Grimaldi di Monaco o di... Modica?
Oggi su La Stampa è comparso un articolo a firma di Laura Anello sulla querelle di origine dei Grimaldi monegaschi:
«Vengo a cercare le mie radici qui», sussurra il principe Alberto di Monaco, mentre visita i palazzi
barocchi di Modica, la città di splendori d'arte e di celebre cioccolato che ieri lo ha accolto come un
familiare di rango. «Il principe Alberto è siciliano», sintetizza qualcuno un po' troppo sbrigativo su
araldica e genealogie. Certo è che, secondo la Fondazione Grimaldi istituita agli inizi del Novecento
dall'ultimo discendente della nobile famiglia radicata a Modica nel XVI secolo, Alberto di Monaco
sarebbe un parente. Così ha accolto ieri il principe - arrivato in visita privata assieme alla moglie
Charlène - con una mostra di carteggi e documenti che acclarerebbe la comune discendenza.
Peccato che per un affermato esperto di araldica, il piemontese Carmelo Cataldi, la storia di «Alberto il siciliano» sia
tutta una bufala che il ramo modicano ha nei secoli cercato di autenticare, con salti temporali
inverosimili e senza alcuna prova scientifica.
Ne è nata una disputa in punta di penna - ma intinta nel vetriolo - con il professore Giuseppe Barone, docente di Storia dell'Università di Catania e presidente
della Fondazione Grimaldi, che ieri ha illustrato al principe la parentela, donandogli un libro sulle sue
ricostruzioni storiche e affiancandolo all'inaugurazione della mostra «I Grimaldi di Modica - secoli
XVI-XX».1 due «dotti, medici e sapienti» si fronteggiano a colpi di alberi genealogici. I Gattopardi
dell'Isola si dividono, propensi più al dubbio che alla certezza. «Non solo i Grimaldi di Modica - spiega
Carmelo Cataldi - hanno nel tempo cercato un accredito presso la Casa principesca di Monaco, con
lettere e documenti vari, e presso la Repubblica di Genova, ma anche altri ipotetici rami dei Grimaldi in
Calabria hanno smaniato per tutto il XVII e XVIII secolo per vedersi riconosciuta una qualche
colleganza genealogica con la famiglia principesca di Monaco. Ma questa non c'è».lnsomma, sarebbe
tutta un'impostura -per dirla con Sciascia - ordita nei secoli per fregiarsi della parentela con i principi
di Monaco, un'impostura in cui sarebbero caduti anche fini studiosi come Barone e il principe in
persona. Corso qui dopo una tappa a Palermo, dove ha ricevuto la laurea honoris causa all'Università. Ci
ha creduto, insomma, con buona pace degli scettici. E ha ceduto pure alle lusinghe del paese di
Mazzarino, che rivendica a sua volta una parentela. Nella città del cioccolato si tratterrà anche oggi per
inaugurare il Castello dei conti di Modica (i suoi presunti parenti), restaurato e riaperto al pubblico dopo
vent'anni. «Questa è una terra meravigliosa», ha detto al suo seguito.
Il rebus, in realtà, è tutto in un passaggio nell'albero genealogico, secolo XVI. Quando i fratelli Gregorio e Agostino Grimaldi da
Genova (insediamento iniziale della famiglia, detta «Cavalleroni», legati con certezza ai monegaschi)
arrivano in Sicilia per fondare a Modica il ramo siciliano del Casato, un ramo che avrà gloria, onori,
ricchi matrimoni, lutti precoci e perfino il gesto rivoluzionario della «smonacazione» di due suore. «Le
carte d'archivio - spiega il professore Giuseppe Barone - documentano come sia a Genova che a
Monaco conoscano e rispettino i consanguinei modicani. Nel 1682 il cardinale Gerolamo Grimaldi,
arcivescovo di Aix, scrive a Carlo Grimaldi, a Modica, confermandogli i sentimenti di affetto e di stima
per la comune discendenza. Anche il successore di Carlo, Enrico, principe e governatore dello Stato
modicano, è attento a intrecciare una fitta corrispondenza con il principe di Monaco, Antonio Grimaldi,
che nel 1702 gli risponde con due belle lettere in cui riconosce le relazioni di parentela e gli fa dono di
un suo ritratto».
Ma Cataldi ribatte: «Non c'è alcuna prova scientifica che possa collegare genealogicamente Gregorio e Agostino Grimaldi alla famiglia di Genova». E punta il dito contro Carlo
Venasque Ferriol, che nel 1647 pubblica a Parigi un volume agiografico che legittima questa
discendenza, e che però conterrebbe una palese incongruenza nell'anello cruciale, il padre dei due
fratelli «siciliani». «Avrebbe avuto 124 anni quando il figlio Agostino venne a mancare», spiega,
giudicando il carteggio Grimaldi di Modica «genealogicamente inconsistente». E annuncia a breve un
corso di araldica e genealogia a Modica. Insomma, è guerra, seppure di fioretto.
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