di anni 54, Francesca moglie e figlia del fu Domenico Perlini 4.10.1747 di anni 58. Rafaele figlio 26.3.1785 di anni 20. Bar.

...il mio quesito si riferisce al "Bar." finale...cosa significa???

Cordialmente

RFVS

MessaggioInviato: martedì 21 dicembre 2004, 17:07
da Grimaldi
Egr. signore,
ho notato solo oggi questo suo vecchio topic e per questo le rispondo ora.
Gli stati delle anime erano, come lei ben saprà, delle raccolte semiformali, dei nuclei familiari dei parrochiani di una data parrocchia.
In genere quindi tali registri avevano la forma e l’uso di abbreviature tipiche del tipo di atto e dell’epoca in questione.
In quanto a quello che lei ci riporta (dando per buona la traduzione e le abbreviature) credo che il termine “Bar.” si riferisca probabilmente al citato Rafaele e ne indichi la professione, forse “barbiere”.
Se questo nucleo fosse stato di un Barone avremmo letto qualche titolo onorifico, di rispetto, per il titolato…. “Il Palazzo dell’Illustre signor Barone……” ecc. ecc….”
Sperando di esserle stato di aiuto (anche se molto tardo) la saluto

MessaggioInviato: martedì 21 dicembre 2004, 19:37
da Alessio Bruno Bedini
A quanto ne so "bar." o "b.ero" vuol dire "barbero" nel senso di barbiere o addirittura chirurgo

cifr. http://www.bertotti.it/genealogia/abbreviat.asp

MessaggioInviato: martedì 21 dicembre 2004, 20:40
da FP
Non è detto, signori: è possibile che si tratti di Barone..Ad ogni modo, se il Sig. Riccardo ci risponderà, ne potremmo sapere di più sull'origine dei personaggi citati.

Cordialità

MessaggioInviato: mercoledì 22 dicembre 2004, 11:27
da Grimaldi
Egregio Conte,
è davvero MOLTO improbabile che il termine abbreviato "Bar." si riferisca al titolo di barone! Non ha mai letto un documento settecentesco riguardante un nobile (o anche un notabile)? Mai visto il formalismo ossequioso e pedante di parroci, notai, burocrati?
Di certo se il citato Rafele aveva il titolo di Barone lo avrebbero mostrato in pompa magna e non con una scarna abbreviatura....... Come ho già detto avrebbero scritto qualcosa del tipo "Illustre signor Barone……" ecc. ecc....
Insomma un nobile non passava inosservato a quei tempi, nemmeno negli atti privati (pieni di ossequi e formalismi), figuriamoci in quelli pubblici o quasi...
Saluti.

MessaggioInviato: mercoledì 22 dicembre 2004, 11:37
da FP
Lei (io avevo cominciato a darle del tu, però se preferisce il lei sono d'accordo..) ha ragione, certo che ho letto un documento settecentesco con simili particelle (exc.ma d., illustr.imo ecc.). Si vada a rivedere il mio quesito sul don. Lì c'è l'atto di battesimo di una mia antenata. Legga con quale formalismo viene citata la duchessa di Serrmoneta.
Il fatto è che, siccome il Sig. Francalancia ha origini nobili, ho pensato che poteva trattarsi di un bar. che significa Barone...
Staremo a vedere.. :D

MessaggioInviato: mercoledì 22 dicembre 2004, 12:33
da Grimaldi
Caro Conte
(diamoci pure del tu) il fatto che il sign. Francalanza abbia origini nobili o meno non presuppone che TUTTI i suoi avi siano sempre stati nobili.... e per quanto io ne so attualmente non mi sembra che egli lo sia (ma posso certamente ignorarlo).
Ma lascio al nominato signore "l'onere della prova" :wink:
A presto.

MessaggioInviato: mercoledì 22 dicembre 2004, 12:42
da FP
:lol:

MessaggioInviato: mercoledì 22 dicembre 2004, 13:01
da Grimaldi
Allora ti chiamo Francesco, va bene?
E non darti pensiero per il "conte"..... essere un uomo è un onere ed un onore ben più grande.
Saluti

MessaggioInviato: venerdì 24 dicembre 2004, 18:42
da herald
egregi signori,
secondo voi come va interpretato il titolo di "Mag.co D." che precede il nome di alcuni miei avi registrati come consiglieri o priori nei "parlamenti dell'università" della mia città (tagliacozzo -AQ)? (tenendo presente che mi riferisco al XVI e XVII sec. e che, allora, la città era feudo dei Colonna) :?:

MessaggioInviato: venerdì 24 dicembre 2004, 19:05
da fra' Eusanio da Ocre
Caro herald,
si tratta dell'abbreviazione delle parole Magnificus Dominus, o altre simili, ma comunque riconducibili al predetto concetto.

Bene :D vale

MessaggioInviato: sabato 25 dicembre 2004, 1:12
da MVC
Signori,

uso il login di un amico in quanto io non sono più iscritto al forum e non avrei potuto rispondervi altrimenti.

Quel termine abbreviato in "Bar." non sta nè per barone nè per barbiere o barbero (chirurgo).

Raffaele è stato un politico: a 27 anni venne eletto D'UFFICIO Consigliere Comunale di Castelfidardo e continuò la cariera politica per alcuni anni fino a quando lasciò e si dedicò alla cura delle sue tenute.
Suo padre Domenico fu allo stesso modo un politico, Consigliere Comunale di Castelfidardo dal 1798 al 1818...quasi ininterrottamente.
Domenico possedeva inoltre 22 beni immobili tra terreni, case e botteghe nelle quali aveva avviato una florida attività di lavorazione del ferro battuto. All'epoca (1818) in cui venne terminato il censimento delle proprietà per il Catasto Gregoriano, Domenico era tra i maggiori proprietari di Castelfidardo.
Il figlio ed il nipote di Raffaele saranno a loro volta politici.

Mi spiace...abbiamo avuto (e abbiamo tutt'ora) titoli e abbiamo svolto (e svolgiamo) varie professioni...ma di baroni, barbieri e chirurghi in famiglia non ve ne sono mai stati.

Buon natale

RFVS (tramita l'account di un amico)

MessaggioInviato: lunedì 27 dicembre 2004, 12:28
da herald
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Caro herald,
si tratta dell'abbreviazione delle parole Magnificus Dominus, o altre simili, ma comunque riconducibili al predetto concetto.

Bene :D vale

grazie caro frate :D

vorrei però approfondire l'argomento e, considerato che la mia famiglia non ha mai posseduto titoli nobiliari (per lo meno dal 1500 in poi) poichè nessun mio avo fu mai nobilitato da una "fons honorum" tramite lettera patente, vorrei sapere come può essere inquadrata la cosiddetta vita more nobilium vissuta in un tessuto sociale quale quello di un FEUDO dei Colonna. :?: :wink:

:P grazie ancora :P
herald

MessaggioInviato: lunedì 27 dicembre 2004, 13:46
da Alessio Bruno Bedini
herald ha scritto:vorrei però approfondire l'argomento e, considerato che la mia famiglia non ha mai posseduto titoli nobiliari (per lo meno dal 1500 in poi) poichè nessun mio avo fu mai nobilitato da una "fons honorum" tramite lettera patente, vorrei sapere come può essere inquadrata la cosiddetta vita more nobilium vissuta in un tessuto sociale quale quello di un FEUDO dei Colonna. :?: :wink


Per quanto rigurada il 'titolo' MAGNIFICUS l'ho trovato spesso nel Regno delle Due Sicilie quale appellativo di ricchi proprietari terreri non nobili. Era un modo di cortesia e rispetto per distinguerli dagli altri 'semplici residenti'. Mi risulta che nella vita di tutti i giorni questi ricchi proprietari erano appellati con il 'Don'.

MessaggioInviato: lunedì 27 dicembre 2004, 18:31
da herald
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Per quanto rigurada il 'titolo' MAGNIFICUS l'ho trovato spesso nel Regno delle Due Sicilie quale appellativo di ricchi proprietari terreri non nobili. Era un modo di cortesia e rispetto per distinguerli dagli altri 'semplici residenti'. Mi risulta che nella vita di tutti i giorni questi ricchi proprietari erano appellati con il 'Don'.


sono sostanzialmente daccordo e allora chiedo:
in ambito feudale (dove non sussisteva patriziato) queste persone "notabili" potevano essere inquadrate in un "ceto intermedio" :roll: coincidente con la "famosa" nobiltà civica :?: (tenendo presente che nella fattispecie ricoprirono importanti cariche pubbilche, che furono censiti sempre nei catasti come ricchi proprietari - "benitenenti" e che ebbero cappellanie e sepolcro di famiglia..."more nobilium") :wink:

:D cordiali saluti :D
herald