Pagina 1 di 3
riconoscimento dal C. N. I. stemma di famiglia

Inviato:
giovedì 22 settembre 2016, 14:48
da francesco1
Gentili forumisti buongiorno a tutti ,vorrei chiedervi cortesemente se è possdibile essere riconosciuto dal C.N.I . il mio stemma di famiglia ex novo di nuova ideazione registrato da CENTRO STUDI ARALDICI circa 4 anni fa .
In tal caso quale sarebbe la istanza da inoltrare con l'indirizzo dell'ufficio,se il riconoscimento è gratuito o a spese ?
Lo stemma di famiglia ex novo personale è in alto sulla destra della mia pagina .
Ringrazio della cortese attenzione ricevuta da voi forumisti Francesco1.
Re: riconoscimento dal C. N. I. stemma di famiglia

Inviato:
giovedì 22 settembre 2016, 18:57
da mcs
Gent.mo francesco1,
mi fa piacere leggere questo suo quesito, così abbiamo nuovamente l'occasione di fare "chiarezza" sulla questione degli stemmi familiari creati ex novo: attualmente in Italia non ha alcun valore legale registrarli in alcun centro, ente, circolo, ecc. e non esistono uffici pubblici o privati che siano preposti a tale riconoscimento.
A tal proposito, è recentemente stato pubblicato un articolato contributo del nostro presidente Pier Felice degli Uberti negli atti del Convegno svoltosi a Fossano (CN) lo scorso novembre.
Re: riconoscimento dal C. N. I. stemma di famiglia

Inviato:
giovedì 22 settembre 2016, 21:33
da pierfe
Come scrive giustamente Maria Cristina Sintoni nella Repubblica Italiana per una persona fisica non esiste nessuna possibilità di ottenere un riconoscimento ufficiale dello Stato, restano solo quelli privati e fra questi personalmente considero il più preparato il Corpo della Nobiltà Italiana - C.N.I. che però applica per i "riconoscimenti" i RR.DD. n. 651 e 652 del 7 giugno 1943 (legge considerata incostituzionale per la parte nobiliare dalla sentenza n. 101 del 1967 della Corte Costituzionale).
Penso che qualunque persona sia in grado di comprendere quale è la grande differenza fra il pubblico (proveniente da una autorità araldica dello Stato) e il privato (realizzato da qualunque tipo di associazione di persone che fra loro hanno la stessa autorità ovvero nessuna in quanto non possono sostituirsi allo Stato in una decisione così importante che aveva rilevanza pubblica).
Gli italiani devono comprendere che se non sono riusciti a farsi riconoscere nobili o a farsi concedere un titolo nobiliare dal re d’Italia (quando era sul trono); oppure a farsi riconoscere uno stemma di distinta civiltà (una terminologia che esiste solo in Italia), ormai hanno perso - come si dice - un treno che non passa più.
E quindi è corretto pensare “sano” senza cercare qualcosa che non ha nulla a che fare con quanto esisteva durante il regno d’Italia. Posso dire che come era tradizione nel passato un abitante della Penisola italiana poteva ricorrere all’estero per farsi concedere, registrare, autorizzare, uno stemma o un titolo nobiliare. Se parliamo di stemmi per noi italiani resta solo la possibilità che può offrire il Bureau of Heraldry del Sudafrica (una Nazione parte del Commonwealth) che registra gli stemmi di tutti coloro che vi si rivolgono, e che sono validi nell’intero Commonwealth, e in Inghilterra e Scozia se provenienti da cittadini del mondo non sudditi o discendenti da sudditi del Regno Unito.
Come ho detto il C.N.I. “riconosce” gli stemmi di distinta civiltà che sono quegli stemmi non nobili che vengono usati con carattere pubblico in monumenti, tombe, pubblicazioni da almeno 100 anni (come dice la legge al momento della fine del regno d’Italia), quindi il suo stemma (non direi stemma di famiglia perché lei non ha l’autorità per obbligare i membri della sua famiglia a farne uso, e lo stesso vale per i suoi discendenti) non può essere “riconosciuto” dal C.N.I., che effettua i suoi “riconoscimenti” a titolo gratuito.
Se vuole che la sua proprietà araldica (lo stemma) passi alla storia e venga individuato in futuro come suo può rivolgersi al Bureau of Heraldry del Sudafrica che con circa 600,00 Euro registra il suo stemma (dopo averlo pubblicato 2 volte sulla Gazzetta ufficiale dello Stato). Certamente non avrà uno stemma italiano ma sudafricano, ma oggi siamo tutti cittadini del mondo e quindi non c’è proprio da stupirsi.
Non perda tempo nel registrare lo stemma come marchio alla CCIAA perché si tratterebbe di un marchio e non certo uno stemma araldico, neppure lo depositi dal notaio perché è un bene incorporeo.
Se poi non vuole fare nulla di quanto esposto, continui ad usarlo e nessuno gli dirà niente, forse un suo discendente trovandolo in casa o su un libro penserà che lei lo aveva reso legale, ma ahimè perderà il suo tempo nel cercare un riconoscimento pubblico che non c’è mai stato.
Aggiungo che per le leggi araldiche italiane per avere il riconoscimento di uno stemma di famiglia era obbligatorio per le famiglie nobili essere iscritte nel Libro d’oro della Nobiltà Italiana (Archivio Centrale dello Stato) e per le famiglie non nobili nel Libro araldico degli stemmi di cittadinanza (Archivio Centrale dello Stato), ma questo riconoscimento finiva con le persone che troviamo iscritte in quei 2 libri.
Re: riconoscimento dal C. N. I. stemma di famiglia

Inviato:
venerdì 23 settembre 2016, 12:30
da contegufo
Salve
Quanto dice Pierfe è la sintesi del buon senso e dello stato delle cose oggi, tuttavia fra 10 anni staremo a ripetere le medesime cose, ovvero il tarlo di poter sbandierare uno stemma o cercare una nobiltà sepolta oppure un mezzo predicato che forse potrebbe appartenerci rimetterebbe in moto tutto quel meccanismo che anni gira a pieno regime. VIsta la fame sull'argomento in questione non si capisce del perché visto che all'estero un qualche riconoscimento è possibile anche l'Italia non si adegui e la faccia finita ed accontenti, previo pagamento della tassa di concessione governativa e pubblicazione su un bel librone, quello che la gente vuole.
Nessuno sarebbe obbligato, vuoi che lo stemma sia riconosciuto, sai come fare. Non ti interessa per niente, continua tutto come prima ed amen!
Sarebbe interessante capire il volume, inteso come numero di pratiche evase, che riesce a fare quel Bureau of Heraldry del Sudafrica tanto per farsi un idea del giro di denaro che muove.
Saluti
Re: riconoscimento dal C. N. I. stemma di famiglia

Inviato:
venerdì 23 settembre 2016, 15:21
da pierfe
L'argomento del mio editoriale su Il Mondo del Cavaliere di Luglio-Settembre 2016 è proprio "Il desiderio di distinzione nella società umana", a differenza di molti che si occupano di queste materie mi sono sempre imposto di dire la verità e continuo su questa strada anche se ad alcuni non piace...
L'opera meritoria di questo forum - unico esempio sino ad oggi nel mondo - è quello di offrire i nostri esperti per aiutare gli appassionati anche se non sono soci delle nostre organizzazioni, e solo perchè questo gruppo di volontari continua questo utilissimo lavoro, i lettori apprendono quanto altrove dovrebbero pagare per ottenerlo.
Chi si occupa di questa materie pensa che attorno alla nobiltà, agli ordini cavallereschi, all'araldica o alla genealogia ci sia un mercato opulento nascosto perchè crede che tutto il mondo si occupi di queste materie.
Non è così, non conosco professionisti di questo settore (del passato e di oggi) che si sono arricchiti con questo lavoro; un tempo chi lavorava anche in questo settore lo faceva perchè aveva dietro le fortune di famiglia.
Parlando di araldica il Bureau of Heraldry del Sudafrica registra una decina di stemmi di persone fisiche (sudafricani uniti a quelli che lo chiedono dai vari Paesi del mondo), idem per il College of Arms di Londra, per la Lyon Court di Scozia, l'Ufficio Araldico del Canada e quindi dove sta il business? Direi che è una perdita per il Paese che mantiene un Ufficio Araldico.
In Italia dove a dire il vero esiste ancora la legge n. 651-652 del 1943 per i contenuti non nobiliari tanto è vero che viene usata per la concessione degli stemmi degli enti, e potrebbe essere usata anche per gl stemmi di distinta civiltà che non hanno contenuto nobiliare, ma quale utenza avrebbe un Ufficio Araldico... a mio giudizio poca, gli interessati potrebbero essere 2000 persone (intendo anche quelli che userebbero uno stemma per interessi commerciali), quindi vale la pena gestire un Ufficio Araldico che in 3 anni non pagherebbe più le sue spese di gestione?
Oggi l'Ufficio Araldico presso la Presidenza del Consiglio ha un solo funzionario che presto sarà in pensione, ma per 10 stemmi all'anno vale la pena pagare un funzionario che si occupi solo di questo?
Altra considerazione: lo stemma è una distinzione e spesso chi lo vuole usare non intende che la distinzione ha anche un costo, ma pensa che tutto è gratis (non parlo per me che svolgo per mio piacere personale questa attività senza voler guadagnare neppur un centesimo di euro, cosa che mi permette di dire quello che penso senza che alcuno possa limitare la mia libertà).
Ma è giusto che i consulenti, gli autori di stemmi vengano pagati perchè se una azienda chiede un logo ad un professionista lo paga, ed aggiungo molte volte lo strapaga. Come pure è giusto che se si vuole un riconoscimento pubblico con effetti di legge lo si debba pagare, magari con una tassa annuale come la licenza di pesca, l'abbonamento alla RAI, la registrazione di un contratto d'affitto.
Chi dice "ho il mio stemma di famiglia perchè un'organizzazione me lo ha creato e registrato (privatamente)" crede di avere qualcosa che nella realtà agli effetti della distinzione NON esiste, perchè lo stemma per essere tale quindi avere il suo valore legale deve oggi provenire da una autorità di Stato, fuori di questo è un sogno.
Nonostante quello che ho detto se vi fa bene continuate sulla strada che conoscete almeno potete sognare e sino a ora i sogni dovrebbero essere gratis.
Re: riconoscimento dal C. N. I. stemma di famiglia

Inviato:
venerdì 23 settembre 2016, 17:42
da gnr56
Chiedo scusa, probabilmente non centra nulla, ma leggo spesso che chi vuol farsi riconoscere nobile e relativo Stemma ricorre al Cuerpo Celegiado de la nobleza historica de los reinos ibericos o il cronista rey de armas del Colegio Heraldico Antoniano de Lisboa o del Cronista rey de armas del Regno di Spagna.
Che cosa sono, a cosa servono e che valore hanno?
Re: riconoscimento dal C. N. I. stemma di famiglia

Inviato:
venerdì 23 settembre 2016, 19:09
da GENS VALERIA
pierfe ha scritto:L'argomento del mio editoriale su Il Mondo del Cavaliere di Luglio-Settembre 2016 è proprio "Il desiderio di distinzione nella società umana", a differenza di molti che si occupano di queste materie mi sono sempre imposto di dire la verità e continuo su questa strada anche se ad alcuni non piace...
L'opera meritoria di questo forum - unico esempio sino ad oggi nel mondo - è quello di offrire i nostri esperti per aiutare gli appassionati anche se non sono soci delle nostre organizzazioni, e solo perchè questo gruppo di volontari continua questo utilissimo lavoro, i lettori apprendono quanto altrove dovrebbero pagare per ottenerlo.
Chi si occupa di questa materie pensa che attorno alla nobiltà, agli ordini cavallereschi, all'araldica o alla genealogia ci sia un mercato opulento nascosto perchè crede che tutto il mondo si occupi di queste materie.
Non è così, non conosco professionisti di questo settore (del passato e di oggi) che si sono arricchiti con questo lavoro; un tempo chi lavorava anche in questo settore lo faceva perchè aveva dietro le fortune di famiglia.
Parlando di araldica il Bureau of Heraldry del Sudafrica registra una decina di stemmi di persone fisiche (sudafricani uniti a quelli che lo chiedono dai vari Paesi del mondo), idem per il College of Arms di Londra, per la Lyon Court di Scozia, l'Ufficio Araldico del Canada e quindi dove sta il business? Direi che è una perdita per il Paese che mantiene un Ufficio Araldico.
In Italia dove a dire il vero esiste ancora la legge n. 651-652 del 1943 per i contenuti non nobiliari tanto è vero che viene usata per la concessione degli stemmi degli enti, e potrebbe essere usata anche per gl stemmi di distinta civiltà che non hanno contenuto nobiliare, ma quale utenza avrebbe un Ufficio Araldico... a mio giudizio poca, gli interessati potrebbero essere 2000 persone (intendo anche quelli che userebbero uno stemma per interessi commerciali), quindi vale la pena gestire un Ufficio Araldico che in 3 anni non pagherebbe più le sue spese di gestione?
Oggi l'Ufficio Araldico presso la Presidenza del Consiglio ha un solo funzionario che presto sarà in pensione, ma per 10 stemmi all'anno vale la pena pagare un funzionario che si occupi solo di questo?
Altra considerazione: lo stemma è una distinzione e spesso chi lo vuole usare non intende che la distinzione ha anche un costo, ma pensa che tutto è gratis (non parlo per me che svolgo per mio piacere personale questa attività senza voler guadagnare neppur un centesimo di euro, cosa che mi permette di dire quello che penso senza che alcuno possa limitare la mia libertà).
Ma è giusto che i consulenti, gli autori di stemmi vengano pagati perchè se una azienda chiede un logo ad un professionista lo paga, ed aggiungo molte volte lo strapaga. Come pure è giusto che se si vuole un riconoscimento pubblico con effetti di legge lo si debba pagare, magari con una tassa annuale come la licenza di pesca, l'abbonamento alla RAI, la registrazione di un contratto d'affitto.
Chi dice "ho il mio stemma di famiglia perchè un'organizzazione me lo ha creato e registrato (privatamente)" crede di avere qualcosa che nella realtà agli effetti della distinzione NON esiste, perchè lo stemma per essere tale quindi avere il suo valore legale deve oggi provenire da una autorità di Stato, fuori di questo è un sogno.
Nonostante quello che ho detto se vi fa bene continuate sulla strada che conoscete almeno potete sognare e sino a ora i sogni dovrebbero essere gratis.
Che dire ? Avendo notizia del riconoscimento pubblicistico da parte della Repubblica Francese , vicina a noi in tutti i sensi , ho voluto saggiare la disponibilità del riconoscimento ed eventuale tutela di uno stemma italiano da parte di un paese europeo ,e sono arrivato ad un soffio dalla felice riuscita ( forse si sono spaventati dalla mole di lavoro in più a livello comunitario.
viewtopic.php?f=1&t=20175 francamento non riesco a vedere perché in Italia , usufruendo di uffici e personale preesistenti non si possa fare qualcosa di analogo ai cugini oltralpe. Forse l' autorizzazione e la registrazione di molti cavalieri presso il MAE ha collassato la Farnesina ? Non mi pare .
Una chiosa : personalmente faccio differenza tra la tutela di un' arma come
disegno/illustrazione , non logo , cosa fattibile brevettandolo, e il riconoscimento come personale / familiare , cosa fattibile presso una seria pubblicazione. Per il riconoscimento non mi dispiace l' approccio usato per la compilazione del Volume 1 The Armorial Register - International Register of Arms ,
(Formerly Burke's Peerage & Gentry International Register of Arms) oggi , proseguito , con i medesimi criteri The Armorial Register
vol 2 e 3 . ( cambiando editore ma con i medesimi criteri.
Ma queste sono mie considerazioni personali.
Re: riconoscimento dal C. N. I. stemma di famiglia

Inviato:
venerdì 23 settembre 2016, 19:37
da Andrew Martin Garvey
Il C.N.I per quanto sia un organismo serio è sempre un ente privato. Bisogna sempre tenere presente che The Armorial Register - International Register of Arms, (Formerly Burke's Peerage & Gentry International Register of Arms) è un'organizzazione privata è quindi priva di valore legale.
Personalmente trova strano, per dire inutile, che un cittadino vuole registrare un'arme in un altro paese se tale persona non ha nessun legame con questo paese (es. un italiano che registra uno stemma in Sud Africa). Se un italiano è nobile dovrebbe avere già il suo stemma (registrato o elencato nei vari elenchi nobiliari del Regno o in uno degli stati pre-unitari, quindi perché ricorrere a terzi?
Una volta il Lyon King of Arms (un ufficio statale) registrava stemmi di persone di origine non scozzese ma ciò, giustamente, non avviene più. Ora sola coloro che hanno legami stretti con la Scozia possono far matricolare un'arme e ciò succede molto raramente per casi eccezionali. Sul piano ufficiale, anche un inglese che ha un'arme ereditaria gentilizia regolamento registrato presso il College of Arms (che è una corporazione privata) dovrebbe matricolare il suo stemma in Scozia se vuole usare la sua arme in Scozia.
Andrew Martin Garvey
Re: riconoscimento dal C. N. I. stemma di famiglia

Inviato:
venerdì 23 settembre 2016, 21:52
da Cav.OSSML
Nel suo intervento pierfe afferma che il C.N.I. “riconosce” gli stemmi di distinta civiltà che sono quegli stemmi non nobili che vengono usati con carattere pubblico in monumenti, tombe, pubblicazioni da almeno 100 anni (come dice la legge al momento della fine del regno d’Italia).
Infatti, durante il Regno d'Italia, secondo l'art. 30 del Regio Decreto 7 giugno 1943, n. 651, erano ammessi il riconoscimento di stemmi di cittadinanza a famiglie non nobili, ma di distinta civiltà, che potevano provare con documenti autentici o riproduzioni di monumenti di goderne da un secolo il legittimo possesso.
Ora, se una persona fosse oggi in grado di provare, con una adeguata documentazione, la distinzione e l'autentica antica civiltà della sua famiglia, congiuntamente al possesso, da più di cento anni, dell'uso pubblico e pacifico di un suo stemma familiare, il C.N.I. potrebbe riconoscere a questa persona il diritto all'uso dello stemma di cittadinanza e conferire, di conseguenza, a questo stemma una sua tutela, ancorchè di carattere esclusivamente morale?
In altre parole, se una persona, possiede uno stemma, non creato ex novo, ma in legittimo ed incontestato possesso ed uso della sua famiglia da oltre 100 anni può oggi come oggi richiedere al C.N.I. il riconoscimento di tale stemma?
Sarei grato se qualcuno degli esperti forumisti fosse in grado di illuminarmi sul punto.
Re: riconoscimento dal C. N. I. stemma di famiglia

Inviato:
venerdì 23 settembre 2016, 22:15
da Andrew Martin Garvey
Per informazioni dovrebbe rivolgersi al Corpo della Nobiltà Italiana, non sono certo dell'indirizzo ma una volta era 6 via Passione, Milano (MI).
Sarebbe sempre un riconoscimento da parte di un ente privato.
Se la famiglia di una persona ha goduto di distinta civiltà o la nobiltà perché un discendente non è consapevole di tali posizioni sociali. La storia insegna che famiglie possono diventare anche poveri o decaduti ma poi se degli avi hanno poi esercitato arti meccaniche o vile no si perde la nobiltà, per non parlare della destinata civiltà che forse si perde più facilmente. Quindi, uno stemma avrebbe lo stesso valore oggigiorno? Non è meglio creare uno stemma ex novo basato su uno stemma alzata dagli propri avi per indicare una nuova posizione sociale?
AMG
Re: riconoscimento dal C. N. I. stemma di famiglia

Inviato:
venerdì 23 settembre 2016, 23:16
da Cav.OSSML
Andrew Martin Garvey ha scritto:Per informazioni dovrebbe rivolgersi al Corpo della Nobiltà Italiana, non sono certo dell'indirizzo ma una volta era 6 via Passione, Milano (MI).
Sarebbe sempre un riconoscimento da parte di un ente privato.
Se la famiglia di una persona ha goduto di distinta civiltà o la nobiltà perché un discendente non è consapevole di tali posizioni sociali. La storia insegna che famiglie possono diventare anche poveri o decaduti ma poi se degli avi hanno poi esercitato arti meccaniche o vile no si perde la nobiltà, per non parlare della destinata civiltà che forse si perde più facilmente. Quindi, uno stemma avrebbe lo stesso valore oggigiorno? Non è meglio creare uno stemma ex novo basato su uno stemma alzata dagli propri avi per indicare una nuova posizione sociale?
AMG
Ringrazio per il cortese suggerimento e per la gentile segnalazione.
Penso che un eventuale riconoscimento da parte del C.N.I., anche se quest'ultimo é un ente privato, vista la sua indubbia serietá ed autorevolezza, avrebbe comunque un importante significato da un punto di vista morale.
Ritengo inoltre che un discendente di una famiglia che abbia goduto (ed ancora gode) di distinta civiltà, o abbia goduto addirittura di nobiltà, possa benissimo essere consapevole di tali posizioni sociali, in seguito a memorie ed a testimonianze verbali tramandate dagli avi, ma per varie ragioni non riuscire nel concreto a fornirne adeguata ed inconfutabile prova.
Vige in materia il veto canone
quod non est in actis non est in mundo.
Ad esempio, se una famiglia non risulta presente in nessuno degli elenchi Ufficiali pertinenti: non in elenchi regionali, nè in quelli nazionali del 1922 e del 1933-36, e nemmeno nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana, curato dalla Consulta Araldica del Regno d'Italia e cessato nel 1946, i membri di essa non possono legittimanente dichiararsi nobili se non riescono genealogicamente a riallacciarsi inconfutabilemente ad un avo nobile di quella famiglia.
Tale dimostrazione della inconfutabile ed incontrovertibile appartenenza a famiglia oggettivamente nobile, nella pratica non é peró sempre semplice, perché richiede ricerche genealogiche spesso non agevoli.
Infine penso che chi possiede uno stemma giá in uso alla propria famiglia da varie generazioni probabilmente non senta di norma il bisogno di crearsi uno stemma
ex novo, essendo probabilmente affezionato a quello che giá ha.
Re: riconoscimento dal C. N. I. stemma di famiglia

Inviato:
sabato 24 settembre 2016, 9:47
da contegufo
"Ritengo inoltre che un discendente di una famiglia che abbia goduto (ed ancora gode) di distinta civiltà, o abbia goduto addirittura di nobiltà, possa benissimo essere consapevole di tali posizioni sociali, in seguito a memorie ed a testimonianze verbali tramandate dagli avi, ma per varie ragioni non riuscire nel concreto a fornirne adeguata ed inconfutabile prova."
A scanso di equivoci quando si parla di posizione sociale ci si deve riferire al passato perché già all'epoca della Monarchia questa distinzione era già affievolita.
Oggi poi a parte il fatto che la Repubblica NON riconosce i titoli nobiliari anzi li ignora e neanche gli italici tribunali possono occuparsi della materia, va da sè che un titolato non abbia particolari vantaggi a scapito di posizione reddituali diverse almeno nella maggioranza dei casi.
Perché anche se la nobiltà non c'è le classi sociali ci sono (piccola, media ed alta borghesia) ed aggiungo altissima borghesia con patrimoni di centinaia di milioni di € che sommati detengono in poche mani oltre la metà della ricchezza nazionale determinando forti condizioni di potere che solo l'antica nobiltà aveva ('300 e '6/700).
Saluti
Re: riconoscimento dal C. N. I. stemma di famiglia

Inviato:
sabato 24 settembre 2016, 11:39
da GENS VALERIA
Andrew Martin Garvey ha scritto:Il C.N.I per quanto sia un organismo serio è sempre un ente privato. Bisogna sempre tenere presente che The Armorial Register - International Register of Arms, (Formerly Peerage & Burke's Gentry International Register of Arms) è un'organizzazione privata è quindi priva di valore legale.
Personalmente trova strano, per dire inutile, che un cittadino vuole registrare un'arme in un altro paese se tale persona non ha nessun legame con questo paese (es. un italiano che registra uno stemma in Sud Africa). Se un italiano è nobile dovrebbe avere già il suo stemma (registrato o elencato nei vari elenchi nobiliari del Regno o in uno degli stati pre-unitari, quindi perché ricorrere a terzi?
Una volta il Lyon King of Arms (un ufficio statale) registrava stemmi di persone di origine non scozzese ma ciò, giustamente, non avviene più. Ora sola coloro che hanno legami stretti con la Scozia possono far matricolare un'arme e ciò succede molto raramente per casi eccezionali. Sul piano ufficiale, anche un inglese che ha un'arme ereditaria gentilizia regolamento registrato presso il College of Arms (che è una corporazione privata) dovrebbe matricolare il suo stemma in Scozia se vuole usare la sua arme in Scozia.
Andrew Martin Garvey
Gentile signore ,
La funzione di una registrazione è quella di evitarne il furto araldico per questo motivo sarebbe sufficiente fare apporre un timbro con data, da parte di un impiegato delle poste , esso accerterebbe che a tale data dello stemma era già in uso . Un metodo governativo al 100 % è quello di farne fare una copia autenticata da parte di un Ufficiale di Stato Civile .
Secondo il mio punto di vista, l'uso di utilizzare organizzazioni in grado di ordinare, classificare e pubblicare, ovvero rendere pubbliche armi ( ed eventuali note ) familiari è una questione di comodità che non garantisce assenza di errori e cantonate ( ne hanno fatti tutti ) ed in questo non vedo differenze " di valore " tra il modo di rendere pubblica una raccolta d'armi da parte di Perage & Burke's ( non governativo ma autorevole ) ed un College of Arms ( non governativo ma autorevole ),Elenco Storico della Nobiltà Italiana edito dal S.M.O. di Malta nel 1960 ( non governativo ma autorevole ) , Lyon King's ( governativo non accessibile da Italiani ) Sud Africa ( governativo accessibile ). Pensare che un visto ministeriale possa trasformare un'arme in un' arme autenticata non mi ha mai convinto: troppi errori in buona o cattiva fede ...
Cordialmente
Re: riconoscimento dal C. N. I. stemma di famiglia

Inviato:
sabato 24 settembre 2016, 11:56
da contegufo
"Pensare che un visto ministeriale possa trasformare un'arme in un' arme autenticata non mi ha mai convinto: troppi errori un buona o cattiva fede ..."
Basterebbe un autocertificazione per liberare terzi da eventuali responsabilità, ma avere la certezza dell'unicità di quello stemma appare assai vana!
Re: riconoscimento dal C. N. I. stemma di famiglia

Inviato:
sabato 24 settembre 2016, 13:36
da GENS VALERIA
contegufo ha scritto:"Pensare che un visto ministeriale possa trasformare un'arme in un' arme autenticata non mi ha mai convinto: troppi errori un buona o cattiva fede ..."
Basterebbe un autocertificazione per liberare terzi da eventuali responsabilità, ma avere la certezza dell'unicità di quello stemma appare assai vana!
Beh! l'autocertificazione sarebbe la strada più breve . Noi genealogisti , professionali o amatoriali, amiamo verificare le prove ma talvolta è molto scomodo. Trascinare la tovaglia e tovaglioli in lino ricamato, il timbro per sigilli , copia armoriali conservati negli archivi statali e magari un pezzo di intonaco con lo stemma rappresentato.
Ciò anche perché, tra di noi, i
talebani del visto governativo, auspicano lo smuramento di uno stemma lapideo da un palazzo e la copia autentica degli atti notarili di vendita prima di prendere per buono lo stemma della Banda Bassotti :
Mano rampante in campo altrui , come è noto.
Rimango dell' idea ( ma io non sono nessuno ! ) che una certificazione d'epoca ( inconfutabile ) ed una di garanzia di possesso pacifio ( genealogico-legale ) siano sufficienti per garantire il riconoscimento di uno stemma , per comodità ben venga una associazione e/ o sodalizio SERIO e STIMATO in grado di effettuare una classificazione gradevole ed efficace. Ovviamente sarà Pubblico , perché il fatto stesso di rendere
accessibile al pubblico un elenco rende ovviamente pubblici e di vocazione pubblicistica queste organizzazioni , siano esse governative/statali oppure no.