da GENS VALERIA » sabato 28 maggio 2016, 17:03
Il grido perentorio “ Tengo famiglia !” da parte del duca Charles di Borbone Due Sicilie, con la modifica della Prammatica Sanzione di Carlo III di Borbone emanata nel 1759, a favore della successione dinastica delle ducal fanciulle, è tuonato così forte da causare una inusuale sbuffata nei Campi Flegrei con emissione di miasmi sulfurei tali da provocare ed imporre dimissioni da parte dei più alti vertici del Sacro militar Ordine Costantiniano di San Giorgio ( ramo ultrogenito v. Ranieri ) .
Per precisione doverosa va detto che il ramo primogenito ( v. Alfonso ) nella persona del Capo Real Casa Borbone Due Sicilie Don Pedro, Gran Maestro dell'Ordine si è rammaricato della decisione del cugino, riaffermato l'avita Pragmatica e pur ribadendone il riconoscimento dei titoli familiari , ha preso atto dell'allontanamento dei due rami con il raffreddamento dei rapporti intercorsi da poco tempo riallacciati.
“Il Trattato di Napoli del 3 ottobre 1759 , che a sua volta dava esecuzione alle disposizioni dei Trattati di Vienna del 1736-1739. Lo scopo di questi trattati, come affermato dal Sovrano stesso nel terzo paragrafo della Pragmatica, era quello di preservare "in Europa equilibrium", (… )
La parte più importante della Pragmatica, il regolamento dell'ordine di successione:
Questo si basa su tre punti fondamentali, ossia, che la Corona passi per primogenitura con diritto di rappresentazione ai discendenti maschi da maschi del nuovo Re Ferdinando ; che mancando discendenti di questo passi agli altri fratelli di Ferdinando, che erano tutti Infanti di Spagna; che venendo meno anche gli eredi di questi, si trasmetta all'erede femmina prossimiora all'ultimo Re .
E che in mancanza anche di quest'ultima la Corona passi ai fratelli dell'Infante Don Filippo, Duca di Parma, o in sua mancanza, all'Infante Don Luigi. Il paragrafo termina con la proibizione che la sovranità dei domini italiani possa essere mai più riunita alla Corona di Spagna, e più specificatamente prescrive che qualora un Re di Spagna o un Principe delle Asturie erediti la sovranità Italiana vi rinunci in favore del Principe che si trovi ad essere secondo nell'ordine successorio.
Da questo documento si possono trarre due importanti conclusioni. La prima è che la successione avveniva per primogenitura mascolina; la seconda, che non c'è nulla che impedisca ad un Infante di Spagna di godere allo stesso tempo un diritto di successione al Trono di Spagna e alla sovranità degli Stati e Beni Italiani . E questa possibilità era ben chiara nella mente di Carlo III, visto che i dinasti delle Due Sicilie godevano un diritto al trono spagnolo e viceversa.
Se il Principe delle Asturie Don Carlos, primogenito di Carlo III, fosse premorto al padre, allora Ferdinando (secondo nella linea di successione dal 1759 al 1771 e dal 1774 al 1780) sarebbe diventato Principe delle Asturie e, di conseguenza, avrebbe dovuto rinunciare agli Stati e Beni Italiani al secondo chiamato, l'Infante Don Gabriele. Tutti i discendenti di questi altri Infanti sopra nominati, che contrassero matrimoni eguali (come richiesto dalla legge spagnola dal 1776) e che lasciarono legittima discendenza, erano tutti dinasti spagnoli; e in forza della Pragmatica è chiaro che erano anche dinasti delle Due Sicilie.
Da un punto di vista genealogico è chiaro chi sia stato il successore dell'ultimo Re Francesco II. Egli passò a miglior vita nel 1894 senza lasciare posterità (una figlia femmina gli era infatti premorta) e dunque gli successe come Capo della Real Casa il primo dei fratelli viventi, Alfonso, Conte di Caserta. Questo Principe aveva contratto un matrimonio eguale, in ossequio alle leggi del Regno, con la cugina Principessa Antonietta delle Due Sicilie (figlia del Conte di Trani) ed ebbe numerosi figli maschi, il primogenito dei quali, Ferdinando Pio (1869-1960) gli successe come Capo della Casa nel 1934.
Ferdinando Pio, sposato dinasticamente con una Principessa di Baviera, ebbe un solo figlio maschio, Roggero, morto a soli 13 anni nel 1914, e diverse femmine. Alla sua morte, nel 1960, il primo nella linea di successione era il fratello Carlo, che però era defunto nel 1949 lasciando solo un figlio maschio (avuto dall'Infanta Mercedes, Principessa delle Asturie), Don Alfonso, Infante di Spagna, che era genealogicamente il più vicino al capo famiglia defunto e che debitamente si proclamò Capo della Real Casa, Duca di Calabria, Conte di Caserta e Gran Maestro degli Ordini Reali e Dinastici.
(… )”
Guy Stair Sainty
Volendo ammettere ( NON da me, che dovrei forse mantenere equidistanza , ma non ne sono in grado ) che Charles sia il Capo della real Casa Borbone Due Sicilie, l'aver modificato la legge successoria da primogenitura maschile, in assoluta ( m.f. ) con l'evidente intento di preservare nella famiglia stretta i beni morali e... materiali dell'Ordine, è stato un atto privo di validità, o meglio con la validità di un capofamiglia (come tanti ) ma non di un capo dinastico. A questo proposito risulta molto interessante il bilancio economico dell'Ordine che sta attualmente circolando .
1) Non essendo regnante non è valido modificare la successione dinastica del Regno delle Due Sicilie, anche alla luce dell'evidente impossibilità di ottenere ratifica da parte del parlamento.
2) Il capo di una Real Casa è egli stesso soggetto alle leggi dinastiche successorie del quale è garante e custode , esse in ogni caso prevedono una linea successoria ben precisa , in questo caso maschile .
Sergio de Mitri Valier
P.S.
Un paio di mosche cocchiere partigiane franco-napoletane, particolarmente attive sull'argomento con scritti e parole, sedicenti esperte in diritto dinastico, attualmente brancolano, o meglio, zampettano e svolazzano, spiazzate nel buio ( mosche cieche ? )
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.Sergio de Mitri Valier 