Dagli
Annales Caesenates, in Rerum Italicarum Scriptores, XIV, pp. 1115-1116:
De destructione Castri Plegae
Millesimo CCXCVIII die XXIX mensis Madii. Comes Galassus de Seclano cum Caesenatibus, et suis amicis de Monte Feltro, obsedit Castrum Plegae, et vi accepit illud. Bartholinum, et Aulivarium filium eius turpissima morte, scilicet affixos in palo, fecit perire; et Tinacium, qui erat de ipsa Domo, et multos alios gladio fecit interimini, qui ipsius Galassi Comitis erant capitales inimici.Alcuni signori di Plega (
Dominorum e Plega) compaiono insieme al Comune di Rimini e ai Malatesta, insieme a molti altri, in una pace (gennaio 1276) stipulata tra la parte guelfa, a cui appartenevano, e la parte ghibellina (tra gli altri, compare Guido da Montefeltro).
Ho notizia del castello di Piega, purtroppo, solo nel XIV secolo.
Tra il 1360 e il 1364 viene compilato un registro (n. 301) degli
Introitus et exitus della Camera Apostolica in Romagna, nella Marca anconetana e nel Ducato di Spoleto. Sono elencati, tra gli altri, tutti i castelli del Montefeltro divisi in
benesolventes (cioè che pagano l'imposta della taglia, che serviva a formare l'esercito) e
malesolventes (cioè che non la pagano). Tra questi ultimi compare il
Comune Pieghe (non
castrum, come molti altri dell'elenco); a fianco, la nota:
Niquitoxius comes tenet non est obediens. Chi sia questo conte Neghittoso, non so. [v.
La provincia feretrana (secoli XIV-XIX), a cura di Girolamo Allegretti]
Nella
Descriptio Romandiolae (1371), a proposito del castello di San Leo, viene scritto:
Est inexpugnabilis, nec potest haberi nisi per famem, furtum, vel proditionem, cuius confinia sunt Castrum Maioli, Petramori, Castrum Novum, Castellarium, et Plega.Probabilmente, distrutto da Galasso da Montefeltro, il castrum non venne più ricostruito.
Giambattista Marino, nel
Saggio di ragioni della città di Sanleo (1758), scrive che alcuni esponenti della famiglia Olivieri, che al momento del massacro si trovavano fuori dal castello di Piega, si trasferirono alla Penna (Pennabilli), dove ancora vivevano ai suoi tempi. La famiglia Olivieri è stata una tra le maggiori di questa città. Notizie purtroppo recenti su questa famiglia - sempre dando per buone le notizie del Marino - si trovano nel suo scritto (
qui), da p. 162 a p. 168.
Se mi da qualche giorno riesco a rintracciare altro!
un saluto,

Luca