da RobertoC » giovedì 13 ottobre 2005, 15:17
Personalmente posso dire d'avere avuto la fortuna di discendere da famiglie che avevano -ed hanno- il culto della memoria, del resto in ciò facilitate e sospinte dall'esercizio di una professione (quella forense) che i miei avi paterni esercitano ininterrottamente dal 1721.
Fin da piccolo la visione degli stemmi, delle cappelle gentilizie, dei quadri ha ovviamente generato in me molte domande, che oggi cerco di evadere nella speranza di...pormene altre.
L'archivio della mia famiglia paterna documenta puntualmente il filo genealogico dal 1698 ad oggi, e qui e lì contiene anche riassunti fatti da antenati volenterosi.
I miei sforzi, dal 1988, si sono quindi concentrati sulla definizione di un quadro complessivo soddisfacente (a Foggia i Celentano da cui discendo hanno dato vita a due rami, di cui uno estinto con la morte (1910) della Marchesa Teresa Celentano Gambadoro), e soprattutto sulla ricerca nel periodo precedente il 1698.
Ho quindi verificato il filo genealogico all'Archivio Diocesano, e attinto a piene mani dagli archivi di Stato di Foggia, Napoli e Salerno.
Col tempo, ho iniziato indagini sulla famiglia materna (D'Ecclesia) e su alcuni rami collaterali, ricerche che la lontananza (vivo a Roma e questo lavoro devo compierlo a Foggia) rallenta davvero molto.
Oggi cerco di orientarmi nel meraviglioso panorama della Valle dell'Irno, tra Penta, Fisciano (con innumerevoli debiti contratti col prof. Pasquale Trotta), Sarno (con debiti molto consistenti con l'amico forumista Landenulfo) e Solofra, anche in questo caso con innumerevoli difficoltà dettate dalle distanze.
Cordialità.
Roberto Celentano