Autorizzazione matrimoniale borbonica : arma a due tagli
Il capitolo di presentazione della Real Casa Borbone Due Sicilie in un almanacco nobiliare di recente pubblicazione manifesta pensieri, a dir poco ... “ fantasiosi” e manifestamente redatta con l'intento di piegare alle proprie tesi partigiane inconfutabili fatti storici. Allorquando i fatti sono carenti , l'estensore si è affidato ad esercizi di equilibrismo intellettuale tra ipotesi non suffragate ed arditissimi “ free climbing”.
La conclusione è talmente perentoria, esaltata da un plurale maiestatico [ in maiuscolo nel testo n.d.m ] che così sentenza “ LA QUESTIONE E' PER NOI COSI' DEFINITIVAMENTE RISOLTA” .
Tutto ciò mi spinge a contestare i termini della questione.
Desidero volutamente tralasciare le motivazioni legali e di opportunità che seguirono la c.d. “Rinuncia di Cannes” , condizionata dalla prevista e mai avvenuta ascesa al trono di Spagna da parte di dell'infante don Carlos, non mi soffermo neppure sul fatto che tutti i capi di Case regnanti o deposte riconobbero nella persona di don Alfonso quale Capo della Real Casa Borbone Due Sicilie: Francia, Barcellona , Brasile , Portogallo, il duca di Parma con la curiosa eccezione del suocero di D. Carlos , il conte di Parigi , ma gli Orléans erano considerati dinastia democratica, storicamente avversa ai Borbone ( privò la Francia dei tradizionali Ordini borbonici ).
Quello che desidero , in questa sede è confutare l'affermazione perentorie e “definitive” dal curatore della premessa dinastica dell'almanacco che non cito di proposito perché non è mia intenzione fare pubblicità positiva o negativa.
Premessa dinastica:
Succede al titolo di pretendente al trono Borbone D.S. Solo che ha ottenuto assenso alle nozze dal predecessore Capo della R.Casa .
Qualora non si trovi l'atto o un documento ufficiale che certifichi l'assenso del capo della R.Casa i casi sono due : non fu mai emesso oppure non è stato rinvenuto, congetture e sospetti lasciano il tempo che trovano, come si dice ... carta canta.
1) Secondo l'estensore dello scoop-premessa dinastica , nonostante ci fosse l'obbligo dell'assenso matrimoniale da parte del Capo della Real Casa d. Alfonso Maria sposò d. Alice Borbone-Parma ( principessa di casa già regnante ) , con l'assenso del re di Spagna ma non con quello del re titolare delle Due Sicilie, “ebbe il coraggio” di non rifiutare l'Infanteria di Spagna con la quale vengono onorati i familiari del sovrano iberico, ma il Nostro non è a conoscenza che d. Alfonso nacque Infante di Spagna in quanto figlio della Principessa delle Asturie. Questo sarebbe sufficiente, per il curatore del capitolo di premessa , per ricollocarlo al di fuori della Casa Borbone Due Sicilie e riproporlo quale capo di una non meglio identificata, dinastia di subcollazione spagnola ( qui mi pizzico un braccio per vedere se sto sognando o sono sveglio). Ovviamente questo è il pretesto perché l'illuminato curatore dichiari la linea alfonsina “mai stata dinastica”.
E' evidente la tesi strampalata per screditare la linea primogenita nei confronti di quella ultro-genita si basa su un presupposto insostenibile.
Sembra che venga dimenticato che quello dei Borbone due Sicilie sia emanazione dello stesso ceppo dei Borbone Spagnoli( solo sei generazioni si frappongono tra Carlo VII (III) ed Alfonso 1901/1964 ) legali parenti secondo il Diritto , che lo jure sanguinis non va in prescrizione con diramazioni di nuovi stati e nuove dinastie.
Inoltre anche se non fu trovato l'assenso napoletano , era valido pienamente quello spagnolo, non dimentichiamo che i Borbone Due Sicilie vivevano esiliati all'estero ed avevano salvacondotto o passaporto dei Paesi che li ospitavano e gli garantivano protezione ( anche la Francia ed altre nazioni ospitava alcuni familiari ). Affermare in modo strumentale fine a se stesso che il ramo alf. non faccia parte della Casa Borbone Due Sicilie è talmente assurdo che neppure onesti, studiosi e confratelli cavalieri del ramo franco-napoletano non lo accettano , tanto meno Carlo principe in disputa dinastica , non la Commissione internazionale permanente per lo studio degli Ordini Cavallereschi, né il Ministero per gli Affari Esteri italiano .
2) Le conseguenze di questo singolare modo di pensare:
L'autore della premessa borbonica del recente almanacco nobiliare è stato costretto a fare piroette di parole e “voli pindarici “ per non inciampare nella stessa rete che aveva teso, cadendo in palese contraddizione:
Se è vero che l'autorizzazione al matrimonio da parte del predecessore, Capo della R. Casa Borbone D.S. è una condicio sine quam non una linea dinastia sia valida, diamo un'occhiata in casa franco-napoletana.
Don Ferdinando Pio, allora capo della R.Casa, dimenticò (?) o non volle riconoscere ufficialmente il matrimonio ( morganatico ) tra don Ferdinando Maria ( padre del principe in disputa Carlo ) e la nobile dei conti Chantal de Chevron Villette e, cosa gravissima, le rifiutò il trattamento di Altezza Reale, perché , non riteneva la di lei famiglia di pari dignità principesca ; il titolo fu ottenuto solo dopo che Ranieri avocò a sé il titolo di Capo della Casa e Famiglia Borbone Due Sicilia. Ciò è per la legge dinastica non è assolutamente consentito :
Un successore non può rendere valido un matrimonio non considerato valido dal predecessore , inutile arrampicarsi sugli specchi, l'autorizzazione posteriore ha validità solo se emanata dalla stessa persona.
Lascio ai soci IAGI ed ai fruitori del sito gli eventuali commenti scritti con cognizione di causa .
N.B. Nel caso , quale deus ex machina, fossero rinvenuti i R. assensi matrimoniali mancanti, ovviamente rivedrò la mia posizione ma non ritengo validi riferimenti vari e fonti secondarie.
La conclusione è talmente perentoria, esaltata da un plurale maiestatico [ in maiuscolo nel testo n.d.m ] che così sentenza “ LA QUESTIONE E' PER NOI COSI' DEFINITIVAMENTE RISOLTA” .
Tutto ciò mi spinge a contestare i termini della questione.
Desidero volutamente tralasciare le motivazioni legali e di opportunità che seguirono la c.d. “Rinuncia di Cannes” , condizionata dalla prevista e mai avvenuta ascesa al trono di Spagna da parte di dell'infante don Carlos, non mi soffermo neppure sul fatto che tutti i capi di Case regnanti o deposte riconobbero nella persona di don Alfonso quale Capo della Real Casa Borbone Due Sicilie: Francia, Barcellona , Brasile , Portogallo, il duca di Parma con la curiosa eccezione del suocero di D. Carlos , il conte di Parigi , ma gli Orléans erano considerati dinastia democratica, storicamente avversa ai Borbone ( privò la Francia dei tradizionali Ordini borbonici ).
Quello che desidero , in questa sede è confutare l'affermazione perentorie e “definitive” dal curatore della premessa dinastica dell'almanacco che non cito di proposito perché non è mia intenzione fare pubblicità positiva o negativa.
Premessa dinastica:
Succede al titolo di pretendente al trono Borbone D.S. Solo che ha ottenuto assenso alle nozze dal predecessore Capo della R.Casa .
Qualora non si trovi l'atto o un documento ufficiale che certifichi l'assenso del capo della R.Casa i casi sono due : non fu mai emesso oppure non è stato rinvenuto, congetture e sospetti lasciano il tempo che trovano, come si dice ... carta canta.
1) Secondo l'estensore dello scoop-premessa dinastica , nonostante ci fosse l'obbligo dell'assenso matrimoniale da parte del Capo della Real Casa d. Alfonso Maria sposò d. Alice Borbone-Parma ( principessa di casa già regnante ) , con l'assenso del re di Spagna ma non con quello del re titolare delle Due Sicilie, “ebbe il coraggio” di non rifiutare l'Infanteria di Spagna con la quale vengono onorati i familiari del sovrano iberico, ma il Nostro non è a conoscenza che d. Alfonso nacque Infante di Spagna in quanto figlio della Principessa delle Asturie. Questo sarebbe sufficiente, per il curatore del capitolo di premessa , per ricollocarlo al di fuori della Casa Borbone Due Sicilie e riproporlo quale capo di una non meglio identificata, dinastia di subcollazione spagnola ( qui mi pizzico un braccio per vedere se sto sognando o sono sveglio). Ovviamente questo è il pretesto perché l'illuminato curatore dichiari la linea alfonsina “mai stata dinastica”.
E' evidente la tesi strampalata per screditare la linea primogenita nei confronti di quella ultro-genita si basa su un presupposto insostenibile.
Sembra che venga dimenticato che quello dei Borbone due Sicilie sia emanazione dello stesso ceppo dei Borbone Spagnoli( solo sei generazioni si frappongono tra Carlo VII (III) ed Alfonso 1901/1964 ) legali parenti secondo il Diritto , che lo jure sanguinis non va in prescrizione con diramazioni di nuovi stati e nuove dinastie.
Inoltre anche se non fu trovato l'assenso napoletano , era valido pienamente quello spagnolo, non dimentichiamo che i Borbone Due Sicilie vivevano esiliati all'estero ed avevano salvacondotto o passaporto dei Paesi che li ospitavano e gli garantivano protezione ( anche la Francia ed altre nazioni ospitava alcuni familiari ). Affermare in modo strumentale fine a se stesso che il ramo alf. non faccia parte della Casa Borbone Due Sicilie è talmente assurdo che neppure onesti, studiosi e confratelli cavalieri del ramo franco-napoletano non lo accettano , tanto meno Carlo principe in disputa dinastica , non la Commissione internazionale permanente per lo studio degli Ordini Cavallereschi, né il Ministero per gli Affari Esteri italiano .
2) Le conseguenze di questo singolare modo di pensare:
L'autore della premessa borbonica del recente almanacco nobiliare è stato costretto a fare piroette di parole e “voli pindarici “ per non inciampare nella stessa rete che aveva teso, cadendo in palese contraddizione:
Se è vero che l'autorizzazione al matrimonio da parte del predecessore, Capo della R. Casa Borbone D.S. è una condicio sine quam non una linea dinastia sia valida, diamo un'occhiata in casa franco-napoletana.
Don Ferdinando Pio, allora capo della R.Casa, dimenticò (?) o non volle riconoscere ufficialmente il matrimonio ( morganatico ) tra don Ferdinando Maria ( padre del principe in disputa Carlo ) e la nobile dei conti Chantal de Chevron Villette e, cosa gravissima, le rifiutò il trattamento di Altezza Reale, perché , non riteneva la di lei famiglia di pari dignità principesca ; il titolo fu ottenuto solo dopo che Ranieri avocò a sé il titolo di Capo della Casa e Famiglia Borbone Due Sicilia. Ciò è per la legge dinastica non è assolutamente consentito :
Un successore non può rendere valido un matrimonio non considerato valido dal predecessore , inutile arrampicarsi sugli specchi, l'autorizzazione posteriore ha validità solo se emanata dalla stessa persona.
Lascio ai soci IAGI ed ai fruitori del sito gli eventuali commenti scritti con cognizione di causa .
N.B. Nel caso , quale deus ex machina, fossero rinvenuti i R. assensi matrimoniali mancanti, ovviamente rivedrò la mia posizione ma non ritengo validi riferimenti vari e fonti secondarie.
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