Significato di "Casata" a Venezia

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Significato di "Casata" a Venezia

Messaggioda Memini » sabato 5 novembre 2016, 18:24

Buon sabato pomeriggio a tutti,
vengo a porre un quesito sulla cooptazione
negli antichi consigli delle Repubbliche aristocratiche.
A Venezia, ad esempio, quando si legge che una tal famiglia veniva
ascritta alla Nobiltà, dobbiamo intendere l'ammissione di un singolo
membro della stessa o di tutto il clan familiare ?
Pertanto era tutta la famiglia riconosciuta nobile, con i suoi elementi
di maggior spicco chiamati direttamente ad occuparsi della cosa pubblica,
oppure era nobile solo il membro di fatto responsabilizzato ?
E in quest'ultimo caso, allora, che senso avrebbe parlare di "Casata" ?
Oppure il termine "Casata" si riferiva solo ai diretti discendenti dell'elemento
di spicco e non anche ai collaterali ?
Grato per le opinioni che vorrete esprimere [knight.gif]
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Re: Significato di "Casata" a Venezia

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 6 novembre 2016, 13:42

La casata è quella la quale origina d primo, capostipite passando i secoli poteva allargarsi o estinguersi , quando si allargava si suddivideva in più rami distribuita nel territorio veneziano , fino una per sestiere ( 6) con il nome della parrocchia , ogni sposo si occupava di far registrare matrimonio ed in seguito figli in Avogaria da Comun quali patrizi.
Esempio , i Valier, alla caduta della Serenissima , erano divisi in due rami :
S. Maria Formosa ( estinta ) e S. Silvestro ( mia ).
Le casate recenti ( per soldo ) avevano una discendenza più breve e semplice .


Saluti toto corde
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Re: Significato di "Casata" a Venezia

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 7 novembre 2016, 14:44

Nessun pericolo di " infiltrazione" di omonimi , I rami collaterali facevano parte della casata a determinate condizioni. dopo l'abolizione del sistema elettivo, dalla fine del sec. XIII, era stato definitivamente consacrato il principio ereditario, si rese necessario adottare criterî sempre più rigorosi e controlli rigidi per l'accertamento della legittimità di discendenza, prima deferito alla Quarantia, poi all'Avogaria de Comun.

Sin dal 1343 era fatto obbligo alla Quarantia di tenere un registro dei nobili, per garantire della legittimità d'iscrizione in Maggior Consiglio di quelli che ne avevano diritto: ma soltanto nel 1458 furono istituiti presso l'Avogaria de Comun dei registri giurati nei quali dovessero esser raccolte le annotazioni delle nascite relative ai patrizî, e nel 1506 quelle dei matrimonî.http://www.archiviodistatovenezia.it/si ... 29&Pag=223

Tali registrazioni dovevano dare una sufficiente garanzia per ricavare le prove richieste per l'ammissione al Maggior Consiglio, al ventesimo o al venticinquesimo anno di età. L'iscrizione però nel Libro d'oro, sebbene fatta con rigorosi controlli, non esonerava dall'obbligo di produrre a tempo debito le prove di nobiltà, richieste per l'ammissione, né, in linea di massima, l'omessa denuncia faceva decadere gli aventi causa dalla facoltà di concorrere alla prova per il riconoscimento del proprio diritto.

Bibl.: v. Nascite, Matrimoni; Maranini, La costituzione di Venezia dopo la serrata del Maggior consiglio, Firenze 1932, p. 45 segg.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Significato di "Casata" a Venezia

Messaggioda Memini » lunedì 7 novembre 2016, 16:08

Ringrazio.
Vedo che il mio post precedente è saltato dallo schermo, ma che è stato
comunque letto.
In conclusione si può quindi ritenere che:
tutti i soggetti col medesimo cognome fossero membri
della medesima famiglia, e se questa fosse stata riconosciuta nobile lo
fossero anche essi, anche se col passare dei secoli poteva diventare
difficile delineare la discendenza da un unico capostipite; se anche i
collaterali partecipavano alla nobiltà della Casata, a prescindere dal ramo,
il problema , anche nel caso di difficile documentazione, non dovrebbe sussistere.
Buona serata [knight.gif]
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Re: Significato di "Casata" a Venezia

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 7 novembre 2016, 18:43

Veramente temo di essermi spiegato male.
L'omonimia non garantiva , come non garantisce adesso l' appartenenza ad un determinata famiglia , nel nostro caso , patrizia veneta.
La genealogia veniva controllata dalle autorità , coloro che non dimostravano la discendenza patrizia , non avevano minimamente possibilità di iscrizione nel Libro d'Oro della nobiltà veneziana , inoltre occorrevano altre caratteristiche di matrimonio o attività conveniente per poter essere ascritti . Tutto è conservato presso l'Archivio di Stato di Venezia ( schede )
Col passare dei secoli , giunti al XIX Secolo facevano fede gli elenchi successivi o/e la ricerca documentaria completa .

Cordialmente
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Re: Significato di "Casata" a Venezia

Messaggioda Memini » martedì 8 novembre 2016, 16:52

D'accordo,
ma mi sorgono due dubbi:
1) in una realtà ristretta demograficamente come Venezia, al contrario, vallo
a dimostrare che coloro che portano il medesimo cognome non sono discendenti
o membri di quella determinata famiglia......
2) e se un membro di famiglia nobile, cosa che accadeva, saltava di iscrivere il
proprio figlio alla Avogaria per i motivi più diversi, questi ultimo perdeva la sua qualifica ?
Neanche la nascita da "donna non abilitata" faceva perdere la dignità patriziale.......
Grazie ancora della pazienza e dei chiarimenti
Buona serata [knight.gif]
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Re: Significato di "Casata" a Venezia

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 8 novembre 2016, 18:06

Memini ha scritto:D'accordo,
ma mi sorgono due dubbi:
1) in una realtà ristretta demograficamente come Venezia, al contrario, vallo
a dimostrare che coloro che portano il medesimo cognome non sono discendenti
o membri di quella determinata famiglia......

Si dimostra eccome ! Lo status segue il diritto di sangue , quindi la linea patrilineare , senza interruzione ,deve essere dimostrata attraverso i registri dei nobili che arriva alla fine della Serenissima , dopo un brevissimo periodo , la linea prosegue attraverso i registri dell' Impero Austriaco e del R.d.I. La discendenza si dimostra di figlio in padre .

2) e se un membro di famiglia nobile, cosa che accadeva, saltava di iscrivere il
proprio figlio alla Avogaria per i motivi più diversi, questi ultimo perdeva la sua qualifica ?
Neanche la nascita da "donna non abilitata" faceva perdere la dignità patriziale.......

La non iscrizione all' Avogaria, a volte era voluta dal padre per permettere ad un figlio di occuparsi , in futuro , del commercio al minuto ,cosa interdetta ad un patrizio. Nella stessa casa si potevano trovare figli patrizi e figli non patrizi.
Un matrimonio con donna "non idonea" poteva essere causa di non registrazione dei figli.

Grazie ancora della pazienza e dei chiarimenti
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Re: Significato di "Casata" a Venezia

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 8 novembre 2016, 18:07

GENS VALERIA ha scritto:
Memini ha scritto:D'accordo,
ma mi sorgono due dubbi:
1) in una realtà ristretta demograficamente come Venezia, al contrario, vallo
a dimostrare che coloro che portano il medesimo cognome non sono discendenti
o membri di quella determinata famiglia......

Si dimostra eccome ! Lo status segue il diritto di sangue , quindi la linea patrilineare , senza interruzione ,deve essere dimostrata attraverso i registri dei nobili che arriva alla fine della Serenissima , dopo un brevissimo periodo , la linea prosegue attraverso i registri dell' Impero Austriaco e del R.d.I. La discendenza si dimostra di figlio in padre .

2) e se un membro di famiglia nobile, cosa che accadeva, saltava di iscrivere il
proprio figlio alla Avogaria per i motivi più diversi, questi ultimo perdeva la sua qualifica ?
Neanche la nascita da "donna non abilitata" faceva perdere la dignità patriziale.......

La non iscrizione all' Avogaria, a volte era voluta dal padre per permettere ad un figlio di occuparsi , in futuro , del commercio al minuto ,cosa interdetta ad un patrizio. Nella stessa casa si potevano trovare figli patrizi e figli non patrizi.
Un matrimonio con donna "non idonea" poteva essere causa di non registrazione dei figli.

Grazie ancora della pazienza e dei chiarimenti
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Saluti
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