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Juspatronato e proprietà

MessaggioInviato: martedì 3 settembre 2013, 17:23
da smn
Salve a tutti,
mi domandavo se una famiglia che deteneva la proprietà di un complesso religioso (chiesa o cappella) ne possedeva di conseguenza anche lo juspatronato, oppure se le due cose fossero differenti...che ne pensate?

Un cordiale saluto,
E.V.

Re: Juspatronato e proprietà

MessaggioInviato: martedì 3 settembre 2013, 17:32
da Quentin
Domanda interessante! Anche alcuni miei antenati collaterali avevano in proprietà alcune cappelle del paese, ma non sono sicuro se detenessero anche lo jus patronato su di esse.
Aspettiamo qualche risposta in merito.

Re: Juspatronato e proprietà

MessaggioInviato: martedì 3 settembre 2013, 18:17
da Alessio Bruno Bedini
smn ha scritto:Salve a tutti,
mi domandavo se una famiglia che deteneva la proprietà di un complesso religioso (chiesa o cappella) ne possedeva di conseguenza anche lo juspatronato, oppure se le due cose fossero differenti...che ne pensate?


L'operazione di costruzione di una chiesa o cappella era una cosa complessa. Non bastava avere i soldi o costruire la struttura ma occorreva concordare il tutto con il vescovo diocesano. In genere ho trovato che alcune famiglie nella seconda metà del Settecento per edificare una cappella in un loro palazzo hanno istituito un legato a favore della Mensa Vescovile. Dunque avevano la proprietà e il patronato ma... fino a che avevano i soldi per pagare..

Nell'ottocento ho trovato alcune famiglie che hanno ottenuto il breve papale per edificare l'oratorio nel loro palazzo quindi la questione si era fatta anche più complessa.

Se infine il complesso era in abbandono il vescovo poteva anche traslare il titolo della cappella in altro luogo e ... presso chi pagava ;)

Re: Juspatronato e proprietà

MessaggioInviato: martedì 3 settembre 2013, 18:34
da smn
Nel caso in cui mi sono imbattuto, la cappella in questione non era all'interno del palazzo gentilizio, ma era, bensì, un luogo di culto cittadino a cui accedeva anche la popolazione locale. Tuttavia era proprietà della famiglia che l'aveva acquistata insieme a tutta la zona dai precedenti titolari (che ne avevano detenuto lo juspatronato). Quello che mi chiedo è: nella compravendita si acquistava anche il patronato assieme con la proprietà, oppure il diritto sull'altare semplicemente andava estinto?

Grazie mille della risposta,
Cordialmente,
E.V.

Re: Juspatronato e proprietà

MessaggioInviato: martedì 3 settembre 2013, 20:14
da Alessio Bruno Bedini
Il patronato andava concordato con il vescovo.
In genere se si pagava l'obolo non c'erano problemi per la successione.

Re: Juspatronato e proprietà

MessaggioInviato: mercoledì 4 settembre 2013, 0:18
da egometta
Il problema semmai si poneva per le sepolture della famiglia che precedentemente detevena il giuspatronato eventualmente presenti nella cappella e per il relativo diritto d'uso e culto (a meno che quella famiglia non fosse estinta, ovviamente). Lì il Vescovo (o il superiore del convento/monastero/Ordine) non bastava, c'erano anche le trattative e gli accordi diretti tra famiglie (o tra famiglie e corporazioni), le disposizioni testamentarie, le eventuali (quasi certe) liti in tribunale, ecc.

Re: Juspatronato e proprietà

MessaggioInviato: mercoledì 4 settembre 2013, 11:08
da CdIC
In un atto notarile del 1757 relativo alla fondazione di Cappellania della mia famiglia, siamo in Calabria, a fronte della elezione del "Cappellania, Beneficio seu Jus Patronato Laicale " vengono donati alcuni terreni "in perpetuum" con la cui rendita si doveva provvedere al sostentamento dell'altare e della messa settimanale. Nello stesso atto si trova anche lo Jus Presentandi in favore del figlio Sacerdote ed inoltre la supplica al Vescovo ed al Vicario di accettare ed autorizzare la suddetta fondazione.
Per quanto riguarda la successione nell'atto è indicato esplicitamente il passaggio del diritto agli eredi e così è stato per almeno un'altra generazione; il terremoto ha fatto si che la storia che possiamo raccontare si sia interrotta.

Altra cosa è l'oratorio privato che di concessione papale possiamo trovare esempi tra i Brevi dell'Archivio Segreto Vaticano; questo successivamente al Breve doveva essere seguito dalla visita del delegato vescovile per la verifica dei locali del Palazzo adibiti a oratorio.

Re: Juspatronato e proprietà

MessaggioInviato: mercoledì 4 settembre 2013, 11:33
da De Vineis
Da giurista e per quel poco che ricordo di diritto canonico mi verrebbe da dire che bisogna valutare l'epoca in cui è avvenuta la cessione ed il luogo.. In epoche più risalenti (prima del Settecento) e nelle campagne o in provincia è possibile che la vendita della proprietà abbia importato "di fatto" anche il passaggio dello juspatronato, senza nessuna autorizzazione del Vescovo (magari solo una presa d'atto da parte del parroco). Molti giuspatronati, appunto i più antichi e soprattutto nelle campagne, sono nati senza una specifica autorizzazione diocesana preventiva, ma di fatto venivano esercitati dalla famiglia che aveva costruito o adornato l'altare o fatto una grossa donazione alla chiesa. Nei registri parrocchiali si trova talvolta la locuzione "de aperto jure patronatus", per indicare uno stato di fatto, l'esercizio da parte di una famiglia di un patronato senza che se ne rinvenisse una origine "ufficiale" e documentata. Per le chiese e per gli altari più ricchi (pensiamo a quelli fatti decorare da artisti famosi) le famiglie si procuravano sempre di ottenere dal vescovo la concessione del giuspatronato prima di sganciare i soldi.
Talvolta con una donazione successiva si "sanava" la situazione: nel Seicento un mio antenato a seguito di una donazione otteneva di legare all'altare già di famiglia (ab immemorabile e senza documentazione) nella Chiesa di Santa Margherita Ligure il diritto di nominare un canonico col titolo di abate.. (implicitamente se ne riconosceva il patronato anteriore).
Discorso a parte per i beni espropriati alla Chiesa da Napoleone e dai Savoia: in quei casi ogni diritto veniva a cessare (in molte chiese a Genova e nelle Riviere si vedono gli stemmi nobiliari marmorei cancellati dagli altari) e chi acquistava questi beni non era affatto giuspatrono (anzi, era molto vicino alla scomunica...). Spesso però le famiglie borghesi acquirenti negli anni successivi cercavano di ottenere dalla Curia il giuspatronato su chiese e cappelle, per ottenere il perdono da parte della Chiesa e nobilitare la propria stirpe...
Temo di non essere stato molto chiaro, ma non era chiara neppure la situazione...

Re: Juspatronato e proprietà

MessaggioInviato: giovedì 5 settembre 2013, 13:55
da smn
Ringrazio tutti per le utilissime risposte!
Vedrò, non appena posso, di fare un salto in Curia per saperne di più, magari si sono conservati i documenti sul passaggio del diritto di patronato oltre che quelli di proprietà...

Un cordiale saluto a tutti,
E.V.

Re: Juspatronato e proprietà

MessaggioInviato: giovedì 5 settembre 2013, 14:49
da Alessio Bruno Bedini
In genere in curia non sono conservati accordi di questo genere.
Una persona che conosco ha in casa propria un documento notarile in cui un proprio antenato nel 1804, a seguito di un passaggio di proprietà nel 1743 da un ente religioso alla sua famiglia di un fondo sul quale era edificato un casino di campagna e una cappella, chiedeva al vescovo di poter "traslare e riattare la cappella".
Conoscendo il notaio e l'anno sono andato presso l'archivio di stato dove sono depositati quei protocolli e ho trovato non solo la copia originale di quel documento ma anche l'istituzione del legato da parte di quella famiglia a favore della mensa sempre nel 1804.
Inutile dire che dopo aver cercato anche in curia non ho trovato null'altro.
Dunque a mio avviso la ricerca potrebbe essere più proficua nei protocolli notarili.

Re: Juspatronato e proprietà

MessaggioInviato: giovedì 5 settembre 2013, 18:46
da De Vineis
Probabilmente questa ricerca è stata già fatta, ma in un caso del genere qualche notizia potrebbe trovarsi nell'archivio della parrocchia nel cui territorio si trova la cappella.. magari ben nascosta fra le pagine dei libri dei battesimi o dei defunti ;)

Re: Juspatronato e proprietà

MessaggioInviato: sabato 14 settembre 2013, 11:25
da rosetano
Posso aggiungere a questa interessante discussione che per quanto riguarda alcuni juspatronati di cui erano titolari miei famigliari e loro collaterali, alla base della fondazione di una cappellania vi era sempre un atto notarile che ne definiva i contenuti e i beni, e ne intestava la titolarità dello jus presentandi ai discendenti o ai parenti più prossimi del fondatore, secondo l'ordine di successione voluto, cosa che ho potuto personalmente riscontrare nell'archivio vescovile sia negli atti relativi ai benefici parrocchiali sia nei bollari vescovili per le nomine dei cappellani.
Aggiungo che una volta fondata la cappellania, come credo di aver capito, questa assumeva il carattere di ente giuridico e pertanto aveva uan sua autonomia rispetto alle proprietà della famiglia fondatrice, che ne poteva godere solo fino
a quando avesse avuto discendenti che potessero dimostrarne la titolarità del diritto (pro quota), ci sono infatti bolle di nomina con decine di titolari.
Se non erro solo dopo l'età napoleonica, quando ci fu l'incameramento dei beni ecclesisatici, ci fu un generale "riodino" della materia anche da parte della Chiesa ma su questo periodo ci sono persone ben più ferrate di me.

Re: Juspatronato e proprietà

MessaggioInviato: martedì 17 settembre 2013, 0:49
da Delehaye
sto facendo una ricerca approfondita non solo sulla cappella in questione, ma sul complesso (complicato assai!) di cappelle e chiese che sorsero in quell'area ristrettissima.
sono perfino riuscito a trovarne delle foto, per PURA fortuna!
l'archivio basilicale in questione NON ha nulla!
e sono riuscito a trovare i fascicoli di quelle cappelle/chiese nell'archivio diocesano...
non mi resta che andare lì e sfogliemi quei fascicoli...
ma il tempo ... ahhh il tempo...
;)

p.s. quel cognome di presunto giuspatronato nelle carte d'epoca finora consultate NON è apparso ancora...

Re: Juspatronato e proprietà

MessaggioInviato: domenica 20 luglio 2014, 21:58
da Messanensis
In Sicilia nella seconda metà del XV secolo, un mio antenato nel suo testamento esprimeva la volontà di essere sepolto in una Chiesa, alla quale faceva un legato, nel caso in cui l'Arcivescovo l' avesse concessa in giuspatronato a lui ed ai suoi eredi in perpetuo. Secondo voi l'eventuale concessione dell Chiesa sarà avvenuta con atto scritto o verbalmente? E nel primo caso c'è speranza di trovare tale atto nell' archivio della curia?

p.s. La Chiesa in questione non esiste più da oltre due secoli.

Re: Juspatronato e proprietà

MessaggioInviato: lunedì 21 luglio 2014, 10:16
da GENS VALERIA
Messanensis ha scritto:In Sicilia nella seconda metà del XV secolo, un mio antenato nel suo testamento esprimeva la volontà di essere sepolto in una Chiesa, alla quale faceva un legato, nel caso in cui l'Arcivescovo l' avesse concessa in giuspatronato a lui ed ai suoi eredi in perpetuo. Secondo voi l'eventuale concessione dell Chiesa sarà avvenuta con atto scritto o verbalmente? E nel primo caso c'è speranza di trovare tale atto nell' archivio della curia?

p.s. La Chiesa in questione non esiste più da oltre due secoli.


Verbalmente , direi di no , sicuramente scritto , considerando l'epoca sarà complicato trovare l'atto o copia di esso in curia , Rosario , io telefonerei chiedendo da dove partono i documenti più antichi custoditi nell'archivio diocesano, in caso esistessero documenti Quattocenteschi andrei a visionarli.