In un atto del 1743, redatto a L'Aquila, un soggetto viene definito "qm." e quindi defunto, ma mi risulta che ebbe figli almeno fino al 1757.
Può il notaio aver commesso un errore? Avete testimonianze simili?
Grazie.
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Vincenzo ha scritto:Mi è capitato diverse volte. Una volta anche con il sesso sbagliato.
FP ha scritto:Vincenzo ha scritto:Mi è capitato diverse volte. Una volta anche con il sesso sbagliato.
Grazie mille. In particolare l'atto riguarda la cessione di beni che un tale Carlo effettua in favore di un canonico aquilano, i quali beni provengono ab hereditate prefati qm. Ioannis Dominici eorum patris et per cessionem ipsi Carolo facta a qm. Alexandro ... eius fratre.
Quindi sono beni ereditati dal padre Giandomenico e ceduti dal fratello Alessandro, ma quest' ultimo, secondo altre fonti da me visionate, era tutt'altro che "quondam" nel 1743 e visse almeno fino al 1757 generando diversi figli.
Volevo sapere se qualcuno ha registrato casi analoghi.
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