Pagina 1 di 2

L'uso del Don

MessaggioInviato: giovedì 19 giugno 2003, 21:39
da FP
Cari frequentatori,

visitate questo url:

http://members.xoom.virgilio.it/calpus/Don.jpg

vorrei sapere se la D.D. davanti al nome del mio avo Francesco Lanciotti stava a significare Don Francesco Lanciotti, essendo il mio avo un ricco possidente. Più in basso, sua figlia, Maria Teresa Annunziata Lucia Lanciotti, era stata battezzata dalla Duchessa di Sermoneta, Teresa Caetani. Oltre al classico Ex.cma cioè eccellentissima, la duchessa porta davanti al nome una D. maiuscola, che anche in questo caso significa Donna. Il mio avo aveva relazioni con la famiglia Caetani, essendo un personaggio di rilievo e appartenendo all'alta borghesia dell'epoca (del 1793 è questo duplicato di battesimo della mia ava Teresa Lanciotti). In questo caso, si può parlare di nobiltà cittadina o di vita more nobilium? Poichè Teresa Lanciotti veniva nell'atto di matrimonio indicata come D.Teresa Lanciotti e il marito D.Angelo Danesi, trattamento risultato molto raro dalle mie ricerche in archivio, è possibile che Teresa lo abbia in qualche modo "ereditato" l'appellativo?


Grazie dell'attenzione.

MessaggioInviato: giovedì 19 giugno 2003, 23:24
da T.G.Cravarezza
Penso sia più adatto come argomento alla sezione genealogia.
Lo sposto in quella sezione
Cordialmente

MessaggioInviato: lunedì 23 giugno 2003, 22:58
da FP
Gradirei dei lumi, anche se un po' troppo specifico come argomento...se qualcuno si intende di genealogia o di documenti antichi

Grazie

MessaggioInviato: martedì 24 giugno 2003, 19:09
da MVC
Gentile amico,
ho visto il link da lei segnalato ( a proposito, la pagina va costantemente aggiornata per poterla visualizzare).

Certo, il solo stralcio di un documento è poca cosa per una risposta assoluta, ma stando a ciò che è nel testo, le sue ipotesi parrebbero fondate.

Però il documento ( anche se in fotocopia), mi pare insolito.

Insolito per la grafia con la quale è stato vergato. Mi pare ( ma è una opinione...Opinabile :D ) di notare una eccessiva regolarità e una eccessiva semplicità nei caratteri...Questo in generale, su tutto lo stralcio.

Ma l'occhio, nel particolare, mi continua cadere su quei due "Quondam";
davvero troppo "puliti"...
Insomma, è pur vero che non siamo ancora alla scrittura ricca di ductus corsivo (e spesso eccessivamente tachigrafica) del pieno '800, ma per avere un ductus così eccessivamente posato e due "Quondam" assolutamente privi del tipico nesso ....
Non lo so, davvero...Forse nemmeno in una umanistica del XV secolo c'è nulla di simile...

Sarebbe così gentile ( se vuole e se può, ovviamente) da dirci se il documento è stato tratto da un archivio parrocchiale o da altro luogo?

Molto cordialmente

MVC

MessaggioInviato: mercoledì 25 giugno 2003, 12:20
da FP
Caro MVC,
il documento è stato tratto dall'Archivio Diocesano di Velletri, nel quale sono conservati anche gli atti di matrimonio di Cisterna. Capisco che lei sia stupito della grafia, le confesso che anch'io l'ho letto con estrema semplicità pur essendo un testo del 1793. L'autore è Don Gioacchino Censi, arciprete di Cisterna. Davvero un'ottima grafia. Potrei postare tutto il documento ma oggi non ho tempo.Le assicuro che se lo desidera potrei anche mettere tutto il documento.

Grazie delle risposte.

Atto di battesimo

MessaggioInviato: lunedì 18 agosto 2003, 18:40
da Marco
Gentile amico,
non intervengo nel merito del suo quesito, sul quale non ho competenza, ma solo per segnalarle come il padrinato o il madrinato da parte di personaggi della nobiltà fosse una consuetudine molto praticata nell'epoca a cui fa riferimento il Suo documento. Anch'io durante le mie prime ricerche genealogiche ero stupito nel vedere figli di contadini, fabbri, "magistri"(nel senso di artigiani), cocchieri e così via, portati all'altare dalla contessa e dal conte tal dei tali o dal barone tal'altro; Ho scoperto che era anche consuetudine che il nobile si facesse rappresentare alla fonte battesimale da qualche signore del posto. Ho trovato conferma di questo presso uno studioso locale. Tale presenza comunque, non ha nessunissimo nesso con lo status sociale del battezzando.
Cordialmente
Marco

MessaggioInviato: martedì 19 agosto 2003, 22:19
da FP
Caro Marco,
lei ha ragione: me l'hanno spiegato anni fa all'Archivio. Il fatto è che sono certo delle relazioni che la famiglia aveva con i Caetani, tramite effettive donazioni e/o favori avvenuti tra le due, ricordati anche dagli esponenti odierni della famiglia. Quindi non intendo lavorare in questo senso, ma dare spiegazione alle formule antistanti il nome del mio avo.

Grazie dell'intervento

L'uso del Don

MessaggioInviato: sabato 30 agosto 2003, 17:51
da Maria Luisa Alasia
Gentile Conteschweinfurt,

in un certificato di matrimonio di mio bisnonno trovo l'appellativo Dominus Don Gavinus Martinez filium Petri et Victoria Solaro ecc.
Forse queste sono le due " D " a cui lei riferisce :?:

l'uso del Don

MessaggioInviato: sabato 30 agosto 2003, 20:11
da Maria Luisa Alasia
Scusi un addendum penso le due " D " in Latino possano anche significare
d.d. = de dato
forse per indicare:- per data.

Oppure altra alternativa " Dicto Dominus " Dictus Dominus ".

A presto Maria Luisa :idea:

Re: l'uso del Don

MessaggioInviato: domenica 31 agosto 2003, 9:50
da FP
Maria Luisa Alasia ha scritto:Scusi un addendum penso le due " D " in Latino possano anche significare
d.d. = de dato
forse per indicare:- per data.

Oppure altra alternativa " Dicto Dominus " Dictus Dominus ".

A presto Maria Luisa :idea:


Gentile Maria Luisa,

indagando su questo e altri forum, oltre che in archivio, ho scoperto che le due D.D. (maiuscole) hanno un significato più "nobile" di quanto prevedevo. Se di piccola nobiltà possiamo parlare, allora le due D.D. dovrebbero essere un "rafforzativo" del Don. Non ne sono sicurissimo, in quanto si tratta di un mio "ottavisavolo" :D se così si può dire...quindi non ho tutte le carte in regola per poterlo dire con certezza...ma la formula riferita al suo avo Don Martinez è forse più indicata per la "quaestio". I discendenti di Don Francesco, mio avo, portarono anch'essi il Don nei documenti ecclesiali.

Grazie dell'intervento.

l'uso del Don

MessaggioInviato: domenica 31 agosto 2003, 14:27
da Maria Luisa Alasia
Gentile Conteschweinfurt,

sei lei cerca su questo sito forse trovera' leggendo i sottoscritti degli stemmi :- Lunelli, Pilosi, Provana, Solaro, Trotti, Ex D.D. :- penso che questi in particolare prima di diventare Abati di San Pietro fossero Dottori Domenicani in altri luoghi :idea:
http://members.xoom.virgilio.it/blasonp ... icef1.html

MessaggioInviato: lunedì 1 settembre 2003, 10:57
da FP
Cara M.Luisa,

credo che (a meno che lei non abbia già svolto ricerche risolutive) "EX. D.D. Monasterollij...etc." sta a significare "Già Dominus Prevosto di...Già Dominus Decano di..."..per esempio, oppure no? In ogni caso grazie ancora dell'interessamento...

A presto :wink:

MessaggioInviato: lunedì 1 settembre 2003, 11:16
da FP
P.S.

SUL SITO http://www.eulogos.net/lettere/0000030.htm HO TROVATO QUESTA FRASE:

"Curare de observantia omnium praeceptorum commititur DD. Francesco di Filippo et Vicenzo Carulli."

Mentre ho trovato un riferimento all'età romana sul sito http://www.ac-nantes.fr/peda/disc/histg ... page12.htm

DD = plusieurs « Dominus »

Come vede anche se di quest'ultimo non ne ho la prova, DD potrebbe avere l'equivalente di "Il molto Signor"...oppure "Il molto rispettabile..."

Grazie e a presto.

MessaggioInviato: lunedì 1 settembre 2003, 17:30
da fra' Eusanio da Ocre
Egregi colleghi,
vorrei far notare una differenza minima, ma fondamentale, fra le abbreviazioni contenute in due delle frasi latine proposte:

1) "EX. D.D. Monasterollij...etc."
Le due "D" sono seguite ognuna da un punto: ciò significa che rappresentano le iniziali di due parole distinte, separate e al singolare ("Dominus Decanus", "Dilectus Dominus", ecc.)

2) "DD. Francesco di Filippo et Vicenzo Carulli."
Le due "D" sono seguite da un unico punto: ciò significa che rappresentano l'iniziale di un'unica parola al plurale ("Dominibus", ecc.)

Bene :D valete

MessaggioInviato: giovedì 25 settembre 2003, 22:27
da FP
Caro Fra' Eusanio,

non metto in dubbio la sua autorevole ipotesi, ma sembra che non ci siano dubbi nell'affermare che la D maiuscola stia indicando Don e Donna :D

Ad ogni modo,credo che bisognerebbe svolgere ricerche ancora più approfondite sulla vita di questi miei avi.

Cosa che mi rimane difficile vista la scarsa reperibilità del materiale :wink: causa eventi bellici :twisted:

Vedremo...
Con affetto,
Francesco