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Qualifica di Maestro

MessaggioInviato: martedì 25 ottobre 2005, 16:25
da mct
Carissimi colleghi,
su alcuni documenti genealogici del 1500/1600 ho trovato la qualifica di MAESTRO (M°) davanti a nome di alcuni personaggi ricercati...

Mi chiedevo, visto che negli atti parrocchiali la qualifica non era molto ricorrente, a chi veniva "riconosciuto" tale "privilegio" e perche?? (se di privilegio si tratta!)

In che epoca era in voga?

Grazie
Massimiliano

MessaggioInviato: martedì 25 ottobre 2005, 16:31
da eugubino
A Gubbio, come credo in altri luoghi, si usava la forma contratta MASTRO.

Già nel XIII secolo essa indicava una persona qualificata, speciallizata, in una delle tante arti o corporazioni medievali.

Tale termine, in quella forma, era ancora ampiamente in uso nel XVIII secolo.

Si potebbe paragonare al capobottega.

I brevi, o statuti, delle corporazioni regolarizzavano l'iscrizione dei rispettivi membri suddividendoli nella varie categorie: ragazzo, aiutante, garzone, lavorante, mastro.

Di solito la periodica capitananza dell'arte era assegnata solo ai mastri.

Naturalmente c'erano poi altri generi di Maestri, specie tra i religiosi, ma non credo che sia questo il suo caso.

Ovviamente questa sono note succinte che, però, magari con la collaborazione di altri frequentatori del forum, potrebbero tornarle utili fin da ora.

Fabrizio

MessaggioInviato: martedì 25 ottobre 2005, 16:33
da Grimaldi
Caro Massimiliano
non ci dici però molto per aiutarci.
Di che atto si trattava? Pubblico? Privato?

Nel medioevo (tardo) il termine maestro era indicativo di varie cariche (dal magister dei militi fino al maestro artigiano).

Facci sapere.
Magari cmq altri utenti ne sapranno di più in merito.

Saluti

G.

MessaggioInviato: martedì 25 ottobre 2005, 16:40
da pierluigic
molto bello questo quesito
c'e molto da dire sui titoli



il titolo di magister a Firenze alla fine del duecento mi sembra fosse dato solo ai medici di chiara fama





pierluigi

MessaggioInviato: martedì 25 ottobre 2005, 18:53
da Alessio Bruno Bedini
Il termine "MASTRO" o abbreviato "M°" era diffuso in tutta Italia .. credo avesse un significato tipo "artigiano" nella sua accezzione piu ampia .. poteva spaziare dal falegname al muratore .. e credo vada inteso nella accezione di "non contadino" .. non dimentichiamo le tre classi sociali dell'epoca:

- nobili (coloro che per vivere non dovevano lavorare)
- borghesi (coloro che per vivere esercitavano un mestiere frutto della perizia e dell'ingegno)
- villani (coloro che per vivere dovevano fare lavori umili [lavorare la terra])

.. il significato di "M°" era molto ampio .. ad esempio miei avi restauratori, pittori o artisti erano semplicemente chiamati MASTRO come semplici falegnami o manovali ..

.. tutt'oggi a titolo di curiosità, in Calabria, nel linguaggio comune vengono chiamati MASTRO i muratori, i falegnami, gli idraulici, gli elettricisti e addirittura i riparatori d'automobili o di oggetti elettronici .. :D :D :D

MessaggioInviato: martedì 25 ottobre 2005, 19:06
da mct
delle risposte molto interessanti!
grazie tante

Per Giovanni:
Si tratta di atti pubblici... Matrimonio, Atti Notarili ecc.

La persona in questione esercitava sicuramente il commercio (probabilmente nei tessuti), nel quale suppongo che eccellesse, visto che era molto ricco;

:D

MessaggioInviato: venerdì 13 gennaio 2006, 22:08
da dome72
Giusto per rimanere sull'argomento: quando venivano aggiunti i termini Don e Donna nei vari atti pubblici?

MessaggioInviato: mercoledì 18 gennaio 2006, 11:10
da Grimaldi
dome72 ha scritto:Giusto per rimanere sull'argomento: quando venivano aggiunti i termini Don e Donna nei vari atti pubblici?



Caro Domenico
dipende dall'epoca storica, dal tipo di atto etc. etc.

IN genere, ad esempio, nel secolo XVII nel Regno di Napoli si era soliti indicare come "Don" una persona anche di riguardo ma non nobile affatto. Uso che si è protratto fino a noi.

Non è dunque indicativo come un titolo nobiliare in un atto pubblico.

Saluti