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famiglia Rouby

MessaggioInviato: domenica 13 luglio 2003, 21:19
da omero
Egregi Signori,
qualcuno di voi è in grado di darmi qualche notizia sulla famiglia di origini francesi Rouby? Un ramo si trasferì a Parma ad inizio secolo, questo è uno dei pochi dati in mio possesso.

Cordialmente,
PierCarlo Omero

MessaggioInviato: giovedì 28 agosto 2003, 19:33
da omero
Gentili Signori,
ecco un paio di informazioni che ho recuperato, la prima in seguito al prezioso ausilio del Signor Capecci, la seconda indagando personalmente.

1. ROUBY Vittorio, violoncellista
(Parma, 10 giu. 1896 - Fidenza, 17 nov. 1961))
Studiò al Conservatorio di musica di Parma e si diplomò nel 1915. Fu I violoncello dell'orchestra del Teatro Regio di Parma e dell' orchestra sinfonica di Salsomaggiore. Fu molto attivo anche in Europa, particolarmente in Svizzera.
BIBLIOGRAFIA: Necrologio, G.Pr, 19 nov. 1961; Piamonte e Vetro (p.291); Marcheselli

2. I Rouby sono venuti in Italia il 20 gen. 1736 con Guglielmo Rouby de Calz, figlio di Filippo e M.M.Tuillet, proprietaria di una fabbrica di stoffe in Francia (vicino a Saisac de Carcasson).

Il mio dubbio è come mai ci sia giunto solo il cognome Rouby.
Chiunque fosse in grado di fornire altre informazioni al riguardo è il benvenuto...

MessaggioInviato: giovedì 28 agosto 2003, 21:27
da fra' Eusanio da Ocre
Egregio collega,
ritengo che, stabilendosi in Italia, i Rouby de Calz abbiano subìto una sorte da noi non infrequente nel caso di cognomi composti da più elementi, cioé l'abbandono (nell'uso corrente) del predicato (il quale invece all'estero è spesso preponderante sul cognome vero e proprio). Rimane però da dimostrare che de Calz sia un predicato... :?

Qualcosa di meglio (e soprattutto di non aleatorio :P , almeno all'apparenza) è venuto fuori curiosando su Internet sui cognomi Rouby e Tuillet: quest'ultimo è menzionato addirittura nel 1669 in Sudafrica, anno in cui ivi sbarcarono (da una nave partita il 25.5.1698 dall'Olanda) cinque ugonotti fra cui un tal Jean de Tuillet, che le carte di partenza citavano alla fiamminga come Jean van het Tichelje. Ignoro se ciò pertenga alla nostra M. M. Tuillet, ad ogni modo le menziono il sito che ne parla:
http://www.geocities.com/Athens/Rhodes/ ... guenot.htm

Molto più interessante è invece il discorso sui Rouby: monsieur Gilles Rouby tiene tuttora un sito sulla propria ascendenza famigliare ( http://perso.wanadoo.fr/gilles.rouby ), e chissà se potrà fare qualcosa per la sua ricerca :P :P :P !

Ci faccia sapere.

Bene :D vale

Re: famiglia Rouby

MessaggioInviato: lunedì 16 marzo 2026, 20:46
da Frede
Non so se arrivo in tempo, avendo visto solo ora questo post vecchio di 23 anni, ma provo a rispondere in modo sintetico.
Mia suocera Gianna Rouby deceduta nel luglio scorso mi ha a suo tempo fornito alcuni riferimenti dell'avo da cui derivava la sua famiglia, e durante il Covid ho potuto setacciare tutto ciò che era possibile utilizzando gli archivi on-line ma anche soprattutto intrattenendo contatti via mail e scambiando informazioni e documenti d'archivio con un illustre discendente del ramo genovese dei Rouby, Pier Francesco Gaviglio, del quale avevo trovato su internet un interessante articolo dedicato alla fabbrica di panno che, emulando i suoi stessi avi francessi di Carcasson (di Saissac per l'esattezza), il Rouby del Cals come si chiamava Guglielmo aveva impiantato a Fidenza, nell'ex convento degli Agostiniani all'epoca confiscato dal Ducato dopo essere stato per anni legato a colui che sembra l'abbia chiamato a suo tempo dalla Francia, il primo ministro borbonico Guglielmo Du Tillot.
Sembra infatti che Gugliemo nato nel 1736 da Filippo, sia arrivato a Parma su invito del Du Tillot nel 1756, e qui abbia ricoperto vari incarichi di fiducia nell'amministrazione del ducato; sposatosi con Maria Viginia Beretta nel 1762, nella chiesa di Sa Sepolcro, dalla quale avrà quattro figli (Giovanni Antonio 1762, Giovanna 1763, Sante 1766 e Gaetana 1769) diventerà ben presto segretario particolare del primo ministro, forse già allora ipotizzando di riuscire ad impantare una manifattura per produrre panno "alla francese" che allora veniva largamente richiesto e importato dal suo paese d'origine. Sembra abbia appena fatto in tempo ad ottenerne il permesso e la protezione da parte del Ducato, che gli fornì gratuitamente come sede l'ex convento, che col successivo cambio di regime cui seguì l'arresto e l'esilio del Du TIllot nel 1771 sembra che, dopo alcuni anni vissuti a Fidenza, al tempo della conquista napoleonica Guglielmo si trasferirà a Piacenza, risiedendo nelle vicinanze della Cattedrale di S.Maria Assunta e S.Giustina, continuando a far parte della nobiltà locale e ricoprendo alcuni incarichi amministrativi. Guglielmo sposatosi quindi in seconde nozze con Iabella Boldi, morirà a Piacenza nel 1807 per essere sepolto nell'Oratorio di San Giobbe. Saranno i suoi discendenti, figli del secondogenito Sante (Benedetto 1790 e Pier Luigi 1793) il quale tornato a Parma, darà vita a generazioni di funzionari amministrativi da cui discende anche nonno Giuseppe Rouby, (figlio di Carlo, del Pier Luigi che si dice suonasse il pianoforte a quattro mani con la duchessa Maria Luigia) il padre di mia suocera Gianna.