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Chierico e Benefici nel 1600

MessaggioInviato: venerdì 30 maggio 2014, 20:01
da Roger
Amici,

nel corso delle mie ricerche mi sono imbattuto nei cosiddetti Benefici Ecclesistici eretti in Chiese
o Cattedrali "sub titolo" di alcuni santi, per esempio "sotto il titolo di S.Francesco d'Assisi".
Molti atti notarili trattavano del "Patronato" del Beneficio (poteva essere condiviso da più persone) e
e definivano la nomina del cosiddetto "Rettore" del Beneficio spesso definito come "Cherico".
La mia richiesta consiste proprio nel cercare di capire il significato di "Chierico":
era necessariamente un uomo di chiesa?
poteva prendere moglie ?
avere figli?
In qualche caso ho trovato che un cosiddetto "Chierico" aveva avuto un figlio; è possibile?
In attesa di un vostro supporto

Roger

Re: Chierico e Benefici nel 1600

MessaggioInviato: sabato 31 maggio 2014, 9:37
da GENS VALERIA
Il chierico era colui il quale, pur non avendo ancora ricevuto gli Ordini maggiori (suddiaconato, diaconato e presbiterato), era comunque era entrato a far parte del clero e , ricevendo uno o più Ordini minori ( quindi egli poteva avere moglie e figli ) spesso godeva della rendita di un beneficio ecclesiastico .

Re: Chierico e Benefici nel 1600

MessaggioInviato: sabato 31 maggio 2014, 10:04
da Alessio Bruno Bedini
Nel regno di Napoli in genere il chierico era il diacono o il suddiacono.
Potevano essere anche sposati e questi erano chiamati "Diaconi selvaggi".
Naturalmente il chierico sposato non poteva accedere al sacerdozio ma poteva avere figli e fare una vita "normale".
Nel Seicento in particolare erano molto diffusi tanto da creare ad un certo punto quasi un allarme sociale.
Infatti, pur vivendo dal laici, godevano di tutti i benefici dei religiosi a partire dal fatto che non pagavano tasse e non erano sottoposti a giustizia ordinaria.

A. MUSI, Mezzogiorno spagnolo: la via napoletana allo stato moderno
http://books.google.it/books?id=0lQNywL ... gi&f=false

Re: Chierico e Benefici nel 1600

MessaggioInviato: sabato 31 maggio 2014, 14:47
da Giovannimaria Ammassari
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Nel regno di Napoli in genere il chierico era il diacono o il suddiacono.
Potevano essere anche sposati e questi erano chiamati "Diaconi selvaggi".
Naturalmente il chierico sposato non poteva accedere al sacerdozio ma poteva avere figli e fare una vita "normale".
Nel Seicento in particolare erano molto diffusi tanto da creare ad un certo punto quasi un allarme sociale.
Infatti, pur vivendo dal laici, godevano di tutti i benefici dei religiosi a partire dal fatto che non pagavano tasse e non erano sottoposti a giustizia ordinaria.

A. MUSI, Mezzogiorno spagnolo: la via napoletana allo stato moderno
http://books.google.it/books?id=0lQNywL ... gi&f=false


Erano chiamati anche e soprattutto chierici coniugati, vedi questa discussione :
viewtopic.php?f=3&t=4612&hilit=clerici+coniugati

Re: Chierico e Benefici nel 1600

MessaggioInviato: sabato 31 maggio 2014, 17:07
da Alessio Bruno Bedini
In Calabria dipende dal tipo di documento.
Nelle numerazioni dei fuochi è sempre scritto "Chierico celibe" (per indicare persona avviata al sacerdozio) e "chierico coniugato".
Nel linguaggio comune ma anche nei sinodi vescovili sono chiamati sempre "diaconi selvaggi".
Ne parla diffusamente anche Galasso nel suo Economia e Società nella Calabria del Cinquecento, indicandoli appunto come diaconi selvaggi.