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I nostri alberi

MessaggioInviato: giovedì 20 agosto 2015, 11:11
da Morello
A che punto sono le Vostre ricerche genealogiche, i Vostri alberi, appunto? Io sono arrivato fino ad un mio antenato, Giuseppe, minorenne e orfano (purtroppo il nome del padre non è documentato), il quale era, nel 1611, con il fratello più piccolo Virgilio, sotto la tutela dello zio paterno Orazio. Ho scovato, inoltre, un altro antenato vivente nel 1575, anch'egli di nome Orazio, probabilmente, nonno del preecedente. Se sono fortunato e riesco a scovare una pergamenna conservata in un Archivio di Stato o di famiglia della fine del XV secolo, di cui conosco l'esistenza, troverò un altro nome oltre alla provenienza dei miei antenati (probabilmente Albania, Illiria, Epiro o Grecia) in fuga dai Turchi per motivi religiosi.
Cordialmente.

Morello


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Re: I nostri alberi

MessaggioInviato: giovedì 20 agosto 2015, 16:11
da antonio33
Un albero genealogico dovrebbe iniziare con il documento relativo all'avo diretto più lontano. Per provare che sia diretto servirebbero tutti i collegamenti, anche se, spesso, fonti alternative ai soliti registri conducono a ipotesi alcune volte fantasiose. Il mio gioco, in questo periodo, è cercare la conferma (cioè la famosa carta... o pergamena) di queste ipotesi. E' difficilissimo, ma anche molto divertente. Soprattutto quando si scopre (raramente...) che una teoria corrisponde al vero.

Saluto tutti.
Antonio

Re: I nostri alberi

MessaggioInviato: giovedì 20 agosto 2015, 16:55
da Morello
Ha perfettamente ragione! Come Lei sa benissimo i documenti indicati per la ricostruzione genealogica sono il libri parrocchiali (specialmente quelli relativi alle nascite e alle morti). Ma non sempre la ricerca è facile, specialmente nei piccoli paesi d'origine, nel mio caso Miglianico (Ch). Si può tentare con gli atti notarili, ma a Miglianico all'epoca (secc. XVI/XVII), probabilmente si servivano dei regi notai di Chieti (mare magnum!), si potrebbe tentare con le Corti Locali (a partire dal 1575), ma anche lì è come cercare il classico ago nel pagliaio. Quindi si fa qualche ipotesi, qualche congettura legata a fortuiti ritrovamenti tra i rogiti notarili o tra gli atti giudiziari. Come ha affermato, trattandosi, all'epoca di piccoli villaggi, spesso le congetture si tramutano in realtà. Specialmente quando facendo i conti generazione x generazione (25/30 anni), le possibili discendenze collimano. Inoltre viene in aiuto l'antica usanza dell'utilizzo in famiglia di nomi ricorrenti (specialmente da nonno a nipote). In ogni caso, trattandosi di piccoli villaggi con un numero limitato di fuochi (famiglie), per un totale, al massimo, di qualche centinaio di anime, anche se non si può provare, documenti alla mano, una diretta discendenza, cmq il personaggio fa parte della famiglia. Magari non sarà il padre ma lo zio, il fratello ma il cugino, il nonno ma il prozio del capostipite storicamente e documentalmente attestato. Magari sarà un antenato che due secoli prima portava lo stesso cognome in un paesino che aveva ancora meno abitanti.
Cordialmente.

Morello


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Re: I nostri alberi

MessaggioInviato: giovedì 20 agosto 2015, 20:38
da GENS VALERIA
Morello ha scritto: ... Magari non sarà il padre ma lo zio, il fratello ma il cugino, il nonno ma il prozio del capostipite storicamente e documentalmente attestato. Magari sarà un antenato che due secoli prima portava lo stesso cognome in un paesino che aveva ancora meno abitanti.

Gentile amico, se il cognome è inusuale , raro ( in un ambito territoriale circoscritto ) ci sono ottime possibilità che i personaggi individuati abbiano un comune antenato o siano ascendenti diretti , quindi ben vengano le congetture , ma senza prove documentarie ineccepibili , rimangono ipotesi.
Personalmente per il quarto paterno maschile ho prove certe , come molti , dal Secolo XVI ( Concilio di Trento ) ma ci sono ipotesi non confermate due secoli antecedenti.
Comunque la genealogia , come la pazienza è l'arma dei forti.
Cordialmente

Re: I nostri alberi

MessaggioInviato: venerdì 21 agosto 2015, 8:11
da Morello
Anche Lei ha ragione, ma come dicevo, spesso è impossibile tornare molto dietro, per eventuali conferme. Sia per mancanza materiale delle fonti documentarie (a Miglianico, patria dei miai avi, il libro parrocchiale più antico è un liber matrimoniorum che risale al 1649!), sia per la vastità delle altre fonti (generiche sull'argomento), quali i fondi notarili (a Miglianico i primi atti notarili rogati e conservati risalgono alla fine del XVIII secolo, quando ormai la mia famiglia si era trasferita ad Ortona) dei regi notari teatini (a partire dal 1559, sperando che vi sia citato un mio antenato, dopo anni e anni di ricerche, ma forse no!), e lo stesso vale per le Corti Locali (dal 1575) e la Regia Udienza. In quest'ultimo caso sono stato più fortunato. Erano conservati gli atti di tre processi relativi a Miglianico risalenti al XVII secolo. Ho consultato il fascicolo del processo più antico (hai visto mai?) e cosa trovo trascritto? Un testamento rogato nel 1575 che citava tra i testimoni Horatio di Coccia (il cognome originario della mia famiglia prima di trapianatarsi ad Ortona). Come ho detto nel precedente post ero arrivato, anche in questo caso fortuitamente, ad un mio antenato, Giuseppe, che minorenne e orfano, era nel 1611 con il fratello minore sotto la tutela dello zio paterno Orazio (il quale "potrebbe" essere il nipote del precedente). Certo sono supposizioni, probabilità, ma in mancanza di documentazione specifica... Inoltre una funzionaria dell'Archivio di Stato di Chieti, mi ha assicurato più volte di aver visto molti anni prima regestata una pergamena della fine del XV/inizi XVI (di un archivio privato, dice lei, ma ho i miei dubbi), in cui tra i coloni della famiglia Valignani di Chieti, feudataria di Miglianico, era citato un Coccia di origine slava o greco-albanese. Lo ricorda bennissimo in quanto suo marito è, appunto, un Coccia di Miglianico. Peccato però che non abbia preso gli estremi documentari. Non glielo perdonerò mai! Cmq non mi arrendo e la ricerca della pergamena continua!
Cordialmente.

Morello

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Re: I nostri alberi

MessaggioInviato: sabato 22 agosto 2015, 4:23
da Jean.de. Courtois
personalmente ho documentato l'avo più lontano ( paterno) nel 1454 e l'altro avo ( materno) nel 1380 .

cordialmente

Jean

Re: I nostri alberi

MessaggioInviato: sabato 22 agosto 2015, 12:11
da Dogberry
Personalmente sono arrivato, per il ramo paterno, ad un antenato nato nel 1318.. grazie alla ricchezza archivistica della zona di Firenze. Sto cercando di risalire
ulteriormente, naturalmente è molto difficile, ma concordo pienamente riguardo al non arrendersi ed all'esercizio della virtù della pazienza!

Per il ramo materno invece mi sono dovuto fermare al 1853, trattandosi di un antenato "trovatello".

Re: I nostri alberi

MessaggioInviato: lunedì 24 agosto 2015, 8:16
da Morello
Jean.de. Courtois ha scritto:personalmente ho documentato l'avo più lontano ( paterno) nel 1454 e l'altro avo ( materno) nel 1380 .

cordialmente

Jean


Beato Lei! Io già mi ritengo fortunato di aver trovato notizie sulla mia famiglia risalenti al 1575 e il capostipite accertato vissuto nel XVII secolo! Certo dipende anche dalle origini e tradizioni familiari, magari antenati avevano fatto altre ricerche o si erano tramandati i documenti. Evidentemente anche la zona d'origine può agevolare. In Italia, a causa di varie vicissitudini storiche, in alcune regioni è conservata maggiore documetazione. In Abruzzo, ad esempio, la fortuna nella ricerca genealogica varia da provincia a provincia. Nell'aquilano e nel teramano c'è maggior documentazione risalente al Medioevo. Nel chietino (a parte delle pergsmene dell'archivio diocesano) si arriva agevolmente alla seconda metà del XVI secolo. Si salva la zona di Lanciano, grazie alla documentazione (anche conservata in altri archivi a Venezia e a Ragusa) regestata da Corrado Marciani (Regesti Marciani).
Cordialmente.

Morello


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Re: I nostri alberi

MessaggioInviato: lunedì 24 agosto 2015, 8:30
da Morello
Dogberry ha scritto:Personalmente sono arrivato, per il ramo paterno, ad un antenato nato nel 1318.. grazie alla ricchezza archivistica della zona di Firenze. Sto cercando di risalire
ulteriormente, naturalmente è molto difficile, ma concordo pienamente riguardo al non arrendersi ed all'esercizio della virtù della pazienza!

Per il ramo materno invece mi sono dovuto fermare al 1853, trattandosi di un antenato "trovatello".

Complimenti, con un pizzico d'invidia (benevola), anche a Lei caro amico! Io spero, se sarò fortunato, di trovare tracce della mia famiglia alla fine del XV secolo (so per certo che ci sono ma non so dove!). Per l'estensione, invece del mio albero genealogico, fino al XVI secolo, dovrei passare non dico tutta la mia vita, ma quasi, a consultare tutti gli atti notarili conservati nell'Archivio di Stato di Chieti dal 1559 fino agli inizi del XVIII secolo e i documenti delle Corti Locali dal 1575 fino allo stesso periodo, sperando di trovare qualche atto che riguardi Miglianico e tra questi qualcuno che citi dei miei antenati (francamente, un lavoro improbo, potrei sprecare anni di ricerca, tempo e soldi, senza trovare nulla!). Preferisco fare uno o due tentativi per la ricerca della pergamena della fine del XV secolo (che so esistere) e che cita un mio antenato. Poi tornerò a consultare qualche documento del XVII-XVII secolo nell'Archivio Diocesano di Chieti, riguardante Miglianico e poi basta. Al limite, quando avrò voglia, qualche sporadico tenetativo (relativo almeno al XVI secolo) presso l'Archivio di Stato (protocolli notarili e Corti Locali). In quanto al trovatello, anch'io mi sono dovuto fermare. Mio bisnonno materno era un trovatello nato nel 1859, mentre il capostipite dell'altro mio bisnonno materno era nato nel XVI secolo.
Cordialmente.

Morello


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Re: I nostri alberi

MessaggioInviato: venerdì 28 agosto 2015, 15:28
da Dogberry
Grazie.. La documentazione disponibile nella zona di Firenze e' davvero di grande ricchezza e questo aiuta moltissimo a condurre ricerche senza dover necessariamente affrontare il mare magnum degli atti notarili. Personalmente ho trovato moltissimo nella documentazione fiscale, sia nei Catasti, che nelle registrazioni delle varie imposte o gabelle, ed adesso ho intenzione di provare a continuare consultando i registri delle cosiddette "Prestanze", prestiti forzosi richiesti in varie occasioni sia ai cittadini che al contado da parte del Comune.
I miei migliori auguri per il proseguimento delle sue ricerche!

Re: I nostri alberi

MessaggioInviato: sabato 29 agosto 2015, 16:00
da fama78
Complimenti a tutti voi. Io con molta difficoltà sono arrivato al 1737 con il capostipite della mia famiglia. Purtroppo non potendo effettuare le ricerche personalmente non potendomi recare sul posto, mi devo affidare sulla gentilezza ed il temo di altri.cmq vado avanti e spero di trovare altre notizie e andare ancora più a ritroso.

Re: I nostri alberi

MessaggioInviato: lunedì 31 agosto 2015, 8:03
da Morello
fama78 ha scritto:Complimenti a tutti voi. Io con molta difficoltà sono arrivato al 1737 con il capostipite della mia famiglia. Purtroppo non potendo effettuare le ricerche personalmente non potendomi recare sul posto, mi devo affidare sulla gentilezza ed il temo di altri.cmq vado avanti e spero di trovare altre notizie e andare ancora più a ritroso.

Non demorda, pensi che io per anni ho seguito un albero genealogico di una famiglia omonima alla mia, originaria tra l'altro anch'essa di Miglianico e trapiantatasi ad Ortona un secolo prima della mia! Poi scoperto l'errore ho ricominciato dal 1716 (ero arrivato al 1613 seguendo la pista sbagliata).
Cordialmente.

Morello


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Re: I nostri alberi

MessaggioInviato: lunedì 31 agosto 2015, 10:05
da aspro
mai mollare la presa, se una cosa e importante a costo di diventare ossessione ,,x gli altri,,, anchio sto fcendo una ricerca sul mio casato molto antico ,mi sto appoggiando ai comuni ,indolenti . adesso consultero la curia vescovile. e poi l archivio di stato. tempo e denaro ,pazienza e tanta soddisfazione, [cheers.gif]

Re: I nostri alberi

MessaggioInviato: lunedì 31 agosto 2015, 15:59
da gluten82
Con il ramo paterno io sono arrivato fino al 1480 ma devo continuare a ricercare documenti "ufficiali" di conferma. Per il ramo materno, invece, sono al momento fermo al 1690; spero di proseguire durante i mesi invernali.
Un caro saluto.
Daniele C.

Re: I nostri alberi

MessaggioInviato: lunedì 31 agosto 2015, 16:33
da MAX08
Solo 1508, purtroppo.