nicolad72 ha scritto:pierfe ha scritto:L'ICOC a Madrid ha deciso (seguendo le decisioni del Congresso di Oslo 2014) che:
...
- considera le creazioni da parte di discendenti di Case già Sovrane di nuove istituzioni che si richiamano ad ordini cavallereschi del passato solamente come sistemi premiali privi di contenuto cavalleresco.
Caro Presidente, non sarebbe il caso, onde fugar qualsivoglia dubbio circa la natura di queste organizzazioni, di usare l'espressione "società d'onore" in luogo di "ordini" o "istituzioni con carattere cavalleresco".
Mi permetto di dare questo consiglio poiché noto, con molto dispiacere, che molti ascritti a queste organizzazioni, i cui criteri di selezioni appaiono ahimè assai meno rigorosi di altre, usano pubblicamente ciò che nelle intenzioni del fondatore era "qualcosa di interno".
L'Ideale sarebbe, sfruttando l'autorevolezza dell'ICOC, di suggerire delle linee guida per gli statuti e le titolature e delle fogge alternative delle insegne, onde non create commistione con le istituzioni cavalleresche e le loro insegne.
Ribadisco che il mio vuole essere un suggerimento costruttivo, per uscire da una impasse che io (ma non sono l'unico) trovo foriera di molti imbarazzi e generatrice di pesanti equivoci che danneggiano le istituzioni cavalleresche e la cavalleria.
Tu cosa ne pensi? Potrebbe essere una "via"?
Caro Nicola, grazie del messaggio che apprezzo molto. Quando si tocca questa materia la strada non è facile perchè coinvolge la megalomania umana. Da quanto sono diventato presidente nel 1999 ho avuto subito l'idea che è stata approvata definitavamente a Madrid dopo 15 anni.
Non immagini le battaglie, le transazioni (con i discendenti di Case già Sovrane) e con i "cortigiani" che sono quelli che riescono a creare problemi dove non ci sono.
Forse anche qui non sono stato chiaro perchè purtroppo salto dei passaggi perchè ritengo il discorso scontato.
I sistemi premiali per l'ICOC sono i vari premi che vengono conferiti per vari motivi.
Non hanno nulla a che vedere con gli ordini cavallereschi del passato anche se potrebbero avere i nomi che ricordano quelle istituzioni.
Tu hai ragione nel dire che la terminologia che copia un ordine cavalleresco del passato, quando nella realtà è un altra cosa ovvero un premio che viene offerto per determinati motivi, getta confusione nei non esperti, e qui viene l'utilità dell'ICOC Register che cataloga un sistema premiale nel giusto posto che merita.
Non immagini le battaglie contro le Chiese orientali che hanno creato ordini ecclesiastici che copiano gli ordini di merito, dove i Capi di quelle Chiese non capiscono che sono un'altra cosa, e il valore è solo all'interno di quella Chiesa e adottano terminologie e gradi di ordini di merito (di Stato).
Allo stesso modo il discendente di una Casa già Sovrana non capisce che essendo fuori dal trono non può creare un ordine cavalleresco (inteso come dinastico o di merito), ma solo un sistema premiale.
Da quanto c'è internet poi vedo una marea di organizzazioni nuove scimmiottare gli ordini cavallereschi del passato, per non parlare dei self-styled experts che certificati da loro stessi pontificano spargendo idiozie e credendo che stiamo vivendo ancora al tempo degli Stati preunitari con quelle dinastie sul trono.
E ancora i "predicati" aggiunti al cognome per lodo arbitrale, tu sei avvocato e sai bene che per cambiarsi il cognome le procedure sono diverse.
E' il colmo che non comprendono che i predicati intesi come ricordo storico per la nostra Costituzione sono solo quelli che si riferiscono a famiglie iscritte nel Libro d'oro della nobiltà italiana (Archivio Centrale dello Stato) e solo sino al 22 ottobre 1922 (una sentenza della Corte Costituzione del 1967 afferma questo, non è così?), quindi cosa sarebbero queste aggiunte al cognome che vengono scambiate per "predicati", per me sono aggiunte identificative della persona che soddisfano il proprio ego personale senza avere quasi sempre una giustificazione storica e senza comunque alcuna valenza nobiliare che in Italia non è possibile.
Le persone dovrebbero studiare la storia... il buon Camillo Benso che chiamiamo per cortesia Conte di Cavour, o solo Cavour non aveva nulla dopo il cognome Benso, e certamente non avrebbe mai chiesto un "predicato" che non esisteva nella storia della sua famiglia.
Perdona questo sfogo che nasconde solo la mia incapacità di fare una onesta chiarezza che abbia effetto sulla megalomania umana.
Detto questo dobbiamo parlare del tuo concetto di "Società d'onore", desidero che mi illustri più profondamente la tua proposta (in privato).
Pier Felice degli Uberti