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de/di particelle cognomi

MessaggioInviato: lunedì 29 aprile 2019, 13:38
da Sannita1998
Buongiorno
Ho visto in altre discussioni che le particelle de/di per i nobili indicavano generalmente il possesso di un feudo.Tuttavia oggi ho visto in un atto notarile settecentesvo la firma di un certo Francesco Arnaldi de Caioti.In questo caso ho la certezza che Caioti non sia un feudo.Quindi volevo chiedervi se il de piccolo prima di un cognome sia solitamente indice di appartenenza a nobile famiglia come vale con il de/di piccoli seguito dal nome di un feudo.

Re: de/di particelle cognomi

MessaggioInviato: martedì 30 aprile 2019, 17:11
da contegufo
Salve

Il de' piccolo magari apostrofato, il della/degli NON garantisce alcun legame a titoli o feudi ma una appartenenza ad una consorteria.
In altri casi laddove sia provato da elenchi, almanacchi e libri d'oro il de/di, eccetera fa riferimento al predicato facente parte del cognome ed un possibile e probabile titolo.
Come detto in altra parte un elenco di predicati riconosciuti antecedenti al 1922 sono raccolti nel testo del Pagnotta: (Riconoscimenti di predicati italiani e di titoli nobiliari pontifici nella repubblica italiana).

Saluti

Re: de/di particelle cognomi

MessaggioInviato: mercoledì 1 maggio 2019, 7:28
da Nessuno
Non credo che si possa trarre una regola generale per l'uso di de/di: dipende da molteplici fattori, tra i quali anche la maniera di rendere un cognome o altro in volgare, nonché la conoscenza del latino da parte di chi stendeva o traduceva un atto.

Nella mia zona trovo lo stesso cognome reso in numerose maniere:
per quanto riguarda la medesima persona, Giuseppe Rossi (siamo nel Seicento):
-> in volgare: Gioseppe Rosso, Gioseppe Rossi, Gioseppe di Rossi, Iosefo Rosso, Ioseffo Rubeo, Iosefo Rubei, Ioseffo di Rubei, Gioseppe de Rossi, Gioseffo de Rossi, ecc...
-> in latino: Ioseph de Rubeis, Ioseph de Rubaeis, Ioseph Rubeus, Ioseph Rubaeus, Ioseph de Rossis, Ioseph Rossus, ecc...

Re: de/di particelle cognomi

MessaggioInviato: mercoledì 1 maggio 2019, 13:17
da Sannita1998
Specifico anche altre due cose che forse sono necessarie per comprendere meglio la situazione.Inanzitutto l'atto è del 1798 e poi non usa sempre la solita forma di cognome cioè Arnaldi de Caioti ma la alterna con continuità anche al doppio cognome Arnaldi Caioti. Però non vedo la ragione per cui questo tale faccia così.

Re: de/di particelle cognomi

MessaggioInviato: mercoledì 1 maggio 2019, 13:33
da Messanensis
Sannita1998 ha scritto:Specifico anche altre due cose che forse sono necessarie per comprendere meglio la situazione.Inanzitutto l'atto è del 1798 e poi non usa sempre la solita forma di cognome cioè Arnaldi de Caioti ma la alterna con continuità anche al doppio cognome Arnaldi Caioti. Però non vedo la ragione per cui questo tale faccia così.


Alla fine del settecento i cognomi non avevano ancora la stabilità che possiedono adesso, perciò come ha scritto Nessuno un cognome lo possiamo trovare scritto in due (o più) forme diverse, persino all'interno dello stesso atto, ma per chi scriveva le due (o più) forme erano semplici varianti dello stesso cognome (magari una latina, un'altra dialettale, ecc.). Il caso in esame ne è un esempio. Non si tratta dunque di una particella nobiliare. Inoltre, tornando alla domanda iniziale, il di/de anteposto al cognome non è indizio di nobiltà.

Re: de/di particelle cognomi

MessaggioInviato: mercoledì 1 maggio 2019, 23:24
da Cawdor
conosco una ragazza che si arrabbiava se in elenchi e diplomi di partecipazione (di nostre attività) il d fosse stato D, perchè diceva che solo la d piccola era indice di nobiltà ...... e la cosa mi è sembrata strana

Re: de/di particelle cognomi

MessaggioInviato: mercoledì 1 maggio 2019, 23:42
da Messanensis
Cawdor ha scritto:conosco una ragazza che si arrabbiava se in elenchi e diplomi di partecipazione (di nostre attività) il d fosse stato D, perchè diceva che solo la d piccola era indice di nobiltà ...... e la cosa mi è sembrata strana


Nei predicati nobiliari il di è minuscolo. Negli altri casi il Di/De è maiuscolo. Scrivere il proprio cognome de Rossi invece di De Rossi non dà nessuna nobiltà...

C'è da dire però che fino a tutto il XVIII secolo solitamente il de/di era scritto minuscolo e perciò molti appartenenti a famiglie antiche ci tengono a conservare il de/di minuscolo.

Re: de/di particelle cognomi

MessaggioInviato: giovedì 2 maggio 2019, 1:10
da Cawdor
Messanensis ha scritto:[...]
C'è da dire però che fino a tutto il XVIII secolo solitamente il de/di era scritto minuscolo e perciò molti appartenenti a famiglie antiche ci tengono a conservare il de/di minuscolo.


intendevo in quel senso ;)

Re: de/di particelle cognomi

MessaggioInviato: giovedì 2 maggio 2019, 17:25
da RFVS
Tra l'altro Francesco Arnaldi de Caioti potrebbe anche voler dire Francesco (figlio) di Arnaldo de Caioti

Re: de/di particelle cognomi

MessaggioInviato: venerdì 3 maggio 2019, 11:43
da GENS VALERIA
Messanensis ha scritto:
Nei predicati nobiliari il di è minuscolo. Negli altri casi il Di/De è maiuscolo. Scrivere il proprio cognome de Rossi invece di De Rossi non dà nessuna nobiltà...

C'è da dire però che fino a tutto il XVIII secolo solitamente il de/di era scritto minuscolo e perciò molti appartenenti a famiglie antiche ci tengono a conservare il de/di minuscolo.

Così per convenzione, nelle mie genealogie trascrivo esattamente il cognome , aggiornano eventuali modifiche nel tempo, prendendo sempre per genuina, la più lontana trascrizione.

Per legge ( quale? Non sono riuscito a trovarla ) il governo austriaco , suppongo per evitare imbarazzanti confusioni tra i sudditi italiani ascritti ai propri registri nobiliari e gli altri, impose ai parroci l'la modifica del cognome cognomizzando le particelle DE e DI ( de e di ) oppure eliminandole.
Nel Friuli asburgico, a cavallo del Settecento , salvarono l'originale cognome solo coloro erano emigrati, come fece il mio avo Luca de Mitri da Gorizia a Murano oggi in Friuli si trovano solo Mitri.
Con la caduta della Serenissima nel R.I. Lombardo Veneto si trovano solo Demitri e Dimitri , qualche spassoso Mitri (De) ( sic! ) comparve nel censimento immobiliare di Venezia.
Con la sconfitta dell' Austria molti cognomi, modificati per legge, tornarono alla forma primitiva e tradizionale.