loxnotar ha scritto:Gentilissimi volevo avere i vostri pareri sulla:"Separazione di ceto",cosa si indica con tale termine?;Dove esiste una reale separazione di ceto ,ad.es.un sindaco per le famiglie civili ed uno per le famiglie non civili,questo indica l'espressione di una nobiltà civica?;in tutti gli stati preunitari italiani la separazione di ceto è stata considerata allo stesso modo?oppure esistono casi particolari?.Separazione di ceto+more nobilium=nobiltà civica oppure non sempre è cosi?.Grazie per le risposte che,so,saranno interessantissime.
Argomento vastissimo.
La separazione di ceto poteva essere oggettivata, secondo alcuni statuti , in particolari registri oppure rientravano in quelle "di fatto" pacificamente accettate da tutti. Ogni stato preunitario , ma addirittura città o borgo, aveva un proprio ceto dirigente .
Anche la distinzione nobile/popolare era spesso sfumata .
Nobiles erano le famiglie di estrazione feudale
populares quelle civiche.
In molte realtà i nobili venivano allontanati dal vero ceto dirigente civico così a Genova, così in Toscana, in altre realtà urbane convivevano governando assieme .
In linea di massima la demarcazione era tra famiglie che vivevano con il proprio lavoro e famiglie che vivevano di rendita occupando gli "uffici" di governo, a Venezia, Genova e Firenze, Ragusa di Dalmazia era loro consentito di commerciare ma senza toccare il
"vil denaro". Spesso ( ma non sempre ) la famiglia viveva
more nobilium per tre generazioni, in alcuni Stati , divenivano nobili
ipse facto ed entravano nel ceto dominante, occupando posizioni di prestigio.