I Giocoli dall'Emilia alla Basilicata

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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I Giocoli dall'Emilia alla Basilicata

Messaggioda giocoli » giovedì 1 maggio 2014, 15:41

Ho letto l'interessante "La casata Giocoli di S.Arcangelo di Lucania" di C.Caterini. Ivi si parla di un possibile trasferimento da Ferrara in Basilicata di Antonio Giocoli, nel 1548, al seguito di Mons. Giulio De Grandis.
E' possibile sapere altri particolari e qualcosa di più sulla fonte di tale notizia?
Ringrazio e saluto cortesemente.
Giuseppe Giocoli
giocoli
 
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Re: I Giocoli dall'Emilia alla Basilicata

Messaggioda Caterini Carlo » mercoledì 8 giugno 2016, 20:09

Giulio De Grandis apparteneva ad una nobile famiglia di Ferrara, detta anche Grandi. Nobilitata dagli Estensi ebbe una lunga serie di uomini d’arme, di legge e di artisti. Lo stemma della famiglia viene blasonato e descritto dal Crollalanza nel seguente modo:” D’azzurro, al levriere saliente d’argento; col capo d’oro caricato del’aquila di nero coronata del campo.” La sua famiglia era imparentata con le più cospicue famiglie nobili di Ferrara, tra cui i Giocoli, i Lardi e i Saraceni. I Saraceni erano nobili di Siena, stabilitisi a Ferrara furono aggregati alla nobiltà ferrarese da Obizzo VII d’Este. A Siena Alessia Saraceno fu una cara amica e seguace di Santa Caterina Benincasa. Nel 1557 Il vescovo Giulio De Grandis fece scrivere un epitaffio sul sepolcro marmoreo del giovane nipote, Giulio Saraceno. Egli ottenne la cattedra della sede vescovile di Anglona il 27 luglio 1548. Con lui giunse in Lucania, da Ferrara, un ramo collaterale della famiglia De Grandis che si stabilì a Sant’Arcangelo di Lucania, dove godette nobiltà. Giunse anche in Lucania con il vescovo De Grandis, un suo nipote, il notaio Antonio Giocoli che esercitò l’attività notarile a Castelsaraceno. Il notaio Antonio Giocoli fu autore nel 1550 della Platea della Chiesa Madre di San Michele Arcangelo di Trecchina. ( La platea è scritta su pergamena ed é conservata presso l’Archivio di Stato di Potenza.) Questo ramo dei Giocoli di Ferrara esercitava la professione notarile perché la nobile Agnese Giocoli di Ferrara aveva sposato Cristofaro di Messisbugo, ( nel 1557 pubblicò a Venezia: Libro novo nel qual s’insegna a far d’ogni sorte di vivanda) Scalco Ducale, il quale il 10 gennaio 1533 era stato creato dall’imperatore Carlo V Conte Palatino con facoltà di nominare notai per tutto il suo impero. I Giocoli nobili di Ferrrara, al servizio degli Estensi, secondo quanto affermano il Gamurrini, il Guarino, il Frizzi, il Grotto ed il Muratori occuparono sempre le più alte cariche di comando come: Giudici, Visconti, Luogotenenti, Capitani, Governatori, Ambasciatori, e Consiglieri di casa d’Este. Il Gamurrini ed il Guarino discordano sull’origine, poiché il Gamurrini, fiorentino, li reputa originari di Firenze documentando la notizia con la prova che nel 940 i Giocoli abitavano nei pressi della parrocchia di San Procolo e che soltanto nel 1067 si rinvengono a Ferrara. Non discordano, però, gli alberi genealogici di entrambi gli autori; i quali fanno derivare la casata Giocoli dai Roverella da cui sarebbero uscite le altre famiglie nobili di Ferrara, quali i Turchi, i Cati, i Catani, i Gruamonti e i Raticheri. Dal capostipite Roffredo nacque Federico, Duca nel 1067, che sposò Lentigueta degli Adelardi: famiglia che signoreggiava Ferrrara prima degli Estensi e la cui sorella, Marchesella, venne data in moglie al marchese Azzo VI d’Este. Da Federico e Lentigueta nacquero: Linguetta che prese il nome Joculo dal latino: scherzo, trastullo; ossia colui che scherza; Raticherio, da cui ebbero origine i Gruamonti , i Cattanei o Catani o Cati ed i Roverella; e Turcolo da cui ebbero origine i Turchi e i Manfredini, Montolini ed i Bertazzi. La lista dei personaggi che illustrarono la casata di Ferrara, dall’anno 1067 al 1700, anno di estinzione della famiglia, è lunghissima, si aggiunge soltanto che un consigliere di casa Giocoli alla corte di Ercole I d’Este, Duca di Ferrara, Modena e Reggio, che aveva sposato Eleonora d’Aragona, figlia di Ferdinando I re di Napoli; fu il promotore dell’arrivo a corte dei più celebri compositori valloni e fiamminghi, che resero la corte di Ferrara la più raffinata d’Europa. Gli armeristi ferraresi assegnano come stemma ai Giocoli, uno scudo di rosso con una stella ad otto raggi d’oro e la filiera dentata attorno allo scudo. Lo stemma dei Giocoli di Sant’Arcangelo possiede sullo scudo una fascia rossa nel mezzo con la stella cometa d’oro in alto; se ne discosta di poco lo stemma del vescovo Carlo Francesco Giocoli, vescovo di San Severo e di Capaccio, che possiede i seguenti simboli: una fascia rossa nel mezzo con la stella cometa d’oro in alto, al disotto della fascia tre stelle d’oro a otto raggi, in basso tre monti di verde. Il ramo dei Giocoli di Sant’Arcangelo ebbe come capostipite il dottor in legge, Marzio Giocoli che giunse da Castelsaraceno, dove il padre Antonio, del ramo dei Giocoli di Ferrara, esercitava l’attività notarile, come specificato sopra, e sposò la nobile madama Giulia Cerabona con la quale generò nove figli, dai quali si accrebbe la nobile stirpe di Sant’Arcangelo. Questi sono i personaggi che illustrarono il ramo di sant’Arcangelo: Marzio, capostipite e dottore in legge nel 1594; Mario, dottore in legge nato il 28- 02-1600, figlio del precedente; Scipione, dottore il legge nato il 01-01-1614, fratello del precedente; Marzio, abate; Girolamo, padre guardiano nel convento di Senise nel 1648; Mario, dottore in legge ed Erario del principe di Stigliano nel 1678; Domenico Antonio, dottore in legge ed Erario del principe Carafa di Stigliano dal 1685 al 1688; Francesco, dottore in legge, sposò Isabella Vergallito di Chiaromonte, Michele, dottore in legge, Biase, arciprete nel 1735; Carlo Francesco nato il 04-11-1665 e morto nel 1720, Vescovo di San Severo e Capaccio; Carmine Scipione, fratello del precedente, dottore in medicina sposò la nobile Felicia Panevino di Tursi da cui ebbe Rosa, madre badessa dal 1752 al 1760 del monastero di Santa Maria Scala Coeli di Castrovillari, e Barbara che il 7 giugno 1746 sposò a Sant’Arcangelo il nobile dottore Leonardo Caterini di Castrovillari (vedi Gens Catherina de terra Balii di Caterini Carlo), Nicola, nel 1696 Arciprete e dottore in legge; Giovanni Andrea, dottore nel 1707; Mario, magnifico nel 1749; Gerardo, dottore in legge; Ignazio, abate,; Michele Arcangelo, abate e dottore; Giovanni Andrea, dottore in legge; Filippo, sindaco di sant’Arcangelo nel 1700; Giovanni Andrea, Guardia d’onore; Gerardo, storico, scrisse nel 1902: “Notizie storiche di Sant’Arcangelo”; Carlo Francesco, avvocato e presidente della Gran Corte Criminale di Potenza nel 1800 ( le sue proprietà a Potenza oggi hanno il nome di Macchia Giocoli). Molti altri furono i personaggi che si distinsero, ma che si tralasciano perché l’elenco sarebbe lunghissimo. (Catalogo degli abati del monastero del Sagittario dell’Abate Gregorio De Lauro.) Traduzione e note di Caterini Carlo.
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Re: I Giocoli dall'Emilia alla Basilicata

Messaggioda giocoli » giovedì 9 giugno 2016, 10:55

Ringrazio del riscontro al mio quesito di due anni fa ... Ma non leggo nulla di nuovo: non c'è risposta alla mia domanda:
Quali sono le fonti della notizia riguardante il trasferimento da Ferrara in Basilicata di Antonio Giocoli, nel 1548, al seguito di Mons. Giulio De Grandis ?
Grazie,
Giuseppe Giocoli [zzsoft.gif]
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