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Aggregazione alla Nobiltà e titolo comitale per antico uso

MessaggioInviato: sabato 21 febbraio 2015, 17:29
da Alessio Bruno Bedini
Abbiamo discusso molte volte della nobiltà civica e in particolare pontificia pur permanendo ancora alcuni interrogativi.
In particolare i topic furono:
viewtopic.php?t=8928
viewtopic.php?t=10798
viewtopic.php?t=5021

In particolare non siamo però riusciti ad approfondire esattamente il processo di aggregazione.
Per quanto riguarda la mia famiglia so che è stata aggregata al primo ceto di Senigallia e Ostra negli anni quaranta dell'Ottocento ma non capisco in che modo.
Dai verbali del Consiglio so che alcuni miei parenti erano consiglieri del secondo ceto negli anni 1840-1846 e poi a partire dal 1847 sono eletti consiglieri per il primo ceto.
Speravo di trovare un verbale di aggregazione o qualcosa si simile ma non esiste
Nel motu proprio 6 luglio 1816 all'art. 154 si dice che i nuovi consiglieri sono eletti dal consiglio. https://books.google.it/books?id=wyIsAA ... &q&f=false
Devo pensare che pur non essendoci una aggregazione formale era dunque il consiglio a decidere a quale ceto dovevano appartenere le famiglie con l'elezione diretta dei rappresentanti.
Per quella che è la vostra esperienza come avveniva l'aggregazione?

In secondo luogo forse ho capito qualcosa che nella mia famiglia si dice da molto tempo.
Il mio bisnonno, suo cugino e altri parenti usavano il titolo di conte.
Io ho sempre pensato che fosse un abuso e anzi mi sono sempre meravigliato di come questa cosa potesse essere tollerata.
Infatti ho fatto ricerche alla consulta araldica e non c'è nessun documento.
Si diceva fosse una concessione pontificia ma guardando alcune liste di titolati pontifici non c'è nemmeno in questo caso nulla.

Ieri leggendo un articolo del prof. Baglioni Crociani però ho avuto una illuminazione https://crocianibaglioni.wordpress.com/chisiamo/
Assume il titolo comitale per antico uso e per la consuetudine invalsa dalla Restaurazione (motu proprio di Riforma della Pubblica Amministrazione di Pio VII, 6 luglio 1816, Leone XII, 5 ottobre 1824 e 21 dicembre 1827), in atti pubblici ecclesiastici di qualificare conti i membri delle antiche famiglie patrizie e nobili delle Stato Pontificio.


Questi miei antenati e parenti hanno usato il titolo di conte per questo motu proprio?
Certamente sempre di abuso si tratterebbe perché da quanto leggo la consuetudine si sarebbe rivolta a famiglie facenti parte da tempo immemore del pratriziato.
Bisognerebbe leggere i motu proprio.. di cui però trovo su Google Book solo quello del 1816..
In questo senso però potrei rilevare che parecchie famiglie della zona hanno usato il titolo di conte, forse per lo stesso motivo.
Un abuso reiterato e diffuso? .. in Italia dobbiamo pensare anche questo ..

Re: Aggregazione alla Nobiltà e titolo comitale per antico u

MessaggioInviato: sabato 21 febbraio 2015, 19:35
da Alessio Bruno Bedini
Tra le famiglie che usavano (e usano) sicuramente il titolo di conte per quanto riguarda Ostra (Montalboddo):
Albini aggregati il 11.7.1846.
Antolini aggregazione sconosciuta.
Antonini aggregazione sconosciuta.
Luzi Fedeli aggregazione del 1828

Per Senigallia:
Antonelli aggregati alla fine del Settecento
Mercuri Arsilli 16.7.1839
Battaglia aggregazione del 1857
Beliardi aggregazione sconosciuta
Benedetti Forastieri aggregazione sconosciuta
Biscaccianti Della Fonte aggregazione nel 1838

Questi sono solo un piccolissimo esempio ma effettivamente a quanto sembrerebbe nella zona tutte le famiglie del primo ceto usavano il titolo di conte anche quando l'aggregazione era recente.

Re: Aggregazione alla Nobiltà e titolo comitale per antico u

MessaggioInviato: sabato 21 febbraio 2015, 19:59
da GENS VALERIA
E' necessario scrollarci di dosso l'idea che abbiamo di una sola nobiltà italiana , quella del Regno d' Italia , universale e comunque valevole per eredità immateriale per le famiglie iscritte nel Libro d' Oro ( consulta araldica ) e negli Elenchi nobiliari .

Se, ad esempio, prendessimo in esame la nobiltà e la titolatura marchigiana con , o senza, predicati riassunta in base alle origini ed ai fons honorum avremmo :

1) Titolati con predicati feudali, nascenti da concessione locale “ab immemorabile“.
2) Nobiltà Decurionali comprendenti la qualità / titolo di Patrizio , di Nobile civico, di Nobile.
3) Titolati con predicati di concessione imperiale.
4) Titolati con predicati di concessione dei Re di Napoli.
5) Titolati con predicati di concessione dei Re di Ungheria.
6) Titolati con predicati di concessione dei Re di Polonia.
7) Titolati con predicati di concessione dei Duchi di Urbino.
8) Titolati con predicati di concessione da parte dei Duchi di Parma
9) Titolati con predicati di concessione da parte dei Duchi di Modena e Reggio
9) Titolati con predicati di concessione da parte dei Duchi di Mantova.
10) Titolati con titolo poggiato sul cognome di concessione imperiale.
11) Titolati con titolo poggiato sul cognome di origine pontificia.
12) Titolati con titolo poggiato sul cognome concesso per delega pontificia dai Cardinali Legati.
13) Titolati con titolo poggiato sul cognome concesso per delega pontificia dagli Arcivescovi e Vescovi assistenti al soglio.
14) Titolati con titolo poggiato sul cognome concesso per delega pontificia dalle Università degli Studi.
15) titoli non nascenti da concessione, ma da antico uso.
16 ) Secondo l’uso erano e sono considerati nobili anche i cavalieri appartenenti ad alcuni ordini cavallereschi, che venivano concessi a personalità elevatissime, o a talune religioni militari quali il Sacro Militare Ordine Gerosolimitano, detto poi di Malta, quello di Santo Stefano di Toscana, Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio che richiedono per l’ammissione le prove nobiliari.
17)Titolati con titolo poggiato sul cognome concesso dalla Repubblica di San Marino, dal Sommo Pontefice dopo il 1870 e ...last but not least ... dai Sovrani d’Italia.

Potremmo onestamente considerare la nobiltà del libro d'Oro del Regno d'Italia ( consulta araldica ) e degli Elenchi nobiliari del Regno quale punto aggregante e di sintesi di un millennio di storia dei ceti dominanti e dirigenti italiani ? Certamente no.

Nel campo della nobiltà civica , decurionale, patriziale, caratteristiche dell'Italia centro-settentrionale , la genesi era sempre quella di una cooptazione da da parte delle famiglie che detenevano il potere di una nuova famiglia “ emergente” . Prima la nuova famiglia veniva riconosciuta ed accolta come pari tra le altre , poi i singoli membri avevano l'onere e onore di eleggere uno o più membri nella magistratura ( consiglio cittadino ).
Generalmente, dopo qualche generazione , di solito tre , la famiglia apparteneva alla nobiltà di fatto , che spesso era o diventava di diritto per mezzo di iscrizione negli elenchi . A volte , se vi era un sovrano esso poteva effettuare un riconoscimento , ma ciò non era una condizione esclusiva. Erano sempre gli statuti ( qualora fossero esistiti ) che dettavano le regole.

Se consideriamo il caso della tua famiglia, direi che difficilmente si poteva parlare di abuso, molto probabilmente , era compresa tra quelle nominate 2) e 15) quindi pienamente in regola e, secondo il mio modo di vedere la materia , status e trattamento ereditabili come patrimonio familiare non materiale.

Re: Aggregazione alla Nobiltà e titolo comitale per antico u

MessaggioInviato: sabato 21 febbraio 2015, 20:20
da Alessio Bruno Bedini
Bè sicuramente il patrimonio storico non si può cancellare.
Di certo non userò il titolo di conte come facevano i miei parenti.
Mi interessava più capire se questo uso fosse giustificato da qualche consuetudine e in parte credo di aver trovato la risposta.
Naturalmente sarà ancora meglio se qualcuno ha altre informazioni sulle modalità di aggregazione e sull'uso del titolo di conte per i membri del primo ceto.

Re: Aggregazione alla Nobiltà e titolo comitale per antico u

MessaggioInviato: sabato 21 febbraio 2015, 22:38
da antonio33
Caro Alessio,
alcuni patrizi di San Marino sono tranquillamente ancora oggi detti conti.
Ne discussi con De Battisti, che definì il fatto come consuetudine di cortesia.

Re: Aggregazione alla Nobiltà e titolo comitale per antico u

MessaggioInviato: sabato 21 febbraio 2015, 23:43
da Alessio Bruno Bedini
In questo caso però la consuetudine sembrerebbe fondata sui motu proprio papali di Leone XII, 5 ottobre 1824 e 21 dicembre 1827 anche se purtroppo non riesco ancora a trovarli.
Questo almeno per le aggregazioni di antica origine.
Probabilmente poteva fare testo il censimento della Nobiltà Civica generosa inviato al Gran Priorato di Roma del SMOM nel 1776 da ogni singola città.
Invece per le aggregazioni recenti potrebbe trattarsi di consuetudine per cortesia.

Ho trovato altre famiglie che usano il titolo di Conte appartenendo al primo ceto di Senigallia:
Cavalli aggregazione sconosciuta
Cherubini aggregazione sconosciuta
Consolini aggregazione nel 1839
Costa aggregazione alla fine del Settecento

Anche in questi casi c'è almeno una famiglia di aggregazione recente che pure usa il titolo di conte.

Re: Aggregazione alla Nobiltà e titolo comitale per antico u

MessaggioInviato: domenica 22 febbraio 2015, 2:53
da bardo
* Moto proprio della Santità di Nostro Signore Papa Leone XII in data 5 ottobre 1824 sulla riforma dell'Amministrazione pubblica, della procedura civile e delle tasse dei giudizi qui (scaricabile anche in formato .pdf)

* Moto proprio della Santità di Nostro Signore Papa Leone XII sulla Amministrazione pubblica, del 21 dicembre 1827 qui (scaricabile anche in formato .pdf)

Re: Aggregazione alla Nobiltà e titolo comitale per antico u

MessaggioInviato: domenica 22 febbraio 2015, 9:26
da Alessio Bruno Bedini
Grazie per la segnalazione, sono leggi molto importanti che trattano non solo la riforma amministrativa ma anche della procedura civile.
Non trovo però normata la consuetudine di usare il titolo di Conte per gli appartenenti al primo ceto.
Pur avendo ormai accertato che la consuetudine era assai diffusa non saprei dunque dire su cosa fosse fondata.

Re: Aggregazione alla Nobiltà e titolo comitale per antico u

MessaggioInviato: domenica 22 febbraio 2015, 9:40
da robyn
Anche la mia famiglia,insignita del titolo di cavaliere del S.R.I. e della nobilta civica,usò il titolo comitale,sia in epoca monarchica che in quella repubblicana,ma piu che altro come sorta di soprannome, visto che nei documenti,carta intestata e stemma comunque compariva il titolo legittimo.Oggi e tutto un altro discorso,visto che non sono piu riconosciuti dallo Stato.Anche se a titolo personale,rimango orgoglioso della storia della mia antica famiglia. [cheers.gif]

Re: Aggregazione alla Nobiltà e titolo comitale per antico u

MessaggioInviato: domenica 22 febbraio 2015, 10:08
da GENS VALERIA
Alessio Bruno Bedini ha scritto:...Non trovo però normata la consuetudine di usare il titolo di Conte per gli appartenenti al primo ceto.Pur avendo ormai accertato che la consuetudine era assai diffusa non saprei dunque dire su cosa fosse fondata.

Credo che una consuetudine non possa essere normata ma solo accettata , seguita , talvolta tollerata. Questo non significa abuso , un tempo i membri di una comunità si conoscevano l'un l'altro da generazioni, nessuno avrebbe appellato il nipote di un bracciante, anche se abbiente , con il titolo di antico ( ma neanche troppo ) uso di "conte" agli appartenenti e discendenti di appartenenti al primo ceto, i quali erano, indubbiamente, nobili di fatto e di diritto.

Re: Aggregazione alla Nobiltà e titolo comitale per antico u

MessaggioInviato: domenica 22 febbraio 2015, 10:10
da GENS VALERIA
robyn ha scritto:Oggi e tutto un altro discorso,visto che non sono piu riconosciuti dallo Stato.Anche se a titolo personale,rimango orgoglioso della storia della mia antica famiglia


Robin , non riconoscere non significa proibire , solo disinteressarsene.

Re: Aggregazione alla Nobiltà e titolo comitale per antico u

MessaggioInviato: domenica 22 febbraio 2015, 17:31
da stefano86
Cari amici,

forse vado off-topic, anche se non ne sono sicuro, ma voglio approfittare di questa interessante discussione....una persona nominata membro del consiglio comunale di prima e seconda classe della città di Falconara (Ancona), durante il regno Napoleonico (nomina anno 1814) entrava a far parte di diritto al ceto nobile o no? e in ogni caso, la città di Falconara godeva di nobiltà/ patriziato ?

Ringrazio in anticipo per il chiarimento!

Buona Domenica a tutti!
Stefano

Re: Aggregazione alla Nobiltà e titolo comitale per antico u

MessaggioInviato: domenica 22 febbraio 2015, 19:01
da Alessio Bruno Bedini
stefano86 ha scritto:Cari amici,

forse vado off-topic, anche se non ne sono sicuro, ma voglio approfittare di questa interessante discussione....una persona nominata membro del consiglio comunale di prima e seconda classe della città di Falconara (Ancona), durante il regno Napoleonico (nomina anno 1814) entrava a far parte di diritto al ceto nobile o no? e in ogni caso, la città di Falconara godeva di nobiltà/ patriziato ?

Ringrazio in anticipo per il chiarimento!

Buona Domenica a tutti!
Stefano


Non è semplice rispondere senza una conoscenza specifica della storia di Falconara, dei suoi statuti e delle sue consuetudini.
Sappiamo che la nobiltà di Falconara non fu riconosciuta dal Regno d'Italia ma può non significare nulla.

Nell'Ottocento apparteneva al distretto di Montemarciano insieme a Camerata, Chiaravalle e Monte San Vito https://books.google.it/books?id=ToorAQ ... 24&f=false (pagina 274)
Nessuna di queste città fu riconosciuta dal regno d'Italia forse perché nessuna di loro aveva un numero cospicuo di abitanti.
Per capire se realmente c'era distinzione però bisognerebbe guardare gli atti del consiglio.

A titolo di cronaca nella delegazione di Ancona fu riconosciuta dal Regno la nobiltà di:
Ancona, Ric. Patrizio di m. e f.; Nobile di m. e f.
Arcevia Ric. Nobile di m. e f.
Corinaldo Ric. Nobile di m. e f.
Jesi Ric. Nobile di m. e f.
Montalboddo (Ostra). Ric. Nobile di m. e f.
Osimo Ric. Nobile di m. e f.

Sono tutti capoluoghi di distretto.
Gli unici capoluoghi di distretto di cui non fu riconosciuta la nobiltà furono Montecarotto e appunto Montemarciano.
Guardando anche le altre legazioni e delegazioni la mia idea dunque è che nel regno d'Italia per quanto riguarda il riconoscimento di nobiltà civica siano stati tenuti presenti solo i capoluoghi di distretto.

Re: Aggregazione alla Nobiltà e titolo comitale per antico u

MessaggioInviato: domenica 22 febbraio 2015, 23:36
da stefano86
Caro Alessio,

ti ringrazio per la risposta che qualche punto mi ha chiarito!

Quale strada si potrebbe seguire per approfondire meglio questa nomina a consigliere del comune di Falconara?

Re: Aggregazione alla Nobiltà e titolo comitale per antico u

MessaggioInviato: lunedì 23 febbraio 2015, 8:37
da Alessio Bruno Bedini
L'unica strada è leggere gli atti del consiglio.
Solo in questo modo potrai capire se c'era separazione dei ceti e in che modo avveniva l'aggregazione.