Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini
).
sono pranoterapeuta e biondo di capelli fino ai sei anni come mio padre alla stessa età e come pure molti altri napoletani alla nascita di mia conoscenza. Poi mi sono trasformato, ho conosciuto iagiforum e da lì sono cominciati i guai
.
"). Indagando sul web ho scoperto che un Nicola Antonio Gagliardi, barone di Finocchito e residente a Napoli nel suo palazzo a Forcella (siamo a metà del 1400 circa) sposa una Costanza De Vicaris. Muore suppergiù nel 1486 e a questo punto scoppia il caso della doppia tomba (?):
Gracias y feliz Navidad a todos
. Grazie per l'intervento. Ti ho mandato una lettera, appena potrò andrò a Bari per le tue ricerche sui Carnesecchi. Attendo risposta. Abbracci a tutti.Non so ovviamente che legame di parentela lo lega a Guido da Venosa nel 1133 signore di Forenza e fondatore del castello di Sannicandro di Bari, fatto sta che Guido è certamente il capostipite dei De Vicaris sulla scorta di questi documenti in mio possesso, dell'iscrizione in versibleonini della Scuola Medica Salernitana che lo nomina presente nel santuario di Santa Maria a Sannicandro
Da antichi documenti a stampa del Settecento, è assoldato che i De Vicaris
portano questo cognome già nel 1197 con Roberto imperiale giustiziere del Barbarossa a Venosa (da cui il toponimico "de Venusio", nonno paterno di Giorgio.
il più antico ricordo lapideo è il sarcofago di Giorgio De Vicariis, reimpiego di sarcofago romano e ridatato 1296, posto nella cattedrale di Salerno
in breve: tu non sai che su detto sarcofago vi è scolpita in latino l'iscrizione 'Giorgio de Vicariis nipote di Roberto 1296". Se (salendo di due generazioni di nipote in nonno) consideriamo che l'aspettativa media di vita dell'uomo medievale era di 40-50 anni, e Roberto era imperiale giustiziere nel 1197 a Venosa (quindi carica regia normanna importante che giustifica la sua espressa menzione nell'epitaffio del nipote), ovvero 99 anni prima del decesso di Giorgio; considerando forse eventuali ominimie (Roberto è nome di sicura origine normanna-angioina, basti pensare a re Roberto d'Angio).... posso asserire con un buon margine di esattezza che il Roberto da Venosa del 1197 (bisognerebbe trovarne la pergamena o la lapide che lo cita) sia "effettivamente" il nonno in linea maschile di Giorgio de Vicariis sepolto nel duomo di Salerno.
). Premetto che per ovvie ragioni di privacy personale non posso rivelare granché sulle doti nascoste della mia famiglia, vi basti il fantasy "La stella che vuoi" disponibile in tutte le librerie italiane, sugli sciamani della valle d'Itria che ha scritto su di noi il direttore di Raiuno Angelo Mellone intervistando, fra gli altri, me e due mie amiche, cugine fra di loro, appartenenti agli Acquaviva d'Aragona, quindi noi gente dal fascino magnetico
. Guido da Venosa nel 1134 è attestato a Sannicandro di Bari da iscrizioni ivi esistenti come esponente della Scuola Medica Salernitana (che - anche questo non posso più di tanto rivelare - zitta zitta nonostante la soppressione del 1806 esiste ancora oggi
nascosta ma c'è ). "Documenti a stampa del 1700" ribadiscono tale ipotesi. La Scuola Medica Salernitana aveva fra i suoi adepti il dono della pranoterapia e altre facoltà medianiche come "corredo terapeutico" usuale per la cura dei malati. Io, dopo 900 anni, sono pranoterapeuta. Ho anche altri "doni" di cui non è il caso che ne parli in questo forum, stante l'abbondante e ovvio scetticismo di qualche quaqquaraqqua' che perde le sue inutili giornate su questo forum
Scusami Pierluigi e scusatemi tutti voi di iagiforum, ma non si accende una fiaccola per tenerla sotto al moggio (parole di Cristo) . E né tanto meno ci si deve vantare pubblicamente di tali doni sovrannaturali, ho dovuto nominarli "solo" per chiarire i dubbi dell'amico Pierluigi sulla vera discendenza mia da Guido da Venosa. Buona vita e sorridete
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